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Recensione Insurgency

Da mod di Half Life 2 a titolo stand alone: New World Interactive ci propone il brivido della guerra reale

Versione analizzata: PC
recensione Insurgency
Articolo a cura di
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  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

La guerra, lontano da Hollywood, è una questione seria: sui campi di battaglia si combattono sfide di nervi e resistenza, più che battaglie all'ultimo caricatore; per i soldati, conoscere l'ambiente che li circonda va ben oltre alla semplice individuazione di rifornimenti o punti di respawn, e trovarsi qualche centimetro più 'in là' del previsto può fare la differenza tra una pallottola nemica sprecata o una finita nel proprio cranio. Nel corso degli anni sono stai molti gli sviluppatori che hanno riproposto nel modo più efficace possibile questa visione 'realistica' della guerra, lontana dai fuochi d'artificio e dalle coreografie spettacolari di Battlefield e Call of Duty e forse, proprio per questo, non adatta ai palati del grande pubblico. Tra un nuovo capitolo di ARMA e un'inedita espansione di Operation Flashpoint, oggi, questo particolare catalogo si arricchisce di un nuovo esponente: nato come una semplice mod della modalità multiplayer di Half-Life 2, Insurgency è infatti da poco disponibile su Steam anche sotto forma di titolo stand-alone, comprensivo di tutte le caratteristiche che dal 2007 ad oggi hanno appassionato i suoi giocatori ed arricchito, grazie al lavoro di New World Interactive, da tutta una serie di novità atte a renderne più attuale la struttura di base.

SQUADRA CHE UCCIDE NON SI CAMBIA

Che il feeling tra il giocatore ed Insurgency non sia destinato a ripercorrere le orme dei colleghi più blasonati e rumorosi, è un dato di fatto davanti al quale i suoi utenti verranno messi sin dalla primissima partita: nel suo HUD non c'è spazio per mini-mappe tattiche, indicatori di salute e munizioni o liste di nemici rimasti nel team avversario; sul campo di battaglia, quindi, i vostri migliori assistenti saranno il mirino della vostra arma, i compagni di team e delle orecchie ben aperte. Se dal punto di vista prettamente visivo, infatti, Insurgency svolge discretamente il suo dovere senza alcuna pretesa di stupore, la sua componente sonora risulta talmente ben implementata da diventarne una componente importante del gameplay. Senza alcuna indicazione circa la posizione dei propri compagni e dei propri nemici, il giocatore (possibilmente munito di headset o di un degno impianto sonoro) dovrà affidare ai suoi timpani la maggior parte delle operazioni di localizzazione degli avversari, calcolando in tempo reale la direzione di provenienza di un determinato sparo o l'esatta posizione di un nemico dall'altra parte di un muro, seguendone il rumore di eventuali passi meno felpati. Questa particolare esigenza, complice anche un design delle dodici mappe a disposizione non propriamente complesso, rende le partite un'emozionante alternarsi di fasi di studio e azione 'mordi e fuggi', nelle quali la possibilità di muoversi silenziosamente tra file di cespugli e la necessità di correre rapidamente da un riparo all'altro possono essere separate solamente da qualche decimo di secondo. Nel dettare i ritmi e le esigenze che di partita in partita saremo chiamati ad affrontare vorrebbe concorrere anche il particolare sistema di classi studiato dagli sviluppatori, con risultati, però, tutt'altro che significativi: la selezione del proprio ruolo all'interno di uno dei due team disponibili è infatti limitata al numero di slot disponibili per ognuna delle classi al momento del nostro ingresso in partita, fattore che può cambiare i nostri compiti ed il nostro equipaggiamento di volta in volta, diversificando in modo intelligente le battaglie. Purtroppo, dopo una manciata di partite, i limiti di un tale approccio si mostreranno tutti nell'essenziale uniformità di tutte le classi a disposizione del giocatore: se non per l'uso di qualche arma particolare (come nel caso del cecchino o del demolitore) avere, all'interno del proprio team, una maggior concentrazione di una classe piuttosto che un'altra non porta con sé il peso specifico tattico che in realtà dovrebbe. Per sbarazzarsi di particolari obiettivi, la cui distruzione richiede necessariamente l'utilizzo di C4 o lanciarazzi RPG, basterà infatti accordarsi con i propri compagni di squadra nel pre-partita, in modo tale da equipaggiare almeno un paio di essi con l'arsenale necessario, ed il gioco sarà fatto.
Seppur non ascrivibile come difetto vero e proprio, è comunque indubbio che una maggior diversificazione in questo senso avrebbe potuto arricchire in modo ancora maggiore l'esperienza offerta da Insurgency. Sotto questo punto di vista, infatti, il titolo New World Interactive si dimostra come uno degli shooter multiplayer meglio bilanciati sul mercato, come dimostrato dall'implementazione di alcuni elementi cruciali del genere: in caso di dipartita del proprio alter ego, ad esempio, il respawn sarà consentito solamente nel momento in cui il proprio team riuscirà a raggiungere uno degli obiettivi posti da una determinata mappa o modalità di gioco; ciò, invece di trasformare le morti più precoci in tediose attese in modalità 'spettatore', crea situazioni altamente galvanizzanti per i giocatori rimasti, ancora più spronati a raggiungere il prossimo obiettivo per ribaltare potenzialmente le sorti della partita con il re-ingresso in campo dei propri compagni caduti.

Anche il sistema di avanzamento del personaggio presenta caratteristiche interessanti: in totale antitesi con la filosofia 'realistica' e prudente che caratterizza le partite, infatti, i supply points necessari per l'upgrade del proprio arsenale vengono guadagnati solo in caso di kill a proprio favore; questo piccolo accorgimento invita giocatore ad esporsi, senza tenersi eccessivamente sulla difensiva, pena la perdita di preziosi punti a favore dei propri compagni o avversari, equilibrando fondamentalmente anche l'approccio alle partite. Anche per quanto riguarda le varie modalità di gioco, l'offerta di Insurgency raggiunge livelli decisamente buoni: dietro alle tre modalità principali si nascondono infatti sette tipologie di gioco in grado di soddisfare più o meno tutti i palati; con le Tactical Ops potremo lanciarci in partite più 'tradizionali' grazie alle modalità Firefight, Search and Destroy (focalizzate principalmente sulla cattura o la distruzione di determinati obiettivi nemici, diversi in base alla modalità scelta) e VIP Escort (nella quale eliminare o scortare un personaggio verso il punto di estrazione stabilito), mentre Sustained Combat proporrà sfide di natura più tattica, nelle quali la cooperazione con il proprio team si rivelerà fondamentale: in questa categoria di partite, infatti, potremo trovare le modalità Push, Skirmish e Strike, che ci metteranno di fronte a battaglie più prolungate, nelle quali respingere ondate nemiche (o attaccare avamposti avversari, a seconda del team scelto, guadagnando tempo e rifornimenti in base alla conquista di determinati punti della mappa) o catturare nascondigli e rifornimenti nemici. Immancabile anche una modalità Cooperativa nella quale sfidare, insieme ai propri compagni di team, l'intelligenza artificiale avversaria attraverso missioni basate su un intelligente riciclaggio degli obiettivi già conosciuti nelle altre tipologie di partite.


CONFLITTO TECNICO

Se a livello di contenuti, quindi, Insurgency riesce a sopportare l'agguerritissima concorrenza dei grandi nomi del genere senza grandissimi problemi, è sotto l'aspetto prettamente tecnico che il titolo New World Interactive deve, ovviamente, cedere il passo. Tralasciando sporadici e improvvisi crash o altri piccoli problemi che presumibilmente verranno risolti nelle build future del gioco, è la generale arretratezza del motore grafico e di tutti gli aspetti che lo caratterizzano a porre Insurgency su un altro pianeta rispetto alle avanzatissime controparti. Qualche effetto particellare convincente, ad arricchire il contatto dei proiettili con determinati materiali, non può infatti far dimenticare la generale semplicità (strutturale e poligonale) di mappe e personaggi e una qualità delle texture estremamente altalenante. Di diverso standard, invece, l'audio ambientale: la già sottolineata importanza di questo aspetto all'interno del gameplay è infatti ancora più chiara alla luce di chicche come la possibilità di ascoltare istruzioni e indicazioni di qualsiasi giocatore nemico, purchè questi si trovi all'interno di una realistica 'area di ascolto', rendendo interessante anche la fase di scouting del territorio. Molto buono anche il sistema di matchmaking e la ricerca di partite disponibili, sempre consona alle preferenze del giocatore e rapidissima nel gettarlo in mezzo alla mischia senza alcuna esitazione.

Insurgency E' innegabile come Insurgency, da semplice mod per Half-Life 2, abbia fatto molta strada sul cammino che l'ha portato a conseguire questa meritata promozione come titolo 'ad-hoc'. Sicuramente, il titolo New World Interactive, non ha abbandonato la vena realistica che l'ha sempre contraddistinto sin dagli esordi, arricchendosi, anzi, di nuove modalità di gioco nelle quali il lavoro di squadra è un elemento ancor più imprescindibile. E' proprio nello studio di strategie collettive, e nella soddisfazione di ritrovare i propri compagni solamente dopo la sudatissima conquista di un obiettivo, che Insurgency darà il meglio di se a tutti quei giocatori in grado di passare oltre ad un comparto tecnico onesto, ma non propriamente next-gen. Se questa è la tipologia di conflitto che preferite, Insurgency potrebbe perfino tornare a regalarvi quei momenti esaltanti che l'FPS tripla A di turno fatica a regalarvi da qualche tempo.

7.8

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