Recensione Guardians of Middle Earth

Il MOBA di Monolith Productions arriva finalmente su personal computer.

Versione analizzata: PC
recensione Guardians of Middle Earth
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Può un MOBA pensato per console avere successo anche su PC? È ciò che ci siamo chiesti quando è arrivato in redazione il codice Steam di Guardians of Middle-Earth, ovvero il gioco sviluppato dalla statunitense Monolith Productions su commissione di Warner Bros e pubblicato nove mesi fa su Playstation Network ed Xbox Live. La nostra perplessità è dovuta da una commistione di lacune non colmate durante la fase di conversione, frutto, a nostro avviso, di superficialità e un'ingiustificata mancanza di fiducia nei confronti del PC gaming. Una scelta quantomeno bizzarra dato che è proprio in questo settore che i MOBA trovano il loro terreno ideale. Ciò non significa che Guardians of Middle Earth sia scadente, piuttosto si tratta di un prodotto che va rivisto in un paio di punti per valorizzarne le qualità e renderlo quindi appetibile al pubbico.

TERRA DI MEZZO E DINTORNI

Il gameplay di Guardians of Middle-Earth è quello tipico di ogni buon MOBA che si rispetti. Forse i meno avvezzi al genere non sanno che l'acronimo sta per multiplayer on-line battle arena, ed indica una tipologia di gioco caratterizzata dalla presenza di elementi RTS combinati con la velocità d'azione propria degli hack'n'slash. L'obiettivo di ogni partita consiste nello sconfiggere l'avversario abbattendo le sue torri difensive, nella fattispecie la torre principale situata nel punto di respawn nemico. Durante gli scontri vestiremo i panni di un guardiano dotato di poteri particolari, e verremo supportati da decine di unità controllate direttamente dalla CPU, votate per lo più all'attacco. Ovviamente è fondamentale curare la difesa quanto l'attacco, perché è sufficiente un piccolo errore per veder crollare la nostra base in una manciata di minuti. Il terreno di battaglia è rappresentato da una sola mappa di gioco sviluppata lungo l'asse orizzontale e divisa in una o tre corsie, con le due basi poste alle estremità. Dunque è facile intuire che è nel mezzo che si concentra tutta l'azione, in quello che è a tutti gli effetti il punto d'incontro tra le unità nemiche, dove insomma si gioca l'intero equilibrio della partita. Per i veterani del genere va sottolineato che in GoME le meccaniche di gioco sono state decisamente semplificate a favore di un pubblico meno esperto, cosicché non risultasse penalizzato dalle periferiche delle console. La modifica più evidente riguarda l'uso dell'item shop, difatti esso non è più posizionato ai margini della mappa di gioco in corrispondenza dei rispettivi respawn point, ma è accessibile soltanto prima di scendere in campo. Ciò significa che i potenziamenti - pozioni, abilità speciali e gemme per aumentare gli attributi - non possono essere acquistati mentre la battaglia è in corso, ma vanno scelti, e posizionati nei vari slot, prima dello scontro. Come conseguenza diretta di questa sostanziosa rivisitazione sono sparite anche due dinamiche di gioco caratteristiche dei MOBA: il last hit ed il jungling.

"Durante gli scontri vestiremo i panni di un guardiano dotato di poteri particolari, e verremo supportati da decine di unità controllate direttamente dalla CPU."

Il primo fa riferimento alla necessità di infliggere l'ultimo colpo alle unità nemiche per poter accumulare denaro, nonché al tirare un last hit ai propri alleati per evitare che sia l'avversario a farlo; mentre con jungling si intende l'uccisione di unità neutrali all'interno di determinate aree della mappa, azione portata a termine col solo scopo di guadagnare punti esperienza aggiuntivi e denaro bonus. Sebbene si tratti di modifiche poco digeribili per i più esperti, il gameplay proposto da Monolith funzione davvero bene, e si rivela adatto per i neofiti del genere che, in questo modo, possono sperimentare qualcosa di diverso senza la frustrazione derivata da una curva d'apprendimento ripida all'inverosimile. Una soluzione che, complessivamente, ha snellito e ridotto molto le situazioni di stallo a centro mappa, tipiche dei MOBA e poco adatte ai novizi.
I guardiani a nostra disposizione sono una ventina, il resto viene sbloccato acquistando dei DLC organizzati a pacchetti. Ognuno di essi possiede abilità particolari in funzione alla classe d'appartenenza: incantatore, difensore, stratega, guerriero ed assalitore. Se gli incantatori (come Saruman e Gandalf) sono abili nell'uso della magie e nel combattimento a distanza, i guerrieri (tra cui Sauron ed Aragorn) sono molto resistenti e letali nel corpo, e non mancano naturalmente i guaritori di turno (come Eowyn o Galadriel) classificati come difensori. In Guardians of Middle-Earth la scelta del guardiano è fondamentale e non va assolutamente presa alla leggera, in quanto il loro ruolo è in grado di modificare pesantemente l'approccio alla battaglia. Un'operazione che viene enfatizzata anche dalla splendida caratterizzazione dei personaggi, davvero esemplare e di grande effetto. Risultato da attribuire non solo all'uso di una delle licenze più forti della Warner Bros, ma anche al lavoro svolto da Monolith. È difficile restare impassibili all'avanzata di Sauron tra le fila nemiche o all'arrivo al fulmicotone di Gandalf col bastone sollevato in aria. Tuttavia per i fan de Il Signore degli Anelli c'è poco da gioire davanti al completo sconvolgimento del lore creato da J. R. R. Tolkien, difatti, per questioni di bilanciamento delle classi, tutti i guardiani possono far parte dello stesso team senza alcun tipo di vincolo (una situazione sicuramente particolare ma valida e funzionale).

FUOCO, FIAMME E STUTTERING

Stando a quanto scritto finora su Guardians of Middle-Earth sembra trattarsi grossomodo di un prodotto valido e convincente, in realtà non è proprio così. Di problemi ce ne sono molti e tutti legati all'aspetto tecnico del titolo, a cominciare dal net-code. Ingenuamente eravamo convinti che Zombie Studios, responsabile del porting per l'edizione PC, avesse curato di più questo aspetto del gioco, soprattutto dopo l'esperienza negativa avuta con il lancio su console, e da cui, oltretutto, dipende l'intera struttura trattandosi esclusivamente di un multiplayer on-line. Invece gli stessi problemi che vennero riscontrati diversi mesi fa su PSN ed Xbox Live sono presenti anche con il net-code della versione desktop. Il sistema di matchmaking non funziona sempre come dovrebbe, tanto che l'attesa si protrae spesso per un tempo superiore ai cinque minuti, mentre in altre occasioni, pur avendo chiuso il roster, stenta a far partire lo scontro. L'idea di sostituire i player mancanti con bot controllati dalla CPU è buona ma niente di più, poiché può capitare che il matchmaking, dopo nemmeno trenta secondi di coda, avvii la partita chiudendo il roster con i bot, annullando di fatto l'attesa di altri giocatori.

"Il sistema di matchmaking non funziona sempre come dovrebbe, tanto che l'attesa si protrae spesso per un tempo superiore ai cinque minuti."

Come se non fosse già abbastanza, scesi in campo dopo un'attesa snervante, il gameplay viene vessato da problemi di stuttering e dal vsync mal funzionante (abbiamo dovuto forzarlo con un programma esterno). Paradossalmente l'unico aspetto del titolo che sembra funzionare è legato alla componente GDR del proprio guardiano, poco approfondita ma supportata da un'interfaccia ben pensata ed intuitiva che aiuta nella gestione degli oggetti e delle poche abilità presenti. La scarsa attenzione posta nell'ottimizzazione trova ulteriore conferma nell'assenza di qualsiasi opzione grafica dedicata all'hardware. Molto fastidiosi i crash improvvisi ed i freeze riscontrati in qualche partita, anche durante le simulazioni contro i bot. Problemi anche dal lato periferiche: essendo un porting da console avremmo voluto provare la gestione dei comandi tramite joypad, invece abbiamo riscontrato grossi ritardi nella gestione dell'input, negandoci dunque l'esperienza. Dal punto di vista esclusivamente grafico Guardians of Middle Earth non è certo all'altezza degli standard a cui siamo abituati su desktop, tuttavia si difende bene sfoggiando animazioni, effetti di luce e texture di buon livello, soprattutto per quanto riguarda i guardiani. Sufficiente il comparto audio.


Guardians of Middle Earth Dopo un esordio su console poco riuscito, Guardians of Middle Earth debutta nel panorama del pc gaming con risultanti decisamente peggiori. Ciò che Warner Bros e Monolith offrono è un MOBA con ottime potenzialità, soffocate però da un'incuria generale nella conversione del titolo. L'instabilità del net-code, ed un matchmaking non proprio all'altezza della situazione, rovinano sensibilmente l'esperienza di gioco, che il più delle volte si riduce ad un 5 vs 5 simulato, con una massiccia presenza di bot. Un vero peccato, perché il prodotto ha tutte le carte in regola per farsi notare, e potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per i neofiti. Il prezzo d'acquisto piuttosto elevato rappresenta sicuramente un'ulteriore barriera d'ingresso, in particolar modo se consideriamo Dota 2 o LoL, veri mostri sacri del genere e completamente free-to-play.

5.8

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