NieR Automata (PC) Oggi alle ore 17:00

Giochiamo in diretta con lo stiloso action game di Platinum!

Recensione Guild Wars: Mare del Lamento

Il terzo libro basato sul noto MMO ci racconta come è nato il mito di Cobiah Marriner

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Libri
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Guild Wars non è World of Warcraft. Non bisogna essere degli esperti per sapere che non coinvolge lo stesso numero di utenti, non ha avuto lo stesso impatto mediatico dentro e fuori dal mondo videoludico e tanto meno genera fatturati minimamente paragonabili. Ciononostante ha saputo crearsi uno zoccolo duro di fan grazie al suo gameplay solido e al mondo immaginifico ricco di suggestioni, eroi affascinanti e razze ben caratterizzate.
Ormai da anni la saga si destreggia nel campo della letteratura, dando prova di tutta la sua profondità narrativa che poco e nulla ha da invidiare a concorrenti ben più blasonati e longevi. Dopo gli avvincenti I Fantasmi di Ascalon e Lama del Destino, da non molto tempo ha raggiunto le librerie nostrane Mare del Lamento.
Ambientato durante il risveglio del Drago Zhaitan, evento che ha causato un gigantesco tsunami che ha sconvolto il continente di Tyria e riportato in superficie il Regno di Orr, ha come protagonista il famoso Cobiah Marriner: volto piuttosto noto agli appassionati di Guild Wars.

Da perdigiorno a eroe

Cobiah Marriner è il classico disperato senza un soldo bucato che ha preso il mare dopo aver perso tutto. La sua già desolante vita all’Arco del Leone, ridente città marittima, viene definitivamente sconvolta dall’accidentale e drammatica morte della sorella minore. Distrutto dal dolore e desideroso di dare un senso alla propria vita, il ragazzo si imbarca a bordo dell’Indomita: veliero con cui gira il mondo, diventando in breve un marinaio perfettamente a suo agio tra vele da ammainare e ponti da lucidare.
La sua giovane e burrascosa vita viene nuovamente sconvolta quando una gigantesca onda distrugge l’imbarcazione, annienta l’intero equipaggio e lui si ritrova, chissà come, a bordo di una nave di Charr: razza felina da sempre nemica degli umani.
E’ il (lungo) preambolo di un’avventura che contrapporrà Cobiah a orde di pirati e guerrieri non-morti, nel tentativo di rifondare l’intero continente di Tyria: sfigurato e devastato dalla potenza dello tsunami. Il percorso di crescita personale del protagonista, da scapestrato perdigiorno a eroe conosciuto in ogni angolo del globo, si interseca e intreccia con la situazione geo-politica del regno nel quale il romanzo è ambientato: un mondo da sempre lacerato dai conflitti interni, in cui servirà quanto mai unione e coraggio per riportare un minimo pace e prosperità.
Rispetto alla timeline della saga, Mare del Lamento si pone molto prima degli eventi vissuti in Guild Wars 2 (circa cento anni prima), nel tentativo di raccontare approfonditamente, ai fan, un avvenimento significativo tra i tanti appena accennati nell’opera videoludica. Niente colpo di scena finale per chi è solito intrattenersi con l’MMO di NCsoft. Il vero piacere consiste nel conoscere nel dettaglio le battaglie e gli avvenimenti che hanno reso grande il mito di Cobiah Marriner.
Nonostante avrete chiaramente a che fare con un fantasy concepito e scritto per chi possiede un minimo di know how sull’IP, Ree Soesbee, autrice del libro, ha compiuto un lavoro semplicemente straordinario, a tal punto da rendere la lettura piacevole a chiunque: esperti o meno che siate di Guild Wars. La precisione lessicale messa in mostra nel raccontare la vita del marinaio riesce a coinvolgere anche chi non ha mai messo piede su una barca. Il ritmo con cui l’azione (serratissima) lascia il posto a esaustive descrizioni riesce a tenere incollato il lettore capitolo dopo capitolo. La credibile evoluzione dei personaggi, che prosegue in parallelo alla ricostruzione del regno di Tyria, ci restituisce un manipolo di eroi a cui è facile affezionarsi.
Si vede insomma che Ree non è una scrittrice qualunque. Autrice di diversi libri fantasy, ormai da tempo collabora con NCsoft nella stesura delle sceneggiature per le campagne di Guild Wars. Si tratta dunque di una professionista esperta che dà empiricamente prova di conoscere perfettamente la saga e di saper scrivere per un ampio pubblico.

Guild Wars: Mare del Lamento La cosa più eccitante, di questa nuova tendenza del creare romanzi ispirati ai più famosi brand videoludici, consiste nel poter dar voce, nell’esplorare esaustivamente fatti spesso solo accennati nelle opere a cui si rifanno. Mare del Lamento ne è un perfetto esempio: Cobiah Marriner è un eroe del passato di cui si sapeva pochissimo sino alla pubblicazione di questo romanzo. Scoprire come è stata sconvolta la sua vita dal risveglio del Drago Zhaitan, di come sia diventato l’uomo che tutti conoscono è affascinante, emozionante, appassionante. Ree Soesbee impreziosisce il già intrigante intreccio narrativo con una scrittura lessicalmente precisissima e dallo stile coinvolgente: una prova che rende nuovamente onore alle sue doti di scrittrice. Libro consigliatissimo agli amanti della saga, ma anche a tutti coloro alla ricerca di un meritevole fantasy che possa accompagnarli in queste prime giornate di freddo. Di sicuro faticheranno più di altri nel comprendere la geo-politica che governa il regno di Tyria, ma grazie a mappa e cronologia posta in apertura del romanzo potranno tranquillamente solcare i mari insieme a Cobiah senza perdersi troppo nella mitologia alla base di Guild Wars.

Che voto dai a: Guild Wars: Mare del Lamento

Media Voto Utenti
Voti totali: 3
7.3
nd