Recensione Her Story

L'ultima opera di Sam Barlow vi metterà nei panni di un investigatore e vi farà vivere un'esperienza solo apparentemente passiva e attendista. Giocherà con voi e vi renderà testimoni di verità scomode e rivelazioni imbarazzanti.

Versione analizzata: PC
recensione Her Story
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  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Giocare prendendo letteralmente appunti è una cosa che non si fa più da molti anni. Capitava, in altri tempi, soprattutto con le avventure grafiche, dove annotarsi questo o quel dettaglio o magari disegnare lo schema di un enigma poteva davvero aiutare. Oppure con i giochi di ruolo vecchia scuola, sprovvisti di quest log complessi e intuitivi come quelli attuali. Per qualunque motivo lo si facesse, ci si sentiva sempre un po' investigatori, riempiendo piccoli taccuini di "indizi" che sarebbero risultati completamente illeggibili a chiunque vi avesse posato gli occhi per caso. Her Story di pagine di taccuino ce ne ha fatte riempire un bel po', e tra le righe si trovano cose davvero sconnesse e incredibili, tra specchi, bambole, funghi e frecce. Tante frecce. Proprio questo è il bello dell'ultima opera ideata da Sam Barlow: vi metterà nei panni di un investigatore e vi farà vivere un'esperienza solo apparentemente passiva e attendista. Giocherà con voi più di quanto voi giocherete con essa, vi renderà testimoni di verità scomode e rivelazioni imbarazzanti, vi parlerà di omicidio, tradimenti e disturbi mentali, e lo farà sempre nello stesso modo: mettendovi di fronte la faccia quasi costantemente impassibile e tranquilla dell'unica testimone e sospettata.

Memorie spezzate

Tutto quello che vedrete una volta avviato Her Story è il desktop di un personal computer, solo un po' più vecchio del vostro. Le icone e le scritte poco definite non lasciano dubbi sul periodo in cui ci troviamo, ossia gli anni '90. Aprendo i pochi documenti di testo sparsi sulla schermata scopriamo che qualcuno ci ha lasciato delle indicazioni: il dipartimento di polizia ha da poco deciso di digitalizzare l'archivio delle deposizioni, e tra queste ci sono anche quelle relative a un caso ben specifico, le quali si sono frammentate durante il procedimento. Fortunatamente, il database è in grado di rintracciare parole o combinazioni di parole presenti in ogni singola clip video (tramite i sottotitoli di cui i filmati sono dotati), semplicemente inserendo stringhe nel campo di ricerca.

La prima stringa sarà già pronta per noi all'avvio del gioco: murder. E proprio di un omicidio si parla, tramite le testimonianze della convivente della vittima. Inutile, e quasi dannoso, sarebbe approfondire ulteriori dettagli della trama. Se c'è un piacere su cui Her Story basa tutta la sua ragion d'essere è proprio quello della scoperta, e, in un certo senso, ognuno la vivrà a modo suo. Il particolare modo di procedere legato alla ricerca tramite parole chiave, e l'impossibilità (almeno inizialmente) di vedere tutte le clip in ordine cronologico, creerà enormi differenze nell'esperienza di ogni giocatore. Qualcuno scoprirà dettagli importanti molto presto, magari per un'intuizione geniale o un semplice colpo di fortuna, a qualcun altro serviranno ore per arrivare in fondo al mistero. I video che vedremo riporteranno date ed orari, rivelando una fase d'interrogatorio durata quasi due mesi. Noteremo differenze sostanziali nell'abbigliamento, nell'acconciatura e nell'atteggiamento dell'unica teste e sospettata, che ascolteremo mentre parla del caso in oggetto, della sua infanzia, della famiglia e di molti altri dettagli solo apparentemente irrilevanti. E proprio di dettagli è fatto Her Story, proprio da quelli vi renderà dipendenti, costringendovi ad aggirare con l'astuzia i limiti dell'antiquato database: ogni ricerca restituirà il numero complessivo dei video che la contengono, ma la limitata capacità di memoria del sistema vi permetterà di visualizzare solamente i primi cinque. Tutti i restanti dovrete scovarli con altre parole chiave. A volte si procederà a tentoni, inserendo disperatamente nomi di città colti in un discorso apparentemente irrilevante nella speranza che emerga qualcosa di più. Altre volte si inseguirà un filo deduttivo, cominciando a mettere insieme i pezzi del complesso puzzle. È proprio in questi momenti che Her Story darà il meglio di sé, ossessionando il giocatore con i piccoli dettagli suggeriti alla fine di una frase apparentemente interlocutoria, destando sospetti, generando teorie, rendendo impossibile non scorrere febbrilmente gli appunti in cerca di un filo conduttore. Se ve lo foste chiesti, sì, ci sono degli strumenti per capire a che punto dell'indagine ci si trova, sebbene possano trarre in inganno. Tramite un piccolo programma di analisi dell'hard disk potremo infatti sapere quante clip video abbiamo visionato rispetto al totale (ossia più di 200), sebbene questa indicazione non sia sempre utile a capire quanto effettivamente manchi al trovare gli elementi fondamentali della storia.

Solido intreccio

Valutare tecnicamente Her Story non è un esercizio che si può compiere utilizzando i metri di misura solitamente applicati ai videogiochi classici, ma ci sono comunque degli elementi sui quali vale la pena spendere delle parole. Innanzitutto, la sceneggiatura: per quanto completamente decostruita, e destinata ad una fruizione differente per ogni giocatore, essa riesce nondimeno a costruire dei "colpi di scena", a generare emozioni, a farci sentire a disagio. Un vero meccanismo ad orologeria, che anche smontato ticchetta senza sosta nella testa del giocatore.

Sistemando gli indizi in maniera molto intelligente, la scrittura riesce a mantenersi valida anche prestandosi a molteplici approcci. Inoltre, si rivela abbastanza solida ai tentativi di aggiramento: digitando parole a caso nel database (cosa che abbiamo provato a fare), molto difficilmente si arriverà a capire qualcosa di concreto della storia, uno scopo al quale si può arrivare completamente solo prestando molta attenzione ai dettagli, e applicando un po' di deduzione. Quanto alla presentazione, l'idea di racchiudere tutta l'esperienza sul desktop di un antiquato PC d'archivio è notevole, così come la prestazione dell'attrice assunta per il ruolo principale, Viva Seifert, che riesce a dar vita a un personaggio complesso, e a generare un costante dubbio sulla propria sincerità a trasparenza, anche di fronte alle reazioni più accese. Infine, un cenno sulla colonna sonora, che sembra accompagnarsi esclusivamente a rivelazioni di particolare importanza, sottolineandole con qualche nota di piano o tappeti elettronici. Rarefatta, eppure terribilmente efficace, proprio come tutta l'intelaiatura su cui si regge Her Story. Un ultimo cenno va invece fatto relativamente alla lingua: sprovvisto di traduzione italiana, il gioco richiede una buona dimestichezza con l'inglese. I video, come già accennato, sono tutti sottotitolati, ma la necessità di effettuare ricerche tramite le parole chiave non permetterà a chi non ha un buon vocabolario di godere adeguatamente dell'opera.

Her Story Già da quanto analizzato finora in questa trattazione risulterà chiaro come Her Story non offra un'esperienza adatta a chiunque. A parte digitare parole chiave, guardare video e prendere appunti non ci sarà altro da fare, dato che l'opera di Sam Barlow lavora ad un livello tutto diverso, intimo, instillando dubbi, sospetti, inquietudini, e soprattutto mettendo in scena in maniera incredibile la morbosa curiosità che si accompagna a un omicidio, lasciandoci più consapevoli del perché un atto tanto vile riesca sempre a riempire le pagine dei giornali in ogni suo più piccolo e sporco dettaglio, a ispirare scrittori, registi, artisti. Proprio di questa curiosità si nutre Her Story, divorando ogni minuto passato ad osservare con attenzione in cerca di un dettaglio, sino al punto da farci dubitare della nostra stessa lucidità. Un'opera esemplare, che ci ricorda come il videogioco abbia ancora tantissimo da dire in termini di sua propria linguistica, forme espressive ancora inesplorate che aspettano solamente di palesarsi e lasciarci meravigliati. Una cosa è certa: non avete mai vissuto un'esperienza nemmeno lontanamente simile a quella che Her Story può offrirvi, e, se l'argomento è di vostro interesse, vi lascerà qualcosa su cui riflettere anche dopo averne dissotterrato ogni dettaglio.

9

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