Recensione Hyrule Warriors Legends

Dopo l’ottimo riscontro ottenuto su Wii U, Hyrule Warriors spinge Link e compagni tra i campi di battaglia di Nintendo 3DS, in un porting che rimodella e arricchisce di contenuti l’offerta originale, scivolando però su qualche problema tecnico rilevante.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Hyrule Warriors Legends
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    Disponibile per:
  • 3DS
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Nota: L'analisi qui contenuta nasce come conseguenza di due prove complete del gioco, effettuate dall'autore prima su un modello classico di Nintendo 3DS, poi, previo trasferimento dati, su New Nintendo 3DS. Avendo riscontrato un divario tecnico sensibile tra le due esperienze, precisiamo che il voto numerico riportato in calce si riferisce esclusivamente al test avvenuto su Nintendo 3DS; scelta presa in virtù del fatto che, a tutt'oggi, lo standard più diffuso tra gli utenti è in effetti quest'ultimo. Chi cercasse informazioni su come il titolo si comporti su New 3DS, troverà ogni dettaglio utile nel corpo della review.

Chi segue Nintendo e i suoi franchise storici fin da piccino se lo ricorderà bene, l'annuncio di Hyrule Warriors. Quando, in apertura dell'ultimo Direct del 2013, Iwata mostrò per la prima volta al mondo un Link intento a falcidiare orde infinite di Bokoblin, lanciando qua e là grappoli di bombe con fare quasi caricaturale, mentre in sottofondo rombavano le inedite note rock del tema principale della saga, buona parte dell'utenza ebbe verosimilmente un mancamento. Perché, si sa, The Legend of Zelda è forse l'IP dell'azienda di Kyoto meno violabile a cuor leggero, un nome che è sinonimo del "bel videogiocare", per cui una commistione con generi meno nobili è sempre stata vista dai più come un'eventualità non soltanto inammissibile, ma quasi sacrilega. E quale genere meno nobile del musou per scatenare il disappunto dei fan duri e puri, che a un Dynasty Warriors in salsa "zeldiana" avrebbero di certo preferito ricevere una Fire Arrow in pieno petto? Al di là di tutto, lo sforzo congiunto di Nintendo e Koei Tecmo Games si concretizzò infine in uno scacciapensieri dignitoso nella sua ignoranza intrinseca, seppur inevitabilmente ancorato a una formula hack'n'slash che porta con sé meccaniche di un semplicismo atavico e inamovibile. Fatto sta che se oggi siamo qui a scrivere di Hyrule Warriors Legends, conversione per 3DS del suddetto, è poiché il titolo originale ha riscosso -soprattutto in patria- un successo importante, ed è ora pronto a tentare il bis tra gli estimatori del gaming portatile con un'edizione che, tra vecchi e nuovi contenuti, ha in partenza tutto il sapore dell'opera definitiva. Sarà realmente così?

Botte leggendarie

Per tutti coloro i quali proprio non sanno cosa Hyrule Warriors effettivamente sia, è bene anzitutto fare un piccolo passo indietro. Spin-off dell'opera magna di stampo fantasy ideata dal genio di Miyamoto, il titolo pone il giocatore alla guida dell'Eroe del Tempo e di tante altre iconiche personalità dell'"universo Zelda" lungo campi di battaglia più o meno vasti, tutti plasmati attorno alle scenografie dei principali capitoli della serie regolare. Dal Lago Hylia al Regno del Crepuscolo, dal Deserto Gerudo a Oltrenuvola, l'utente deve compiere una sequela di missioni al fine di avere la meglio sulle nutrite forze avversarie, impersonando perlopiù i paladini di Hyrule, ma anche, talvolta, ripercorrendo i medesimi sentieri dal punto di vista dei cattivi. Gli stage sono tutti strutturalmente identici: sulla mappa di gioco vengono visualizzati i presidi alleati e avversari, questi ultimi da conquistare progressivamente per rimpinguare la propria armata e, nel contempo, demoralizzare le forze nemiche. L'in-game procede quindi per obiettivi primari e secondari, spronando chi gioca a coordinare in modo rapido e attento tutti gli avvenimenti che si susseguono in scena allo scopo di preservare il proprio campo base e gli altri capisquadra da una resa altrimenti incondizionata. La battaglia culmina infine in una o più "simil-boss fight", terminate le quali scatta automaticamente l'unlock del livello successivo. Si diceva che il gioco rientra a pieno titolo nelle terre ludiche del musou, per cui il sistema di combattimento che sottende l'esperienza non si discosta granché dalla rodatissima formula dei precedenti lavori targati Tecmo Koei. Ciascun personaggio ha dalla sua un attacco leggero, uno pesante e una combo eseguibile al riempimento della barra apposita, oltre a un attacco magico temporaneo, anch'esso da sferrare soltanto dopo aver accumulato certe pozioni verdi in quantità sufficiente. A questo si aggiunga un minimo grado di personalizzazione dato dalla possibilità, prima di ogni scontro, di potenziare gli eroi del proprio team con l'acquisto di particolari stemmi volti a valorizzarne alcune abilità specifiche, nonché di fondere le armi racimolate in campo per congiungerne gli attributi e incrementarne la doti offensive. Per non scontentare i fan del franchise, infine, i ragazzi di Team Ninja e Omega Force hanno ben pensato d'inserire nel gameplay gran parte degli item canonici della saga, dalle bombe all'arco, dal boomerang al rampino, che il giocatore è chiamato ad usare per rimuovere certi ostacoli ambientali e per indebolire le unità élite e i boss, sempre in base alle specificità dell'avversario. Per fare alcuni esempi, i Dodongo vanno necessariamente tramortiti gettando loro una bakudan tra le fauci, così come, per sconfiggere i Gohma, sarà d'uopo fare affidamento su frecce ben scoccate in direzione del loro gigantesco occhio. La trovata, rispetto ad altri esponenti del genere, dona al gioco una spolverata molto lieve di pensiero strategico in più, che tuttavia rimane adombrato da una formula dove a prevalere, inevitabilmente, è un button mashing pressoché imperante, con tutti i pro e contro del caso.

Detto questo, e fermo restando un tipo di fruizione che, per i tempi medio-lunghi che i musou sogliono richiedere alle singole sessioni di gioco, meglio si sposa all'uso di una console domestica, cosa offre in più al consumatore Hyrule Warriors Legends rispetto al suo genitore? Parlando di nuove feature, spicca senza dubbio lo "switch" tra i lottatori in campo, eseguibile direttamente dallo schermo inferiore della portatile con un semplice tocco di pennino. Sempre impiegando il touchscreen è possibile impartire ordini ai membri "non giocanti" del party direttamente sulla mappa dello scenario, scegliendo verso quale casella indirizzarli -quasi si trattasse di una partita a scacchi- ora per difendere fortini altrimenti irraggiungibili in tempi brevi, ora per soccorrerci e, all'occorrenza, sferrare insieme micidiali attacchi combinati su avversari particolarmente coriacei. Si tratta di aggiunte che potrebbero sembrare di poco conto, e che tuttavia, console alla mano, riescono a snellire considerevolmente l'in-game, permettendo di non spezzare l'azione e di gestire il continuo bailamme tra i presidi con maggiore sveltezza e pianificazione.

Anche se, inutile negarlo, il reale valore aggiunto del nuovo pacchetto risiede nei contenuti e modalità pensati appositamente per il porting. La carne al fuoco comprende anzitutto l'aggiunta di nove livelli inediti della Modalità Leggenda, quattro dei quali basati sull'universo di Wind Waker e cinque volti a introdurre un personaggio mai incontrato prima nel corso della saga: Linkle, allevatrice di coccò nonché fan sfegatata del biondo hylian protagonista. A nuovi setting corrispondono character giocabili assenti nella precedente versione Wii U, da Toon Link a Dazel, da Re Dafne allo Skull Kid di Majora's Mask, laddove è però proprio Linkle ad averci stupito in senso positivo. La ragazza dispone infatti di un set di balestre che la rendono tra i pochissimi guerrieri in grado di offendere gruppi ostili dalla media distanza, il che, oltre ad introdurre finalmente un elemento fuori dal coro del consueto roster eroico, rende i momenti a lei dedicati ben più divertenti di quanto ipotizzabile. L'altro contenuto esclusivo di questa edizione consiste nel minigioco Fatine, per cui, liberando certe fate elementali lungo la Modalità Avventura, sarà poi possibile accudirle a mo' di tamagotchi, nutrendole e vestendole per poi trarne beneficio addirittura in battaglia. A ciò si aggiunga che Hyrule Warriors Legends porta in dote tutti i DLC -eccezion fatta per il Boss Pack- dell'originale versione per home console, nella quale, laddove non fossero stati acquistati in precedenza, questi possono peraltro essere importati nella loro interezza tramite un codice presente nella confezione. Il supporto agli amiibo, utili a sbloccare armi speciali, rupie e quant'altro, pone semplicemente il sigillo su un'offerta che, contenutisticamente parlando, ha di sicuro qualcosa da dire, specie a chi, per scelta o necessità, potrà e vorrà metter mano ad Hyrule Warriors soltanto in questa veste.


Divergenze prestazionali

Dal punto di vista tecnico era ovvio che Hyrule Warriors Legends dovesse andare incontro a una serie di compromessi rispetto a una controparte casalinga naturalmente inavvicinabile. In quanto a resa estetica la versione portatile è in verità abbastanza convincente, con modelli poligonali un po' spigolosi ma tutto sommato ben realizzati, oltre ad animazioni ed effetti legati alle combo che sanno essere talvolta davvero coreografici.

L'effetto 3D

Giocare su 3DS o New 3DS significa inoltre dover rinunciare o meno al tanto discusso effetto stereoscopico che dà il nome alla piccola di casa Nintendo. Sui vecchi modelli, infatti, il 3D è stato totalmente inibito al videogiocatore, verosimilmente per non aggravare le difficoltà di performance già esposte nel corpo della recensione. Su New 3DS, invece, la realizzazione ci è parsa piacevole, con l'HUD che emerge e al contempo si fonde allo scenario in maniera alquanto naturale. Va specificato che attivando l'effetto è solito manifestarsi qualche leggero calo prestazionale, percepibile tanto nei momenti di sovraffollamento a video quanto, più sporadicamente, in alcune cut scene, che talvolta tendono al fuori sinc.

La questione è invece più spinosa parlando di generale ottimizzazione, che, come da nota preliminare, abbiamo avuto modo di esaminare a fondo sia su un modello di 3DS tradizionale che, in un momento successivo, sulla sua incarnazione "New". Utilizzando l'hardware di casa Nintendo più recente l'esperienza risulta in effetti godibile e sorretta da un'azione perlopiù fluida, che cede a qualche rallentamento soltanto all'attivazione dell'effetto 3D -rimandiamo al box qui a lato per un breve approfondimento. La situazione crolla invece sensibilmente nel caso in cui si disponesse solamente di una console 3DS sprovvista di nuovo processore. In questo caso, il titolo soffre non solo di consistenti problemi di pop up, ma soprattutto di un framerate tragicamente instabile, che scende in maniera vistosa e a più riprese ben al di sotto dei 30 fps, specie quando -non di rado- sullo schermo si accumulano folti gruppi di mostri inferociti. È un problema, quest'ultimo, che da solo riesce a danneggiare profondamente l'esperienza di gioco, la quale, geneticamente votata a un concatenarsi di mosse e spostamenti veloci e a un certo colpo d'occhio, si vede all'opposto costretta a capitolare dinanzi a un in-game frenato e farraginoso, talvolta ai limiti dello snervante. Classificare Hyrule Warriors Legends come esclusiva New Nintendo 3DS, nelle condizioni in cui versa, sarebbe stato insomma quantomeno saggio.

Hyrule Warriors Legends Difficile -per non dire impossibile- dare un giudizio univoco a un prodotto come Hyrule Warriors Legends, che in buona sostanza vive di due personalità videoludiche distinte, ciascuna delle quali affiora solamente in base all’hardware scelto dal giocatore per approcciarsi all’esperienza. A prescindere dalla tecnica, le doti sulle quali è difficile lamentarsi sono la bontà delle nuove feature di gestione dei combattenti in campo, che ben si adattano all’anima tattile della conversione, così come la buona mole di contenuti di cui l’offerta portatile gode, interessanti soprattutto per chi si appresta al lavoro di Koei Tecmo Games per la prima volta in assoluto. D’altro canto, buttarsi nella mischia muniti di Nintendo 3DS o New 3DS fa realmente la differenza in termini di prestazioni e gradevolezza d’insieme. Se nel secondo caso le incertezze di ottimizzazione sono lievi e non influiscono su una produzione che, al netto di un valore ludico già di per sé non esorbitante, intrattiene per diverse ore senza grandi pretese, nel primo i continui cali di framerate tendono a rovinarne la giocabilità in modo fin troppo avvertibile. Il voto sottostante, ribadiamo, vuole inquadrare unicamente la relazione che il prodotto intrattiene col vecchio modello di 3DS, che tra i due dispone di una base installata più cospicua e di cui è importante, a nostro avviso, restituire una valutazione puntuale. A chi invece, potendo sfruttare la console nella sua manifestazione più recente, questa versione di Hyrule Warriors suscita curiosità, consigliamo comunque di darle una chance a cuor leggero. Benché, al di là di tutto, Wii U rimanga ancora, stabilmente la piattaforma di riferimento per godere appieno dell’opera.

5.5

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