Recensione Homeworld Remastered Collection

Un titolo cult, uno dei migliori strategici in tempo reale di sempre, torna in un’edizione remastered curata da Gearbox Software. Assolutamente da giocare, per nostalgici e nuove leve.

Versione analizzata: PC
recensione Homeworld Remastered Collection
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Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ci sono momenti, immagini che rimangono impresse nella mente e che è impossibile dimenticare. La nave madre che torna dall'iperspazio, la scoperta che il nostro pianeta è stato raso al suolo, che noi come razza non esistiamo più. La musica, quella incredibile musica con Adagio for Strings di Samuel Barber dall'Agnus Dei, che accompagna il nostro miserabile tentativo di salvare gli ultimi sopravvissuti, chiusi dentro celle criogeniche sospese nello spazio. Un atto disperato e bellissimo, mentre sullo sfondo una nebulosa viola disegna uno strano contrasto con le luci della battaglia in corso contro un nemico oscuro e misterioso. Uno spettacolo superbo, eppure terribile. Homeworld non è soltanto un capolavoro, non è semplicemente uno dei più grandi strategici in tempo reale mai costruiti: quello realizzato dal team Relic Entertainment è arte, o quantomeno qualcosa di meravigliosamente molto vicino. C'è qualcosa di semplicemente unico nel vedere le navi dei pirati Turanic che cercano di intercettare le nostre navi mentre raccolgono risorse in un campo d'asteroidi, mentre la colonna sonora composta da Paul Ruskay parte con i suoi tamburi e flauti elettronici. È uno spettacolo che, ai tempi, era sensazionale e che ancora oggi è genuinamente meraviglioso. In Homeworld non passerete il vostro tempo solo a giocare: spesso vi fermerete, per godervi e assaporare questi momenti così speciali, così emozionanti.

BATTLESTAR FANTASTICA

Non è un caso se Homeworld è diventato oggetto di culto, e non è un caso che, quando la THQ fallì alcuni anni fa, questo fu uno dei marchi più ambiti, nonostante avesse all'attivo solo due titoli e un'espansione, tutti usciti tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000. A spuntarla fu Gearbox, che subito annunciò la volontà di realizzare una collezione remastered della saga. Disponibile già da qualche tempo in formato digitale, adesso è arrivata anche sugli scaffali dei negozi in un'edizione che comprende i primi due capitoli della saga ma non l'espansione Cataclysm uscita nel 2000. Ma cosa è esattamente Homeworld? Se non avete giocato l'originale ai tempi, ecco un veloce riassunto. La razza dei Kushan, che poi sarebbero gli umani se vogliamo, ha vissuto per anni non troppo pacificamente: dopo aver perso un'antica guerra, vengono mandati nel pianeta Kharak in esilio. Passano i secoli e del loro passato rimane solo qualche leggenda. Il popolo dei Kushan è diviso in clan che continuano a darsi battaglia, fino a quando, nel deserto, non viene scoperto il relitto di una astronave. Non era solo un relitto di una tecnologia estremamente più avanzata di quella di cui disponevano, ma era anche il rifugio di una pietra sacra con incisa una mappa stellare che partiva da Kharak e finiva in un misterioso pianeta, accompagnato da una sola parola: Hiigara, ovvero "casa". I Kushan cominciano a costruire una nuova nave, la "Mothership", per partire alla volta di Hiigara. Ma proprio nel giorno del varo della nave, mentre la Mothership testa il salto nell'iperspazio, al suo ritorno trova il pianeta di Kharak in fiamme, la sua popolazione totalmente sterminata. Gli unici sopravvissuti sono i 600.000 coloni che, all'interno di celle criogeniche, dovevano partecipare alla missione di Mothership e trovare Hiigara. Dopo una cruenta battaglia per salvarli, Mothership e i pochi sopravvissuti iniziano un viaggio verso casa che li porterà a scontrarsi con l'impero Taiidan, a esplorare i misteri dell'universo, a scoprire il loro passato e soprattutto a combattere per la propria sopravvivenza. Tutto quello che noi dovremo fare, quindi, è cercare di portare la nostra flotta a Hiigara, cercando di arrivare vivi e nel frattempo tenendo a bada gli attacchi dei Taiidan, fermamente decisi a cancellarci dall'universo.

Ma a rendere così speciale la saga di Homeworld non è solo la trama e l'ambientazione. Homeworld è stato il primo strategico in tempo reale in tre dimensioni, e non parliamo di grafica. Ovvero, aggiunge una dimensione verticale agli scontri, che di solito coinvolgono decine e decine di astronavi. La possibilità di attaccare non solo davanti o alle spalle, ma anche dall'alto o dal basso una nave nemica aggiungeva tanta profondità a uno strategico già di per sé molto complesso. Provate ad esempio ad attaccare un incrociatore Taiidan dal basso e vi renderete conto che anche la più terribile delle battaglie può volgere in vostro favore se usate il cervello. E questo, considerando che quasi sempre dovrete vedervela con un nemico più forte di voi, con molte più risorse a disposizione, diventa quasi obbligatorio se volete completare il gioco. In Homeworld e in Homeworld 2 quello che dovrete fare è gestire la vostra flotta, combattere contro il nemico e, nel frattempo accumulare risorse e materiali (di solito da prendere da campi di asteroidi tramite apposite navi) per costruire altre astronavi e allargare la vostra flotta. Una delle particolarità di Homeworld è la possibilità di gestire le formazioni di attacco, in maniera un po' simile alla saga di Total War. Potrete abbinare le diverse formazioni con tattiche più o meno aggressive, per cercare di avere la meglio sul nemico. Il seguito porta diverse novità con un'interfaccia più rifinita, unità (e razze) più varie tra loro e nuove possibilità nelle formazioni e nelle strategie per variare ulteriormente le soluzioni a disposizione del giocatore. In generale, comunque, si tratta di due strategici estremamente profondi e complessi, rappresentanti di uno stile di gioco che oggi è un po' in ombra. Ragione in più per provare questi due capolavori: di giochi di questa portata e ambizione oggi, purtroppo, se ne vedono sempre meno.

BEL LAVORO, GEARBOX

Mentre è impegnata a lavorare sul nuovo Borderlands, perché tutti sappiamo che Gearbox sta lavorando al nuovo Borderlands, la compagnia americana ha trovato il tempo da dedicare a questa Homeworld Remastered Collection. Quello di Gearbox sembra quasi un atto d'amore (Randy Pitchford, fondatore dell'azienda, più volte ha parlato della sua passione per Homeworld), realizzato con cura e competenza. Nella collection troverete Homerworld 1 e 2, sia nelle versioni originali che in quelle remastered. Qui le texture sono state tutte portate all'alta risoluzione, ma a fare la differenza rispetto all'originale sono gli effetti speciali e le ambientazioni: luci, colori, le nebulose che fanno da sfondo alle battaglie, tutto è più curate e spettacolare. C'è anche il multiplayer, ovviamente. Cosa manca? Rispetto all'originale poco o nulla: l'unica mancanza di rilievo è la canzone degli Yes che accompagnava i titoli di coda del primo episodio, scomparsa per motivi di licenza. Per il resto si tratta di due strategici davvero eccezionali, una saga che ha lasciato un segno indelebile nell'industria e questa è l'occasione migliore per giocarli e scoprirli, se per caso non lo avete già fatto nel lontano 1999.

Homeworld Remastered Collection Homeworld Remastered Collection è la versione rimasterizzata di un capolavoro senza tempo, che regge splendidamente il passare degli anni. Il primo Homeworld, in particolare, è un titolo davvero speciale, una di quelle rare gemme che nessun amante dei videogame, proprio nessuno, dovrebbe farsi scappare. Sono passati più di 15 anni dalla sua uscita, eppure riesce ad essere ancora splendidamente attuale. Non solo perché racconta una storia emozionante, e lo fa utilizzando musiche e scenografie meravigliose, ma anche perché, da giocare, è favoloso. Il seguito, Homeworld 2, non ha la stessa carica emotiva e innovatrice, ma si rifà grazie a unità più varie, un’interfaccia più rifinita e una campagna singleplayer sempre stratosferica. La sensazione di sentirsi al comando di una flotta che deve proteggere gli ultimi sopravvissuti di una razza sull’orlo dell’estinzione è un’emozione che in abbiamo provato in tanti videogame, ma che in Homeworld è davvero forte, reale. Vorrete proteggere ogni singola nave della vostra flotta, cercherete in ogni modo di salvarla. Questa Remastered Collection è un’occasione unica per provare, o magari rivivere ancora una volta, una saga che ha fatto la storia degli strategici. Peccato per l’assenza di Cataclysm, sarebbe stata davvero la ciliegina sulla torta.

9

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