Hitman Episodio 3: Marrakech

L'Agente 47 non si ferma: arriva il terzo episodio di Hitman, dopo Parigi per l'assassino è giunto il momento di volare a Marrakech.

Hitman Episodio 3: Marrakech

Videorecensione
Hitman Episodio 3: Marrakech
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

L'Agente 47 non si ferma un secondo. D'altronde, per professionisti come lui, il lavoro di certo non manca. Dopo l'uggiosa Parigi e la suggestiva location amalfitana, per il pelato assassino è giunto il momento di volare a Marrakech e soddisfare le richieste del nuovo cliente. Con il debutto del terzo, atteso, episodio il titolo inizia finalmente a prendere una forma ben delineata, confermando in tutto e per tutto quel carattere e quella personalità che abbiamo già avuto modo di saggiare a Sapienza. Il nuovo aggiornamento può dunque rappresentare la stagione della maturità per la creatura curata con amorevole impegno da Io-Interactive? Certo che no. In fin dei conti non siamo nemmeno giunti al giro di boa per ciò che concerne l'arco narrativo, e il titolo continua a evolversi sfoggiando una costante vivacità creativa del team di sviluppo il quale alza l'asticella verso standard qualitativi sempre più elevati. L'attivissima community ringrazia e ripaga lo sforzo arricchendo costantemente Hitman con un numero spropositato di contenuti. Marrakech, dunque, non rappresenta un punto d'arrivo che va ad esaurisce l'effetto "sorpresa"; bensì deve essere considerato come un "semplice" checkpoint per l'opera del team danese che, siamo sicuri, ha ancora in serbo molte sorprese.

In gabbia d'oro...

Marrakech è una polveriera pronta ad esplodere. Basta un'unica scintilla per innescare una reazione a catena che potrebbe far sprofondare il paese nel baratro di una guerra civile. Lo specchio dei tempi moderni, insomma. L'instabile teatro geopolitico nordafricano di questi ultimi anni viene ridimensionato, chiaramente per adattarsi al contesto di riferimento, e arricchito con diversi elementi estrapolati dall'attualità. La crisi economica alimenta il malcontento che serpeggia tra la popolazione, esasperata dall'enorme potere delle banche e di personaggi senza scrupoli che si arricchiscono cannibalizzando i risparmi della povera gente. Molto spesso, con la connivenza delle alte sfere politiche o, come in questo caso, militari. I nostri bersagli appartengono, guarda caso, alle categorie appena citate: il banchiere scandinavo Claus Hugo Strandberg, sotto processo per aver rubato milioni di dollari alla popolazione, e il generale dell'esercito Reza Zaydan, che vorrebbe invece cavalcare l'onda del malcontento derivante dalle malefatte di Strandberg per destabilizzare il governo legittimo e procedere col pianificato colpo di stato. I due, manco a dirlo, sono in combutta e l'ufficiale infedele pare anche essere il responsabile dell'evasione del banchiere, ora al sicuro all'interno del consolato svedese. Il contesto è coerente e credibile e riesce ad intrecciare in un equilibrio perfetto realtà, licenze narrative e pura fantasia. Il tutto viene sostenuto da un design ambientale studiato nei minimi dettagli, curato in modo maniacale con un occhio di riguardo tanto per la caratterizzazione quanto per la giocabilità. L'assolata location italiana incastonata tra mare, cielo e terra, con le sue strette stradine e i turisti intenti a godersi il sole, è ormai un ricordo. L'attento calcolo degli spazi e delle proporzioni che con Sapienza lasciava "respirare" la mappa di gioco grazie ad ampi squarci di cielo, molta vegetazione e una draw distance notevole, a Marrakech tende a raggomitolarsi su un design angusto. Questo aspetto, assieme all'enorme quantità di NPC presenti contemporaneamente a schermo, porta a farci percepire la location come molto più contenuta di quanto in realtà non sia. Il caotico budello di architetture moresche, stretti vicoli brulicanti di vita e colori dalle tonalità calde descrive alla perfezione l'atmosfera che si respira in una qualunque città nordafricana o mediorientale. Poco ordinata, forse, ma perfetta per chi - come 47 - ha necessità di mantenere un basso profilo.

Marrakech Express

La struttura sandbox, in questa nuova mappa, si fa ancora più evidente rispetto agli episodi passati. Marrakech si lascia esplorare - con la dovuta calma ed attenzione - in tutta la sua estensione, verticale od orizzontale che sia. La libertà d'approccio rimane massima e l'articolato design vi porta ben presto ad esplorare ogni angolo degli stretti vicoli, ad andare sui tetti terrazzati oppure a scendere nei sotterranei della città alla ricerca di oggetti, armi, brandelli di informazioni utili a completare l'incarico. Inoltre, leggendo con attenzione il briefing di Burnwood e ascoltando le conversazioni degli NPC, si possono carpire fondamentali informazioni sulle routine comportamentali dei due bersagli per sfruttarle a nostro vantaggio.Se siete tra coloro che prediligono un approccio vecchio stile, lo studio ragionato della mappa e la formulazione di un meticoloso piano d'azione alla ricerca dell'omicidio perfetto vi occuperà gran parte del tempo, ma la soddisfazione sarà immensa. I bersagli si trovano in due luoghi ben distinti a cui corrispondono rischi, minacce e modus operandi differenti per 47. Il generale, infatti, si è acquartierato all'interno di una scuola abbandonata e si circonda di militari d'elité, mentre Strandberg si trova all'interno dell'altrettanto protetto consolato svedese. Una vera fortezza in vetro e acciaio ricolma di personale in allarme a causa del picchetto di manifestanti antistante i cancelli. Ciò limita di molto la libertà d'azione, e aumenta esponenzialmente il rischio di fallimenti. Anche questo episodio, insomma, incentiva in tutti i modi la creatività e l'esplorazione libera da vincoli. Ad esempio, possiamo simulare furbescamente gli incidenti più disparati (e con le armi meno convenzionali), colpire semplicemente dalla distanza, fabbricare esplosivi rudimentali, ricorrere alla fida garotta, oppure limitarci a seguire metodicamente le "opportunità", comunque altrettanto creative e divertenti. L'offerta di questo terzo capitolo si completa con la consueta pletora di sfide legate alle modalità d'assassinio ed esplorazione, una scalata Escalation, un nuovo bersaglio Elusivo e, se possedete il titolo per PlayStation 4, con la caccia al terzo membro appartenente ai Sarajevo Six.

Una Gabbia Dorata migliora l'esperienza complessiva anche sotto il profilo meramente tecnico. Il continuo supporto da parte del team di sviluppo ha portato ad una decisa riduzione dei bug nonché ad un consistente ridimensionamento dei tempi di caricamento. Le criticità, però, rimangono le medesime rilevate nei due precedenti episodi. In alcune occasioni l'intelligenza artificiale fa volentieri le bizze, comportandosi in modo sconsiderato. Il frame rate della versione console, infine, risulta alquanto ballerino - soprattutto nelle aree più affollate - solo nel caso in cui sia "sbloccato", mentre regge più che bene se "lockato".

Hitman Il letale Agente 47 non si ferma un attimo e ora torna con un nuovo, appassionante, incarico in terra marocchina. Forte del costante supporto da parte del developer danese e dell'enorme quantità di contenuti provenienti dall'entusiasta community, il titolo si evolve in continuazione. Il contesto in cui si trova ad operare 47 è coerente e credibile, e riesce ad intrecciare in un equilibrio perfetto realtà, licenze narrative e pura fantasia. La struttura sandbox si fa qui più evidente e invita il giocatore a lasciar correre la propria creatività omicidiaria. Forse "Una Gabbia Dorata" non rappresenterà un punto d'arrivo per la creatura di Io-Interactive, ma sicuramente può esser considerata la perfetta via da perseguire per garantire un fulgido futuro al carismatico assassino senza nome.

8.5

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