Recensione Hardware: Rivals

Scontri su ruote nella Instant Game Collection di Gennaio. Hardware: Rivals getta nell'arena letali carri armati e rapide Dune Buggy, ma il feeling di guida ed il bilanciamento sono da rivedere!

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  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quello dei Combat Racing è un genere che ha perso molto traino negli ultimi anni, ormai marginalizzato fin quasi a scomparire dal mercato, e tenuto in vita da qualche interessante produzione che di recente si è affacciata su Steam (pensiamo a Robocraft e Gear Up!). Sono lontani, insomma, i bei tempi di Vigilante 8, e i tentativi di riportare sulla cresta dell'onda gli esponenti più gloriosi di questa categoria si sono infranti sul muro di un'indifferenza abbastanza risoluta (pensiamo all'accoglienza tiepida riservata al Twisted Metal del 2012, ma anche alla sorte del rilancio di Carmageddon).
Nonostante tutto Sony non si arrende e infila nella Instant Game Collection di gennaio Hardware: Rivals (chi non è iscritto al Plus può acquistarlo per circa 20 Euro), titolo un po' più leggero e colorato di tanti congeneri. Avendolo provato in beta qualche mese fa speravamo che il gioco avesse fatto qualche passo in avanti, soprattutto sul fronte della quantità di contenuti. Il sequel del misconosciuto Hardware: Online Arena si presenta invece con una proposta un po' asfittica, tormentato anche da altri problemi legati al bilanciamento dell'esperienza ed all'immediatezza del gameplay.

Cingoli o Ruote?

L'idea alla base di Hardware: Rivals è quella di eliminare il superfluo e proporsi come un titolo diretto ed essenziale, pronto quindi a valorizzare quello stesso spirito arcade che ha decretato il successo di un'altra produzione "fuori dal tempo" come Rocket League. Invece che puntare su un parco mezzi corposo come quello di Twisted Metal, quindi, Rivals ci propone solo due tipologie di veicoli, che si differenziano pesantemente per lo stile di guida e le prestazioni del motore.
La classica dune buggy è agile, molto manovrabile ma fatica a muoversi sulle superfici più impervie a causa di sospensioni molto elastiche, dando però il suo meglio in salti e cambi improvvisi di direzione. Al contrario il tank è meno veloce, tende a mantenere una traiettoria una volta impostata, soprattutto ad alta velocità, ma non teme i terreni accidentati. Anche il fuoco principale è differente: la buggy ha una sorta di mitragliatore, mentre il tank un cannone che spara colpi d'alto calibro. Per entrambi il fuoco primario è infinito, ma cambiano i tempi di ricarica, visto che il mitra ha caricatori discretamente ampi, mentre il tank è obbligato a ricaricare dopo ogni colpo. La strategia da adottare a seconda del mezzo selezionato, insomma, cambierà drasticamente: i carri possono permettersi di bersagliare gli avversari dalla distanza, senza temere lo scontro frontale con il nemico anche quando sono immobili e piazzati in un angolo dell'arena, mentre le Dune Buggy dovranno puntare tutto sulla velocità, aggirare gli avversari e magari sfruttare qualche rampa per acchiappare un power up che per un Tank risulta davvero fuori portata.
L'idea di un gameplay "bipartito" non sarebbe male sulla carta, ma appena scesi in campo si capisce che Hardware: Rivals fatica a valorizzarla. Il problema principale della produzione è legato al feeling di guida, che nel caso dei carri è davvero troppo goffo e impacciato per risultare divertente. Muovendosi come grossi pachidermi corazzati ci si sente costantemente "affaticati", e si finisce quindi per preferire la mobilità delle quattro ruote. Anche a bordo delle Dune Buggy, tuttavia, manca quella reattività che invece non dovrebbe far difetto ad un buon arcade, fatta di virate repentine e brusche accelerate. Il modello di guida di Rivals è insomma un po' affannoso, poco scattante, ed in linea di massima abbastanza spinoso.

Un altro aspetto che non convince pienamente è la gestione delle armi secondarie. Ce ne sono una dozzina, tra railgun in grado di distruggere un avversario con un singolo colpo ben centrato, e dardi EMP che disattivano cannoni e torrette. Purtroppo non tutte risultano utili alla stessa maniera, ed anzi riuscire ad abbattere un veicolo con le mine o sfruttare in maniera vincente i già citati proiettili EMP è davvero molto complesso. D'altro canto non c'è nessun sistema per liberarsi al volo dei potentissimi missili a ricerca, e insomma succede di trovarsi condannati a morte solo perché siamo stati inquadrati da un avversario lontanissimo, completamente impossibilitati a schivare il colpo (magari con una manovra evasiva, difficile invece da realizzare viste le caratteristiche del driving system a cui prima si accennava).
Le armi secondarie, fondamentali per eseguire un numero dignitoso di uccisioni, non possono essere accumulate, e l'ultima raccolta sostituisce la precedente. Da un certo punto di vista questo aspetto risulta interessante perché impone una buona conoscenza delle mappe e del posizionamento dei power-up, ma d'altro canto risulta impossibile cambiare al volo la propria strategia d'ingaggio nel caso in cui ci si trovi in difficoltà. Incontrare un avversario ben armato quando abbiamo appena raccolto un'arma efficace sulla distanza significa andare incontro a morte certa, e viceversa se si adocchia un nemico lontano avendo a disposizione un power-up a corto raggio si è costretti a rimandare lo scontro.

Le schermaglie di Hardware: Rivals finiscono insomma per essere quasi sempre situazionali, e solo raramente le abilità del giocatore contano più delle armi appena acchiappate. Non ci è piaciuta neppure la presenza di potenziamenti che incrementano la corazza: sarebbe stato molto meglio optare per uno scudo ad utilizzo singolo, da attivare nei momenti di difficoltà. Con il sistema attuale è invece impossibile sapere quando si affronterà un nemico "potenziato", letteralmente insensibile ai colpi e capace di assorbire una quantità di danno davvero fuori proporzione.
L'esperienza di gioco con Hardware: Rivals rischia insomma di essere frustrante ed appare mal bilanciata, ma i problemi non finiscono qui. Se si considera il prezzo del prodotto, infatti, l'offerta complessiva appare abbastanza povera. Troviamo appena quattro mappe (due delle quali hanno una conformazione molto simile), e quattro modalità. Di queste, per altro, quella che prevede la presenza di tre zone da controllare è davvero poco divertente: viste le dimensioni generose delle arene, l'operazione di conquista e neutralizzazione delle zone avversarie è inframezzata da lunghi tempi morti. Non stupisce quindi che sia una modalità poco frequentata.
C'è da dire che il team di sviluppo, ad intervalli regolari, avvia degli eventi "a tema", che si configurano come variazioni (poco fantasiose) delle modalità classiche: il primo a cui abbiamo partecipato era un deathmatch in cui l'unica arma disponibile era la letale railgun. Iniziative del genere sono però ben poca cosa se rapportate con la desolante povertà di contenuti, da registrare anche per quel che riguarda modelli di piloti e vetture. Siamo convinti che Hardware: Rivals avrebbe avuto sorti migliori proponendosi come un free-to-play con qualche microtransazione.
Sul fronte tecnico, il look della produzione non riesce ad impressionare: il colpo d'occhio è molto stilizzato, ed assomiglia ad un cell shading dalle tinte pastello, senza spunti particolari per quel che riguarda complessità dei modelli o ispirazione artistica delle arene. Nonostante una conta poligonale non esaltante, si registra qualche calo di framerate, mentre le operazioni di matchmaking sono generalmente indolori, ed il netcode abbastanza stabile.

Hardware: Rivals Hardware: Rivals è un titolo modesto, nelle premesse e nelle aspirazioni. Prova a rilanciare un genere abbastanza sfortunato ripartendo dalle basi, ma si presenta ai nastri di partenza con le ruote sgonfie. Il modello di guida abbastanza affaticato e poco reattivo, il bilanciamento delle armi completamente da rivedere, ed una povertà di contenuti quasi desolante affossano il titolo sul nascere. Neppure i più sfegatati appassionati del Combat Racing lo frequenteranno a lungo: giusto il tempo di sbloccare tutti i perk con cui è possibile potenziare il proprio pilota, o di stancarsi delle quattro arene e del loro look abbastanza triviale. Meglio guardare altrove, tornando tra le produzioni indipendenti che su PC tengono alta la bandiera del combattimento su ruote.

5

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