Recensione Hana Samurai Art of the Sword

Un action riflessivo arriva sullo store del Nintendo 3DS

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Hana Samurai Art of the Sword
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Finalmente anche l'e-Shop del Nintendo 3DS si sta lentamente rivitalizzando, in quella che possiamo tranquillamente definire una nuova stagione "digitale" per la console portatile della casa di Kyoto. L'arrivo di un gran numero di produzioni discretamente interessanti, da "Picross E" a Liberation Maiden, è salutato dai fan con grandi entusiasmi, frenati solo in pare dalle price policy non sempre lusinghiere.
In questo periodo così florido per il digital delivery giunge in Europa anche Hana Samurai: Art of the Sword, originalissimo action game che aveva visto la luce, ben sette mesi fa, soltanto sullo store statunitense. Già allora il prodotto ci aveva colpiti per il suo carattere, vediamo quindi se l'acquisto è consigliato o meno.

Storie di spade e di guerrieri

La trama narra della principessa Cerry Blossom, che in un lontano passato scelse come dimora un vecchio albero di ciliegio ai pedi di una cascata, vegliando sull’umanità in modo da diffondere la pace e la fratellanza.
Per numerose generazioni gli uomini vissero rispettandosi l’un l’altro, condividendo un periodo di prosperità che, però, subì un brusco arresto: la principessa venne rapita da un demone e nulla fu più come prima; all’inizio gli abitanti del regno rimasero spaesati e sul lungo periodo dimenticarono gli insegnamenti ricevuti, facendo rinascere antichi dissapori e rimettendo mano alle armi.
La guerra tornò e il paese venne squarciato, con la nascita di differenti regioni, ognuna delle quali presieduta da un oscuro signore, con i suoi scagnozzi pronti a difendere il territorio con la violenza.
Un samurai errante attraversò il regno e si fermò ad abbeverarsi proprio vicino alla cascata; durante la sosta una sorta di tartaruga antropomorfa lo notò, gli si avvicinò e gli raccontò tutta la storia, convincendolo a continuare il suo viaggio con un nuovo obiettivo: liberare la principessa ormai dimenticata, per riportare la pace nel regno.

Stile e sostanza

La trama viene narrata con una sorta di dipinto animato, che lentamente si srotola svelando la storia al giocatore, passando poi al tempo presente, con l’incontro tra il samurai e lo strano essere.
Si potrà quindi assaggiare subito il gameplay, con una sorta di allenamento nel quale il silenzioso spadaccino verrà messo alla prova, dando l’opportunità di prendere confidenza con i controlli.
Lo stile è particolare, con personaggi molto ben caratterizzati che, intelligentemente, prendono le distanze da qualsiasi velleità di realismo, con corporature minute e con particolari anatomici estremizzati, a metà tra il gioco d’altri tempi e un’atmosfera da fumetto.
In ogni frangente, però, saranno sempre i petali di ciliegio il dettaglio dominante, sostituiti persino al sangue in modo da poter offrire un gioco in cui non viene fatto alcuno sfoggio di violenza esplicita, malgrado l’uso di armi bianche che possono togliere la vita ad un nemico con un sol colpo.
La visuale è quella classica in terza persona, utilizzata per dare grande spettacolarità agli scontri ma, in parte, limita il giocatore nei movimenti, in modo da imporre un gameplay che si discosta da molte altre produzioni d’azione, dando moltissimo risalto allo studio del nemico e all’uso di contrattacchi, rendendo di fatto le movenze poco calibrate completamente inutili e controproducenti.

Third person fighting

Una volta scelta una ragione da raggiungere, attraverso una mappa che illustra le strade di collegamento, spesso bloccate o caratterizzate dalla presenza di villaggi, si passerà all’azione, con la telecamera che andrà ad inquadrare il protagonista dalle spalle, orientando la visuale in avanti in modo da trarre il massimo vantaggio del 3D.
Poiché ogni zona da esplorare è ricca di nemici e il gameplay non permette di buttarsi a capofitto negli scontri: si potrà avanzare un passo alla volta, con l’inquadratura che ruoterà automaticamente in modo da aver sempre davanti il nemico che sta preparando un nuovo attacco.
In questo modo si dovranno studiare le movenze avversarie, per poter imbastire una strategia che solo raramente sarà offensiva, in quanto sarà molto più sicuro scegliere il giusto tempismo per effettuare una schivata, laterale o saltando indietro, così da trarre vantaggio dall’attacco nemico, rimasto scoperto ai fianchi o frontalmente, pronto per essere infilzato dalla spada del giocatore.
Il gruppo di avversari, quindi, si produrrà in attacchi alternati, tra i nemici della prima linea e chi invece preferisce agire dalle retrovie, sfruttando armi a lungo raggio quale archi o bombe fumogene, spesso utilizzati dai temibili ninja che puntano ad occultare la propria presenza e rendere poco leggibile il campo di battaglia.
Proprio le armi vanno a variare la formula di base del gameplay, con la possibilità da parte del signore locale di schierare samurai classici, spadaccini con differenti tipologie di attacchi e temibili assaltatori dotati di lunghe lance, in grado di colpire da grande distanza o coprendo molto spazio laterale, brandendo la propria arma in modi differenti.

Un 3D che fa la differenza

Così come Pushmo anche Hana Samurai fa un buon uso del 3D: ogni scenario tra quelli presenti offre una profondità di campo notevole e soprattutto gli scontri contro i boss, ognuno a capo di una regione, mettono in luce un buon uso della stereoscopia, con spadoni di lunghezze spropositate che bucano letteralmente lo schermo, al punto da uscire dalla messa a fuoco degli occhi del giocatore, con un effetto molto particolare e riuscito.
Anche le attività collaterali alle battaglie riescono a mostrare come mettere in pratica il 3D all’interno del gameplay: in ogni villaggio, luogo nel quale è possibile recuperare le proprie forze, salvare la partita e acquistare numerosi upgrade per la propria lama, sarà possibile affrontare delle sfide, puntando a guadagnare denaro oppure ottenere dei timbri che sbloccheranno tesori e contenuti aggiuntivi una volta raggiunte determinate soglie.
Tutti i minigiochi prevedono il taglio al volo di numerosi oggetti, lanciati però da distanze diverse e con inquadrature differenti che metteranno a dura prova la prontezza di riflessi e i nervi del giocatore, dimostrando come il 3D possa fare la differenza in numerose situazioni, nelle quali la percezione della profondità influisce molto fra un colpo andato a vuoto e un’anguria perfettamente divisa a metà.
Chiude la sfera di possibilità extra la presenza di una sezione nel quale far germogliare le piante di ciliegio, in un classico giardino orientale che presenta tre alberi spogli in preda alle sferzate dell’inverno.
Donando i passi accumulati dalla dashboard della console, tenendola con lo schermo chiuso durante una passeggiata, è possibile far germogliare le gemme nate sui rami fino alla completa fioritura, con un effetto molto ben riuscito; una modalità fine a sé stessa e completamente slegata dal gameplay, che però dimostra una cura per il prodotto non comune, soprattutto per quanto riguarda l’offerta di titoli scaricabili.

Hana Samurai: Art of the Sword Hana Samurai è un titolo ben realizzato, che prende le distanze dalla classica offerta di titoli action per proporre qualcosa di differente, molto più ragionato e meno immediato. La difficoltà, discretamente alta, maschera una presenza di contenuti non particolarmente imponente ma le numerose modalità extra e le varianti offerte dai villaggi riescono a fare da collante per un titolo che rappresenta un vero e proprio viaggio, dalle pianure iniziali fino alla montagna che ospita l’ultimo avversario che divide il giocatore dalla liberazione della principessa. La vicenda darà del filo da torcere soprattutto ai giocatori meno pazienti, che avrebbero preferito attaccare liberamente senza dover per forza attendere gli assalti nemici e vivranno come una punizione l’annullamento del punteggio accumulato ad ogni colpo subito Un titolo che conferma lo stato di grazia del servizio online del 3DS, con titoli di grande interesse già approdati ed altri in arrivo.

8

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