Recensione Helldivers

Il team di Magicka torna alla carica con un nuovo sparatutto cooperativo per quattro giocatori

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo il meritato successo di Magicka, il promettente team di Arrowhead Game Studios ha attraversato un periodo non facile. Sebbene non molte notizie siano trapelate al riguardo, qualcosa nel rapporto con il publisher Paradox deve essere andato storto, portando i ragazzi svedesi a perdere ogni diritto sul marchio che poco tempo prima li aveva fatti emergere dall'anonimato. La voglia di continuare a sperimentare sul gioco in cooperativa non li ha comunque abbandonati, tanto che sono tornati con Helldivers, sparatutto cooperativo che questo mese è disponibile gratuitamente per gli abbonati al PlayStation Plus. Dalle spensierate atmosfere fantasy si passa ad un'ambientazione fantascientifica la quale, seppur priva di una netta caratterizzazione, deve molto all'immaginario di Starship Troopeers. Una vera e propria guerra interplanetaria si sta combattendo tra le galassie, e ogni giocatore potrà dare il suo piccolo contributo.

Cooperativa interplanetaria

Una breve, ma ben strutturata, sezione tutorial mette subito in chiaro le basi del gameplay proposto da Helldivers, che poggia sulla medesima impostazione isometrica e dual stick proposta da Magicka, e trova una nuova particolarità nella possibilità per i giocatori di richiamare sul campo di battaglia degli approvvigionamenti di varia natura. Che si tratti di torrette automatiche, veicoli per un singolo pilota, mezzi in grado di ospitare l'intero party di quattro giocatori o bombardamenti a tappeto, questi stratagemmi potranno fare la differenza tra un team in costante necessità di respawn e uno in grado di farsi agevolmente largo tra l'infestazione aliena man mano che si completano i semplici obiettivi proposti dalle missioni. Un'altra caratteristica che contraddistingue il peculiare gameplay è una costante tensione, sorretta da una moltitudine di fattori. Ad esempio, sebbene poco pericolose se prese singolarmente, alcune delle truppe di base delle tre razze aliene presenti saranno in grado di richiamare rinforzi se non verranno eliminate istantaneamente, tenendo il team costantemente sul chi va là. Persino l'utilizzo degli stratagemmi e l'attivazione dei diversi obbiettivi sulla mappa aggiunge un elemento di notevole stress, dato che per azionarli sarà ogni volta necessario riprodurre una sequenza di tasti del D-Pad più o meno lunga mostrata a schermo, operazione che in condizioni particolarmente tese potrebbe rivelarsi più complessa del previsto. Proprio come il predecessore Magicka, anche Helldivers spinge molto sulla cooperativa (in locale o online) per quattro giocatori: a fronte di missioni sostanzialmente molto ripetitive, l'imprevedibilità e l'elemento strategico sono interamente sorretti dalla collaborazione con i compagni di squadra.


Per quanto la progressione offerta da Helldivers sia strutturata a missioni, gli sviluppatori sono riusciti a includere il tutto in uno scenario di guerra ampio e mutevole. Ogni volta che si seleziona un pianeta per avviare una nuova incursione, le missioni vengono generate proceduralmente, e, completando tutte quelle legate ad un dato pianeta, lo si libererà dalla minaccia aliena. Questo andrà a contribuire alla guerra globale combattuta da tutti i giocatori connessi, aumentando l'influenza umana in quel dato sistema. Sebbene un simile sistema appaia perpetuo, in realtà una sorta di "finale" esiste. Qualora gli umani riescano a liberare l'intera galassia prima dello scadere del tempo previsto, una breve cut scene informerà che la battaglia è stata vinta, e una schermata di riepilogo ricorderà alcune statistiche della sessione appena conclusa. Qualora invece l'umanità soccomba, un breve video informerà il giocatore che i pochi sopravvissuti si metteranno presto in viaggio per una nuova galassia, nel tentativo di liberarla. Per quanto il sistema sia ripetitivo e sempre uguale a se stesso, questo garantisce una progressione sostanzialmente senza fine, che potrà tenere impegnati i party più affiatati per molte ore (un ciclo richiede solitamente qualche settimana di tempo reale). Lo stesso vale per il sistema di generazione delle missioni, il quale, pur presentando un evidente limite strutturale, è anch'esso in grado di offrire incarichi virtualmente infiniti. Ogniqualvolta si avvierà una nuova incursione, il sistema abbinerà in maniera casuale una certa mappa (ma sono tutte piuttosto simili), una delle tre razze aliene e un certo numero di obbiettivi, che possono andare dall'attivazione di particolari installazioni sino alla conquista di un preciso luogo. Proprio per questo, la varietà di Helldivers non è da ricercarsi nella struttura delle missioni, le quali restituiranno sostanzialmente le medesime situazioni con pochissime variabili, quanto semmai nell'imprevedibilità delle situazioni sul campo e nel sistema di progressione del proprio alter ego, che sbloccherà un grandissimo numero di armi, stratagemmi e miglioramenti per gli stessi salendo di livello. Per quanto alcuni eventi dinamici, come la difesa di un particolare avamposto, compaiano di tanto in tanto sulla mappa della galassia, è un peccato che gli sviluppatori non abbiano pensato di impreziosire il sistema di guerra galattica con missioni specifiche, come ad esempio l'assalto al nido principale degli alieni, che avrebbero potuto dare maggior senso di progressione alle campagne, le quali si chiudono invece in maniera molto insipida.

Mirare prima di sparare

Helldivers non è certo un gioco rilassante, e a rendere le brevi missioni particolarmente tese non sono solamente le minacce aliene. Già qualche partita è infatti più che sufficiente per rendersi conto che i vostri compagni di squadra potrebbero essere tanto pericolosi quanto le creature che vi danno la caccia. Il fuoco amico è infatti costantemente attivo, e considerata la scarsa riserva di salute dei personaggi questo porterà spesso a situazioni paradossali, in cui una sventagliata di fucile d'assalto potrebbe causare la dipartita di metà della squadra, mettendo a rischio l'intera missione. Lo stesso vale per gli stratagemmi, che non solo vengono paracadutati dall'orbita con il rischio di schiacciare i malcapitati che si trovino nel punto sbagliato, ma spesso possono rappresentare tanto un beneficio quanto una minaccia nelle mani sbagliate. È il caso, ad esempio, degli esoscheletri, a bordo dei quali schiacciare i compagni per errore può capitare di frequente, e delle torrette automatiche, che falceranno tanto gli alieni quanto gli incauti giocatori che dovessero trovarsi sulla loro linea di tiro. In altre parole, Helldivers è un gioco che presenta una propria curva d'apprendimento costellata di inevitabili errori e leggerezze, i quali vanno comunque a raccogliersi in un'esperienza nel complesso molto divertente. Data la brevità delle singole missioni (mai più di dieci minuti), la frustrazione risulta ridotta al minimo, anche nei casi più disastrosi, e l'impegno richiesto per portare a termine le incursioni complesse è semmai fonte di grande soddisfazione. Chiaramente, Helldivers riesce a dare il meglio di sé quando giocato in compagnia. Per quanto la progressione sia possibile anche in solitaria, la natura estremamente ripetitiva della struttura delle missioni finirebbe per annoiare molto presto, mentre in compagnia di altri giocatori si può apprezzare pienamente la profondità strategica del contesto. In maniera tra l'altro non scontata, la comunicazione verbale, per quanto in grado di migliorare ulteriormente l'esperienza, non è assolutamente necessaria, a patto di trovarsi con giocatori che abbiano sufficiente esperienza. In questo può aiutare l'ottimo sistema di ricerca delle partite attive, che permette di visualizzare non solo la missione in corso, ma anche il livello dei partecipanti.

Dal punto di vista tecnico, la versione Playstation 4 da noi provata ha rivelato un buon lavoro, che parte da una caratterizzazione piacevole (seppure non troppo varia) dei mondi e delle razze aliene. Notevole anche il livello di dettaglio delle armi e degli stratagemmi, ben disegnati e animati splendidamente. Ottimo lavoro anche sul netcode: l'unione alle partite in corso non dà mai problemi, e durante le nostre prove abbiamo sempre riscontrato massima stabilità da parte dei server.

Helldivers Helldivers è un divertente e impegnativo esperimento sulla cooperativa per quattro giocatori, e i ragazzi di Arrowhead confermano la loro grande abilità nel partire da basi semplici e aggiungervi notevole profondità strategica. Complesso ma mai frustrante, il gioco dà il meglio di sé quando affrontato in compagnia, mentre in solitaria è destinato a stancare molto presto. L'unico evidente punto debole è rappresentato dalla natura estremamente ripetitiva degli obbiettivi di missione: per quanto la loro natura imprevedibile e randomica le renda più interessanti di quanto ci si potrebbe aspettare, una volta sbloccate le armi e i potenziamenti principali l'interesse nei confronti del gioco potrebbe scendere drasticamente. Consigliato agli appassionati di esperienze cooperative che sappiano tenere alta la concentrazione e l'impegno del party.

7.7

Che voto dai a: Helldivers

Media Voto Utenti
Voti totali: 8
7.5
nd