Recensione Infamous: Festival of Blood

Cole McGrath alle prese coi vampiri

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Infamous: Festival of Blood
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Diversamente da quello che molti credono, Festival of Blood non è un contenuto aggiuntivo per Infamous 2. Dopo un download piuttosto corposo, difatti, il logo di questa breve avventura compare direttamente sulla Cross Media Bar, accessibile anche senza il disco di gioco. Ovviamente il prodotto è dedicato soprattutto ai fan delle gesta di Cole McGrath, ma non è escluso che, con la sua sottotraccia horror, possa incuriosire qualche altro giocatore che non ha ancora messo le mani sul secondo InFamous.
Festival of Blood, comunque, rientra in quella schiera di titoli e contenuti in digital delivery che assaltano gli scaffali virtuali appena prima di Halloween, per celebrare la festa delle streghe con temi opportunamente macabri. Segue anche la scia dell'indimenticabile “Undead Nightmare”, DLC di Red Dead Redemption (Everyeye Game of The Year 2010): stravolge del tutto il contesto di riferimento, che resta quello di InFamous 2, inserendo nell'ambientazione una minaccia oscura e inarrestabile. E dal momento che siamo a New Marais, ai margini delle paludi nella costa sudorientale degli Stati Uniti, assediati dal Blues e dai coccodrilli, non c'è cosa migliore dei vampiri per movimentare la serata.

Bloody Mary

La storia di Festival of Blood è raccontata da Zeke, intento a conquistare le attenzioni di un'avvenente fanciulla seduta al bancone di un bar di periferia. Mentre torniamo nei panni di Cole, dunque, la voce narrante della nostra spalla ci accompagna, commentando le nostre azioni o le scene d'intermezzo, che ancora una volta sono disegnate con uno stile da Comic americano, in verità molto indovinato per trasmettere la giusta atmosfera.
L'avventura si svolge tutta nella Pyre Night: una notte in cui tutta la popolazione di New Marais si da ai festeggiamenti, accendendo enormi pire votive e consumando quantità francamente spropositate di alcolici. Per le strade, dunque, i festeggiamenti procedono alla grande, con fuochi d'artificio e improvvisati falò che arrossano il cielo notturno, invaso da enormi mongolfiere che rappresentano gigantesche teste di demone.
Ma Cole non può darsi alla pazza gioia, ed anzi risponde alla richiesta d'aiuto di alcuni cittadini intrappolati da un crollo nelle catacombe che corrono sotto la cattedrale. Incauto e impreparato, Cole cade nella trappola che gli tendono le creature delle notte, e viene catturato da un gruppo di vampiri. Il suo sangue, quello di un super uomo, viene utilizzato per risvegliare la spietata Bloody Mary, regina dei vampiri di New Marais: al contatto con il sangue Conduit, la salma riarsa di Mary si anima, e la vampiressa torna in vita azzannando il protagonista sul collo.
In men che non si dica Cole si trasforma in un vampiro egli stesso: assetato di sangue, diventerà ben presto lo schiavo di Mary, se non si inventa qualcosa entro l'alba. Al sorgere del sole mancano appena otto ore, e prima che finisca la notte i due protagonisti devono trovare il modo per sconfiggere Mary ed evitare che Cole diventi un burattino nelle mani di una spietata succhiasangue.
La trama di Festival of Blood procede in maniera abbastanza canonica, senza troppi colpi di scena e con esiti prevedibili. Non ci sono scelte morali, semplicemente una corsa contro il tempo per uccidere Mary e liberare il Cole dalla maledizione dei vampiri. Procedendo nella breve avventura, tuttavia, scopriremo la storia dell'avvenente vampiressa e della sua nemesi, padre Ignazius, colui che un tempo l'ha sconfitta grazie al potere di una reliquia santa. Sarà proprio la rivelazione di questo dramma antico ad incuriosire il giocatore, che scoprirà le origini di Mary e del suo odio verso l'umanità. Tutto sommato, dunque, la sceneggiatura di questa Mini Avventura risulta piacevole e ben scritta, e tutto lo spirito che permea la produzione appare decisamente intonato all'ambientazione ed alla festività di Halloween.

Sete di Sangue

Sucker Puch si è divertita a rivoluzionare la struttura portante di InFamous 2, diversificando la formula di base grazie all'inserimento di elementi decisamente inaspettati. Ai poteri elettrici di Cole si sommano adesso quelli da vampiro. Da una parte, dunque, abbiamo a disposizione tutto il set di mosse che già abbiamo imparato a conoscere nel secondo capitolo: saette, bombe energetiche, scariche elettrostatiche che permettono di planare o correre sui fili elettrici della città. In combattimento utilizzeremo soprattutto queste abilità, e dunque il carattere da action game di InFamous non cambia moltissimo. Ma il morso di Mary ha donato al protagonista nuovi poteri. Anzitutto, Cole può trasformarsi in uno stormo di pipistrelli, per volare rapidamente sopra i tetti della città. Premendo un tasto direzionale potremo sfrecciare come una creatura della notte, coprendo grandi distanze in pochissimo tempo. Così facendo, tuttavia, consumeremo il sangue che scorre nelle nostre vene, e dovremo presto tornare a nutrirci: Cole è diventato del resto un predatore insaziabile: avvicinandosi alle persone, può adesso azzannarle e succhiare via la loro linfa vitale, per riempire la barra che gli permette di utilizzare i poteri vampireschi.
Anche l'arma da corpo a corpo cambia: perduto il catalizzatore nelle catacombe, il protagonista imbraccia uno strumento decisamente più intonato: un fregio d'argento, a forma di croce, strappato da una bara, che ancora conserva un acuminato frammento di legno della cassa. Non cambia però l'approccio disimpegnato al combattimento corpo a corpo, fatto di fendenti di base e mosse “caricate”. Dopo aver atterrato i vampiri, tuttavia, Cole può decidere di impalarli con il suo nuovo strumento, per guadagnare gradualmente nuovi potenziamenti. Fra i tanti che interessano le abilità elettriche, ne troviamo uno che permette di utilizzare la trasformazione in sciame come un'arma, scaraventandosi a tutta velocità su un nemico per impalarlo direttamente.
Ai nuovi poteri di Cole si aggiunge anche il senso da vampiro (si attiva con il dorsale destro): grazie a questo potere potremo non solo seguire le tracce dei nostri bersagli, ma anche individuare i glifi nascosti, scritti in una lingua mistica, che ci racconteranno alcuni episodi della “seconda vita” di Bloody Mary. Il senso da vampiro fa risaltare anche il sangue caldo che scorre nelle vene degli umani, e può essere dunque uno strumento per individuare i succhiasangue insidiosi che si nascondono fra la gente, per impalarli senza pietà (guadagnando nuovi potenziamenti).
Globalmente, le novità inserite in Festival of Blood riescono a cambiare faccia all'InFamous che conoscevamo, per un titolo che incuriosisce i fan dall'inizio alla fine. E' la stessa struttura di gioco, fatta di Upgrade e mosse sbloccabili, che invoglia il videoplayer ad esplorare tutte le possibilità inedite di questo titolo, impalando i non-morti e controllando la posizione di Glifi e vampiri nascosti. Anche le quest principali sono tutto sommato ben differenziate, e nonostante un lieve calo nella parte centrale ed uno scontro finale davvero estenuante (anche se mai noioso), Festival of Blood si lascia giocare molto volentieri, e tutto d'un fiato.
In circa quattro ore avrete completato l'avventura e fatto scorrere i titoli di coda, ma per trovare tutti gli extra e completare gli incarichi secondari potrebbe volerci un'oretta in più. La durata della mini avventura, dunque, appare proporzionata al costo del pacchetto, fissato a 9,90€ (con un lieve sconto per gli utenti PSN Plus).
Dal punto di vista tecnico non si segnalano ovviamente miglioramenti: ancora eccellente la fluidità, il numero di dettagli poligonali degli ambienti e l'interattività, ma ancora troppo caotica la scena in alcuni frangenti, probabilmente a causa di effetti speciali troppo esuberanti e non molto rifiniti, o di una telecamera ancora difficile da domare. Evidente anche l'aliasing e una generale povertà nella modellazione dei nemici e degli umani che affollano le strade. E' però esemplare il lavoro che il team ha compiuto per trasformare New Marais: gli striscioni che compaiono per le strade, il palco allestito nella piazza centrale in cui si affollano persone in preda ai deliri mistici, le luci rossastre che illuminano le guglie gotiche della cattedrale, riescono a creare un'atmosfera diversa da quella che conoscevamo, portando alla luce la natura più ferina degli stati del Sud. Anche gli arrangiamenti della colonna sonora rimbombano potenti, con note più cupe e riff che sembrano usciti dalle macabre cantilene intonate per spaventare i bambini.

Infamous 2: Festival of Blood Festival of Blood è un piccolo titolo assolutamente consigliato. La struttura di InFamous 2 si piega e si contorce, contaminata dalla maledizione di un vampirismo che assilla ogni elemento: i poteri di Cole, il combattimento, l'atmosfera e lo stile. Ne risulta un prodotto estremamente gradevole per tutti gli appassionati del brand, che respireranno aria nuova in una intrigante “variazione su tema”. Chi non si è mai avvicinato al titolo Sucker Punch rischia di perdere qualcosa, ma l'idea di commercializzare questo pacchetto come un gioco “Stand Alone” ci pare riuscita: chi vuole passare una oscura notte videoludica in attesa di Halloween può scaricare senza remore Festival of Blood. L'esperimento può dirsi più che riuscito, e speriamo vivamente che non sia l'ultimo.

8

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