Recensione Horizon Chase

Un titolo arcade che si ispira a grandi classici del passato come Lotus Esprit Turbo Challenge e Jaguar XJ220, reinterpretandoli ed adattandoli ad una fruizione mobile, grazie ad un modello di guida accessibile e moltissime sfide.

Versione analizzata: iPhone
recensione Horizon Chase
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  • PS4
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Difficile non notare l'icona di Horizon Chase: l'inconfondibile alettone posteriore di una Ferrari, con il tramonto all'orizzonte, danno un colpo d'occhio che associa automaticamente il primo titolo del team Brasiliano Acquiris al celebre Out Run. In realtà la vera fonte di ispirazione è un'intera generazione di racing Game dell'era Amiga, da Lotus Esprit Turbo Challenge a Jaguar XJ220, che offrivano un approccio molto arcade e gare su circuiti per lo più chiusi, nel quale compiere più giri nel tentativo di superare tutti gli avversari e tagliare per primo il traguardo. Lo spirito di quei giochi pervade quindi ogni pixel di Horizon Chase, elevandolo ad uno dei racing game più interessanti del variegato panorama delle produzioni mobile.

Si scende in pista

Così come Lotus Esprit Turbo Challenge e Jaguar XJ220, anche Horizon Chase è caratterizzato da una visuale esterna fissa, che non è possibile modificare. Le similitudini, però, non si fermano qui: la strada su cui si corre, oltre a non essere sempre asfaltata, è formata da sezioni di colori differenti che, una volta in movimento, vanno a creare l'effetto velocità. Si tratta di uno stratagemma molto utilizzato in passato ma che risulta ancora attuale e che, una volta arricchiti i circuiti con elementi posti ai lati del tracciato, riesce ancora a stupire. Infine la struttura delle gare, anche questa riproposta proprio come una volta: si parte sempre ultimi e l'obiettivo primario è il sorpasso a rotta di collo, evitando però qualsiasi contatto, in quanto farà perdere istantaneamente velocità e, di conseguenza, numerose posizioni. Se la base è quindi solida e rodata, il lavoro del team è consistito nello svecchiare lo stile, inserendo molte delle meccaniche classiche al quale il mondo mobile ci ha abituato, dai bonus per sbloccare potenziamenti alle classiche stelline utilizzate come ranking, evitando però molti degli elementi che i giocatori hanno imparato ad odiare: in-app purchase e necessità di essere perennemente connessi online. Horizon Chase è infatti un prodotto premium a tutti gli effetti, che a fronte di un prezzo intorno ai 3 euro offre un quantitativo molto alto di contenuti. Le sue componenti social, di solito preponderanti in ambito mobile, sono oltretutto alquanto limitate e si fermano al classico login tramite Facebook, in modo da confrontare i tempi sul giro con i propri amici. Non stupisce quindi che, sull'onda del successo ottenuto su iOS, il team abbia annunciato un porting per Playstation 4, motivo che ci ha spinto ad interessarci al prodotto in maniera più approfondita. Una volta scesi in pista il sistema di controllo è semplice: l'area destra dello schermo mostra un pedale dell'acceleratore da toccare per dare gas al motore, mentre a sinistra sono poste le due frecce per sterzare e un pulsante per il boost, limitato quanto ad utilizzo. È poi possibile modificare radicalmente il sistema di controllo agendo nelle opzioni, attivando anche l'accelerometro del dispositivo per gestire lo sterzo, ma l'impostazione di default è di norma quella più adatta alla maggior parte dei giocatori.

Nel caso si possegga un gamepad certificato Apple, inoltre, il gameplay migliorerà fino a far diventare Horizon Chase una piccola perla in ambito racing. Tutto è infatti curato nei minimi dettagli: l'aspetto grafico low poly è riuscito e anche elementi come il fumo che esce dalle gomme durante una curva presa ad alta velocità concorre a dare un quadro di insieme che denota un amore profondo per i titoli di guida arcade di quegli anni passati. Le gare vengono poi arricchite dalla possibilità di raccogliere monete, normalmente piazzate in punti strategici dei circuiti, e taniche di benzina, in modo da riempire nuovamente il serbatoio e ottenere dei bonus extra a fine gara. Auto e potenziamenti sbloccabili coronano poi il tutto, grazie ad otto campionati suddivisi in vari eventi ed una colonna sonora intrisa di stile, ad opera di Barry Leich, che lavorò proprio a Lotus nonché moltissimi altri racing game, come la serie Rush su Nintendo 64.

Horizon Chase Horizon Chase riesce a riproporre con freschezza una formula che ormai si pensava perduta, adattandola ad una fruizione su dispositivi mobile in modo chiaro e onesto: un prezzo accessibile a fronte di nessun in-app purchase o contenuto nascosto, da acquistare in un secondo tempo. A livello di gameplay, la guida tramite touch screen non è perfetta e il meglio lo si ottiene con un controller ma anche così Horizon Chase è godibilissimo e tiene impegnati a lungo, soprattutto se si vogliono vincere tutti i campionati con il massimo dei punteggi. Il porting su Playstation 4 è sicuramente un’ottima notizia, anche se a livello di contenuti l’utenza console si aspetterà di più, quindi il team dovrà necessariamente lavorare ancora sul prodotto, soprattutto se vorrà puntare ad un prezzo maggiore, posizionandosi in linea con altri titoli indie del genere già pubblicati su PlayStation Store.

8

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