Recensione Halo: Glasslands

Dopo la fine della guerra con i Covenant, la Terra è ancora fragile

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Halo sta per tornare. Se non bastassero le decine di video che impazzano sulla rete e i pomposi trailer che infestano ogni banner libero dell’internet, ve lo diciamo ancora una volta noi: Master Chief è ormai in dirittura d’arrivo, pronto a vestire i panni di protagonista assoluto in Halo 4.
Come se l’hype non fosse già abbastanza soffocante, i ragazzacci di 343 Industries, veri padroni del brand, hanno ben pensato di preparare i fan pubblicando un romanzo che funge da preludio alla nuova epopea dello Spartan più famoso del mondo. Ormai composta da un nutrito numero di volumi, la serie letteraria ispirata al videogioco vanta una complessità da non sottovalutare. Non a caso coloro che si basano sui soli videogiochi sono tagliati fuori da una lunghissima e rilevante lista di eventi e rivelazioni per nulla secondarie nell’economia di Halo.
Diretto seguito di Halo: I Fantasmi di Onyx, Glasslands racconta ciò che aspetta l’umanità in seguito alla fine del conflitto contro i Covenant.

Una Spartan della scrittura

L’autrice del libro è ormai un nota a tutti i lettori assidui di romanzi ispirati a famosi brand videoludici. Karen Traviss è ormai una del mestiere e, forse, una delle primissime sceneggiatrici di videogiochi riconosciuta ed apprezzata.
Inizia la sua carriera come giornalista, prima di firmare una saga fantascientifica di sei libri dal titolo Wess’Har. Comincia così il suo inevitabile avvicinamento con il nostro passatempo preferito realizzando diversi racconti di Star Wars per le serie Republic Commando, The Clone Wars e Legacy Of The Force. Viene poi coinvolta nella stesura dei libri ispirati a Gears Of War. Il suo debutto è con Aspho Fields, prima di essere nominata come lead writer della sceneggiatura di Gears Of War 3. Noi di Everyeye.it abbiamo già avuto il piacere di analizzarne il talento nella recensione di Gears Of War: Fine Della Coalizione, articolo che potete andare a rileggervi cliccando qui.
Halo: Glasslands rappresenta il debutto della scrittrice nel mondo che fu di Bungie. Karen sarà riuscita a trasportare il suo indiscutibile talento anche tra gli Spartan e gli ODST?

Una pace solo di facciata

Halo: Glasslands è ambientato immediatamente dopo gli eventi di Halo 3 e del libro I Fantasmi di Onyx. Vista la sua natura di vero e proprio sequel, si comprende sin dalle primissime pagine che è praticamente necessario possedere un minimo di know how sulla saga e in particolar modo del romanzo che lo precede.
La trama infatti, inizia senza preamboli con la dottoressa Chaterine Halsey intrappolata in una vera e propria sfera di Dyson: un mondo artificiale, costruito dai Precursori come estrema difesa dal Flood, simile a quello che fungerà da ambientazione principale in Halo 4. Prigioniera di questo satellite artificiale, in compagnia del Capo Mendez e di uno sparuto gruppo di Spartan II e III, la sua preoccupazione principale sarà quella di garantire la sopravvivenza del gruppo e trovare un modo per fuggire dalla sfera.
Contemporaneamente, nel resto della galassia, si fanno i conti con la fine del conflitto tra umani e Covenant. Per quanto gli scontri a fuoco siano effettivamente cessati, lotte intestine all’interno delle due fazioni mettono in pericolo una pace appena raggiunta e già messa in dubbio da chi invece vede in questa situazione di stallo il momento migliore per azzannare mortalmente il nemico. L’ONI, che da sempre architetta sinistre macchinazioni, mette in piedi una squadra operativa, denominata Kilo-5, composta da due membri del corpo speciale ODST, da uno Spartan e da una diabolica IA con un unico scopo: far scoppiare un’insurrezione tra gli Sangheili. Dal canto suo l’Arbiter, ormai leader del suo popolo, tenta di sedare una fronda di generali vogliosi di riaccendere il conflitto.
In questa già complessa situazione, non manca nemmeno il riaccendersi vecchi rancori: una colonia umana, Venezia, ha tutte le intenzioni di sferrare un attacco micidiale all’ancora convalescente pianeta Terra.

Intrighi e intrecci

Come avrete potuto capire leggendo la sinossi del romanzo, l’intreccio narrativo è piuttosto complesso e tira in ballo ben tre filoni che, poco a sorpresa, finiranno per collassare l’uno sull’altro con estrema efficacia. Karen si dimostra abilissima in questo: riesce a dare vita a una narrazione solo raramente prolissa e assolutamente in grado di alternare con tempismo e caparbietà i diversi gruppi di protagonisti che si verranno a creare. E’ pur vero che bisogna inseguire il susseguirsi spesso furioso degli accadimenti, mentre si cerca di ricordare e capire ciò a cui fanno riferimento i vari personaggi, ma la lettura non diventa mai difficoltosa, né eccessivamente criptica per i fan della saga. Come se non bastasse, la trama è galvanizzata da un paio di colpi di scena davvero riusciti che arricchiranno ulteriormente il già corposo pantheon del brand.
Non solo: come già dimostrato in Gears Of War: Fine Della Coalizione, la scrittrice dà il meglio di sé nella caratterizzazione di ogni personaggio. Chaterine Halsey, personaggio di primaria importanza in Halo, si dimostra ora cinica, nel trattare freddamente Capo Mendez, ora amorevole e premurosa nei confronti dei “suoi” Spartan II. L’IA di Kilo-5 sorprende per la freddezza con cui architetta diabolici piani. L’Arbiter si fa strada a fatica nel nuovo ruolo di diplomatico, che pur svolge per il bene del suo popolo. Sullo sfondo, immutato, il dramma degli Spartan: eroi troppo giovani e senza passato, destinati a morire sul campo di battaglia, ma non per questo scoraggiati nel compiere il loro dovere a tutti i costi.
Ogni personaggio insomma, è tratteggiato con estrema capacità ed efficacia. Pur rimanendo coerenti agli archetipi di riferimento, sono sempre pronti a mostrare comportamenti e ad agire in modi imprevedibili e raramente scontati.
Se proprio si deve muovere una critica nei confronti di Halo: Glasslands, si deve fare un passo indietro. Il brand infatti, sta raggiungendo un grado di complessità piuttosto elevato. Ormai totalmente imperscrutabile per i neofiti, che necessiterebbero di un corso accelerato ai principali eventi della saga, anche i veterani potrebbero faticare a capire tutti i rimandi che si fanno nel corso della narrazione. Si tratta naturalmente di un difetto paratestuale, se vogliamo, ma per una perfetta e godibile fruizione del romanzo vi consigliamo caldamente un preventivo ripasso degli episodi precedenti.

Halo: Glasslands Halo: Glasslands è l’ennesimo esempio dell’abilità di Karen Traviss nel trattare con le saghe videoludiche fantascientifiche. La narrazione è sostenuta da un intreccio brillantemente articolato e da una perfetta caratterizzazione di tutti i protagonisti che si alternano nei vari capitoli. Sconsigliato ai neofiti a causa del pesante know how che necessita per una corretta comprensione, costringerà anche i veterani a un piccolo ripasso di quanto accaduto nelle puntate precedenti. Halo: Glasslands rappresenta comunque l’antipasto perfetto per i fan in attesa dell’ormai prossimo Halo 4.

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