Recensione Icycle on Thin Ice

Un originalissimo platform astratto ci fa scoprire strane glaciazioni e sirene in bicicletta

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel 2009, il piccolo team indipendente Damp Gnat rilasciò Icycle, un “minuscolo” browser game passato generalmente inosservato, perla nascosta di un panorama videoludico alternativo che solo anni dopo avrebbe raggiunto la sua piena maturità ed una maggiore considerazione.
Si trattava di un semplicissimo platform bidimensionale, in cui dovevamo guidare l'ultimo sopravvissuto dell'umanità in una terra ormai cristallizzata da una nuova glaciazione. L'insolito mezzo di trasporto di Dennis, il protagonista, era un triciclo con cui non si poteva pedalare all'indietro. Si doveva così correre verso il traguardo, cercando di evitare stalattiti acuminate e crepacci, e raccogliendo al contempo le misteriose bolle sparse per gli stage. Superare le 8 ambientazioni di questa condensatissima avventura era cosa di poco conto; riuscire a massimizzare il punteggio -invece- una questione di precisione meticolosa, studio degli stage e prontezza di riflessi.
In linea di massima, Icycle sarebbe potuto sembrare un prodotto regolare, consueto e forse neppure troppo caratteristico, non fosse stato per un'estetica semplice ma pungente, fatta di colori slavati e geometrie perfette: in livelli rigorosi e ordinati come i cristalli, Icycle riusciva a creare un'atmosfera delicata, magica ed eterea, capace di coniugare in maniera insolitamente felice scorci che sembravano usciti da antichi dipinti orientali con quadri composti da stencil e decalcomanie, ed indagando insomma con curiosità quasi famelica registri stilistici diversissimi: dalle comic strip americane degli anni '60 fino ai secchi poster di propaganda dei regimi dell'Est.
Ecco: è questa stessa vivacità della composizione che rende Icycle on Thin Ice, seguito ufficiale dell'esperimento di quattro anni fa, uno dei titoli più particolari e riusciti dell'App Store. Evolvendo il concept alla base del gioco e dandogli finalmente una struttura più densa, Damp Gnat ci regala un vero e proprio gioiello, che sa interpretare al meglio anche le esigenze della portabilità e rappresenta uno dei platform più creativi disponibili su iOS.

Una lunga pedalata astratta

Per innamorarsi di Icycle on Thin Ice bastano i pochi secondi della “sigla”. I titoli di testa sembrano usciti direttamente da un film di James Bond: le figure in silhouette, i colori sparati ed una bicromia ostentata ci mettono di fronte ad una sequenza allucinata e onirica, in cui sagome e suggestioni si alternano furiosamente, scombussolando le proporzioni e raccontandoci dell'ossessione del povero Dennis. Essendo l'ultimo uomo rimasto sulla terra, non c'è da meravigliarsi che il nostro senta il bisogno di una qualche presenza femminile, arrivando persino a costruirsi una “venere di ghiaccio”. Peccato che la testa di questo improvvisato pupazzo di neve rotoli via proprio mentre Dennis stava per avere il suo algido bacio: e via, ecco il nostro eroe all'inseguimento del niveo e bellissimo cranio.
La lunga avventura di Icycle on Thin Ice comincia così, in un titolo che fa del più spericolato astrattismo il suo eccezionale punto di forza.
A livello di meccaniche di gioco Icycle non si inventa niente: con due pulsanti virtuali si pedala avanti e (questa volta anche) indietro, mentre un terzo bottone, sull'angolo inferiore dello schermo, serve per saltare e planare delicatamente, sfruttando un grazioso ombrellino che ci permette di ammorbidire le nostre cadute.
Come il più classico dei platform, insomma, il titolo dei Damp Gnat si basa su meccaniche semplicissime, lasciando poi al level design il compito di galvanizzare il giocatore.
E quelli di Icycle sono in effetti stage misuratissimi, brillanti, costruiti con una perizia artigianale che non manca di affascinare ad ogni schermata. I livelli sono composti da vari quadri, ed al passaggio dall'uno all'altro il titolo cambia spesso e volentieri prospettiva, allestendo una rudimentale ma efficacissima “regia” in grado di valorizzare al meglio le prodezze estetiche di cui si diceva poco sopra. Ognuna di queste “istantanee”, poi, inquadra un mondo che muta al nostro passaggio, che si muove, cercando di ostacolarci in ogni modo. Concrezioni ghiacciate che cadono a tempo, palazzoni che crollano fragorosamente, palle di neve che ci inseguono e bombardamenti di una geometrica “guerra fredda”: ad Icycle on Thin Ice non manca certo la verve creativa e la varietà.

I livelli sono precisissimi meccanismi ad orologeria che vanno esplorati, memorizzati e scoperti, e anche se spesso e volentieri l'unico modo per raggiungere la fine senza consumare le tre vite a disposizione è quello di darsi al puro e semplice “trial & error”, il senso di meraviglia è sempre altissimo e le soddisfazioni non mancano mai.
La magia di Icycle on Thin Ice è fatta insomma di stile e compostezza ludica. Da una parte una deriva più leggera e scherzosa del platform minimale alla “Limbo”, dall'altra questo amore viscerale per una pop art genuina e fortemente comunicativa.
A monte c'è anche un sistema di sfide che vi convincerà a rigiocare più e più volte i livelli: prima per raccogliere i “ghiaccioli” disseminati qua e là, così magari da comprare ombrelli che permettono di planare con più efficacia o buffi vestiti da mettere addosso al protagonista, poi per sbloccare, completando le ottanta “challenge” a disposizione, il primo Icycle, che funge da corollario perfetto a questa nuova avventura.

Icycle on Thin Ice Arrivati alla fine delle infernali peripezie dell'infreddolito Dennis, saremo lieti di aver scoperto i panorami surreali di un'intricata glaciazione, i tormenti interiori di un'improbabile protagonista in cerca d'amore, ma soprattutto la travolgente interpretazione artistica di un team che dimostra una curiosità vorace, e la capacità di “cristallizzarla” in uno stile granitico. La leggerezza dei toni e dei colori, la capacità di “congelare” in forme perfette figure e cromatismi apparentemente lontanissimi, e poi la meticolosa precisione di un level design sempre sopra le righe, fanno di questo insolito platform game uno dei migliori titoli del genere disponibili su App Store: originale, insolito e -finalmente- creativo.

8.5

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