Recensione IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

Contro la Lutwaffe, il nuovo simulatore "tripartito" di 505 Games

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

Videorecensione
IL-2 Sturmovik: Birds of Prey
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • Psp

Nell’estate del 1940 il popolo inglese fu vittima inerme dell’attacco in forze della terribile Luftwaffe, la forza area della Germania nazista di Hitler. A difendere l’isola britannica e la democrazia c’era solo uno gruppo di eroi provenienti da tutto il Commonwealth, che formavano la RAF, l’ultimo baluardo per le speranze di libertà e di indipendenza inglesi. Ora, nel 2009, possiamo finalmente rivivere le eroiche gesta dei più grandi piloti della RAF e di tutte le forze aree dell’alleanza che sconfissero nei cieli l’incubo nazi-fascista.  IL 2 Sturmovik: Birds Of Prey, prodotto da 505 Games (non proprio esperta nel genere) e sviluppato da Gaijin Entertainment, porta nei nostri salotti le più grandi battaglie aeree che la storia ricordi, e ci assicura ore di pura adrenalina e divertimento ad alta quota, a bordo di Spitfire e ad altri caccia e bombardieri dell’epoca.

Un po' di storia

Sturmovik Birds of Prey è il seguito e insieme l’adattamento per console del famoso titolo per PC edito da Ubisoft nel 2001, Il 2 Sturmovik. In questo nuovo capitolo i programmatori hanno lavorato con grande dedizione per ricreare l’atmosfera carica di ansia e speranza che si respirava durante il periodo della seconda guerra mondiale. A far da supporto all’impianto narrativo ci sono stralci di lettere e diari degli aviatori sul fronte, che ricostruiscono a dovere quelli che erano gli stati d’animo di chi ogni giorno combatteva per la libertà contro un nemico più forte e superiore numericamente. Attraverso la modalità campagna rivivremo dall’alto le fasi storiche della seconda guerra mondiale, dalla difesa delle coste inglesi sui cieli di Dover fino alla presa di Berlino, passando ovviamente per la battaglia di Stalingrado, la liberazione dell’Italia, e l’offensiva delle Ardenne. Un setting di grande impatto, in cui sono stati curati a dovere tutti i dettagli storici.  Molto interessante, a tale proposito, appare la sezione “enciclopedia”, in cui saranno conservati tutti i dati sulle acrobazie, sulle tattiche e sulla storia dell’epoca, che sbloccheremo completando le missioni della modalità campagna. Ottenendo successi sul campo di battaglia riempiremo anche il nostro hangar con vari aerei, di cui potremo apprezzare la ricostruzione poligonale e visualizzare le varie informazioni. Al termine del nostro single player avremo quindi a nostra disposizione una vera e propria enciclopedia sul volo negli anni della seconda guerra mondiale.

Come preferisci volare oggi

Entrando nel vivo del gioco è lecito chiedersi che tipo di prodotto è questo Birds of Prey: è un classico titolo simulativo come il suo predecessore su Pc? E’ un gioco realistico ma non esasperatamente simulativo? Oppure è un arcade semplice ed immediato? Il prodotto 505 Games può essere indifferentemente tutte e tre le cose. Davvero encomiabile l’idea degli sviluppatori di realizzare tre tipologie di gioco completamente differenti tra loro in un solo titolo. In Birds of Prey abbiamo la modalità Arcade per un pubblico meno esperto o semplicemente più votato all’azione, una modalità Realistica per chi non si accontenta di munizioni infinite e aiuti alla guida di ogni tipo, ed infine una modalità simulativa per chi pensa di poter tenere in volo uno Spitfire senza andare continuamente in stallo. I livelli di difficoltà Realistico e Simulativo possono essere sbloccati solo dopo aver completato l’apposito tutorial, pertanto i meno esperti non potranno, neanche volendo, accedere a queste modalità se non hanno acquisito la giusta pratica ed esperienza con i controlli. L’aspetto che di sicuro più preoccupa gli appassionati dei giochi di aerei è sempre quello dei comandi: sotto questo aspetto i ragazzi della Gaijin Games hanno lavorato davvero molto bene e il sistema di comandi appare immediato, facilmente memorizzabile ed efficace in ogni situazione. In breve con l’analogico destro controlleremo la manetta e quindi la velocità dell’aereo (muovendolo lungo l'asse y), ed in più il timone di coda (asse x); con l’analogico sinistro controlleremo invece la cloche di guida. Per far fuoco basterà premere i tasti dorsali e scateneremo l’inferno con le nostre mitragliatrici, sganceremo le pesanti bombe o in alcuni casi lanceremo degli avveniristici (per l’epoca!) missili. L’hud di gioco varia notevolmente, assieme all’esperienza complessiva, a seconda del livello di difficoltà scelto. In primis in modalità arcade potremo utilizzare tutti i tipi di visuale presenti: sia le due in soggettiva che la visuale esterna in terza persona.  Sul nostro monitor sarà indicata altitudine e velocità ed i nostri bersagli verranno segnalati da un chiaro contorno rosso; inoltre apparirà la distanza espressa in Km dal bersaglio. Durante l’ingaggio comparirà oltre ad un mirino, un puntatore dove far fuoco per ovviare al naturale effetto di deflessione che subiscono in aria i proiettili delle mitragliatrici, in più ad aiutarci ci sarà una speciale visuale selezionabile tenendo premuto il tasto L2, che ci permetterà di zoomare sul bersaglio. Le nostre munizioni sono infinite e potremo esibirci in manovre davvero al limite del possibile, senza incorrere il pericolo di finire in stallo e di cominciare a precipitare in avvitamento verso il suolo. Questa modalità è molto immediata e divertente, e garantisce un livello di sfida accessibile per chiunque.
A livello di difficoltà Realistico avremo ancora a disposizione tutte le visuali di gioco e le indicazioni dell’Hud sui nostri nemici; sarà mantenuta la possibilità di zoomare sul bersaglio, ma scomparirà il puntatore che ci indica l’angolo di deflessione dei colpi. Bisognerà dunque fare attenzione a non sprecare colpi, visto che le nostre munizioni non saranno più infinite. Ciò che differenzia maggiormente le due modalità è però l'assenza degli aiuti in volo: con il selettore impostato su “Realismo” si comincia davvero a capire cosa significava pilotare aerei da guerra a quei tempi: un movimento brusco con la cloche e saremo in stallo. E non sarà mai facile recuperare quota! Qualsiasi manovra si vuole compiere bisognerà sempre tener ben a mente altitudine e velocità, e muoversi con la massima delicatezza possibile. Il livello di difficoltà simulativo è un vero e proprio incubo ad occhi aperti! Le visuali disponibili sono solo quelle in soggettiva, l’Hud è ridotto a zero com’era realmente all’epoca, pertanto diventa difficile distinguere i vari puntini che compaiono sullo schermo (saranno aerei nemici o alleati?). Le manovre sono praticamente impossibili, ogni movimento sbagliato comporta una pericolosa entrata in stallo e un probabile schianto. Le munizioni sono limitatissime, l’ingaggio di aerei nemici è complicato, e l’unico aiuto che abbiamo è una mappa dove sono segnati i nostri bersagli. Il livello di difficoltà simulativo è davvero appannaggio per pochi eletti, per chi è votato alle battaglie aeree.
Complessivamente dunque, il titolo si presenta con un gameplay modulare. L'arcade mode si prefigura perfetto per chi non vuole patemi di sorta, e quindi fa in modo che Birds of Prey possa divertire anche i giocatori disimpegnati di questa nuova generazione. Il modello Realistico è un buon compromesso, può interessare chi cerca una sfida impegnativa ma non frustrante, e risulta adeguato per chi ha esperienza con gli altri esponenti del genere. La presenza del livello di realismo “Simulativo” farà felice solamente una nicchia ristretta di giocatori, ma rappresenta un plusvalore non da poco, in un'epoca videoludica che sembrava aver perso la sua anima “HardCore”.
La compresenza dei tre livelli di difficoltà costituisce anche un ottimo incentivo alla rigiocabilità: con un solo titolo, anche i meno smaliziati possono “crescere” fino a diventare ottimi piloti virtuali.

Una lunga campagna

Il titolo offre un buon numero di missioni, e dimostra una varietà concettuale discreta. Moltissime, ovviamente, le missioni di combattimento aria-aria, ma frequenti anche gli incarichi di bombardamento al suolo. In qualsiasi contesto ci troveremo, saremo affiancati da un team di gregari. A tal proposito segnaliamo la possibilità di impartire ordini via radio ai nostri commilitoni, sia al singolo pilota che all’intero stormo. A dirla tutta i comandi principali sono giusto due (abbatti e coprimi), ma risulta comunque utile affidarsi all’aiuto dei gregari nelle situazioni più complicate e difficili.
Anche dal punto di vista quantitativo non ci si lamenta: molti gli aerei che piloteremo nel corso della nostra avventura, da caccia a bombardieri a velivoli misti per l’attacco terra-aria. Al termine di ogni missione bisogna riportare il proprio aereo a terra, e per farlo bisogna esercitarsi bene con il tutorial: saper atterrare in campo aperto risulterà utile in molte circostanze. Un volta completata la missione comparirà una schermata con punteggio e valutazione finale del nostro operato, un escamotage per incrementare il replay value di alcuni assegnamenti.
Dal punto di vista strutturale, il gameplay di Birds Of Prey è in definitiva ricco, oltre che fortemente modulabile (come dicevamo sopra). I "difetti" del prodotto sono quelli “patologici” del genere: ripetitività strisciante e difficoltà elevata che porta un po' di frustrazione nei livelli finali. Data l'impostazione globale, non si può che fare i complimenti al team di sviluppo: Gaijin Games c’è l’ha messa davvero tutta per offrire un titolo eterogeneo, ed i buoni risultati non possono che essere plauditi.

Fly Online

Birds of Prey presenta anche una modalità multiplayer. Il buon netcode assicura partite senza problemi di sorta, mentre le quattro modalità disponibili garantiscono qualche pomeriggio di divertimento. Dogfight e Team Dogfight sono forse le modalità meno ispirate, e verranno abbandonate presto. Tuttavia “Strike” e “Capture Airfield” riescono ad intrattenere non poco. Nella prima si devono bombardare vari bersagli di terra, cercando di difendere i propri (risulta quindi un ottimo miscuglio di combattimenti terra/aria); nella seconda si deve invece atterrare in diverse piste sparse nella mappa, cercando di colpire gli avversari prima che riescano a raggiungere terra. Questa modalità dimostra qualche velleità strategica, e stimola il gioco di squadra.

Improvvise perdite di quota

A livello tecnico Birds of Prey è soggetto ad alti e bassi piuttosto vistosi. Il primo impatto in modalità campagna e durante i tutorial è ottimo: le coste inglesi non sono mai state cosi dettagliate, le texture del suolo sono ottime per un simulatore di volo, e gli edifici sembrano vari e ben costruiti poligonalmente. Il Polygon Count è di tutto rispetto, soprattutto per quanto riguarda gli aerei, ovviamente protagonisti del gioco, riprodotti nei minimi dettagli con grande perizia e solerzia dai programmatori. Indubbiamente buoni gli effetti particellari, particolarmente interessante il fumo denso degli aerei colpiti e le spettacolari esplosioni in volo. Colpisce in positivo anche la comparsa dei danni sulla carlinga del nostro velivolo: spesso vedremo la fusoliera forata o l’ala bucata. La gestione della illuminazione invece non è del tutto convincente: in particolare durante le missioni notturne il buio è cosi intenso che non si riesce a distinguere bene la profondità della nostra visuale e la distanza che ci separa dai nemici (in modalità simulativa la situazione diventa difficilissima da gestibile). Qualcosa di più si poteva fare anche per migliorare il cielo e le nuvole, fin troppo piatti e nella norma per un gioco che si concentra tutto su altezze vertiginose. Inoltre annotiamo che spostandoci da una battaglia all’altra il livello qualitativo grafico non sembra rimanere costante: in particolare colpiscono in negativo i vari scenari sui cieli dell’Unione Sovietica: qui le texture di alberi ed edifici sembrano sensibilmente inferiori a quelle di altre campagne. L’engine fisico del gioco è molto curato e a livelli di difficoltà più elevati potremo apprezzare p pieno il lavoro svolto in fase di sviluppo. A livello realistico e simulativo la fisica è cosi fedele alla realtà che i nostri pollici dovranno essere estremamente sensibili, leggeri come piume, per evitare bruschi strattoni alle leve di comando del nostro aereo: un'inclinazione troppo pronunciata e poco graduale e finiremo in stallo.
L’IA è buona, i nostri compagni si dimostrano spesso efficienti gregari, i crucchi sono sempre pronti a darci del filo da torcere anche nel livello di difficoltà arcade. Le scene di intermezzo non sono altro che filmati d’epoca commentati da una voce narrante, niente di innovativo ma comunque d’effetto. Il doppiaggio presenta una curiosa particolarità: a seconda dell’esercito in cui combattiamo sentiremo parlare i nostri commilitoni con un forte accento del popolo a cui appartengono, quasi caricaturale appare l’accento inglese. Dal punto di vista del piglio interpretativo, comunque, il doppiaggio italiano è soltanto mediocre. Discrete invece le musiche di accompagnamento, che sottolineano l'incedere impetuoso degli stormi del RAF.
Concludendo la disamina tecnica, ci rammarichiamo soltanto della qualità incostante della riproduzione ambientale: se tutti gli scenari fossero stati curati come i primi, Birds of Prey avrebbe ambito a vette un poco più alte.

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey Il grandissimo lo sforzo dei programmatori per rendere il prodotto fruibile ad un'utenza ampia come quella dei possessori di console da gioco è stato ripagato. Dal punto di vista del gameplay l’obiettivo è perfettamente centrato, grazie a tre livelli di difficoltà ben separati e a se stanti: arcade, realistico e simulativo. Ognuno di questi livelli è un vero e proprio mondo a sé, quasi un gioco a parte. A limitare un po' l'entusiasmo restano i difetti congeniti del genere di appartenenza, quale una generale ripetitività dell'azione di gioco. Eppure, il vero valore aggiunto a livello complesso è comunque la cornice storica e l'efficace impianto narrativo, corredati da un'enciclopedia In-Game, che raccoglie notizie storiche sulle battaglie, piloti, tattiche dell’epoca e manovre aeree. Insomma, Birds of Prey è un buon titolo, che si adatta a tutte le esigenze ed è fortemente consigliato agli appassionati del volo. Anche i neofiti possono avvicinarsi al prodotto, nel caso siano affascinati dal setting storico, dato che la struttura tripartita del titolo permette un approccio graduale ed una “crescita” sostenibile.

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