Recensione Infamous: First Light

Sucker Punch propone un'espansione stand alone di Second Son, con protagonista Fetch

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  • PS4
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A circa cinque mesi dall'uscita di Infamous: Second Son arriva First Light, primo DLC a pagamento realizzato dai ragazzi di Sucker Punch. Al prezzo di 15 euro, il contenuto stand alone (ossia, non richiede una copia originale del gioco per essere fruito) offre una campagna della durata di circa tre ore nei panni di Fetch, la Conduit già incontrata nel gioco originale, e una serie di contenuti secondari, sotto forma di attività da completare durante la libera esplorazione di Seattle e arene dove eliminare le forze del DUP conquistando punteggi da pubblicare online. Nel complesso, un pacchetto piuttosto corposo, che tuttavia non riesce a sfruttare fino in fondo le sue notevoli potenzialità.

Neon Power

Che Fetch fosse un personaggio affascinante non v'erano dubbi per chiunque avesse già concluso l'avventura di Delsin. La Conduit ribelle e dal carattere imprevedibile era protagonista di alcuni dei momenti più interessanti della campagna del gioco originale, anche grazie al potere del Neon, graficamente e concettualmente uno dei più riusciti. L'idea di pensarla come protagonista di un contenuto dedicato è quindi più che apprezzabile, e anche la possibilità di scoprire qualcosa di più sul suo passato interessante per tutti i fan della saga. La trama si configura come prequel degli eventi visti nel gioco originale, e vede Fetch, prigioniera presso lo stabilimento di Curdun Cay (creato appositamente per la detenzione dei Conduit dopo la fondazione del DUP), costretta a raccontare ad Augustine gli eventi che l'hanno portata sino a quella scomoda condizione. Già sin dai primi minuti, l'offerta di gameplay si divide quindi secondo due alternative ben definite. Da una parte ci sono i ricordi di Fetch, da giocare in una porzione ridotta dell'originale mappa di Seattle, dall'altra gli interludi nella prigione, che si configurano proprio come le arene che successivamente si riveleranno ripetibili a piacere, anche una volta completata la trama. In queste ultime, ci troveremo a sconfiggere ondate progressive di nemici, all'occasione anche con la necessità di salvare degli ostaggi, che compariranno di tanto in tanto in punti occasionali delle mappe. Queste ultime sono tre, e, naturalmente trattandosi di una prigione, tutte al chiuso. Ondata dopo ondata, il gameplay si fa ben presto frenetico, e segue anche una progressione, dato che ad ogni nuova sfida lanciata da Augustine, corrisponderà lo sblocco di nuovi poteri di Fetch.
L'altra faccia della medaglia, ossia le missioni da svolgere nel passato, si riavvicinano nettamente al gameplay proposto dal gioco originale. Di obbiettivo in obbiettivo, seguiremo le travagliate vicende di Fetch su e giù per Seattle, combattendo contro forze criminali e DUP, e, nei momenti di libertà tra un obbiettivo e l'altro, completando attività secondarie simili a quelle già ben note. Tornano infatti i graffiti, questa volta a base di Neon, affiancati da corse all'inseguimento dei Lumen (adatti a sbloccare nuovi poteri), oltre a cittadini da salvare con la medesima meccanica degli ostaggi vista a Curdun Cay. Se il ritmo e le particolarità di Second Son al tempo vi avevano soddisfatti, in questa parte dell'offerta ludica di Infamous: First Light vi sentirete completamente a vostro agio.

Dispiace solo per la tendenza ad incanalare eccessivamente l'azione in alcuni punti, come la necessità di sparare da postazioni fisse (in netta controtendenza con il livello open world), e per un livello di difficoltà più contenuto rispetto a quello del gioco originale, dato che i poteri di Fetch crescono vertiginosamente e molto in fretta. Il finale, che occupa l'ultima mezz'ora circa di gioco, ci ha invece convinto molto meno. Si ambienta nei dintorni di Curdun Cay e non sfrutta minimamente il bel cambio d'ambientazione, limitandosi ad un percorso lineare costellato di un numero formidabile di nemici da abbattere. Se la possibilità per Fetch di sbloccare nuovi poteri è assolutamente gradita, e anche molto ampia (a patto di curarsi delle attività secondarie), a mancare rispetto all'originale sono le scelte morali, qui necessariamente messe da parte.
Una volta completata la trama, rimarranno le arene ripetibili, da giocare in modalità classica Orda (qui ribattezzata Sopravvivenza), oppure Salvataggio, che alterna le ondate agli ostaggi da salvare prima che vengano eliminati. I punteggi ottenuti tramite moltiplicatore potranno essere anche pubblicati online, così da sfidare i propri amici. Oltre a Fetch, nelle arene sarà possibile usare anche Delsin, perlomeno per chi possiede sulla propria console un salvataggio del gioco originale. Nel caso si sia completato il gioco sia con allineamento buono, sia cattivo, entrambe le versioni del protagonista saranno disponibili.

inFAMOUS First Light Infamous: First Light mette sul piatto un'offerta interessante per tutti i fan del gioco originale, ma l'idea di venderlo anche in formato stand alone ci lascia perplessi. Slegato da Second Son, il gioco rischia di perdere completamente la sua carica narrativa, e l'acquisto è consigliato solo in caso successivamente prevediate di procedere con l'originale. Per tutti coloro che invece abbiano già vissuto l'avventura di Delsin, i contenuti non mancano, sia per quanto riguarda la discreta trama, sia per le arene. Di certo, le potenzialità potevano essere meglio sfruttate, valorizzando maggiormente la nuova ambientazione di Curdun Cay e proponendo un mission design meno ripetitivo (e a volte stringente) per le vie di Seattle. La trama, d'altra parte, funziona, e la reinterpretazione dei poteri del Neon a disposizione di Fetch si rivela davvero divertente ed esplosiva da mettere in pratica.

7

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