Recensione Guitar Hero Greatest Hits

Il rythm game più amato riparte dalle sue origini

Versione analizzata: Xbox 360
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Innovare, rinnovare e reinventare non è per nulla facile, specialmente se la base dalla quale si parte è, già di per sè, buona o molto buona.
Questo, evidentemente, il caso che sta colpendo in questi mesi la serie Guitar Hero, inseritasi, dopo World Tour (con la sola eccezione di Aerosmith), in una pericolosa spirale di spin-off dedicati ad alcuni dei gruppi più noti nel panorama rock degli anni ’80.
Al fortunato Guitar Hero: Metallica si aggiungerà, infatti, da qui a pochi mesi, anche Guitar Hero: Van Halen; una gustosa parentesi prima dell’autunno, stagione destinata all’uscita di Guitar Hero V e DJ Hero.
Nell’attesa è stata affidata a Beenox (Tony Hawk Underground, Spider Man: Friend or Foe) la produzione dell’ennesima incarnazione del più famoso rythm game, contenente -stavolta- le migliori tracce di un quinquennio videoludico.
Guitar Hero: Greatest Hits (Smash Hits negli States) conterrà infatti una raccolta di brani tratti da Guitar Hero, Guitar Hero II, Guitar Hero Rock the 80’s, Guitar Hero: Legends of Rock e Guitar Hero Aerosmith.
Un totale di cinquanta master tracks nelle quale potremo finalmente testare anche le nostre abilità canore e ritmiche, vista la piena compatibilità (e ci mancherebbe) con la strumentazione di Guitar Hero: World Tour dalla quale tracklist, per l’infelicità di molti, non si è attinto.
Il perchè è presto detto: in primo luogo World Tour, a differenza dei prequel, si trova ancora tranquillamente sugli scaffali; in secondo luogo, inserire tracce tratte da un gioco uscito meno di un anno fa non avrebbe avuto altrettanto senso, visto specialmente che queste si posso già suonare con la band al completo.
Distribuito da Activisio Guitar Hero: Greatest Hits è in arrivo per Playstation 2, Playstation 3, Xbox 360 e Wii il 26 Giugno.

Cuore musicale

Prima di passare alla disanima di gameplay e struttura di gioco riteniamo necessario presentare, corredata da doverosi commenti a margine, la tracklist di Greatest Hits, elemento significativo per fare pendere, da una parte o dall’altra, l’ago di una possibile bilancia d’acquisto

Guitar Hero

Blue Öyster Cult - Godzilla
Boston - More Than A Feeling
Deep Purple - Smoke On The Water
Franz Ferdinand - Take Me Out
Helmet - Unsung (Live)
Incubus - Stellar
Joan Jett & The Blackhearts - I Love Rock N' Roll
Ozzy Osbourne - Bark At The Moon
Pantera - Cowboys From Hell (Live)
Queen - Killer Queen
Queens Of The Stone Age - No One Knows
The Donnas - Take It Off
The Exies - Hey You
White Zombie - Thunder Kiss '65


Guitar Hero II

Alice In Chains - Them Bones
Avenged Sevenfold - Beast And The Harlot
Danzig - Mother
Foo Fighters - Monkey Wrench
Iron Maiden - The Trooper
Jane's Addiction - Stop!
Kansas - Carry On Wayward Son
Lamb Of God - Laid To Rest
Lynyrd Skynyrd - Free Bird
Mötley Crüe - Shout At The Devil
Nirvana - Heart-Shaped Box
Rage Against The Machine - Killing In The Name
Reverend Horton Heat - Psychobilly Freakout
Rush - YYZ
Stone Temple Pilots - Trippin' On A Hole In A Paper Heart
The Police - Message In A Bottle
The Sword - Freya
Warrant - Cherry Pie
Wolfmother - Woman


Guitar Hero: Rocks the 80s

Anthrax - Caught In A Mosh
Extreme - Play With Me
Judas Priest - Electric Eye
Poison - Nothin' But A Good Time
Ratt - Round and Round
Twisted Sister - I Wanna Rock


Guitar Hero III: Legends of Rock

AFI - Miss Murder
DragonForce - Through The Fire And Flames
Heart - Barracuda
Kiss - Rock And Roll All Nite
Living Colour - Cult Of Personality
Pat Benatar - Hit Me With Your Best Shot
Priestess - Lay Down
Slayer - Raining Blood


Guitar Hero: Aerosmith

Aerosmith - Back In The Saddle


Una prima occhiata alla tracklist ci mostra una scelta di tracce non sempre, almeno dal nostro punto di vista, molto accurata, tenendo conto che in un “Greatest Hits” ci si aspetterebbe una raccolta universalmente orecchiabile.
Segnaliamo, giusto per portare qualche esempio concreto, la scelta di “Cowboys from Hell” dei Pantera piuttosto che “Crossroads” dei Cream (di Eric Clapton) da Guitar Hero, di “Laid to Rest” dei Lamb of God piuttosto che “Can’t you Hear me Knocking” dei Rolling Stones da Guitar Hero II e così via.
Sebbene le “battaglie” per le scelte non siano sicuramente state quelle da noi indicate, e le motivazioni magari legate al bilanciamento della quantità di tracce rispetto ai livelli di difficoltà delle stesse previsti, non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti da quello che dovrebbe essere un “Best of”.
E’ tuttavia chiaro che conclusioni come queste non possono essere totalmente soggettive.
Personalmente abbiamo analizzato la tracklist tentando di sviscerare quali fossero le sonorità meno familiari all’orecchio comune (a cui pensiamo diretto un “Il meglio di”) ed, ovviamente, il metal, nella fatispecie quello più pesante, si è prestato molto bene all’opera.
Mettendoci nei panni di un neo acquirente, dall’altra parte, non possiamo che rimanere leggermente scottati dall’assenza dei Metallica, presenti con “One” in Guitar Hero III: Legends of Rock.
Anche in questo caso la nostra sostituzione virtuale vedrebbe favoriti i californiani su “Raining Blood” degli Slayer.
Prima di proseguire teniamo a precisare che, nonostante la digressione di cui sopra, la tracklist è per la maggior parte godibile e di buona fattura.

Stessa archittettura, diversa manodopera

Dal punto di vista strutturale i cambiamenti rispetto a World Tour sono minimi: troviamo, infatti, la Carriera accompagnata dall’ottimo tutorial, la modalità Partita Veloce, le funzionalità competitive offline ed online ed il corposo reparto GH Tunes, caposaldo oramai di ogni produzione targata Guitar Hero.
Greatest Hits raccoglie, tuttavia, anche qualche piccola eredità dal fratello Metallica, presentando un analogo svolgimento della carriera e la possibilità di utilizzare il doppio pedale per almeno la metà delle tracce presenti.
In questa nuova incarnazione sarà però richiesto un maggiore impegno per portare a termine la modalità principale nella sua interezza: se in GH: Metallica era sufficiente completare circa il 40% delle canzoni (come puntualizzato nella nostra recensione), in Greatest Hits la soglia è stata alzata, in maniera tale da regalare qualche ora di divertimento (ed impegno) in più.
Dal canto opposto non troviamo più gli achievements/trofei legati al completamento della carriera ad un determinato livello di difficoltà, sostituiti da un solo obiettivo -ben più generico- che ne richiede la completezza, con tutti gli strumenti, a livello Esperto.
La longevità sembra insomma bilanciarsi, anche alla luce di una leggera diminuzione di difficoltà nell’esecuzione di brani reputati tra i più difficili della serie come “Trough the Fire and Flames”, “Cult of Personality”, “Free Bird” e “Raining Blood”.
Oltre ad averne rivisto la strutturazione (fattore piuttosto scomodo per chi ne avesse imparato quasi a memoria i passaggi) alcune delle parti più complesse sono state infarcite di hammer on e pull of che, non richiedendo la pennata dove prima era invece obbligatoria, ne rendono più agile il passaggio.
L’allineamento con le feature di Guitar Hero: World Tour ha portato poi l’inserimento, specialmente in alcune canzoni, di massicce sezioni “in tapping”, eseguibili cioè tramite il touch pad della chitarra venduta in bundle con la quarta incarnazione del brand.
L’impatto sul livello di difficoltà, in questo caso, è risibile poichè, a parte rarissimi casi, lo scivolamento delle dita dalla normale posizione pad tattile, o l’utilizzo dello stesso con la mano destra, comporta un notevole sforzo, soprattutto nell’affinamento dei riflessi dato che le sezioni touch e non si alternano con continuità.
La prova con batteria e voce, a differenza di quella con la chitarra, ha invece dimostrato una pressochè totale uguaglianza (strutturale ed interattiva) rispetto a World Tour; il motivo è sicuramente da ricercare nella mancanza di riscontri pregressi con le tracce presenti nel “nuovo” prodotto, presente invece per quel che riguarda lo strumento-icona del brand.
Sviscerando la carriera in lungo e in largo, saltando da un livello di difficoltà ad un altro, ci siamo infine accorti di come Greatest Hits mantenga, in alcuni casi aggravando, uno dei principali difetti della linea produttiva GH da quando è stata “abbandonata” da Harmonix.
La mancata affinità con la musica “suonata” da parte degli sviluppatori si evince da quello che risulta essere un processo di adattamento meccanico delle tracce, privo -pare- di un qualsivoglia adattamento al videogaming.
La conversione totalmente via software, insomma, ci porta spesso a suonare note e addirittura riff che nella realtà non sono di competenza di quello strumento o, viceversa, non suonare parti che, invece, lo sarebbero.
Seppur questo fattore non infici grossolanamente la qualità ludica globale, nè probabilmente venga percepito dall’orecchio meno allenato, è indubbio che un musicista, o anche chi abbia ripetutamente ascoltato uno dei brani presenti nella tracklist, troverà diverse incongruenze capaci di non farlo sentire costantemente a suo agio.


Dal punto di vista tecnico, ed in particolare grafico, c’è davvero poco da dire su Guitar Hero: Greatest Hits, che oramai si mantiene senza alcun problema sui discreti standard visivi della serie.
La novità, volendone trovare ad ogni costo una, risiede nel layout della carriera, caratterizzato questa volta dal tema “Meraviglie del mondo”.
Ci ritroveremo quindi a suonare nella Foresta Amazzonica, tra i ghiacciai dell’Antartide, tra le Piramidi egiziane, sulla Muraglia cinese e addirittura in una fantasiosa rivisitazione di Atlantide, la mitica città perduta.
Non pervenuta la motivazione dell’inserimento, tra queste meraviglie, di uno stage ambientato nelle fognature di Londra ed un altro in Quebec.
In ogni caso, per rimanere tematicamente coerenti, potremo vestire il nostro rocker (estremamente personalizzabile, come al solito) con dei nuovissimi completi ribattezzati “Completi Meravigliosi”.
Ognuno di questi stravaganti look sarà abbinato ad una delle location e vedrà il nostro eroe trasformarsi in un Faraone, in un’Amazzone (tristemente, anche in versione maschile) o in un Inuit.

Guitar Hero Greatest Hits Nonostante gli alti e bassi che ne caratterizzano quasi ogni settore, Guitar Hero: Greatest Hits si rivela un prodotto discreto, sicuramente al di sopra della media. Le sue fortune vengono tutte da una tracklist che, seppur non si presenti perfetta (quale lo è, dopotutto), risulta capace di mettere in luce, in maniera rigorosa e precisa, ogni singolo punto di forza del brand. Pur con qualche incongruenza nel layout delle tracce, insomma, la produzione Beenox si rivela gradevolmente giocabile e consigliata a chi si fosse perso uno dei primi (o tutti) capitoli della serie.

7

media su 152 voti

Inserisci il tuo voto

  • 7