Recensione Heroes of the Storm

Dopo un lungo anno di preparativi, Heroes Of The Storm esce dalla sua fase beta per lanciarsi finalmente alla difficile conquista della roccaforte dei MOBA, forte di un gameplay originale e di personaggi interessanti

Versione analizzata: PC
recensione Heroes of the Storm
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Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Dopo un lungo anno di preparativi, Heroes Of The Storm esce dalla fase beta per lanciarsi finalmente alla conquista della roccaforte dei MOBA, da tempo in mano ai soli DOTA e League Of Legends. Certo, guadagnarsi un posto al sole non sarà un'impresa facile, eppure, se c'è qualcuno in grado di riuscirci, questi non è altro che Blizzard. A differenza di tanti titoli che hanno miseramente fallito, la proposta celebre software house californiana partiva già con un immenso vantaggio: un patrimonio di personaggi leggendari e un background ben radicato nell'immaginario dei giocatori. Eppure, per decretare la riuscita del progetto servivano soprattutto meccaniche di gioco innovative e accattivanti. Blizzard ha quindi cercato di scardinare alcuni elementi chiave del MOBA, creando così una formula nuova ed efficace: con l'inserimento degli eventi e delle cavalcature, ad esempio, vengono meno gran parte delle dinamiche attendiste tipiche del genere, sostituite da un ritmo più incalzante, capace di intrigare i nuovi adepti con un'esperienza sicuramente più accessibile. Per arrivare allo scopo era necessario anche un ridimensionamento della componente individualista, che ora lascia il passo ad un gameplay più bilanciato e incentrato maggiormente sul lavoro di squadra. Fortunatamente questa ristrutturazione si riflette positivamente anche sulla community di gioco, per una volta meno aggressiva e più accogliente di tante altre.

"Con una buona dose di coraggio, Blizzard è riuscita a creare un MOBA finalmente diverso ed ben congegnato"

Questa premessa non deve però trarvi in inganno: come tutti gli altri MOBA, Heroes Of The Storm non è un gioco facile da padroneggiare e la competitività è sempre alle stelle. Spesso è proprio dietro alle sottili dinamiche di squadra che si nasconde la vera complessità del titolo, ed è per questo che abbiamo scelto di dedicare più tempo all'approfondimento delle leghe e del matchmaking, prendendoci il tempo necessario per evitare che questa recensione potesse risultare troppo corriva. Con quasi un anno di servizio sulle spalle, il Nexus è diventato per noi come una seconda casa e ora, a pochi giorni dal lancio della prima mappa a tema, siamo pronti a raccontarvi la nostra avventura.

Brand new MOBA

Come vi abbiamo già anticipato l'idea di base è quella di unire sullo stesso campo di battaglia gli eroi di Diablo, Warcraft e Starcraft, realizzando quel sogno inizialmente chiamato "Blizzard ALL-STARS". Per comprendere al meglio quali siano le differenze tra Heroes Of The Storm e i suoi concorrenti, è necessario spiegarne prima le meccaniche di base e, visto che la paternità del genere MOBA appartiene proprio a Blizzard, ci basterà fare un paragone con i suoi celebri RTS. Come in alcune missioni delle campagne di Warcraft III (o Starcraft II) il giocatore impersonerà un singolo eroe, rinunciando quindi al controllo diretto dell'esercito, che sarà comunque presente sotto forma di minion guidati dall'IA su appositi percorsi. Trattandosi di un multiplayer 5v5, saremo chiamati a formare una squadra, che andrà a scontrarsi con un altro team per il controllo di un'arena. Come in DOTA e LOL, lo scopo sarà quello di attaccare le posizioni strategiche presenti sulla mappa, sfondare gli avamposti e infine distruggere la base avversaria speculare alla nostra. A prima vista potrebbe sembrare una semplificazione degli strategici in tempo reale, ma la complessità della formula è sorretta dalle tempistiche rigorose e dalla particolare conformazione del campo di battaglia. È proprio qui che troviamo la prima grande differenza rispetto alle proposte di Valve e Riot: Heroes Of The Storm prevede l'utilizzo di numerose mappe, tutte ben diversificate, che a loro volta includono una nuova e imprescindibile dinamica conosciuta appunto come "evento di mappa". Questi ultimi hanno la capacità di rivoluzionare completamente il ritmo di gioco, poiché richiedono spesso la precedenza sul farming e costringono i giocatori a compiere rapidamente delle specifiche azioni in maniera coordinata. Gli eventi di mappa sono ben variegati e cambiano a seconda dello scenario di gioco, ma in genere contemplano il controllo di particolari punti d'interesse, la raccolta di oggetti e, se la mappa lo prevede, la possibilità per un giocatore di impersonare temporaneamente il cosiddetto boss: una creatura solitamente gigantesca che da sola può arrecare un grave danno alle unità e strutture nemiche. Anche le stesse arene presentano grandi differenze, non solo per la dimensione generalmente ridotta, ma anche per la loro architettura. In alcuni casi ad esempio, le classiche tre corsie (lane) si riducono a due, e al posto di quella mancante troviamo un vero proprio dungeon esplorabile con tanto di token da raccogliere. Grazie a questa varietà strutturale, le singole arene cessano di essere una semplice cornice estetica e aumentano a dismisura la loro profondità strategica.

È altresì vero che molti puristi dei MOBA sono diffidenti proprio su queste innovazioni, poiché incidono pesantemente sulle variabili del match, rendendolo imprevedibile e, di conseguenza, meno competitivo. A parer nostro invece, si tratta di una scelta audace e oculata, che aumenta volutamente la velocità del match, caratterizzandolo con uno stile diverso ed esclusivo di Blizzard. A dimostrare questa tesi c'è anche la famosa questione dell'esperienza condivisa. Differentemente da DOTA e LOL infatti, l'avanzamento di livello in HoTS non è più a carico del singolo personaggio, ma riguarda l'intera squadra. Tutta l'esperienza che otterremo convoglierà in un unico recipiente e questo, oltre che a velocizzare indirettamente lo scontro, comporta anche un progressione più omogenea del team. Di conseguenza ciò rende indispensabile uno studio accurato della propria build, in modo da poterci coordinare efficacemente con i nostri compagni. Questa scelta serve soprattutto a valorizzare le abilità esecutive dei giocatori, limitando sensibilmente quelle situazioni in cui i più esperti dominano incontrastati. Per quanto riguarda ruoli e abilità, la situazione non è troppo diversa dagli altri MOBA, fatta eccezione per la totale assenza dello shop, e, anche se questa non è cosa da poco, la profondità del gameplay non risulta affatto depotenziata. Scendendo nel dettaglio troviamo un roster suddiviso in quattro classi principali, le quali, sebbene somiglino a quelle presenti in DOTA, sono più facilmente riassumibili con i ruoli di World of Warcraft. Il Guerriero ad esempio, è il classico tank melee, caratterizzato da un alto numero di HP e da un DPS piuttosto basso. L'Assassino è invece il damage dealer e può essere sia da mischia che a distanza, ma in entrambi i casi si tratta di qualcosa molto simile ad un "glass cannon". La classe Supporto può essere più o meno difensiva, spaziando così dal tradizionale curatore a qualcosa di più tattico, generalmente basato su scudi e potenziamenti. L'ultima classe è lo Specialista, ed è a nostro avviso la più riuscita e innovativa. Si tratta di ruoli prevalentemente offensivi e dall'alto valore strategico. Per fare un esempio citiamo Abathur, Sylvanas e Gazlowe (Sparachiodi), che grazie alle loro particolari abilità sono capaci di tattiche complesse, stravaganti e incredibilmente efficaci. Le abilità degli eroi funzionano in maniera simile agli altri MOBA: si sbloccano avanzando di livello e possono essere sia attive che passive. Nel nostro hud troviamo cinque slot principali, che ospiteranno rispettivamente tre abilità di base, più un'eroica e un tratto distintivo (unico per ogni personaggio). Anche in questo aspetto HoTS centra il suo scopo, consegnandoci un gran numero di abilità particolari e ben assortite, che riescono a mantenere sempre vivo l'interesse per la build, spronandoci costantemente a sperimentare.


In matchmaking we trust

Quando si parla di PvP competitivo, la faccenda del bilanciamento diventa fondamentale, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di dedicarvi un capitolo a parte. Prima di parlare di matchmaking però, è bene introdurre la struttura di base: in Heroes Of The Storm sono presenti due modalità classificate, ognuna con un livello di sfida differente. La prima di queste è la Lega Eroi e viene sbloccata quando il giocatore raggiunge il suo personale livello trenta. In questa modalità non è previsto il mirror match ed è possibile giocare da soli o con un team, scalando una classifica suddivisa in cinquanta gradi. Una volta raggiunto il livello quaranta (l'attuale cap), sarà possibile accedere alla prestigiosa Lega Squadre, che presenta la stessa struttura gerarchica della prima, ma richiede necessariamente una formazione precostituita (e ben allenata) per potervi accedere. Durante la nostra militanza nel Nexus, abbiamo partecipato attivamente ad entrambe le Leghe e, appassionandoci anche agli stream dei giocatori "pro", siamo riusciti a maturare un'idea piuttosto chiara su quello che HoTS può realmente offrire a livello competitivo. La Lega Eroi si presenta all'inizio come una sfida facile, ostacolata eventualmente solo dal pick casuale della squadra, ma col salire dei gradi le cose cambiano radicalmente.

Dal grado quindici in su infatti, la composizione del team comincia a pesare sull'esito delle partite e, senza dei compagni preparati e ben coordinati, la scalata si fa piuttosto ardua. Sul quantitativo di sfida sembra incidere anche qualche vistoso problema di bilanciamento, dovuto perlopiù alla mancata efficacia di certi eroi. A volte si tratta di semplici bug che vengono risolti mensilmente da Blizzard, ma in altri casi è lampante come alcuni personaggi siano effettivamente più deboli di altri e il divario è per giunta amplificato dalla suddivisione in tier del roster. Ciò risulta ancor più palese nella proibitiva Lega Squadre, dove alcuni personaggi vengono prontamente evitati in favore dei soliti noti. Fortunatamente a questi livelli c'è una padronanza delle meccaniche talmente avanzata che sembra quasi colmare il suddetto gap, eppure il rischio che alcuni eroi cadano in disuso è costantemente avvertibile. D'altra parte gli sviluppatori si danno il loro da fare per correggere più rapidamente possibile questo dislivello, ma è anche vero che così facendo si genera quella costante oscillazione assai familiare e non troppo gradita ai giocatori di MOBA. Un'altra pecca è il sistema di matchmaking, che a volte fallisce gli accostamenti, costringendoci a giocare con avversari al di fuori della nostra portata e per di più senza possibilità di "surrender". Va però detto che il sistema è ancora poco stratificato e probabilmente l'arrivo di nuove leve sarà sufficiente ad assestare al meglio la situazione. Oltre a queste comuni problematiche, Heroes Of The Storm ha saputo conquistarci con il suo gameplay fresco e particolare, dimostrandoci come, ad alti livelli, tutto questo sia perfettamente in grado di eguagliare la competitività che vantano i suoi concorrenti.

Il mio regno per una skin

Per ultimo, ma non per questo meno importante, vogliamo trattare l'aspetto tecnico e artistico di Heroes Of The Storm. Tanto per cominciare, Blizzard tiene fede ai suoi alti standard sonori, consegnandoci delle ottime musiche accompagnate come sempre da un doppiaggio eccelso. Anche la veste grafica è a parer nostro riuscitissima e rappresenta un motivo di grande vanto per la produzione. Il motore grafico ricorda molto quello di Starcraft II, ma per l'occasione è stato significativamente potenziato e ora permette texture molto più definite, oltre a un buon sistema di luci e particellari. Ciò che ci ha maggiormente colpito è l'impegno profuso da Blizzard nel creare delle arene incredibilmente ricche e particolareggiate, che superano di gran lunga quelle offerte dalla concorrenza. I personaggi poi, sono a dir poco superlativi, realizzati con cura maniacale e perfetti in ogni dettaglio, come del resto anche le numerose skin alternative con cui vengono proposti. Cogliamo l'occasione per spendere due parole anche sul sistema degli acquisti, che trattandosi di un gioco free-to-play non poteva certo mancare. Lo shop del Nexus è ben fornito e rappresenta tutto quello che un fan di Blizzard possa desiderare: eroi, skin e cavalcature sono tutti di altissima qualità e possono essere acquistati anche con l'apposita valuta in game, che si ottiene facilmente svolgendo le missioni giornaliere. Nonostante questo sono in molti a lamentarsi dei prezzi, che effettivamente non sono bassi, e spesso costringono a farmare settimane per un nuovo eroe. Fortunatamente si tratta solo di acquisti puramente accessori, che non influiscono minimamente sull'esperienza di gioco. Se invece doveste cader preda del tipico collezionismo maniacale, beh, quella è un'altra storia (e la nostra skin di Mech-Tassadar ne sa qualcosa).

Heroes of the Storm In questo lungo anno di rodaggio, Heroes Of The Storm ha saputo convincerci appieno, regalandoci una solida ed appagante esperienza competitiva. Il merito è tutto di Blizzard, che con una buona dose di coraggio è riuscita a creare un MOBA finalmente diverso ed ben congegnato. Nonostante gli elementi di continuità con gli altri grandi del genere, le novità apportate dal team di sviluppo riescono ad innovare positivamente il gameplay, rendendolo più veloce, accessibile e sempre funzionale. Certo, ci sono ancora delle imperfezioni da limare, come il matchmaking e il divario eccessivo fra alcuni personaggi, ma fortunatamente sono elementi aggiustabili con qualche sana patch, che siamo certi non si farà attendere troppo. Raggiungere i numeri di DOTA e LOL non sarà cosa facile, eppure crediamo che Heroes Of The Storm abbia tutte le carte in regola per riuscirci. Ci auspichiamo che Blizzard continui a supportare attivamente il titolo, organizzando eventi e rifornendolo costantemente di nuovi contenuti, magari tutti del calibro dell’imminente “Eterno Conflitto”. Concludendo, di fronte ad un prodotto così ben confezionato, non possiamo far altro che consigliarlo apertamente e, anche se siete a digiuno dei mondi Blizzard, siamo sicuri che il suo fascino troverà il modo di conquistarvi. Se invece siete giunti da Azeroth, Korhal o Sanctuarium, sappiamo già che non ci sarà affatto bisogno di convincervi.

8.7

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