Recensione Hearthstone: Una Notte a Karazhan

Terminata la lunga notte di Karazhan è giunto il momento di trarre le dovute conclusioni. Sarà riuscita Blizzard a stupirci nuovamente?

Versione analizzata: PC
recensione Hearthstone: Una Notte a Karazhan
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Siamo giunti infine alla conclusione della nostra avventura a Karazhan. Il Mago Medivh, dopo averci invitato a prendere parte alla festa, ci ha lasciato in balia di partite a scacchi particolari, di ospiti demoniaci pronti a farci a pezzi e di missioni stravaganti. Karazhan però, oltre a farci sorridere con battute leggere e momenti divertenti, aveva l'arduo compito di mischiare (letteralmente) le carte in tavola, "scombussolando" il meta per far emergere nuovi mazzi e strategie. Non dimentichiamoci, del resto, che dopo la divisione tra wild e standard è di primaria importanza per Blizzard continuare ad iniettare carte inedite nel pool, e tenere vivo il gioco con qualche novità in grado di sorprendere. Dopo aver affrontato tutte le ali del PvE e aver giocato diverse partite in PvP, dobbiamo ammettere che Karazhan fatica invece ad assolvere a questo compito. E insomma Hearthstone, dopo le lamentele dei giocatori, inizia a mostrare il fianco proprio a causa di quella meccanica RNG che ne ha sancito il successo. Tempo di rivoluzione?

Via il dente, via il dolore

Diciamolo senza troppi giri di parole: Karazhan non è assolutamente a livello delle avventure uscite fino ad oggi, almeno sul fronte della qualità delle carte. Basta pensare che in passato ci sono state carte in grado di rivoluzionare il modo di giocare: alleati come Loatheb o come Reno Jackson hanno cambiato completamente la faccia di Hearthstone, diventando importantissime per le strategie di tanti aspiranti pro player. Molti hanno definito queste vecchie carte troppo sbilanciate, ma la verità è che in un circuito chiuso e gratuito come quello di Hearthstone, questi innesti sono stati in grado da soli di far lavorare la community, decisa a trovare delle contromisure adeguate ai mazzi che ne facevano uso. Attorno all'utilizzo dei due alleati appena citati, ad esempio, i giocatori hanno saputo creare strategie specifiche, lavorando con cura in fase di deck building. L'obiettivo di un bravo giocatore, del resto, è sempre lo stesso: fare in modo di creare momenti controllabili, esiti prevedibili, "lottando" contro l'RNG per "portarlo dalla propria parte". Sussurri Degli Antichi ha invece rotto l'idillio, facendo pendere la bilancia in favore dell'elemento randomico e aleatorio, e rendendo il gioco più accessibile per i casual gamer. Dopo l'arrivo dell'espansione era possibile persino sperare di portarsi a casa la partita in maniera del tutto fortuita, con una sola carta pescata al momento giusto.
Speravamo davvero che Blizzard utilizzasse "Una Notte a Karazhan" per aggiustare un po' il tiro, ed ecco invece un'espansione che porta una quantità enorme di carte legate all'RNG. Per la gioia di chi gioca regolarmente il Mago in arena, ora devastante ancor più di prima grazie ad un nuovo portale, che non solo andrà ad evocare una grossa creatura sul campo, ma ci permetterà di infligge un danno sulla board dell'avversario, portandoci quasi sempre in vantaggio.
Allo stesso modo il portale di Moonglade può essere estremamente pericoloso: data la vita piuttosto alta delle creature del Druido, il rischio è quello di rimettere a nuovo una creatura e di evocarne un'altra sul campo di battaglia pagando solamente 6 mana.

Arena a parte, il meta sembra quasi paralizzato da qualche settimana a questa parte, e tra i mazzi più performanti svetta come sempre lo Sciamano aggro, che sin dagli albori del nuovo formato domina incontrastato le classifiche. Per cercare nuove strategie dobbiamo ricorrere ad un'altra classe che ultimamente sta facendo il bello e il cattivo tempo: il Druido. La versione con Yogg-Saron è ancora in vetta, ma a sorprendere è invece il mazzo incentrato sull'utilizzo delle Bestie, che ha giovato in maniera considerevole della Menagerie Warden giunta proprio con questa nuova avventura, e che sta rapidamente risalendo la classifica di mazzi più giocati su Hearthstone. Seguono a ruota i mid range Hunter, che grazie alla nuovissima leggendaria Barnes o a Kindly Grandmother sfruttano meccaniche che tendono a riempire la board con una sola carta.

Un'avventura che si lascia conquistare

Oltre alle nuove carte inserite, 45 per la precisione, Karazhan offre un prologo, quattro ali da conquistare e le sfide di classe: il tutto per circa 20 euro o la corrispettiva valuta in game (700 gold ad ala). Un pacchetto in linea con le altre avventure, ma che si è rivelato deludente dal punto di vista delle idee e della sfida proposta. La brusca virata verso un pubblico ancora più casual ha fatto sì che Blizzard proponesse una serie di scontri estremamente semplici, non solo nella versione normale delle varie ali ma anche in quella eroica. Una decisione che non abbiamo proprio digerito, dato che uno dei punti di forza di questi contenuti periodici era la necessità di studiare un mazzo specifico per affrontare ogni singolo boss proposto, tanto da andare a creare deck completamente differenti da quelli utilizzati solitamente per le classificate o le amichevoli. In questa occasione Blizzard ha mancato il bersaglio, con i boss che si lasciano battere senza offrire nessuna soddisfazione.

Ad aggravare al situazione ci ha pensato un'intelligenza artificiale delle peggiori tra quelle viste in questo ambito, con il nostro avversario indeciso sul da farsi, in balia di scelte chiaramente errate anche per un giocatore alle prime armi, e una ingiustificata tendenza ad ignorare la nostra board. Fortunatamente qualcosa di buono c'è, e in fin dei conti salva l'avventura dall'oblio. Karazhan è stata confezionata con estrema cura e tutti i personaggi di World of Warcraft qui presenti, così come gli encounter, portano alla memoria dei vecchi giocatori deliziosi ricordi. La battaglia degli scacchi è un piccolo gioiellino di design, che sottolinea ulteriormente quanto brillanti possano essere le trovate di Blizzard. Al top come al solito anche il doppiaggio e gli effetti sonori, davvero impeccabili.

Hearthstone: Una Notte a Karazhan Karazhan ad oggi è l’avventura più deludente di Hearthstone. Si limita a svolgere un compito semplice semplice, introducendo nuove carte che non cambiano minimamente le forze in campo, e aggravando invece la situazione di un priest fuori dai giochi da troppo tempo. Ci sono carte buone che rimpiazzano alcune scelte nei mazzi più di successo, ma nulla in grado di stravolgere il meta come ci saremmo aspettati. Oltre alla prima ala, che ha proposto alcune idee originali e una partita a scacchi davvero brillante, le restanti sfide non sono risultate all’altezza delle aspettative, con un difficoltà tarata verso il basso, pensata per avvicinare nuovi giocatori dimenticandosi dei veterani. Ci aspettavamo qualcosa in più.

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