Recensione Haunt the House: Terrortown

Uno spettro infesta il PlayStation Mobile

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Haunt the House: Terrortown
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Attualmente le linee di prodotti disponibili su Playstation Vita sono svariate: i giochi retail venduti su cartuccia, i titoli in digital delivery sul Playstation Network, la collana Minis e i giochi facenti parte della categoria Playstation Mobile.
Questi ultimi sono prodotti creati per i dispositivi Android certificati Playstation, ma che funzionano perfettamente anche sul più recente portatile commercializzato da Sony.
L’avvio di tale servizio non è certo stato eccezionale e, anzi, sono pochi i titoli meritevoli, malgrado ne vengano rilasciati un paio a settimana. Lo scarso numero di download, quindi, ha spinto Sony ad offrire il download gratuito di un gioco a settimana, ma solo il tempo potrà dirci se tale mossa potrà aumentare la notorietà di Playstation Mobile.
In realtà il miracolo potrebbero compierlo contenuti di qualità, come Haunt the House: Terrortown, curiosissimo esperimento rilasciato pochi giorni fa.

Operazione spavento

L’idea di impersonare un fantasma, in grado di prendere possesso degli oggetti e muoverli, non è del tutto nuova ed è stata applicata con successo da Ghost Trick, ottimo titolo prodotto da Capcom per Nintendo DS.
Haunt the House la ripropone in un modo leggermente diverso: il fantasma che andremo a controllare, semplicemente muovendo l’analogico sinistro, potrà sì entrare praticamente in ogni oggetto presente negli scenari di gioco, ma non dovrà risolvere impegnativi puzzle basati su movimenti perfettamente temporizzati, in modo interagire con i vivi. Il suo compito sarà semplicemente quello di spaventarli, in modo da farli fuggire dagli edifici che stanno visitando.

Un teatro ed un museo sono due esempi perfetti: i visitatori si sposteranno tra le varie stanze in maniera del tutto autonoma e sarà nostro compito aumentare il loro livello di paura fino al vero e proprio terrore, che li spingerà a scappare, a volte mettendo a rischio addirittura la loro incolumità.
Con un tasto frontale, quindi, si entrerà in un oggetto e con i rimanenti tre si potrà animarlo, magari nel momento giusto in modo da massimizzare lo spavento.
Non tutti gli oggetti metteranno a disposizione tre azioni diverse, e le più paurose richiederanno comunque che il livello di terrore diffuso all’interno dell’edificio, simboleggiato con un barra in crescita, abbia superato determinate soglie.
In questo modo si potrà iniziare a far paura ai bambini, magari muovendo un cassetto o un candelabro, per poi puntare agli adulti, facendo ruggire un orso che dovrebbe essere impagliato o suonando note sinistre con un trombone abbandonato.

La paura è il sale della vita

La moltitudine di oggetti e le loro animazioni sono il vero fiore all’occhiello dell’intera produzione: ognuno offrirà modalità totalmente inattese per spaventare i presenti e spesso si rimarrà stupiti dell’ingegno profuso dal team di sviluppo nell’ideare azioni così folli. Gli oggetti più piccoli si potranno inoltre spostare, in modo da tentare di organizzare una "sequenza di orrori" ben mirata, che spingerà un normale e calmissimo visitatore ad iniziare a correre per poi gettarsi dalla finestra, in preda alla paura più incontrollata.

In ogni edificio troveremo una ventina di visitatori, e dovremo architettare le modalità più ingegnose per farli fuggire o, addirittura, suicidare, fattore che gioverà al punteggio finale, visibile solo quando tutti gli ambienti torneranno deserti.
All’interno degli scenari saranno presenti persino dei personaggi speciali, da spaventare e far fuori in una maniera ben specifica, in modo da farli trasformare in fantasma.
Nella torre centrale, quindi, potremo tornare in ogni momento per scegliere uno degli ectoplasmi disponibili, tutti differenti tra loro per forma, animazione e suoni.

Stile ma poca sostanza

In termini di stile Haunt the House ricorda in qualche modo Patapon: i personaggi, gli ambienti e gli oggetti sono stati disegnati con un’ottimo uso del 2D, leggermente piatto ma di impatto, che nei chiaroscuri e negli stacchi trova la sua espressione tenebrosa.
Sono però le animazioni a stupire: anche se non si avvicinano alla perfezione di Ghost Trick potremo assistere a donne urlanti in preda al terrore e strumenti musicali che improvvisamente prendono vita, per non dimenticare mobili che di colpo inizieranno a perdere una disgustosa poltiglia nera dalle loro ante o televisori dai quali usciranno mani ossute o zampe di ragno.

Lo stile grafico si sposa perfettamente anche con l’accompagnamento sonoro, impreziosito da un doppiaggio d’atmosfera che accompagna il giocatore dal rapidissimo tutorial fino ai primi spaventi ben riusciti.
E’ quindi il gameplay puro a convincere meno, in quanto risulta leggermente troppo semplice spaventare le persone. Sarà però onere del giocatore trovare il modo migliore per farlo, senza abbandonarsi ai soliti due o tre trucchi che non gli permetterebbero di ottenere i punteggi migliori.

Haunt the House: Terrortown Haunt the House: Terrortown può dirsi un esperimento riuscito e rappresenta uno dei pochi titoli davvero meritevoli all’interno dell’offerta del servizio Playstation Mobile. Un po’ Ghost Trick, un po’ Beat Sneak Bandit, ha in realtà un’identità propria e solo il gameplay mostra qualche incertezza, a causa di una struttura troppo semplificata e che, sfortunatamente, non incentiva alla rigiocabilità: fattore che limita la durata del gioco a un’ora scarsa. Haunt the House: Terrortown rappresenta comunque un titolo originale e ben realizzato, che potrebbe decretare l’inizio della pubblicazione di contenuti di qualità all’interno di Playstation Mobile, unico modo per aumentare la notorietà del servizio e, di riflesso, anche i download.

7

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