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GamesCom 2015 Dal 05/08/2015 al 09/08/2015

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Recensione Harvest Moon: L'albero della Tranquillità

L'RPG rurale più famoso di sempre arriva su Wii in una nuova incarnazione

Versione analizzata: Nintendo Wii
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii

Nell'ambito della celebrazione dei dieci anni in Europa della serie Harvest Moon, simulazione di vita bucolica, arriva in Europa anche il primo titolo sviluppato appositamente per Nintendo Wii, quell'Harvest Moon: L'albero della tranquillità, che fin dalle sue prime immagini aveva assai colpito gli appassionati della produzione Natsume. Per la prima volta infatti il character design non era affidato al designer storico della serie, Igusa Matsuyama, e pertanto tale radicale svolta aveva fatto presagire un sostanziale reboot della serie ed un cambiamento parziale delle sue dinamiche. Analizziamo quindi se davvero il gameplay classico della serie è stato modificato e di quanto, e se la serie ideata da Yasuhiro Wada si trova di fronte ad un nuovo inizio.

Sbarchi tempestosi

La nuova tendenza di ambientare le vicende del protagonista su di un'isola o in un arcipelago ha provocato incipit della trama assai simili tra loro nei più recenti episodi, ed anche in questo caso non si fa eccezione. Un ragazzo pieno di sogni e speranze s'imbarca su di una nave passeggeri alla volta di una terra nuova dove trovare nuove possibilità, e sebbene non ci sia nessun naufragio di mezzo il suo arrivo non è comunque dei migliori, a causa di una tempesta dovuta a particolari condizioni ambientali che più in là nel gioco scopriremo essere dovute ad elementi fondamentali nello sviluppo della trama (e del gameplay). Quello che è certo è che come ogni volta, dopo un tutorial che si esplica tramite lavoretti part time che illustrano gli elementi base del gioco, ci ritroveremo fieri possessori di una fattoria (della quale sceglieremo la collocazione) e di un campo che dovremo ripulire da massi, erbacce ed arbusti prima di poter coltivare i primi raccolti.
Inizia la beata vita del contadino.

Come snellire la struttura di gioco

Le prime fasi di gioco, ed in genere il primo mese (o meglio stagione, visto che l'anno è diviso in quattro stagioni di ventotto giorni ognuna), scorrono abbastanza difficoltose rispetto a quanto eravamo stati abituati negli ultimi episodi. I soldi con i quali inizieremo l'attività saranno veramente pochi, gli attrezzi non saranno tutti immediatamente disponibili e quelli che avremo saranno dispendiosi da usare in termini di energia, ed anche il margine di guadagno sui primi raccolti sarà basso. Non di meno difficoltoso sarà l'ambientamento sull'isola Cialda, ma per un motivo di sicuro apprezzabile: in L'albero della tranquillità è presente l'area di gioco più estesa mai vista in un qualsiasi episodio della serie, e sebbene all'inizio sovente bisognerà ricorrere alla mappa per vedere la propria posizione (anche a causa di una camera troppo zoomata e con poco orizzonte) una volta imparati strade e sentieri tutto sarà assai più semplice.
A parte queste prime e piccole avversità chi è già familiare alle dinamiche della serie noterà immediatamente un elemento che è necessario menzionare perché fondamentale nell'analisi e testimone che una sorta di reboot della serie, anticipiamolo, c'è stata. Ogni componente del gameplay è stata eccezionalmente semplificata. E per eccezionalmente non intendiamo in maniera poco attenta, riducendo tutto alla banalità, ma tramite un lavoro talmente curato che ci si arriva a chiedere come mai finora Harvest Moon non è mai stato cosi.
La semina dei campi è il primo indizio: le sementa comprate non si spargeranno sulla classica zolla 3x3, che rende la raccolta dei prodotti piantati in serie ardua e da pianificare con largo anticipo, ma su un'area 6x1, assai più comoda. Semplificare la dinamica non significa semplificare la ricchezza del gameplay, e seminare il raccolto sul terreno adatto sarà importante, con zolle che a gradazioni dell'intensità del loro colore legano la loro fertilità: inutile piantare cipolle, veloci nel crescere ma di scarso valore, su un terreno produttivo, dove sarà di certo meglio piantare redditizie melanzane, da raccogliere più volte al mese.
Semplificato ma allo stesso tempo arricchito l'utilizzo degli strumenti, dato che in L'albero della tranquillità il potenziamento avviene su due livelli: su quello dell'efficacia, che aumenterà l'area dell'innaffiatoio o la potenza del martello, e basterà usare il più possibile lo strumento, e su quello del dispendio in termini di fatica, e bisognerà potenziarlo tramite i metalli, da cercare come al solito all'interno delle miniere. Anche l'esplorazione delle miniere è stata semplificata: non sarà più necessario portare il martello per rompere le pietre e la zappa per trovare le scale con le quali accedere ai livelli successivi, che saranno infatti visibili o nascoste sotto una pietra. Però stavolta non si troveranno i metalli pronti all'uso, ma pietre da raffinare, e bisognerà avere occhio per distinguere quelle buone, dal quale ottenere argento o oro, da quelle vuote, che conterranno solo scarti. Gli strumenti serviranno ovviamente anche per raccogliere pietra e legname funzionali alla costruzione di nuovi edifici, e anche qui lo snellimento della struttura di gioco è da plauso: a parte la riduzione delle quantità richieste, mancano del tutto i capannini dove riporre manualmente i materiali da costruzione, immagazzinati invece in automatico senza patemi.Continua
Altra gustosa novità riguarda l’allevamento: finalmente non bisognerà costruirsi da sé un (assai logorabile) recinto dove infilare manualmente pollame, bovini e quant’altro, ma sarà presente un’area apposita dedita al pascolo, dove il bestiame andrà al semplice suono di una campanella, e dal quale non uscirà, perdendosi chissà dove. Ampliate anche le specie che potremo tenere nella nostra fattoria: accanto alle classiche mucche e pecore ci saranno struzzi e capre, e la stia non sarà più solo la casa del pollame ma conterrà anche redditizi bachi da seta, per un’esperienza di gioco sempre più varia e fresca.
Se dal lato gestionale sono state tante e significative le modifiche apportate, dal punto di vista della simulazione di vita sono sempre gli stessi i canoni sui quali si sviluppa l’interazione con gli altri abitanti del villaggio. Come in ogni Harvest Moon infatti una parte significativa del gameplay è rivolta alla conquista della propria anima gemella, da individuare tra le tante ragazze che abitano nei dintorni di Cialdolandia. Ognuna di loro avrà particolari avversione ed oggetti che invece ama fortemente, cosi come tutti gli abitanti dell’isola, e per aumentare la familiarità con loro sarà necessario prodigarsi a lungo, imparandone gusti ed abitudini. La commistione tra le due anime del gioco qui appare assai più naturale che in altri episodi, merito probabilmente di un’area di gioco sempre viva e di abitanti sempre attivi, per cui non si ha la sensazione straniante di avere due esperienze di gioco separate. Qualcosa in più forse poteva e doveva essere fatto dal punto di vista della caratterizzazione di alcuni personaggi e della gestione dei festival, che appaiono meno festosi ed importanti rispetto al passato.

Natura incontrastata

Dal punto di vista squisitamente tecnico la produzione Marvelous si sa difendere. Graficamente non c’è niente che faccia gridare al miracolo, eppure la rappresentazione della natura è credibile, con zone popolate di alberi, ruscelli, stagni, scogliere a picco. La varietà è tanta, ed alcuni effetti (come quello dell’acqua) rendono ancora più piacevole scorrazzare in giro per l’isola. Discorso simile per gli ambienti, nei quali notiamo una soddisfacente cura del dettaglio, ma che mancano forse di personalità. Qui si potrebbe entrare nei gusti personali, ma forse lo stile nuovo adottato non si confà perfettamente alla serie, perché più tendente al realistico rispetto al passato, per proporzioni dei personaggi e degli animali e per il tratto del disegno. Comunque il pacchetto visivo è nel complesso discreto, e di certo funzionale ad una esperienza di gioco che basa altrove il proprio essere.
Il comparto audio si barcamena tra alti e bassi: le melodie stagionali sono senz’altro di buon livello e risultano piacevoli da ascoltare anche a lungo andare, cosi come altrettanto piacevoli sono le melodie degli interni: ad avere qualche pecca sono alcuni (non tutti) effetti sonori, e se i versi degli animali sono ben campionati lo stesso non si può dire delle estemporanee espressioni del protagonista.
Rispetto a Magical Melody, porting su Wii di un titolo Gamecube, L’albero della tranquillità può vantare un maggior riconoscimento dei movimenti per effettuare le azioni della quotidiana vita contadina, ma la configurazione tramite pulsanti rimane la più comoda. Inoltre il proprio personaggio sembra muoversi con maggior agilità, merito certamente di animazioni curate ma soprattutto di un sistema di controllo assai più rispondente che in passato.
Per per quanto si vede e si sente non si parla di eccellenze quindi, e questo non è mai stato più che adesso un peccato, visto che davvero in questo episodio si vede la strada che i futuri esponenti della serie dovranno seguire.

Harvest Moon: L'albero della Tranquillità La semplificazione di un gameplay efficace e collaudato in pochi ma fondamentali aspetti lo ha reso ancora più assuefacente. L’albero della tranquillità s’installa tra i migliori episodi della serie, e se non è al primo posto è più per ragioni nostalgiche (cambio di design in primis) che per altri demeriti. A dire il vero manca qualcosa dell’esperienza classica: i personaggi sono meno caratterizzati del solito e di certo maggiore attenzione poteva essere riposta nei festival, ma sono solo elementi di contorno di una struttura di gioco snellita nelle dinamiche ma allo stesso tempo arricchita di nuovi elementi. Ciò indiscutibilmente fa del titolo Marvelous il perfetto inizio per un giocatore che volesse avvicinarsi alla serie, ed un ottimo intrattenimento per i fan storici.

7.2

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