Hitman: Episodio 6 - Hokkaido Recensione

L'ultimo episodio di Hitman ci porta ad Okkaido. Nuovi contratti attendono l'Agente 47, in un ospedale futuristico ricco di opportunità.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Hitman: Episodio 6 - Hokkaido
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Il reboot di Hitman ha fatto parlare di sé a lungo. Sono infatti già passati quasi otto mesi da quando il primo capitolo è giunto sul mercato, ed in questo lasso di tempo l'avventura dell'Agente 47 ci ha portati in giro per il mondo. Sulle prime la decisione di distribuire il titolo a episodi aveva destato più di un malcontento. C'era chi non era contento di dover aspettare così a lungo per avere un quadro completo degli accadimenti, chi non era disposto ad abbandonare l'Agente 47 per intere settimane, e chi addirittura pensava che diluendo in questo modo l'avventura l'intero progetto avrebbe perso di coesione. IO-Interactive ha insomma giocato una carta rischiosa, e tuttavia la scommessa può dirsi indubitabilmente vinta. E' vero forse una pubblicazione unica avrebbe permesso di vivere l'intera storia con più intensità, ma è anche vero che l'attenzione nei confronti del gioco gioco si sarebbe esaurita in pochi mesi, piuttosto che restare sulla bocca dei fan per tutto questo tempo.
Non si è trattato, per altro, di una scelta dettata esclusivamente da questioni di marketing: gli sviluppatori danesi hanno infatti pensato che proporre un capitolo al mese avrebbe dato al pubblico il tempo necessario per spolpare le missioni fino in fondo, provando ogni approccio possibile e di sviscerando il gameplay per come era stato progettato: senza corse affrettate che avrebbero potuto rovinare l'esperienza di gioco. Da questo punto di vista l'obiettivo è stato centrato in pieno e ci troviamo concordi con il dire che così facendo ogni singolo pacchetto ha saputo offrire un'esperienza sfaccettata e ben caratterizzata. Oggi ci troviamo a recensire l'ultimo capitolo della prima stagione, con un viaggio che porterà l'Agente 47 niente meno che nel meraviglioso Giappone.

Dov'è finito 47?

Per la conclusione della serie il team ha deciso di proporre l'esperienza più aperta in assoluto tra tutti i capitoli, mettendo sul piatto due obiettivi da uccidere ma non imponendo alcun modo specifico per farlo. Il giocatore avrà così piena libertà di movimento ad Hokkaido e, sfruttando i mezzi messi a disposizione nella mappa, dovrà trovare il modo di eliminare Eric Soders e la giovane Yuki Yamazaki.
A fare da sfondo alla nostra avventura, un futuristico e tecnologico ospedale lontano dalla civiltà, costruito sulla cima di una montagna e raggiungibile esclusivamente in elicottero o in funivia. La nuova location offre un panorama magnifico e il Giappone è rappresentato in tutti i suoi aspetti più caratteristici. La vista sul monte Fuji, la festa delle lanterne volanti sotto di noi ed i kimono con cui potremo aggirarci liberamente per le varie stanze sono solo alcuni degli elementi dell'immaginario comune che ci permetteranno di farci rapire dalla nuova ambientazione.

Il classico si mischia però questa volta con nuove idee, in particolare in questo caso con Kai, l'intelligenza artificiale che governa e controlla ogni singolo ospite dell'ospedale in cui ci troviamo. Badate bene, abbiamo parlato di ospiti e non esclusivamente di pazienti, dato che l'area di gioco non solo offrirà le sale operatorie, come è lecito aspettarsi da una struttura medica, ma fornirà ai suoi clienti anche un numero notevole di elementi di svago come saune, piscine termali e persino un enorme ristorante giapponese a base di sushi. Con questa panoramica, se avete già giocato anche a solo uno dei capitoli precedenti, il vostro cervello si dovrebbe essere messo in moto e aver visualizzato i molteplici modi che l'Agente 47 potrà sfruttare per raggiungere ed eliminare i suoi bersagli. Non vogliamo ovviamente entrare troppo nel dettaglio, onde rovinarvi la sorpresa, ma sappiate comunque che ai classici metodi di avvelenamento ed alle uccisioni brutali viste nei precedenti capitoli, il team ha inserito nuove trovate piuttosto interessanti.

A volto scoperto

A differenza del capitolo in Colorado, dove lo stealth era spinto al massimo, Hokkaido lascia all'Agente 47 molta più libertà d'azione per perseguire i propri obiettivi. Kai riconosce gli ospiti dell'ospedale semplicemente dall'abbigliamento, grazie a particolari microchip intessuti direttamente nella stoffa. A 47 basterà quindi stordire un inserviente per avere accesso alle aree riservate e ai magazzini, sbarazzarsi di una guardia per entrare liberamente nelle aree di sicurezza o uccidere un altro paziente per rubarne l'identità. In questo modo ci si potrà davvero sbizzarrire, con un ventaglio di opzioni talmente ampio da far impallidire quasi tutti i precedenti episodi. Il merito va anche al design della mappa, che sa regalare zone estremamente eterogenee, forse toccando i confini della credibilità dal punto di vista del realismo, ma offrendo un parco giochi vario e incredibilmente stimolante.

Le routine comportamentali dei personaggi, così come i loro percorsi, variano in tempo reale adattandosi ai movimenti e alle scelte del giocatore, aumentando conseguentemente il ritmo di gioco.
Ci troviamo per le mani un episodio che rende gli omicidi molto più personali: forbici, martelli, busti in marmo e spranghe sono solo alcuni degli oggetti che 47 potrà utilizzare per sbarazzarsi dei nemici, e come al solito sarà addirittura possibile mettere l'intero ospedale a ferro e fuoco ingaggiando sparatorie con le guardie, armate però di semplici pistole e, in rarissimi casi, di mitragliette automatiche. Se i bug dei primi capitoli vi avevano inoltre fatto desistere dall'idea di acquistare il gioco, potete andare tranquilli. In questi mesi il team ha lavorato moltissimo anche sulla stabilità, e durante la nostra prova non siamo mai venuti in contatto con grossi problemi tecnici, per un'esperienza godibile e piacevole. Nulla da aggiungere invece per ciò che concerne il comparto tecnico, in linea con gli episodi precedenti.

Hitman Hokkaido chiude la prima stagione di Hitman che, stando a quanto dichiarato dagli sviluppatori, proseguirà per altri due anni. Il sesto capitolo offre una grande varietà si situazioni e possibilità di ingaggio ben diversificate, arricchite da una location che ci ha conquistato sin dai primi istanti. L’esperienza di gioco ne esce addirittura migliorata rispetto a quanto visto finora, confermando ed anzi potenziando il già incredibile replay value. L'avventura dell'Agente 47 può dirsi insomma più che riuscita: recuperando il gameplay della saga classica, puntando su di una libertà che Absolution poteva solo sognare, e riuscendo a rileggere l'immaginario classico della saga in un intreccio di rimandi e citazioni, IO-Interactive riesce nella difficile impresa di ridare gloria ad un brand che sembrava destinato all'estinzione. Il rilascio episodico è stata davvero la chiave di volta dell'intero progetto: assieme all'idea dei contratti (costruiti dai giocatori o proposti direttamente dal team), ed alla brillante trovata degli Elusive Target, la pubblicazione a puntate si è rivelata strategicamente fondamentale, ed ha dato nuovo lustro alle meccaniche di gioco, "forzando" gli utenti a sperimentare - puntata dopo puntata - soluzioni sempre nuove. Buona anche la varietà di ambientazioni, divertenti le opportunità che il team ha costruito, per un prodotto solido da ogni punto di vista. Spariti i bug e le incertezze tecniche degli episodi d'esordio, anche la trama si è fatta progressivamente più interessante, e non vediamo l'ora di sapere come si evolveranno le cose. Restiamo quindi in attesa di novità per la Season Two.

8

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