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Recensione GTA 5

Il videogame più atteso di tutta una generazione è finalmente tra noi!

Grand Theft Auto 5

Videorecensione
Grand Theft Auto 5
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

GTA 5 è totale! Non c'è aggettivo migliore per descrivere in un lampo le sensazioni provate sin dal primo istante d'immersione nella nuova avventura Rockstar North, che ormai non sbaglia un colpo. Le differenze rispetto al predecessore sono abissali: il dev team ha evidentemente accolto, una ad una, lamentele e suggerimenti, plasmando il Grand Theft Auto che tutti sognavamo.
Grand Theft Auto 5 ritorna a Los Santos (e San Andreas), regalandoci una delle ambientazioni più curate, vaste e ricche di cui si abbia memoria in ambito free roaming. Ci offre talmente tante attività (dallo sport all'investimento azionario) e variabili da far impallidire qualsiasi videogame, amalgamando il tutto in maniera perfetta grazie ad una storyline sempre vivace ed interessante, a ritmi sostenuti e ad una caratterizzazione incredibile di tutti gli interpreti.
Ma è soprattutto la cura maniacale per ogni più insignificante dettaglio a rendere indimenticabile GTA V: un'insieme di tante esperienze diverse in un solo videogame. La chiusura ideale per una generazione che il 17 Settembre prende un'ampia boccata d'aria, e d'un colpo non sente più la pressante necessità di andare in pensione.
GTA 5 è tutto questo e molto altro. Una produzione che i 256 milioni di dollari investiti da Rockstar non quantificano pienamente. Un titolo capace di racchiudere le conoscenze, le emozioni, le esperienze e le passioni delle centinaia di persone che vi hanno partecipato; di inglobare in meno di venti gigabyte tutto quello che abbiamo assaporato in un'intera generazione, e massimizzarlo fin quasi a rendere superfluo tutto il resto! Grazie ad una versione Xbox 360 completa abbiamo potuto finalmente mettere le mani su quello che era già a tutti gli effetti un capolavoro annunciato.

Tre è il numero perfetto

Non appena si è venuto a sapere della presenza di ben tre protagonisti in Grand Theft Auto 5, noi addetti ai lavori, per quanto stuzzicati dalle prospettive ludiche, ci siamo immediatamente detti scettici riguardo ai risvolti puramente narrativi di questa coraggiosa soluzione. Imbastire un'intreccio del genere, oltre a tutte le complicazioni del caso, rischiava di sbilanciare gli equilibri verso uno o l'altro protagonista, o peggio renderli tutti insignificanti. Rockstar ci smentisce nell'arco di appena un paio d'ore, presentando un cast attoriale fantastico, sorretto proprio dalle personalità dei tre personaggi principali.
Franklin è un robusto ragazzotto di colore, cresciuto ad un paio di isolati appena da Groove Street, senza una famiglia a sostenerlo e con un passato di ladro e spacciatore nel ghetto. Sebbene il desiderio di cambiamento lo stuzzichi, le facili opportunità di Los Santos ed il suo bisognoso "fratello" Lamar lo mantengono ben ancorato alla delinquenza. Michael De Santa è un ex-rapinatore professionista, ritiratosi sotto la protezione testimoni dell'FIB dopo un colpo andato male. Vive il sogno americano: un andirivieni tra la sua ricca villa di Rockford Hills e lo studio di un rinomato psicanalista, lamentandosi di una moglie che non ormai non lo ama più e due figli cresciuti senza ideali. Infine Trevor Phillips, autolesionista schizoide e sociopatico che gestisce un traffico di metanfetamina a Nord della city, nella Blaine County. Il prototipo di protagonista "Pulp" con un conto in sospeso col passato. I tre si ritroveranno giocoforza ad unire le proprie capacità per uscire da una situazione sempre più complicata... e ricavarci magari un bel gruzzolo.
Questo piccolo background dovrebbe già dare un'idea delle potenzialità della caratterizzazione psicologica, come già anticipato rasenta la perfezione. Prese singolarmente le personalità e le abitudini dei tre appaiono talmente radicate e credibili da portare il giocatore ad immedesimarsi completamente e reagire di conseguenza. Franklin, ad esempio, ha la passione per le auto, nonché tutta la gestualità e la "parlantina slang" del gangster di colore.

"La pluralità culturale della metropoli più estesa al Mondo si percepisce a occhio nudo, si assapora, e d'un tratto GTA 5 diventa molto più che un videogioco. Diventa il manifesto di una società"

Controllandolo verrà sorprendentemente naturale dedicarsi alla collezione ed elaborazione delle vetture più veloci ed aggressive, ascoltare hip-hop a tutto volume ed indossare vestiti due o tre taglie extra (in-game, naturalmente). All'opposto, le ore passate nei panni di Trevor non ci hanno fatto mai venire voglia di acquistare mezzi di trasporto, ne tantomeno un vestito! Il suo folle idealismo, la musica acid-rock sparata in auto ogni volta che ne prendevamo possesso ed il fare assolutamente fuori dagli schemi ci hanno spinto ad esagerare, a fare casino, a sparare prima di pensare; affrontando molto più spesso a viso aperto le forze dell'ordine. Difficile trovare un altro videogame dove ci siamo trovati ad interpretare con tanto entusiasmo anche un solo protagonista, figuriamoci tre!
Il vero apice lo si raggiunge, naturalmente, quando si trovano assieme: una vera e propria bomba pronta in qualsiasi momento a detonare. Vengono alla luce, in questo caso, le trovate migliori di una sceneggiatura sempre brillante, briosa e frizzante, in grado sia di passare senza inciampi e senza soluzione di continuità da un protagonista all'altro, che di gestire perfettamente tre ego del genere assieme sullo schermo. Le linee di dialogo, marchio di fabbrica Rockstar, sono il vero game changer. Capaci di mantenere viva l'attenzione anche quando gli avvenimenti non brillano per originalità, ci condurranno all'interno di un vortice irrefrenabile di sprezzante, dissacrante e spesso macabra ironia, caratterizzando allo stesso tempo un'incedere sempre fresco e del tutto privo di tempi morti. Ci sarà spazio anche per qualche intermezzo meno leggero e più serioso, ma non vedremo mai Franklin, Mike o Trevor scadere nel drammatico o nel melenso. Un equilibrio perfetto, che esalta gli eccessi come ogni Grand Theft Auto dovrebbe fare.
A puntellare l'esperienza un cast di supporto ottimamente curato. Tra i Folli Sconosciuti e i veri e propri Co-Protagonisti (i quest giver) osserveremo una pletora di pesonalità differenti, in grado di incarnare ogni stereotipo della società moderna. Dagli agenti corrotti al miliardario fissato per la forma fisica; dal drogato di adrenalina agli stalker che frugano tra i rifiuti delle loro celebrità preferite. Un affresco totalizzante in pieno stile Rockstar, costruito con grande maestria e con la cura minuziosa infusa in ogni più insignificante linea di dialogo; capace di costruire un substrato sociale vivo e credibile. Capace, insomma, di costruire una "realtà" dalla quale è impossibile non rimanere affascinati.

This is Los Santos

Se un'ottima caratterizzazione dei personaggi e una sceneggiatura brillante sono necessità fondamentali per un titolo ambizioso, la storia ci insegna che per Grand Theft Auto non sono comunque sufficienti. Ad avere un'importanza perfino maggiore rispetto a tali elementi è infatti l'ambientazione, vero fulcro dell'esperienza videoludica.
In questo aspetto GTA 5 è semplicemente il numero uno. Los Santos non è solo un vastissimo "parco giochi" da esplorare liberamente sin dal primo istante dell'avventura; è, come abbiamo più volte detto, un vero e proprio spaccato di Los Angeles e della California. Chi è stato almeno una volta nella "città degli angeli" non potrà fare a meno di notare una planimetria sorprendentemente somigliante, nonché la fedele rappresentazione di tutti i landmark più rappresentativi: le gigantesche trivelle di petrolio e le torri eoliche nel deserto, la scritta "Vinewood", l'aeroporto LSJ (parodia di "LAX") e tanto altro ancora.
Dai deserti della Blaine County giù fino a Vespucci Beach, il viaggio non è una semplice scampagnata, ma un tuffo vero e proprio nelle atmosfere, nei colori e nei sapori della California. Si passa dalle lunghissime "Route" immerse nel deserto agli affollati Boulevard della Downtown Los Santos; dalle stradine incastrate tra le lussuose ville di Rockford Hills a quelle sterrate dei piccoli agglomerati abitativi nella contea. E' un percorso fatto soprattutto di sensazioni diametralmente opposte: dalla perfezione asettica dei "quartieri alti", dove tutto è curatissimo e circolano solo le (poche) auto di lusso dei residenti, alla calca quasi fastidiosa delle Freeway, dove si affretta ogni giorno la manodopera di Los Santos e l'afa si respira attraverso lo schermo.
La pluralità culturale della metropoli più estesa al mondo si percepisce a occhio nudo, si assapora, e d'un tratto GTA 5 diventa molto più che un videogioco. Diventa il manifesto di una società, reso "reale" da un'attenzione fuori dal comune in ogni più piccolo aspetto quotidiano. Gli NPC (le persone, verrebbe da dire) si comportano concordemente al loro ceto sociale, fanno sport e sia allenano a Vespucci Beach; vanno al lavoro in centro e tornano a casa in periferia; si tengono in contatto via telefono e si incontrano al bar. Vivono intorno a noi. La metropoli "respira" e noi al suo interno assaggiamo i ritmi festosi dei dissestati quartieri latini, il brusio del traffico nella parte commerciale della Downtown. Captiamo gli sguardi di disprezzo quando lo sciatto Trevor entra in una boutique di West Vinewood e le occhiate di sfida delle gang quando Fraklin o Michael passano nei quartieri dove "one block makes all the difference".

E' una ricostruzione meticolosa e incredibile che funziona su tanti livelli diversi, intrecciati per creare una società pulsante ed un'esperienza forse mai vista prima. Basterà camminare per qualche minuto, prendere un'auto, spostarsi di un paio di chilometri e scendere per qualche altro istante per vivere esperienze sempre differenti ed appaganti. A sostenere il tutto, la parodistica reinterpretazione delle mode e delle fissazioni (commerciali e non) della società occidentale moderna. Un lavoro di ricerca e creatività strabiliante, che ci porterà a conoscere le meraviglie del nuovissimo smartphone iFruit 9, di Lifeinvader (il Facebook di GTA), del reality Fame or Shame, dove i giudici sono incoraggiati ad insultare liberamente qualsiasi prestazione imperfetta. Ma anche di "eroi moderni" come Impotent Rage, una sorta di Superman vegano che combatte chi non ricicla la spazzatura o i patriottici Republican Space Rangers, alle prese con l'apertura dell'esercito alle donne ed agli omosessuali. Un'amalgama di ingredienti che ci farà letteralmente scoppiare dalle risate e che si presenterà sorprendentemente ben integrata sia nel contesto sia nelle storyline dei tre protagonisti. Un sogno ad occhi aperti per qualsiasi amante del free roaming.

Un Gran Theft Auto tutto da (ri)scoprire

A livello ludico Rockstar ha fatto un lavoro a dir poco eccezionale, rivedendo prima di tutto alla radice la struttura delle missioni. Il troppo semplicistico meccanismo dei vecchi episodi sparisce, in favore di una costruzione sempre piuttosto articolata. Incarico dopo incarico vi accorgerete di quante siano le nuove variabili e di quante situazioni differenti ed inedite possano innescarsi in GTA 5. Non c'è una sola missione, tra le settanta principali, che si risolva in maniera completamente lineare. Ad impressionare è soprattutto la vasta scelta di approcci ai vari obiettivi, garantita in primo luogo da qualche interessante nuova introduzione nell'arsenale bellico e dalla possibilità di personalizzare in maniera piuttosto approfondita le bocche da fuoco. La facoltà di acquistare ottiche avanzate e silenziatori, ad esempio, consentirà una grande libertà di scelta quando dovremo decidere come eliminare un bersaglio; allo stesso modo l'introduzione delle cariche remote, grazie alle quali preparare letali trappole o rendere il nostro stesso veicolo un'arma da lanciare a tutta velocità contro l'obiettivo. GTA 5 garantisce una rinnovata varietà anche nelle strategie di fuga, dandoci la facoltà di rinforzare il telaio delle nostre vetture per resistere agli impatti, potenziare il motore e rendere pneumatici e finestrini a prova di proiettile. Per i giocatori meno convenzionali, infine, Rockstar ha pensato di inserire tra i papabili acquisti del "malvivente che non deve chiedere mai" un paracadute con tanto di tuta alare. Utilizzato principalmente per lo Skydiving si rivela soluzione duttile anche per darsi velocemente alla fuga dal tetto di un grattacielo o dalla sommità di una gru dove siamo appostati per una fase di cecchinaggio. Saranno infine gli incarichi stessi a garantire svolgimenti sempre differenti: ora richiedendo un approccio da terra, ora dal cielo ed ora dal sottosuolo; offrendoci moto piuttosto che auto, o preparando per noi una fuga via mare. Alle volte innescando persino qualche intelligente script a movimentare l'azione e costringerci a cambiare radicalmente l'approccio. Tutto in funzione di una varietà e di una freschezza di cui si sentiva veramente bisogno e che, adesso, soddisfa pienamente.
Molto interessante, sempre sotto questo profilo, l'inserimento di obiettivi secondari per ciascun incarico.

"Grand Theft Auto 5 è un prodotto mastodontico. Un’esperienza da vivere in prima persona, che supera i canoni del videogioco immergendoci in una "realtà alternativa" talmente ben curata e dettagliata da sembrare vera"

Alla stregua di Assassin's Creed ci verrà chiesto di agire in maniera "perfetta" per ottenere la valutazione migliore: affrettare i tempi, danneggiare i veicoli il meno possibile, essere molto precisi armi alla mano e tanto altro ancora. Il tutto segnalato solo dopo il completamento dell'incarico, tanto per invogliarci a riprovarlo grazie alla nuova funzione dedicata, che permetterà di ripetere qualsiasi missione senza compromettere il salvataggio. Una soluzione ben implementata, interessante e lungimirante, che "prende all'amo" soprattutto i completisti più incalliti.
Se già le missioni "normali" convincono e mantengono incollati allo schermo come non mai, l'eccellenza è rappresentata dai colpi: rapine e sequestri legati alla trama principale (dunque non perpetrabili a piacimento come attività secondarie) che fanno risplendere tutte le novità di Grand Theft Auto 5. Si inizia dalla pianificazione, che parte da un accurato sopralluogo. Già qui le variabili sono moltissime: ogni tanto basterà appostarsi nelle vicinanze e scattare qualche foto col cellulare; altre volte dovremo entrare personalmente e parlare con gli inservienti, o osservare la zona dall'alto cieli o da un palazzo limitrofo. Coinvolgere dal principio ed in questa maniera il giocatore funziona alla grande: la tensione riempie immediatamente le vene di adrenalina e l'immedesimazione sale al massimo. Ci sarà quindi il momento di riflessione per scegliere l'approccio (solitamente diversificato tra "raffinato" e "a testa bassa") e la manodopera (autisti, tiratori, hacker). Una fase semplice ed immediata, ma assolutamente da non sottovalutare. Scegliere autisti o tiratori poco preparati (per pagarli meno), potrà portare conseguenze disastrose in corso d'opera: nel nostro caso, ad esempio, lo sfortunato incidente di un driver poco esperto è costato ben cinquanta milioni di dollari sul bottino totale. Selezionati i complici (dotati di scheda ed attributi da consultare) sarà la volta di procedere con la preparazione: una serie di sotto-missioni interconnesse tra loro, utili a reperire i veicoli, selezionare i punti di fuga, recuperare i travestimenti e quant'altro necessario. Incarichi ancora una volta sorprendentemente vari e coinvolgenti: dal semplice pedinamento all'infiltrazione sotto falsa identità. Infine la messa in atto vera e propria, dove si tireranno le fila, nel bene o nel male, e tutti gli sforzi verranno ripagati. In questo caso si inseriranno spesso gli script di cui si parlava, ed il prosieguo verrà intervallato da cut scene capaci di dare un sapore decisamente hollywoodiano al tutto.
Il grande impatto scenico di queste fasi viene sostenuto a livello strutturale dalle dinamiche di un gameplay in buona parte "trasformato". Si inizia dall'oramai famigerato switching, ossia dalla possibilità di passare da un personaggio all'altro in qualsiasi istante. L'opzione, nel corso dell'avventura, si è dimostrata estremamente duttile e in più d'un occasione fondamentale nell'economia di gioco. Passare da un protagonista all'altro quando è esplicitamente richiesto sposta radicalmente il punto di vista rispetto all'azione, ampliando la percezione e la disponibilità di approcci. Rifare la stessa operazione a piacimento, ad esempio durante una sparatoria particolarmente impegnativa, inserisce variabili tattiche mai viste prima. Spostare Michael (il miglior tiratore) in posizione di copertura e mantenere Trevor e Franklin al fuoco pesante (magari fiancheggiando i nemici da due lati) è solo una delle tantissime alternative rese possibili da questo sistema, dall'ottimo level design delle location e da un'interattività ambientale di tutto rispetto. Ogni scelta in nome della massima varietà ed in funzione del divertimento del giocatore. Una politica che condividiamo ed apprezziamo e che riesce a far chiudere un occhio anche sulla prontezza non sempre impeccabile dell'IA nemica in battaglia. Di buona fattura, invece, gli algoritmi che guideranno i due protagonisti "non controllati", capaci di darci considerevole supporto in qualsiasi situazione.

Il divertimento passa anche -e soprattutto- dallo snellimento delle dinamiche di shooting e dai rinforzi apportati al sistema di coperture. Tutto funziona molto meglio ed in maniera decisamente più fluida ed intuitiva, ricordando da vicino il recente Max Payne 3. Già solo la facoltà di portare con se tutte le armi a disposizione ed ottenere una finestra di tempo rallentato nel passaggio dall'una all'altra attraverso la classica "ruota", rende le fasi shooter più dinamiche e soddisfacenti. Il sistema di puntamento riprende le ultime produzioni Rockstar, implementando l'indispensabile aggancio magnetico ma consentendoci anche di spostare il reticolo manualmente (o di disattivare ogni aiuto). In tema di meccaniche non vanno dimenticate poi le revisioni al sempre centralissimo driving system, qui molto più soddisfacente rispetto al passato. Pur rimanendo ambito dell'arcade, il sistema di guida si dimostra incredibilmente differenziato da veicolo a veicolo, rendendo l'esperienza (in cielo come in terra) estremamente più sfaccettata e coinvolgente, anche a patto di superare una curva di apprendimento inizialmente un po' ripida.
Il dev team ha rivisto in maniera piuttosto radicale anche il modello economico classico di Grand Theft Auto. Rapine a parte non otterremo denaro dalle missioni. Per arricchire il trio dovremo darci da fare personalmente, investendo quanto guadagnato nelle tante proprietà (e sostenendole in prima persona) o in borsa. Oppure dedicandoci ad attività criminali minori in proprio. Un sistema molto realistico e decisamente più impegnativo. Importantissima, parlando di varietà, la forte diversificazione tra i talenti dei personaggi. Franklin, lo abbiamo detto, è un eccellente autista, Michael un abile tiratore e Trevor, oltre ad essere pazzo, possiede una spiccata attitudine al volo ed alla lotta. Queste differenze si riflettono principalmente nella selezione di abilità speciali, che spingono il giocatore ad cambiare costantemente punto di vista ed aggiungono ulteriore profondità al gameplay. Franklin potrà rallentare il tempo a bordo di un veicolo, ottenendo una finestra privilegiata entro la quale districarsi agilmente nel traffico. Interpretando Michael, come Max Payne, saremo in grado di attivare un bullet time puro e semplice, necessario a prendere meglio la mira. Trevor entrerà infine in berserk, causando molti più danni e subendone fino al 50% in meno. Tali peculiarità rendono ancor più interessante la suddivisione dei compiti, garantendoci grandi soddisfazioni quando riusciremo ad ottenere risultati combinando le abilità.
Tutti questi "sistemi" si intrecciano in maniera sottile ed elegante, garantendo, per quanto riguarda la main quest, una progressione briosa, sempre interessante e ricca di spunti, anche quando agiremo nei panni di un singolo personaggio. Nessun incarico sembrerà uguale all'altro e ci troveremo costantemente a sperimentare nuovi approcci e nuove sensazioni. Le circa quaranta ore per il completamento delle sole missioni principali scorreranno così in maniera estremamente fluida, senza mai stancare o appesantire. Anzi dando, anche verso la fine (dopo ben settanta missioni), la voglia di proseguire, ancora e ancora. Una vera droga.

Secondario a chi!?

Come da copione, ad affiancare la main quest di Grand Theft Auto 5 ci saranno un universo di attività secondarie di ogni genere. Si parte dai classici Sconosciuti (venti in totale): ci imbatteremo in missioni un po' più classiche e meno articolate rispetto a quelle principali, ma lo humor sferzante delle situazioni ed alcune trovate che preferiamo non svelarvi renderanno il tutto decisamente interessante. Gli sconosciuti saranno inoltre i principali fautori dell'apertura di nuove attività sportive collaterali, che continueranno a spuntare come funghi fin oltre alla metà dell'avventura. Troviamo il golf, lo skydiving (in "diverse forme"), il triathlon, le freccette, il tennis e tanto altro ancora. Tutti caratterizzati da meccaniche piuttosto semplici e spartane ma piuttosto approfondite e complete: un divertente e convincente passatempo tra una rapina e l'altra. Se non vi sentite degli sportivi provetti potrete dedicarvi agli altri hobby presenti in Los Santos. Una serata allo strip club, ad esempio, dove assistere a qualche provocante pole dance o pagare un extra per uno spettacolo privato... e tentare, tramite un divertente mini-game, di portarvi a casa la ragazza. Oppure un'allegra giornata al Luna Park. Ma potrete anche pensare a coltivare qualche interesse ben più personale, ricoprendo il vostro corpo di una vasta selezione di tatuaggi, rifornendo il guardaroba nei tanti negozi presenti o passando in uno dei tanti "Los Santos Custom" per una rivoluzione del veicolo.
C'è n'è veramente per tutti i gusti e per soddisfare -non a caso- le predilezioni di tutti e tre i protagonisti. A Michael, ad esempio, calza a pennello il ritorno delle proprietà da acquistare, con tanto di missioni secondarie allegate ed una rendita settimanale a sostenerci. A Trevor, invece, gli incarichi da "trasportatore", commerciando via aria e via terra armi, droga e chissà cos'altro. Ogni attività collaterale, ovviamente, aggiungerà profondità e varietà al contesto, grazie soprattutto alla rifinitura di ogni minimo dettaglio da parte di Rockstar, che non ha lasciato davvero nulla al caso.

Le vere novità sono però altre. Prima di tutto l'avvento, direttamente da Red Dead Redemption, delle sub quest generate casualmente. Gironzolando in città, in buona sostanza, vedremo spuntare piccoli pallini blu o rossi, ad indicare qualcuno in pericolo o un portavalori da svaligiare. Scegliere se intervenire o meno starà a noi, così come scegliere se riportare un oggetto/veicolo rubato dopo aver sventato una rapina. Attenzione però: aiutare uno sconosciuto oggi ed uno domani potrebbe prima o poi metterci in contatto con nuovi amici dalle capacità particolari, intenzionati ad unirsi a noi in qualche "lavoretto". Un modo come un'altro per creare un circolo virtuoso e non farsi sfuggire alcuno spunto secondario. Brava Rockstar!
In secondo luogo assistiamo ad un ritorno in auge del cellulare: qui non servirà solamente a tenersi in contatto con i compari e con le ragazze (solo sesso, non vi preoccupate, niente appuntamenti romantici) ma anche per navigare sul web. Una vera chicca, ampliata a dismisura in questo nuovo capitolo. Attraverso la rete potrete seguire le sempre fresche notizie di Weazel News e carpire i segreti per investire i vostri soldi in borsa direttamente online; acquistare una vettura lussuosa, una moto o una bicicletta che vi verranno recapitate direttamente al garage. Potrete seguire le ultime puntate di "Republican Space Rangers", i Bleet! delle celebrità o aderire al mistico culto di Kifflom! E non mancherà persino una sezione dedicata ai misteri di Los Santos, con tanto di velati indizi e collegamenti ipertestuali per ritrovare i cinquanta indizi che vi porteranno alla risoluzione di un omicidio dimenticato. Solo la navigazione in rete, tale è la sua complessità e densità di contenuti, vi porterà via svariate ore. E vi farà letteralmente sbellicare!
Chiudono il quadro di una produzione mastodontica e dettagliatissima le immancabili trasmissioni televisive e gli spettacoli cinematografici, che si uniscono, come da copione, alle favolose pubblicità ed ai talk show radiofonici. Ma l'aspetto sicuramente più interessante è come tutto questo si integra con i protagonisti e nella narrazione. Sentiremo spesso discutere i nostri di questo o quel programma, li scopriremo fan dei personaggi televisivi o cinematografici; e, ancora meglio, sentiremo parlare alla radio di avvenimenti in cui siamo stati direttamente coinvolti. Semplicemente fantastico.
E' importante sottolineare infine che, anche nelle situazioni di "svago", i ritmi non vanno mai a diluirsi troppo. Anche qualora non trovaste qualcosa da fare nei panni di un personaggio, o l'obiettivo successivo fosse troppo lontano, vi basterà impostare il navigatore e lasciar fare alla CPU, passando ad un'altro membro del terzetto per non lasciare veramente nessuno spiraglio alla noia. Così facendo, inoltre, vi garantirete persino qualche risata extra, dato che troverete frequentemente i tre impegnati nelle loro "imprevedibili faccende personali" (specialmente Trevor!). Un ulteriore beneficio delle meccaniche di switching, che aggiungono continuamente dinamismo e creano un notevole impatto scenico grazie all'effetto Google Maps che tutti abbiamo avuto modo d'intravedere.

"Furia ed Euforia"

Grand Theft Auto 5 è un titolo tripla A a tutto tondo, che brilla anche a livello tecnico. Non possiamo nascondere, almeno nella versione Xbox 360 da noi testata, qualche piccolo problema di rallentamento, un frame rate non sempre stabilissimo, alcune texture rivedibili e qualche inciampo in termini di gestione delle collisioni. Tuttavia, quanto ci viene mostrato a schermo è semplicemente "troppo" per soffermarsi sui "dettagli tecnici".
Si parte da una modellazione dei personaggi squisita; decisamente migliorata rispetto al predecessore. Siamo ad un livello leggermente superiore perfino a Red Dead Redemption, soprattutto per quanto riguarda le espressioni facciali, qui semplicemente su un altro pianeta. Le animazioni in generale, gestite dal già noto Euphoria Engine, sono fatte a regola d'arte e, se non fosse per una gestione fisica delle collisioni un po' imprecisa, GTA 5 sarebbe semplicemente fuori scala. Ad impressionare, rimanendo in tema "fisica", sopratutto le routine dell'acqua, credibili e capaci di influenzare la manovrabilità dei mezzi e dunque di riflesso il gameplay. Lodevole, come abbiamo già detto, anche il rinnovamento delle routine che sottendono all'handling delle vetture, che cambia a seconda della superficie, dei pneumatici e delle condizioni del fondo (asciutto o bagnato).
E' chiaro però che, complessivamente, Grand Theft Auto 5 mostra il meglio di se nel caratterizzare modelli solidi e ricchi di dettagli: lo vediamo non solo in protagonisti e comprimari, ma anche osservando edifici, abitazioni e palazzi; o i veicoli, caratterizzati -quando cabrio- addirittura dalla diversa animazione d'apertura del tettuccio. Il livello di dettaglio è spaventoso, così come la densità di particolari, gli edifici completamente modellati anche all'interno e la differenziazione dell'abbigliamento di persona in persona. In GTA 5 non troverete insomma un metro quadro uguale all'altro.
Ma non è solo la quantità di elementi a risultare disarmante, quanto l'estrema cura nella realizzazione e nella collocazione di ognuno; la meticolosità maniacale nel ricreare a Los Santos ogni scorcio di Los Angeles. E' un'esperienza da vivere sulla propria pelle anche a livello artistico e visivo. Ovunque vi troviate ammirerete scorci paesaggistici eccezionali e le suggestioni culturali finiranno per catturarvi e portarvi ad esplorare con curiosità ogni anfratto dell'ambientazione. L'estensione della mappa è sconfinata e la draw distance impressionante (per quanto qualche fenomeno di pop-up faccia di tanto in tanto capolino). Se teniamo in conto che ad ogni istante il motore calcola anche le routine del traffico, il movimento delle persone e molto altro ancora sembra quasi impossibile veder girare GTA 5 su hardware datato come quello di Xbox 360 o Playstation 3.
Al computo si aggiungono, infine, un ciclo giorno-notte dinamico caratterizzato da un'ottima gestione dell'illuminazione ed un'implementazione davvero notevole dell'effettistica particellare, che finisce -di tanto in tanto- col rallentare l'azione a schermo.
Se il comparto grafico lascia di stucco e presenta davvero pochissime riserve, il comparto sonoro è semplicemente da Oscar. Il doppiaggio in inglese è perfetto, ideale nel caratterizzare le differenze socio-culturali di un meltdown come quello di Los Santos. Anche a livello tecnico la promozione è totale: espressività ai massimi livelli e tonalità sempre coerenti, per un coinvolgimento a trecentosessanta gradi. Non da meno le campionature sonore, potenti, corpose e credibili; e la colonna sonora, composta da tantissimi brani famosi di ogni epoca e genere: perfetti nel cogliere le peculiarità delle due generazioni di protagonisti rappresentate. L'unico "difetto" che possiamo trovare, scavando veramente a fondo, risiede in qualche leggerezza nelle traduzioni in italiano, minate di tanto in tanto da errori che dal controllo qualità Rockstar non ci aspettavamo. La notizia positiva, di contro, risiede nell'utilizzo -finalmente- di un font più grande e comprensibile.

Grand Theft Auto 5 Grand Theft Auto 5 è un prodotto mastodontico, difficile da descrivere a parole anche spendendo centinaia di migliaia di caratteri. E’ un’esperienza da vivere, che supera i canoni del videogioco immergendoci in una "realtà alternativa" talmente ben curata e dettagliata da sembrare vera. Un’esperienza estremamente longeva, duratura, da gustare frame dopo frame. Impossibile non perdersi nei meandri di Los Santos, non farsi affascinare dai suggestivi scorci dei parchi naturali e non desiderare una villa a Rockford Hills. Impossibile non rimanere coinvolti nelle vicende personali dei protagonisti; divertiti ed affascinati dalle parodie della moderna società occidentale. Ma, al di là delle suggestioni, GTA 5 è un titolo estremamente concreto: Rockstar ha rivisto dalle basi la struttura degli incarichi, ed ha inserito non uno ma tre protagonisti perfettamente caratterizzati. Tutto per dare ai fan quello che volevano da tempo: un Grand Theft Auto estremamente vario, brioso, dinamico e imprevedibile. Un videogame dalle possibilità sconfinate che tronca momentaneamente di netto l’attesa per la nuova generazione di console. Grand Theft Auto 5 è insomma uno di quei titoli capaci di far parlare per mesi, di rimanere scolpiti nella memoria dei giocatori. Uno di quei capolavori indelebili che ricorderemo negli anni a venire, che settano nuovi standard per l’industria intera. Preparatevi a perdere il sonno e la vita sociale: GTA è tornato!

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