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Recensione Guacamelee! Super Turbo Championship Edition

L'edizione definitiva del Metroidvania di Drinkbox

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Guacamelee! Super Turbo Championship Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Guacamelee! è ormai diventato la “gallina dalle uova d'oro” del talentoso team Drinkbox Studio, che dopo l'ottima prova con i due “Tales from Space” ha pubblicato l'anno scorso il suo primo capolavoro. Colorato e frizzante, tecnico e ben strutturato, Guacamelee! è un metroidvania come non se ne vedevano da tempo (e tale è rimasto fino all'arrivo di Strider), ma è pure uno dei migliori action bidimensionali degli ultimi anni: anche al netto di qualche imperfezione, il combat system vivace e impegnativo fa da perfetto controcanto alle indovinate sequenze platform. Non è un caso, quindi, che dopo l'ottima prova su PsVita la “Gold Edition” di Guacamelee! abbia venduto bene anche su Steam. Altrettanto logico è l'arrivo del gioco su
PlayStation 4, Xbox One e Wii U: le piattaforme di nuova generazione accolgono in particolare la Super Turbo Championship Edition, che per sole due settimane di ritardo rispetto al DLC di Dead Rising 3 non conquista il premio per la titolazione più autoironica del momento.
Anche senza questo primato la nuova versione di Guacamelee! si distingue per l'ottimo lavoro di conversione, nonché per una discreta mole di contenuti aggiuntivi che la rendono certamente più completa e interessante. Difficilmente le due aree inedite ed una (eccellente) boss fight potranno convincere i giocatori che si sono già misurati con il titolo, ma l'impegno del team basta per chiudere un occhio sul malcelato ipersfruttamento della loro creatura. Sperando che dopo questa versione definitiva la software house possa passare ad altro, quindi, accogliamo un'ultima volta Guacamelee! a braccia aperte.

Viva Mexico

Nella sostanza, Guacamelee! è action/platform 2D che recupera la struttura e formula di gioco dai classici intramontabili degli anni '90, così come li hanno pensato prima Nintendo e poi Konami: per amor di brevità, a questo genere di prodotti si affibbia il nome di Metroidvania. Per chi non lo sapesse, qui il backtracking è un elemento imprescindibile dell’esperienza di gioco: il protagonista della vicenda, apprendendo gradualmente nuove mosse e poteri, potrà tornare sui suoi passi e imboccare sentieri prima bloccati, nel frattempo affrontando puzzle ambientali, sequenze platform e combattimenti che richiederanno una buona dose di abilità.
Il primo contatto con il gioco è di quelli che non si scordano: trama e stile grafico concorrono con incredibile armonia a comporre un comparto artistico delizioso, e raramente eguagliato anche da produzioni ben più blasonate. Alla base di tutto c’è il Messico. Il caldo e afoso stato centroamericano, con le sue atmosfere, i colori, l’allegria e, al tempo stesso, la profonda malinconia vissuta come solo i popoli del sud sono in grado di fare. Tutto è teatrale, esagerato, appariscente.

Muovere i primi passi nei panni di Juan, un nerboruto agricoltore, risveglia sensazioni contrastanti. La sua faccia desolata, la sua umilissima casa, l’evidente siccità con cui è costretto a combattere ogni giorno parlano ben più dei brevi dialoghi con gli abitanti della vicina Pueblucho. Il piccolo borgo, per contro, è in evidente fibrillazione: manca ormai pochissimo ai festeggiamenti de El Dia de los Muertos e in città è persino tornata, dopo lungo girovagare, la bellissima figlia di El Presidente: amica d’infanzia del nostro. Ma Juan non riesce proprio a farsi contagiare dall’allegria dei compaesani, e questa malinconia è quasi una profezia della tragedia che di lì a poco si consuma: il terribile Carlos Calaca, sovrano usurpatore del Regno dei Morti, irrompe distruggendo la villa di El Preisdente, rapisce la sua primogenita e uccide l’agricoltore giunto in soccorso.
Fine della storia? Neanche per sogno: direttamente dall’aldilà, dimensione che si sovrappone completamente a quella dei vivi, Juan entra in possesso della maschera di un Luchador, un lottatore di wrestling messicano, che gli garantisce una forza insospettabile. Comincerà così la sua missione di salvataggio e vendetta.
Quelle sembrano premesse della solita trama poco originale nascondono in realtà un plot galvanizzato da una sceneggiatura frizzante, spiazzante e spesso ironica. Gli avversari che dovrà affrontare Juan sono colmi di flashback che faranno chiarezza sul passato condiviso dal protagonista e dalla figlia di El Presidente, mentre a poco a poco verrete a conoscenza di come Carlos Calaca sia riuscito a spodestare il Diavolo in persona dal ruolo di regnante supremo del mondo dei morti. I dialoghi ricalcano quella “messicanità” (passateci il termine) di cui sopra: struggenti e patetici monologhi si alternano a velocità incredibile con battute taglienti e spiritose.
Immancabile, parlando della trama, un appunto sul meraviglioso comparto artistico. Guacamelee! cita di continuo altri videogiochi, da Metroid a Zelda passando per Super Mario, mentre i colori caldissimi del Messico fanno da contraltare a quelli, più freddi e spettrali, del regno dei morti. La ricerca artistica ha indubbiamente occupato una parte molto importante nella gestazione del titolo e l’eterogeneità dei linguaggi visivi chiamati in causa è tale che è perfino ravvisabile un lontano eco di arte giapponese e una lievissima spruzzatina di Cubismo.
Splendido anche il sonoro. Se gli effetti svolgono il loro lavoro con perizia, la soundtrack è un’esplosione di ritmi messicani, trombe e fanfare che quasi vi costringeranno ad alzare al massimo il volume. Un lavoro strepitoso anche da questo punto di vista.

Un'edizione col Turbo

Parlando di gameplay, la creatura di DrinkBox Studios non presenta meccaniche particolarmente innovative, ma trae forza dall'insospettabile profondità del level design, che ha permesso al team di architettare un’avventura varia e mai carente di nuovi stimoli.
Uno dei punti focali della progressione è legato alle abilità che il Luchador apprenderà progressivamente. Inizialmente costretto a destreggiarsi solo con l'aiuto di attacco base, salto e schivata, l’eroe avrà due modi per ampliare il suo campionario di mosse. Da una parte i numerosi negozi sparsi per i livelli, che fungono anche da comodi checkpoint: tra gli articoli in vendita presentano anche prese di vario genere, oggetti che incrementano la barra della vita ed altri extra. Inoltre trovando e distruggendo le statue Choozo (non è un errore di battitura: il rimando a Metroid è assolutamente esplicito) evocherete un anziano signore che, non senza un pizzico di reticenza, vi insegnerà nuove tecniche. Si va dal doppio salto al Frog Splash, senza dimenticare una sorta di uppercut che ricorda il celebre Shoryuken: tutte abilità irrinunciabili, visto che vi permetteranno di raggiungere nuove location e di distruggere speciali rocce che ostruiscono i sentieri.
L’altro elemento fondante del gameplay è la possibilità di tramutare l’eroe in un pollo: Juan assume le sembianze del gustoso volatile, riuscendo così scivolare all’interno di stretti condotti che spesso celano ricche ricompense. Non va poi dimenticato il potere della maschera, che permette di passare da una dimensione all’altra: il salto dal mondo dei morti a quello reale farà sparire o apparire piattaforme indispensabili per proseguire. Nelle sue fasi platform Guacamelee! può diventare persino piuttosto ostico, chiedendovi di switchare tra le due dimensioni mentre saltate da un muro all’altro e schizzate a mezz'aria con un uppercut eseguito al momento giusto. Per superare queste fasi dovrete sviluppare una buona abilità con il pad oltre che sfoderare grande concentrazione e precisione.
Chiude il quadro degli elementi fondanti del gameplay il già citato backtracking. Via via che Juan imparerà nuove mosse potrete (e dovrete) tornare sui vostri passi, dedicando quindi tempo all’esplorazione, per raggiungere così location poc’anzi bloccate. Il level design non raggiunge la complessità di un Metroid o degli ultimi Castlevania, ma se vorrete acciuffare tutti i collezionabili avrete il vostro bel da fare.

Mentre il crescendo delle fasi platform vi porta a scoprire gradualmente nuove abilità (fra corse sui muri, portali e spericolati voli acrobatici), anche il Combat System si evolve di conseguenza, risultando elemento fondamentale dell'esperienza di gioco.
I nemici appaiono sullo schermo in gran quantità e ciascuno richiede un approccio specifico per essere abbattuto senza troppi patemi. Alcuni di questi, tra l’altro, sono difesi da scudi che per essere infranti necessitano particolari mosse. Ben supportato da un sistema di controllo reattivo e preciso, anche il sistema di combattimento appare insomma profondo e interessante, fino a diventare tecnico nelle fasi più avanzate. Grazie alle piccole revisioni operate in questa Super Turbo Championship Edition, poi, tutto scorre più fluido. Eseguire le prese è più semplice, la vita residua dei nemici viene visualizzata grazie ad una barra che permette quindi di decidere con più cognizione di causa l'ordine con cui affrontare gli avversari, ed in generale tutto sembra più reattivo.
Le piccole revisioni al sistema di gioco non sono l'unica aggiunga alla versione Next-Gen di Guacamelee!. Nel gioco troviamo anzi due aree aggiuntive, che allungano di un'ora abbondante l'avventura di Juan. Una è dedicata soprattutto ai combattimenti: qui si prosegue senza troppa fatica, a dire la verità, al massimo sperimentando il temperamento rissoso che Juan ha guadagnato con la conversione: una volta riempita un'apposita barra a suon di cazzotti, infatti, è possibile attivare la modalità Intenso (che, a dispetto delle apparenze, non è il nome di un nuovo caffè della Nespresso). Avvolto dalle fiamme, il nostro protagonista diventerà feroce e spietato, riuscendo a cavarsi d'impaccio anche se messo in seria difficoltà.
Assieme alla presenza di due nuove mosse speciali, che solo raramente si integrano con il level design, questa aggiunta non modifica il bilanciamento dell'avventura, ma se si mette in conto l'arrivo di nuovi nemici, che rendono alcune delle sfide di lotta davvero tese soprattutto nella parte finale dell'avventura, non si fatica a riconoscere al team di sviluppo un impegno produttivo non comune per quello che avrebbe potuto essere un semplice remake.
Impegno confermato proprio dalla seconda zona extra, collocata all'interno del vulcano Pico de Gallo (è il nome della tipica salsa piccante messicana). Qui la componente platform viene valorizzata in maniera decisa, con soluzioni ardite e complesse che fanno impallidire persino alcune stanze bonus dell'avventura originale. E proprio al termine di questo nuovo “stage”, se così vogliamo chiamarlo, ci sarà l'aspra battaglia con il nuovo boss, El Trio de la Muerte, improbabile orchestrina scheletrica dalle routine d'attacco piuttosto vivaci.
Considerando tutte queste nuove aggiunte, oltre a quelle già incluse nella Gold Edition, Guacamelee! riesce insomma a mantenersi bello fresco nonostante sia arrivato alla terza edizione. Anche perchè è finalmente presente una modalità cooperativa locale che permette a due giocatori di affrontare contemporaneamente l'avventura. A dispetto del casino che spesso si genera quando combattiamo in coppia, potrebbe proprio essere questa introduzione a convincere anche i giocatori che hanno già affrontato l'avventura originale a riprendere in mano il pad. Nel caso, si troveranno di fronte un gioco ancora piacevole e divertentissimo, ma più fluido e reattivo, più completo e vario: cosa aspettate, quindi?

Guacamelee Sarebbe stato facile convertire “brutalmente” il già solido Guacamelee! per proporlo anche a chi non l'aveva giocato su PlayStation Vita. E invece Drinkbox Studio decide di presentarsi con una riedizione veramente speciale. Anche se le modifiche al combat system e l'aggiunta di qualche mossa e della rabbiosa modalità Intenso non cambiano gli equilibri del gioco, qui ci sono nuove aree ed una boss fight inedita, ispirate e ben costruite, che possono quasi essere considerate un contenuto “endgame” da chi ha già completato l'avventura di Juan. L'impegno produttivo si riscopre anche nell'aggiunta della modalità cooperativa. Ed è proprio grazie a tutte queste novità e revisioni che Guacamelee! riesce a convincerci, conservando il suo lusinghiero “score” anche a più di un anno dalla data d'uscita. Adesso, consolidata la fanbase e nell'attesa di un secondo episodio, bisognerebbe che il team si dedicasse ad altri progetti e confermasse le sue doti creative. Nel mentre, questa Super Turbo Championship Edition resta caldamente consigliata a tutti quanti: gli utenti Xbox One, con il programma Games With Gold, non hanno scuse!

9

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