Recensione Helsing Fire

Helsing's Fire ci porta a distruggere il dominio del Conte Dracula

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La grande diffusione di device touch, Nintendo DS prima e iPhone poi, ha ridato grande linfa al genere dei puzzle game, offrendo un’interazione più diretta con l’utente proprio grazie a questa tipologia di interfacce.
C’è stata quindi una seconda giovinezza per questo genere di titoli e molte software house, dalle più piccole alle più grandi, hanno pubblicato rompicapo e puzzle in grandi quantità. L’originalità, però, non sempre ha avuto la meglio e moltissimi titoli possono essere inquadrati in due insiemi: i puzzle game basati sulla fisica e quelli in cui associare tre o più gemme colorate.
Nella moltitudine di giochi simili, però, talvolta svetta un titolo che per meccaniche, stile o gameplay si erge sopra la massa; Helsing’s Fire eccelle in tutti questi campi ed è impressionante pensare al fatto che sia stato creato solamente da due volenterosi sviluppatori.

L'ennesimo ritorno del Conte

Impossibile non associare il cognome Helsing alla mitologia di Dracula, il Conte vampiro. In Helsing’s Fire il noto cacciatore di vampiri dovrà fronteggiare, con l’aiuto del suo assistente Raffton, l’ennesimo ritorno del suo acerrimo nemico, questa volta attorniato da mostri che vanno dai classici licantropi e zombie, fino ad arrivare a ciclopi e robot.
Il gioco è organizzato in tre diverse aree, dalla città fino al castello del principe delle tenebre, ognuna strutturata in trenta livelli che dovremo ripulire dai mostri prima di poter fronteggiare il canonico boss.
Gli stage sono generati casualmente, in base alla difficoltà impostata nelle opzioni, e offrono quindi una sfida sempre diversa, benché la progressione non sia propriamente lineare e può accadere di trovarsi in un livello particolarmente complesso da superare, seguito da un’altro di facilità estrema.
Il gameplay segue l’idea alla base della storia: un’alternanza di luce e buio va sfruttata per avere la meglio sull’esercito al servizio di Dracula, con una meccanica di base simile a quella dell’interessantissimo Lit, titolo per WiiWare pubblicato in Europa svariati mesi fa.

Raffton? Passami la torcia


In che modo il dinamico duo può fronteggiare l’orda di mostri per arrivare alla fonte di tutti i mali? Ovvio: con il fuoco.
Come si può capire dal titolo l’arma a disposizione del Dr. Helsing è una torcia che potremo liberamente posizionare all’interno dei livelli. Questi saranno visualizzati dall’altro, mostrando una morfologia sempre diversa, con blocchi che rappresentano costruzioni, tombe, alberi a altri oggetti dello scenario.
Ovviamente ci sono i mostri, ognuno con la propria icona per farne capire la razza e il colore, in modo da individuare con un colpo d’occhio con chi abbiamo a che fare.
Per affrontare un livello bisogna posizionare la torcia e usare la luce per annichilire i nemici. I raggi, infatti, si diffondono radialmente dalla sorgente, filtrando solo nelle aree in cui non è presente alcun ostacolo. Proprio il posizionamento, quindi, è fondamentale per riuscire a colpire più mostri possibile in un colpo solo.
Una volta trovato un punto favorevole, perciò, dovremo attivare il potere della luce per danneggiare le varie creature. Ecco che entrano in gioco i tonici: Raffton è il chimico del duo, in grado di sintetizzare sostanze rosse, verdi e blu, ognuna capace di uccidere le creature del colore corrispondete. Ovviamente il numero di torce, che possono venir spente dai mostri all’attacco, e il quantitativo di boccette di tonico sono fortemente limitati e il punteggio raggiunto in ogni livello dipenderà dal tempo impiegato per risolverlo e dalle scorte rimaste.
Buttando un tonico sul fuoco questo sprigionerà una sorta di onda d’urto che si diffonderà nei punti in cui la luce è in grado di arrivare, ferendo i mostri fino a ridurli a poltiglia.

Stile e sostanza

Ecco quindi svelata la formula magica del gameplay: sfruttare l’alternanza di luci e ombre fornita dagli ostacoli del livello per trovare una corretta collocazione per la torcia, scegliere il tonico giusto e attaccare.
Ovviamente le cose si complicheranno molto rapidamente, con mostri che avranno barriere protettive di colore diverso rispetto al loro, in grado di spegnere la torcia in svariati modi se feriti. Inoltre danneggiando un nemico con un colore diverso dal suo si otterrà l’effetto opposto rispetto a quello voluto: invece di ucciderlo o togliergli uno strato di protezione si rinforzerà, aggiungendone uno del colore che l’ha appena colpito erroneamente.
La scarsità delle scorte disponibili obbliga a pianificare con accortezza le proprie mosse e spinge a studiare il livello per formulare una propria strategia: in che ordine attaccare i mostri? Da che angolazione? Come raggiungere quello nascosto dietro al palazzo in basso, colpendo nel contempo quello dall’altra parte del livello e non toccando gli altri di colore diverso?
Lo stile grafico di Helsing’s Fire è volutamente minimalista: livelli in 2D con pochi colori, dettagli scarsi e scarse concessioni alla spettacolarità. Ciò va tutto a vantaggio della leggibilità della struttura degli stage e fa sì che il gioco imponga un proprio stile, ricercato e particolare, sebbene non appariscente.
Gli intermezzi tra un livello e l’altro vengono rappresentati con modalità vicine al fumetto: verrà mostrata la silhouette del personaggio con colori acidi, accompagnata da scambi di battute decisamente spassosi, con Dracula e il Dr. Helsing che si punzecchiano con screzi verbali caustici e molto azzeccati.

Dracula tornerà ancora, ancora e ancora

I novanta livelli da superare per arrivare allo scontro finale scorrono in fretta, soprattutto la prima metà, molto più semplice da risolvere. Il gioco però è tutt’altro che breve in quanto lo si può affrontare nuovamente ad un livello di difficoltà maggiore e offre sfide collaterali basate su ondate di mostri alle quali resistere il può possibile.
Inoltre viene supportato il network Crystal, framework di Chilingo simile ad Xbox Live, al quale è possibile registrarsi per sbloccare obiettivi, essere inseriti in classifiche nazionali e mondiali, confrontare i propri punteggi con quelli di altri utenti e lanciare sfide personalizzate.

Helsing Fire Helsing’s Fire è una boccata d’aria fresca per gli appassionati di puzzle game. Offre meccaniche lente che spingono verso la riflessione e la pianificazione rispetto all’azione o alla forza bruta ma il divertimento non manca, amplificato da uno stile minimalista ma funzionale e interessante. La sua durata non è eterna ma il prezzo basso e le meccaniche fuori dagli schemi valgono decisamente l’acquisto. Consigliato senza riserve a chi ha amato titoli come Puzzle Quest ma ha ormai esaurito la voglia di associare gemme colorate per farle sparire e aumentare il punteggio.

8

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