Recensione How to Survive

505 Games ci spiega come sopravvivere agli zombie su un'isola deserta. Premesse scontate, risultato piacevole.

How to Survive

Videorecensione
How to Survive
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Non è necessario lavorare molto col pensiero per immaginare la sessione di brainstorming tra 505 Games ed Eko Studios che ha portato alla genesi di How to Survive: da un lato una lista di feature ormai quasi 'obbligatorie' in un action/survival game moderno, e dall'altra una serie di 'check' posti con puntualità su ognuna di esse. L'incipit narrativo del titolo nato dallo sforzo congiunto dei due team di sviluppo italo/francesi è infatti quanto di meno impegnativo si possa proporre in questo periodo ad un'audience videoludica: naufragato su una lussureggiante isola e privo di memoria, il giocatore si risveglierà nei panni di uno dei sopravvissuti all'incidente navale che ne ha causato la deriva, e il cui unico obiettivo sarà ora quello di lasciare in qualsiasi modo l'arcipelago che, ben presto, scoprirà essere vittima di un'infestazione di zombie. Se le premesse della trama non mostrano certo nulla di rivoluzionario, a giustificare il voto che avrete già sbirciato a fine pagina troviamo uno sforzo decisamente maggiore profuso dagli sviluppatori verso aspetti come struttura di gioco e gameplay, che renderanno l'ennesima passeggiata tra zombie e mostruosità varie una di quelle da ricordare.

COSTRUIRE PER SOPRAVVIVERE

Scelto il proprio personaggio tra un ricco e belloccio ragazzo della porta accanto, un'aspirante Lara Croft e un massiccio appassionato di wrestling, scopriamo subito come neanche la loro caratterizzazione (ne la loro rispettiva natura di personaggio equilibrato, agile amazzone e tank) brilli per originalità: oltre alle poche linee di testo consultabili durante l'operazione di selezione infatti, durante tutto lo svolgimento del gioco non avremo modo di approfondire la loro conoscenza, relegando a qualche scena tragica (almeno sulla carta) il compito di creare un minimo di empatia nel giocatore. Con risultati, però, ben lontani dal loro obiettivo. Quello che il giocatore avrà invece la possibilità di approfondire in modo ben più riuscito saranno l'ottimo sistemi di crafting e l'albero delle skill; entrambi andranno a costruire le basi sulle quali verranno poi edificate tutte le dinamiche survival che incontreremo durante il gioco, molto più solide, come vedremo in seguito, rispetto a quelle relative al combattimento più puro. Scorrazzando qua e là tra le diverse aree delle quattro isole dell'arcipelago di How to Survive, soddisfacendo le semplici richieste di quest assegnateci proprio allo scopo di favorire l'esplorazione, ci accorgeremo di come tra vegetazione, cibo, armi, e oggettistica varia, la varietà di articoli che potrà entrare a far parte del nostro inventario non sarà di certo risicata. Seguendo la nostra indole sperimentale o le guide di sopravvivenza sparse per le mappe da Kovac (un misterioso veterano della vita da sopravvissuto sull'arcipelago, che fungerà da uomo-tutorial) potremo trasformare grandissima parte degli oggetti raccolti in manufatti di diversa natura e soprattutto di grande utilità per le nostre imprese: è quindi così, come in un inno al riciclo, che dei brandelli di copertone opportunamente uniti ad una fascia in pelle (a sua volta derivata dai resti di un cervo) potranno essere utilizzati come protezione per gli arti inferiori, o un bastone particolarmente elastico unito a del cavo da lavoro diventare un arco.

Il numero di combinazioni da scoprire è sorprendentemente alto, e alcuni accostamenti (anche di quattro o più elementi riciclati a loro volta) particolarmente complessi da immaginare senza le relative istruzioni. Armi e protezioni non saranno comunque le uniche tipologie di oggetti che saremo chiamati a produrre: il nostro personaggio dovrà infatti gestire anche fame, sete e fatica, i cui livelli saranno da tenere sempre sotto stretta osservazione per non incappare in diversi malus, come una capacità di scatto ridotta, una minore potenza dei colpi o una mira più scarsa. Le azioni necessarie a tenere alti questi status come bere, mangiare e dormire, potranno essere effettuate trasportando bottiglie opportunamente riempite alle fonti d'acqua, cacciando e cucinando selvaggina negli appositi falò, unendo radici e piante commestibili in alimenti dal più alto livello nutrizionale, e così via. Il riposo, in particolare, potrà essere effettuato solo in punti sicuri e prestabiliti, previa pulizia dell'area circostante da ogni tipo di minaccia non-morta: queste sezioni, tra l'altro, si rivelano sicuramente tra quelle in grado di creare più grattacapi al giocatore, che dovrà respingere diverse ondate di zombie prima del meritato riposo. A conti fatti, la cura delle proprie esigenze fisiologiche risulta sicuramente ben implementata: gli appositi indicatori, infatti, sembrano svuotarsi ad una velocità perfettamente in linea con l'azione proposta dal titolo 505 Games, senza però lasciare libero il giocatore di ignorarne i valori per periodi estremamente lunghi, creando un ottimo bilanciamento in questo particolare ambito della propria sopravvivenza. Per tenere meglio a bada questi bisogni fisici, potremo anche contare su un particolare ramo degli skill tree dei protagonisti; tolte alcune abilità specifiche per ognuno di essi (che permetteranno di costruire determinate armi o attrezzature solamente al rispettivo possessore, ecc.) lo sviluppo del personaggio potrà infatti seguire tre binari principali: uno legato, appunto, ad una maggior resistenza nel tempo dei parametri di fame, sete e fatica, e gli altri connessi alle proprie abilità di fabbricazione di armi e oggetti o a capacità speciali come la visione istantanea della fauna (o della vegetazione commestibile) in un raggio di diversi metri, e così via. Ogni abilità potrà essere acquistata spendendo uno dei punti guadagnati con ogni level up, consentendo di arrivare alla fine della campagna principale con un personaggio che ben rispecchierà il vostro stile di gioco.

Mira alla testa

Come ormai ben sappiamo, in un mondo popolato da zombie, continuare a soddisfare le proprie esigenze è fondamentale almeno quanto liberarsi della presenza di creature che vogliono banchettare con il nostro cervello, e How to Survive, in questo, non fa eccezione: il discreto ventaglio di non-morti che saremo chiamati ad affrontare comprenderà tanto cadaveri ambulanti 'standard' (dal diverso incedere) quanto esseri esplosivi di diverse taglie sopra la XXL (qualcuno ha detto Boomer?), e creature sensibili alla luce di torce e pile elettriche. La varietà di nemici da affrontare non si esaurisce certamente qui (cambiando anche in base alle varie fasi della giornata), ma uno dei problemi delle dinamiche di combattimento di How to Survive è proprio da imputare al fatto che la variabile principale all'interno dei suoi scontri rimanga solamente il numero di nemici che il gioco ci scaraventerà addosso, piuttosto che le loro strategie. Assimilati i semplici pattern d'attacco avversari, e trovate le giuste contromisure nel corpo a corpo o a distanza, la principale preoccupazione del giocatore sarà quella di tenersi in costante movimento per evitarne le ondate di attacchi. Quello che stupisce di più, comunque, è che da una così semplice struttura nasca una buona dose di divertimento 'ignorante', destinata a durare sì per almeno tutto il primo playtrough (che, se combinato con la modalità 'Sfide', richiederà almeno una decina di ore per essere completato), ma che oltre rischia comunque di sfociare nella ripetitività. Complice di un comunque buon risultato, troviamo anche un sistema di movimento e mira trasportato direttamente dalla tradizione degli shooter dual-stick e una mappatura dei comandi ben disegnata e semplice da padroneggiare, che conferiscono agli scontri un'ulteriore dose di quella vivacità che rimane la caratteristica sicuramente più apprezzabile degli scontri.
Come anticipato, l'offerta di modalità di gioco del titolo 505 non si ferma allo 'Story Mode' principale (affrontabile tanto in singolo quanto in co-op), ma si estende alle otto 'Sfide' che vi porranno ognuna su una diversa isola dell'arcipelago protagonista del gioco per soddisfare differenti obiettivi: questi potranno andare dal sopravvivere utilizzando solamente una tipologia di arma, alla fuga da un'isola infestata solamente da zombie esplosivi, e via dicendo. Ogni vostra prestazione all'interno di questa modalità sarà poi valutata sotto forma di punteggio, che potrete caricare su apposite leaderboard online per sfidare amici e giocatori da ogni parte del mondo. Ad estendere ulteriormente la longevità del titolo 505 Games, troviamo anche un secondo livello di difficoltà (oltre allo standard 'Normal') denominato 'Iron Man', che porterà il tasso di sfida a livelli inauditi, rendendolo particolarmente adatto alle sessioni co-op a due giocatori.

A livello tecnico, le incertezze maggiori di How to Survive riguardano sicuramente il reparto animazioni; queste appaiono infatti abbastanza rigide e non sempre legate al contesto dell'azione che dovrebbero rappresentare: in particolare, con alcune armi corpo a corpo, il nostro personaggio sembra salutare calorosamente gli zombie piuttosto che ricoprirli di sonore mazzate. Per il resto, il comparto grafico risulta si leggermente datato, ma guadagna la sua pagnotta senza infamia e, anzi, con qualche lode: gli effetti di illuminazione, infatti, rendono le escursioni notturne tra le parti visivamente più godibili del titolo, che, inoltre, non manifesta rallentamenti neanche nelle situazioni più concitate e ricche di dettagli su schermo. Di discreto livello anche la sezione audio, con musiche dinamiche che insieme ad un doppiaggio inglese ed effetti sonori apprezzabili, spezzano la consueta compilation di grugniti e smorfie provenienti dall'orda di non-morti che affronteremo durante l'avventura.

How to Survive Un comparto tecnico non propriamente all'avanguardia e qualche accenno di ripetitività nelle sue meccaniche, non riescono comunque ad affondare l'esperienza ludica di How to Survive: grazie ad una buona dinamicità dei combattimenti e ad una componente survival ben strutturata e sufficientemente profonda, il titolo 505 Games, riesce infatti ad immergere il giocatore anche in quella che si preannuncia da subito un'avventura dalle premesse tutt'altro che originali. Le diverse modalità di gioco proposte, inoltre, garantiscono una buonissima longevità, se rapportata a produzioni che condividono con How to Survive la stessa fascia qualitativa: un ottimo rapporto qualità/prezzo, insomma, per un titolo consigliato tanto agli appassionati del genere survival, quanto a chi, di uccidere zombie, non ne ha mai abbastanza.

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