Recensione Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord

Il ritorno della saga di Tolkien in un action-RPG votato al co-op

Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord

Videorecensione
Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Brand intramontabili

Nonostante l'ultima apparizione cinematografica della saga di Tolkien risalga ormai al lontano 2003, anno dell'uscita nei cinema nostrani de Il Ritorno Del Re, l'ardore dei fan de Il Signore Degli Anelli ha conosciuto ben pochi momenti di crisi. Anche il mondo videoludico non ha mai realmente visto la sparizione del brand dai suoi meandri digitali. Così a un anno di distanza da L'Avventura Di Aragorn, incerto action che trattava con toni fanciulleschi l'epopea dell'erede al trono di Gondor, Warner Bros. ha deciso di pubblicare La Guerra Del Nord. Sebbene, almeno a primo impatto, possa sembrare il momento più sbagliato per lanciare l'ennesimo action-RPG a sfondo fantasy, vista la relativa vicinanza con Dark Souls e, soprattutto, con The Elder Of Scrolls V: Skyrim, non bisogna dimenticare due fattori. Innanzitutto la potenza del brand, ancora capace di trainare anche i fan meno accaniti. Secondariamente il recente annuncio dell'inizio delle riprese di Lo Hobbit, evento che di fatto trasforma il titolo qui preso in esame in una sorta di Cavallo di Troia.
Riuscirà La Guerra Del Nord a ritagliarsi un proprio spazio a dispetto della spietata concorrenza? Ma soprattutto: possiede qualità sufficienti per fronteggiarla a spada sguainata?

Nessun Anello da distruggere, ma una terra da difendere

Il Signore Degli Anelli: La Guerra Del Nord è un action-RPG che basa gran parte del suo fascino sulla centralità del co-op.
La trama che fa da sfondo al titolo si distacca sensibilmente da quella della trilogia, per quanto avvenga nello stesso tempo storico e non manchi di farci incontrare tutti i personaggi che compongono la Compagnia dell'Anello. Nonostante una rapida capatina a Granburrone e nell'accogliente Brea, per lo più sarete chiamati a difendere le terre del nord, nei pressi dell'antica Angmar e tra le fortezze naniche di Erebor. E' in questa zona infatti, che la terribile minaccia di Sauron si sta espandendo. Mentre il Signore di Mordor è a caccia dell'Anello, custodito dal coraggioso Frodo, ha sguinzagliato Agandaur, suo fedele braccio destro, affinché assoggetti e conquisti queste terre.
Ad opporsi, un terzetto di eroi: Farin, nano e campione di Erebor, Andriel, elfa e signora del sapere di Granburrone, e Eradan, uomo e ramingo dei Dùnedain. Saranno questi tre guerrieri, soventemente aiutati da altri personaggi, a combattere contro troll e orchi, fino alla finale sconfitta del malvagio Agandaur.
La trama del gioco, che ripercorre un evento realmente accennato nella trilogia dei libri di Tolkien, è senza alcun dubbio estremamente intrigante e affascinante, soprattutto per i fan più sfegatati dell'opera letteraria. Vivere in prima persona una battaglia solo vagamente descritta, farà la felicità di molti, mentre l'universo immaginifico della saga viene ulteriormente allargato, in totale coerenza con lo stile visivo della trilogia filmica. A supporto di tale tesi, non solo il rispetto dei concept art di ambientazioni, nemici e quant'altro, ma la presenza dei modelli virtuali degli attori che hanno prestato le loro sembianze nelle pellicole: Aragorn avrà le fattezze di Viggo Mortensen, Legolas quelle di Orlando Bloom e così via.
Purtroppo l'intreccio narrativo, comunque intrigante e piegato al fan-service quanto basta, viene sporcato da alcune piccole imperfezioni. Innanzitutto l'introspezione psicologica dei tre eroi non è accurata come ci si sarebbe aspettati: sebbene sia possibile affezionarsi al proprio avatar, non riuscirete mai a conoscerlo veramente. Inoltre si ha la continua sensazione di affrontare una vera e propria side-quest, mentre la Compagnia dell'Anello è contemporaneamente occupata a salvare effettivamente Terra di Mezzo. Per quanto Aragorn e soci ci assicurino più di una volta sull'importanza del nostro compito, permane la netta sensazione di essere eroi di serie B, impegnati in una missione assolutamente superficiale. Ciò di per sé non rovina l'esperienza, ma rafforza i dubbi su una trama comunque incapace di mantenere continuamente il giusto pathos e drammaticità lungo tutto il suo arco.
Ciononostante, è innegabile che la storia denoti una buona qualità e si riveli preziosissima per ogni fan del brand ansioso di espandere ulteriormente la propria conoscenza sull'universo immaginifico creato da Tolkien.

Allegri borghi fantasy

Il gameplay de La Guerra Del Nord può essere diviso in due distinte sezioni.
La prima di queste è legata ad alcune località dove potrete dedicarvi alla risoluzione di pacifiche sub-quest, parlare con diversi NPC e gestire il vostro equipaggiamento vendendo o acquistando armi e quant'altro da fabbri o mercanti. In queste fasi potrebbe venirvi richiesto di consegnare un oggetto ad uno specifico personaggio, oppure di convincerne un altro a fare o a non fare qualcosa. Si tratta, senza mezzi termini, di compiti assolutamente secondari e risolvibili mediante una semplice chiacchierata.
Proprio relativamente ai dialoghi che avrete con i vari personaggi, va segnalata la scelta dei game designer di affidarsi a un sistema che ricorda da vicino quello che ha fatto la fortuna di Mass Effect: ogni volta che parlerete con qualcuno potrete scegliere che tipo di risposta offrire o quale domanda fare all'interlocutore. Tuttavia, dove nel capolavoro Bioware, ciò sottintendeva effettive scelte che l'utente doveva affrontare, qui il tutto si riduce a ottenere più o meno informazioni o, nella migliore delle ipotesi, ad accettare o meno le side-quest.
Queste sezioni nei borghi insomma, sono piuttosto limitate quanto a gameplay, ma funzionano piuttosto bene relativamente alla fornitura di ulteriori informazioni sulla trama. Inoltre la presenza di specifici venditori e fabbri vi motiveranno a fargli visita più volte nel corso dell'avventura.

Tre eroi, che valgono una Compagnia

Il vero cuore dell'esperienza, tuttavia, è rappresentato dalla componente action-RPG che sperimenterete nei livelli veri e propri del gioco.
A partire da una mappa infatti, potrete selezionare di volta in volta i diversi luoghi che vi porteranno nel cuore delle roccaforti nemiche. Qui farete immediatamente i conti con un combat system piuttosto semplice, ma non per questo avaro di soddisfazioni.
Innanzitutto ognuno dei tre personaggi che potrete utilizzare è caratterizzato da un diverso stile di lotta. Farin, il nano, è ovviamente votato all'attacco corpo a corpo, nel quale eccelle grazie a un buon attacco e a una difesa ai danni fisici più alta. Praticamente incapace con la magia, può fare affidamento a una balestra che baratta la lentezza di ricarica e la relativa imprecisione, con una buona capacità di far male. Andriel, dal canto suo, è un'elfa dalle eccellenti capacità magiche, ma piuttosto debole quando c'è da combattere a corta distanza. Ciononostante il suo bastone magico si rivela uno strumento ideale per potenti attacchi dalla distanza e per dare vita a numerosi incantesimi offensivi e curativi. Chi deciderà di impersonarla dovrà quindi prepararsi a combattere costantemente nelle retrovie, preoccupandosi di non far mai mancare bonus e power-up ai suoi compagni di squadra. Infine Eradan, poco a sorpresa, rappresenta la classica via di mezzo, capace sia di ingaggiare dalla a distanza, grazie al suo fido arco, che nei combattimenti corpo a corpo dove, tra l'altro, può contare sull'abilità speciale di brandire contemporaneamente due lame.
Il combat system si appoggia piuttosto gravemente sulla duttilità di ognuno dei tre eroi. Colpire con la spada un nemico vicino, per poi scoccare velocemente una freccia in direzione di un arciere e infine tornare a menare fendenti non è un'eventualità che capiterà raramente. La velocità con cui alternerete attacchi a distanza e battaglie a corto raggio, donano al combat system un ritmo sempre incalzante e divertente. Inoltre i vari attacchi speciali che imparerete progressivamente, infonderanno un ulteriore anima strategica al tutto: imparare a utilizzarle nei modi e nei tempi giusti, sarà spesso il discriminante tra il vivere e il morire.
Il ritmo e la profondità offerta dalle tecniche speciali emancipano in buona parte un combat system che alla lunga soffre comunque un minimo di ripetitività, vista l'impossibilità di imbastire vere e proprie combo. I due attacchi base infatti, uno pesante e uno più rapido, non daranno vita a nessuna mossa particolare, avviandovi, sul lungo periodo, a un button mashing piuttosto indiscriminato.
Fortunatamente anche le varie tipologie di nemici che dovrete affrontare e il loro numero sempre alto, vi costringeranno ad utilizzare specifiche tattiche offensive e, soprattutto, a non risparmiarvi in provvidenziali parate e schivate evasive, necessarie soprattutto per evadere gli attacchi portati dai nemici che vi sovrasteranno fisicamente di diverse taglie.
Il combat system è insomma incapace di toccare i picchi di profondità raggiunti in altri lidi, ma non per questo si dimostra incapace di stimolare l'utente e di appassionarlo grazie a un buon ritmo e a un parco mosse comunque più che sufficiente.
Anche la componente RPG segue la filosofia di quella action: presente e ben sviluppata, ma non per questo eccessivamente complicata o pretenziosa in termini di applicazione.
Come facilmente ipotizzabile, battaglia dopo battaglia, il vostro eroe salirà di livello. Ogni volta che accadrà dovrete preoccuparvi di incrementare le statistiche divise in quattro parametri: Forza, Destrezza, Resistenza e Volontà, che rappresenta la capacità magica del personaggio. Inoltre dovrete assegnare uno specifico Punto Abilità, che farà imparare una nuova tecnica all'avatar: si va dalla capacità di sferrare incantesimi magici, a bonus che coinvolgono attacchi o determinati parametri.
Naturalmente grande importanza nell'economia del titolo, la riveste anche la ricerca di nuovo equipaggiamento. Nonostante l'estrema linearità del level design, ogni ambientazione nasconde segreti, tesori e altre ubicazioni accessibili esclusivamente da uno dei tre personaggi. Scovando questi luoghi, ma anche uccidendo nemici o portando a compimento le side-quest, verrete ricompensati da nuove armi, elmi, scudi e così via. Come Diablo insegna, la ricerca degli oggetti più potenti diventerà una sfida nella sfida, costringendovi quasi ad esplorare ogni anfratto e a cercare di dotare il proprio personaggio al meglio delle possibilità.

Una Compagnia online

Discutendo sul combat system non va poi dimenticato un altro fattore: la cooperazione tra i tre eroi.
Giocando in singolo, il controllo degli altri due viene affidato alla CPU. Sorpresa delle sorprese, il tutto funziona meravigliosamente. Sebbene non siano rari i casi in cui, lontano dalle battaglie, un vostro alleato si frapporrà spesso tra voi e il sentiero da seguire, sguainate le spade non potrete che essere grati del continuo supporto che saranno in grado di fornirvi. Non saranno rare le volte in cui vi toglieranno dai guai e utilizzeranno la tecnica giusta al momento giusto. Desta qualche perplessità l'impossibilità di impartirgli specifici ordini, ma si tratterà di un bisogno che sorgerà solo in specifiche e rare situazioni.
Inoltre, caratteristica non da poco, potrete cambiare l'avatar controllato ogni volta che raggiungerete un checkpoint o quando riavvierete la partita. Purtroppo il sistema non è così intuitivo e vi costringerà ogni volta non solo ad uscire dalla partita e a riavviarla, ma a ritoccare di continuo le statistiche e l'equipaggiamento del personaggio che non verrà automaticamente aggiornato dalla CPU.
Tuttavia, il meglio de La Guerra Del Nord lo trarrete quando deciderete di giocare in co-op con altri utenti umani. Il sistema si rivela piuttosto elastico in questo senso e vi da la possibilità sia di trovare altri due videogiocatori via internet, sia di assoldarne uno in rete e l'altro in locale sfruttando il caro e vecchio split-screen.
Così facendo ogni incertezza della CPU viene eliminata, offrendo una maggior possibilità di imbastire strategie e attacchi combinati che sfruttino meglio le caratteristiche di ogni eroe. Il tutto insomma, non diventa solo più divertente, ma anche più profondo.


Graficamente La Guerra Del Nord deve moltissimo allo splendido lavoro artistico che è stato svolto, visto che tecnicamente il titolo mostra qualche limite di troppo. I modelli poligonali non convincono appieno, così come le animazioni. Le ambientazioni, per quanto ampie e piene di dettagli, soffrono di texture di bassa definizione. Fortunatamente il frame rate si dimostra assolutamente granitico anche nei momenti più concitati, non mostrando mai il fianco né a tearing, né a rallentamenti.
Anche il sonoro denota qualche problema. Molti dialoghi infatti non sono sincronizzati con il labiale delle controparti digitali, inoltre alcuni personaggi sono doppiati da più di un attore. Ciononostante effetti sonori e musiche fanno il loro mestiere ricordando, anche da questo punto di vista, il mastodontico lavoro fatto nelle tre pellicole cinematografiche.
Infine, parlando di longevità, il titolo si difende piuttosto bene grazie a una ventina di ore necessarie per portare a termine la quest principale. Tuttavia una serie di livelli alternativi, che vi proporranno di resistere a una serie di ondate di nemici, aumenteranno il tempo che potrete passare in compagnia di La Guerra Del Nord.

Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord Il Signore Degli Anelli: La Guerra Del Nord è un gioco tutt’altro che perfetto. Problemi di natura grafico-tecnica e un gameplay alla lunga un po’ ripetitivo impediscono alla produzione di ambire all’eccellenza della categoria. Tuttavia ogni amante del genere degli action-RPG, così come i fan della saga di Tolkien, troveranno più di un buon motivo per imbracciare spada e arco e partire alla volta delle terre del nord. Non si tratterà di un’esperienza indimenticabile, ma sicuramente vi divertirete a lungo, soprattutto giocando in co-op con altri due fanatici de Il Signore Degli Anelli.

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