Recensione Guitar Hero: Warriors of Rock

Guitar Hero torna alle origini

Guitar Hero: Warriors of Rock

Videorecensione
Guitar Hero: Warriors of Rock
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Da tempo oramai i rythm game (o giochi musicali) si sono insediati pianta stabile nella nostra cultura videoludica, abbandonando quello status di “nicchia” riservato perlopiù alle sale giochi che aleggiava sul genere sino ad una decina d’anni fa, o forse anche meno.
A contribuire a questa “massificazione”, in primo luogo, è stato Guitar Hero, vero e proprio pioniere (almeno per quanto riguarda il mass market) della musica videoludica.
Con il passare degli anni, e dei Guitar Hero, le cose sono cambiate: il team “originale” (Harmonix) si è staccato da Activision e Neversoft ideando Rockband -altro precursore del genere- con il supporto di MTV Games.
Il brand “della chitarra” è dunque rimasto in mano a Neversoft che ha intelligentemente pensato di diversificarlo, puntando ad un’esperienza immediata e divertente piuttosto che simulativa.
Uno dopo l’altro, tuttavia, il susseguirsi di nuovi Guitar Hero (anche tre nello stesso anno, in certi casi) ha creato un certo malcontento nei fan, bramosi d’innovazioni e, soprattutto, di un titolo che li mettesse nei panni di un rocker (vedi Band Hero con la sua tracklist pop) ed offrisse una sfida ai livelli dei primi due/tre capitoli.
Dopo lo sbandamento degli ultimi anni (eccezzion fatta per lo spin-off “Metallica” che, data la tracklist, si venderebbe tranquillamente da solo) Neversoft ha finalmente accettato di ascoltare queste richieste, producendo quello che è sembrato sin dai primi sneak peak un vero e proprio ritorno al passato.
Stiamo parlando di Guitar Hero: Warriors of Rock, sesta iterazione della saga principale disponibile sugli scaffali a partire dal 24 Settembre per Xbox 360 e Playstation 3.

Eroe del Rock

I primi cambiamenti rispetto alle ultime edizioni si notano nelle modalità di gioco, tra le quali troviamo Impresa Eroica e Partita veloce + ad affiancare la consuetudine della Scuola del Rock, del Party Mode e dell’oramai celebre editor delle tracce, rimasto praticamente invariato rispetto alle ultime iterazioni.
In Impresa Eroica, invece, ci troviamo di fronte ad una gradevole rivisitazione della classica carriera alla Guitar Hero, che vede eliminata -solo in questo settore- la possibiltà di creare una propria rockstar per vestire invece i panni di uno tra gli otto rocker predefiniti.
Tra ritorni di fiamma (Johnny Napalm, Lars Umlaut...) e new entry (Echo Tesla...) dovremo prendere man mano il controllo di ciascun personaggio per sbloccarne le potenzialità latenti che, nelle fasi finali, permetteranno di liberare il Dio del Rock, imprigionato dalle macchine (un pò come dire computer, campionatori ed amenità varie hanno “imprigionato” il buon vecchio rock suonato con veri strumenti).
Dal punto di vista delle meccaniche nude e crude, tuttavia, molto poco è cambiato: ci troveremo difronte ad un percorso a tappe, ognuna di esse caratterizzata da un musicista con la sua personale scaletta da completare.
Al solito non sarà necessario concludere l’intero repertorio per proseguire nell’avventura; basterà accumulare il numero di stelle necessario per trasformare il performer in un guerriero, sprigionandone i poteri.
Tali capacità differiscono da musicista a musicista e consentono, ad esempio, di accumulare più velocemente lo star power, di ottenere costantemente un moltiplicatore x2 e molti altri ancora.
Grazie a tutti questi poteri combinabili (fino ad 8 contemporaneamente in modalità Carriera) è salito vertiginosamente il numero di stelle abbinato a ciascun brano, fino ad arrivare a quaranta.
La caratterizzazione dei vari personaggi, oltre che da quanto descritto, è delineata dalla profonda differenziazione delle scalette, suddivise rigorosamente per generi; ci sarà il chitarrista Punk, la cantante Classic Rock, il batterista Metal e via discorrendo, anche se -naturalmente- ciascuno di essi potrà venire associato ad uno qualsiasi degli strumenti, indipendentemente da quello “d’origine”, atto solo a definirne un profilo.
Quest’ermetismo nelle tracklist abbinate a ciascun performer risulta un’arma a doppio taglio: da una parte garantisce una progressione complessiva molto varia ed eterogenea, dall’altra instaura una certa monotonia in ogni mini-set, rendendo a volte fastidioso completare una sezione dedicata ad un genere non congeniale al videogiocatore.
Si chiude, naturalmente, con un gran finale in stile Guitar Hero, nel quale verranno messe assieme tutte le canzoni più difficili (Megadeath, Steve Vai, Dragonforce, Slayer...).
Poche, mirate, novità -in ambito Carriera almeno- che rappresentano in maniera leggermente più interessante ed approfondita lo spirito tipicamente arcade del titolo in questione.
La riprova di questo carattere più improntato all’immediatezza risiede soprattutto nella funzione stessa dei power up durante la carriera e specialmente suonando in gruppo: nonostante la difficoltà media sia stata decisamente aumentata, attivando gli otto potenziamenti contemporaneamente è possibile superare agilmente ogni traccia, guadagnando addirittura a metà canzone le quaranta stelle rappresentanti il massimo risultato per ciascuna.

Decisamente più sperimentale, invece, la modalità Partita Veloce +, che permetterà di ri-utilizzare in maniera più intelligente e tattica i power up acquisiti in carriera, per affrontare una serie di sfide capace di mettere alla prova anche i professionisti di Guitar Hero.
In questa sezione, prima di tutto, potremo scegliere se impersonare uno dei personaggi già predisposti, creare una rockstar personalizzata o utilizzare l’avatar costruito, rispettivamente, per Xbox Live e Home.
Fatto questo ci si presenterà di fronte l’intera selezione di brani (93 nel solo Warriors of Rock con la possibilità d’espansione retroattiva ai vecchi capitoli, importabili grazie al codice presente nelle rispettive confezioni) da inserire in scalette personalizzate o suonare singolarmente.
Ognuno di essi sarà caratterizzato da diverse sfide suddivise per ciascuno strumento (suonare una serie particolarmente lunga, mantenere il vibrato per un certo intervallo di tempo e così via), che una volta superate ci faranno guadagnare punti e sbloccare nuovi oggetti per personalizzare la nostra star.
Ogni punteggio contribuirà ad incrementare il nostro ranking globale, inserito successivamente nelle classifiche mondiali e confrontabile con l’intera lista amici; dal punto di vista sociale ci è sembrata molto interessante anche la possibilità di “scaricare” i risultati degli amici e tentare di batterli, pubblicando poi i risultati direttamente su Twitter e/o Facebook.
Per affrontare queste sfide, però, non potremo contare sull’intera pletora di poteri speciali acquisiti ma dovremo, di volta in volta, sceglierne soltanto due, il che dona un pizzico di strategia al tutto, consentendo, una volta constatati punti forti e punti deboli per ciascuna canzone, di attrezzarci per ottenere un punteggio perfetto.
Si tratta insomma della ripresa di un meccanismo implementato da anni nei giochi di corse, dove si scarica il “fantasma” dell’amico e, modificando accuratamente l’assetto dell’auto a seconda della pista, si tenta di batterlo.
Un sistema decisamente funzionale, specialmente in questa particolarissima incarnazione.
Dal punto di vista del gameplay, al di là di quanto descritto riguardo ai power up, non vi sono novità di rilievo; abbiamo però potuto constatare una revisione sostanziale -a nostro modo di vedere- nella trasposizione delle tracce che ore non danno più la sensazione di suonare note inesistenti o parti di uno strumento (es. la tastiera) con un’altro.
Anche il comparto grafico resta praticamente immutato: una modellazione poligonale ormai piuttosto datata si unisce però questa volta ad un tratto fantasy riconducibile all’ultima produzione del visionario Tim Schafer che contribuisce a dare un tono decisamente più graffiante a ciascun personaggio.
Dal punto di vista sonoro, naturalmente, siamo ai massimi livelli.

Soundtrack

Come si può vedere la soundtrack, questa volta, propone una schiera di brani priva di innesti "esterni" alla musica Rock, spaziando dal classico (Dire Straits, Creedence Clearwater Revival..) al moderno (Linkin' Park..) e proponendo, in generale, tonalità più "dure" rispetto al passato (una tracklist in parte Metal, se vogliamo) ed una serie di brani mediamente più "veloci" e divertenti da suonare.


A Perfect Circle - The Outsider
Aerosmith - Cryin'
AFI - Dancing Through Sunday
Alice Cooper - No More Mr. Nice Guy
Alter Bridge - Ties That Bind
Anberlin - The Feel Good Drag
Anthrax - Indians
Arch Enemy - Nemesis
Atreyu - Ravenous
Avenged Sevenfold - Bat Country
Bad Brains - Re-Ignition (Live)
Band Of Skulls - I Know What I Am
Black Sabbath - Children Of The Grave
Blind Melon - Tones Of Home
Blue Öyster Cult - Burnin' For You
Bush - Machinehead
Buzzcocks - What Do I Get?
Children Of Bodom - If You Want Peace... Prepare For War
Creedence Clearwater Revival - Fortunate Son
The Cure - Fascination Street
Deep Purple - Burn
Def Leppard - Pour Some Sugar On Me (Live)
Dethklok - Bloodlines
The Dillinger Escape Plan - Setting Fire To Sleeping Giants
Dire Straits - Money For Nothing
DragonForce - Fury of the Storm
Drowning Pool - Bodies
Edgar Winter - Free Ride
Fall Out Boy - Dance, Dance
Five Finger Death Punch - Hard To See
Flyleaf - Again
Foo Fighters - No Way Back
Foreigner - Feels Like The First Time
George Thorogood and The Destroyers - Move It On Over (Live)
The Hives - Tick Tick Boom
Interpol - Slow Hands
Jane's Addiction - Been Caught Stealing
Jethro Tull - Aqualung
John 5 - Black Widow Of La Porte
KISS - Love Gun
Linkin Park - Bleed It Out
Lynyrd Skynyrd - Call Me The Breeze (Live)
Megadeth - Sudden Death
Megadeth - Holy Wars... The Punishment Due
Megadeth - This Day We Fight!
Metallica & Ozzy Osbourne - Paranoid (Live)
Muse - Uprising
My Chemical Romance - I'm Not Okay (I Promise)
Neil Young - Rockin' In The Free World
Nickelback - How You Remind Me
Night Ranger - (You Can Still) Rock In America
Nine Inch Nails - Wish
The Offspring - Self Esteem
Orianthi - Suffocated
Pantera - I'm Broken
Phoenix - Lasso
Poison - Unskinny Bop
Queen - Bohemian Rhapsody
Queensrÿche - Jet City Woman
Rammstein - Waidmanns Heil
The Ramones - Theme From Spiderman
Red Rider - Lunatic Fringe
R.E.M. - Losing My Religion
Rise Against - Savior
The Rolling Stones - Stray Cat Blues
The Runaways - Cherry Bomb
Rush - 2112 Pt. 1 - Overture
Rush - 2112 Pt. 2 - The Temples Of Syrinx
Rush - 2112 Pt. 3 - Discovery
Rush - 2112 Pt. 4 - Presentation
Rush - 2112 Pt. 5 - Oracle: The Dream
Rush - 2112 Pt. 6 - Soliloquy
Rush - 2112 Pt. 7 - Grand Finale
RX Bandits - It's Only Another Parsec...
Silversun Pickups - There's No Secrets This Year
Slash featuring Ian Astbury - Ghost
Slayer - Chemical Warfare
Slipknot - Psychosocial
Snot - Deadfall
Soundgarden - Black Rain
Steve Vai - Speeding
Stone Temple Pilots - Interstate Love Song
Strung Out - Calling
Styx - Renegade
Sum 41 - Motivation
Tesla - Modern Day Cowboy
Them Crooked Vultures - Scumbag Blues
Third Eye Blind - Graduate
Tom Petty & The Heartbreakers - Listen To Her Heart
Twisted Sister - We're Not Gonna Take It
The Vines - Get Free
The White Stripes - Seven Nation Army
ZZ Top - Sharp Dressed Man (Live)

Guitar Hero: Warriors of Rock Guitar Hero: Warriors of Rock è, per molti versi, un ritorno alle origini del brand; un focalizzarsi sul proporre qualcosa di abbastanza fresco come la Partita Veloce + in unione ad un discreto approfondimento della Carriera, persasi nei meandri della ripetitività in questi ultimi anni. Anche la soundtrack, più dura e meno melodica, sembra quasi un tributo ai fan di vecchia data, che possono tranquillamente collocare questo sesto episodio direttamente al fianco del terzo. Un titolo, dunque, apprezzabilissimo e consigliato soprattutto a newcomers e fan di vecchia data, seppur ancora non capace di ri-definirsi come vero e proprio capolavoro.

8.3

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