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Recensione Imaginary Range

La graphic Novel interattiva di Square Enix arriva su iPhone

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  • iPhone
  • iPad
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sin dalla sua uscita iPad ha rappresentato una terra di sperimentazione, con sviluppatori indipendenti e, in alcuni casi, grandi nomi che hanno proposto applicazioni, giochi e progetti fuori dai canoni ai quali siamo abituati.
Square, da parte sua, ha giocato le carte classiche, iniziando con i porting di alcuni suoi giochi storici, passando poi a titoli inediti come Chaos Rings.
In quest'ultimo periodo, però, ha proposto Imaginary Range, un titolo che unisce differenti anime: da fumetto, con tavole da poter guardare, da videogioco, grazie ad alcune sezioni interattive, e una spruzzata di gamification, il tutto in forma completamente gratuita.

Parigi in fiamme

La trama di Imaginary Range è ambientata a Parigi, città sotto attacco da parte di un mostro, incrocio tra un essere meccanico e uno organico che in parte ricorda il design di quelli visti in Narutaru di Mohiro Kitoh.
A fronteggiarlo ci penseranno Ciela, ragazza dotata di particolari poteri e il suo partner Cid, ormai una tradizione per Square, entrambi consci del fatto che il mondo che noi conosciamo in realtà non esiste e va distinto dai sogni, tema che regge l'intera opera e ormai divenuto ricorrente, come Inception insegna.
La trama rimane comunque fumosa per tutte le cinquanta tavole che compongono il fumetto, segno che sono previsti dei seguiti che, probabilmente, verranno rilasciati a cadenza regolare se il primo episodio otterrà il successo sperato.

Un nuovo stile

Il character design è particolare e richiama alla mente lo stile di molte altre opere di Square, senza però copiarne nessuna, segno che si è voluto dare un taglio particolare a questo esperimento.
Gli sfondi sono molto dinamici, la maggior parte ad acquerello, mentre i protagonisti hanno un tratto da anime moderno, benché l'abbigliamento, soprattutto quello di Ciela, tenda vagamente al fantasy, mentre Cid è più classico e ricorda Layle di Final Fantasy Crystal Chronicles: The Crystal Bearers.
Non tutte le tavole, però, sono uniformi e si assiste spesso a qualche variazione, con chiare influenze anche dai vari Persona di Atlus o da Bokurano, per restare in tema di manga.

Esperienza interattiva

La navigazione del fumetto avviene in maniera un po' particolare, nel senso che manca il supporto ad alcune gesture ai quali gli utenti dei tablet sono ormai abituati: non è possibile ingrandire a piacimento le varie pagine, con il classico pinch, ma solo passare dalla visualizzazione a pagina completa o al dettaglio di una singola vignetta. Con uno swipe sui bordi laterali dello schermo, poi, è possibile proseguire nella lettura, senza però alcuna scorciatoia per andare rapidamente ad una pagina preferita.
Ovviamente è solo una questione di abitudine e ci si adatta in fretta, soprattutto perché ci si rende rapidamente conto che Imaginary Range non è un semplice fumetto.
All'interno delle tavole, ad esempio, sono nascosti dei loghi che potranno essere catturati semplicemente disegnando un cerchio con il dito. Non è un'idea completamente nuova in quanto già vista nei fumetti interattività di Metal Gear Solid, illustrati da Ashley Wood e pubblicati in formato digitale su PSP, nei quali esplorando le tavole si potevano scoprire ricordi e collegamenti inediti tra i personaggi.
L'iniezione di interattività, sebbene limitata, ha il pregio di coinvolgere maggiormente nella lettura, mantenendo alta l'attenzione e permettendo quindi di notare dettagli nei disegni che potrebbero sfuggire ad un rapido sguardo.

Qualche minigame

La parte interattiva più corposa, però, è rappresentata da alcuni minigiochi, inseriti e contestualizzati nella storia, da affrontare ad intervalli regolari durante la lettura: si tratta di tipologie di gameplay molto semplici, che vanno da un clone di Flight Control, nel quale dirigere dei missili verso il punto debole del mostro che sta distruggendo la città, oppure la ricerca di oggetti, nascosti in una tavola animata dotata di più livelli parallasse che si muovono semplicemente al tocco di un dito.
Malgrado la semplicità si tratta di intermezzi interessanti, ben inseriti nella trama e che, quindi, non interrompono bruscamente la lettura risultando invadenti.
Giocando ai minigiochi si possono quindi guadagnare delle monete, garantite anche dal ritrovamento dei loghi all'interno delle tavole, utili per acquistare dei veri e propri biglietti gratta e vinci, da toccare con le dita per scoprire se si è sbloccato uno dei contenuti aggiuntivi, rappresentati da bozzetti preparatori e tavole scartate dall'opera completa.
Tutta l'esperienza ha quindi di una sorta di infrastruttura di gamification molto blanda, con il pregio, però, di spingere il lettore-giocatore a rileggere il fumetto e riaffrontare nuovamente i giochi per cercare di ottenere tutto quello che Imaginary Range ha da offrire.

Imaginary Range Imaginary Range è un esperimento molto interessante, sicuramente non del tutto inedito ma che riesce a stupire, soprattutto perché intriso della tipica cura con la quale Square crea i suoi prodotti. Non è però esente da difetti, con alcuni scatti nel panning delle vignette più ampie, la quasi totale assenza di accompagnamento sonoro e una trama non troppo chiara, che probabilmente verrà sviluppata meglio in futuro. È comunque un'esperienza da provare, soprattutto perché molto piacevole e gratuita.

7.5

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