Recensione Iron Front: Liberation 1944

La seconda guerra mondiale nell'FPS ultrarealistico di Deep Silver.

Versione analizzata: PC
recensione Iron Front: Liberation 1944
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1° Settembre 1939: inizia formalmente la Seconda Guerra Mondiale con l'invasione della Polonia da parte delle truppe della Germania nazista, invasione che ebbe termine con successo già il 5 Ottobre dello stesso anno. Il 17 Settembre anche le truppe dell'Armata Rossa si unirono nella conquista di quei territori con lo scopo di spartirsela. La parte Occidentale sarebbe andata ai Nazisti, mentre quella Orientale ai Sovietici. La guerra andò avanti, terribile e distruttiva, fino a quando nel 1944 la Polonia non divenne nuovamente teatro di duri scontri. Questa volta i soldati tedeschi e sovietici si fronteggiavano l'uno contro l'altro. I primi per resistere all'avanzata perentoria dei secondi che avevano il solo ed unico obiettivo di sconfiggere le forze hitleriane. E' in questo contesto storico, nell' anno 1944 ed al culmine dei combattimenti in Polonia che è ambientato Iron Front: Liberation 1944, ultima fatica distribuita da Deep Silver e sviluppata da X1 Software.

Nazisti vs Sovietici

Iron Front: Liberation 1944 è basato sul motore grafico di ARMA II: Operation Arrowhead e non è l'unica cosa che con esso condivide. In sostanza stiamo parlando di un FPS a forte componente tattica e simulativa, come lo sono i vari titoli della serie ARMA. Nel nostro caso l'azione di guerra sarà spostata indietro nel tempo con grande differenza in parte dal punto di vista del gameplay e dell'immersione.
All'avvio il gioco ci proietterà nel menù principale dove scegliere una delle due modalità, Single Player oppure Multiplayer, anche in versione Co-Op per affrontare con amici le missioni delle due campagne. Due perchè Iron Front offre una doppia visione dei fatti: dal punto di vista sovietico e dal punto di vista tedesco. Nel primo caso avremo a che fare maggiormente con missioni d'attacco volte a scardinare le tenaci difese naziste lungo il fronte di guerra al fine di creare una breccia per continuare la marcia verso Berlino, mentre nel secondo dovremo necessariamente difenderci e mantenere salde le posizioni, attutendo la pressione sovietica.

La cura per il dettaglio è encomiabile. Ogni esercito aveva ovviamente delle proprie divise, distinte per grado e ruolo, delle proprie armi e dei propri mezzi, tutti con caratteristiche differenti. L'attenzione dei ragazzi di X1 Software in questo campo si fa vedere tutta fin dalle prime battute, sia per l'una che per l'altra fazione ed entrambe richiederanno il completamento di un rapido percorso d'addestramento per familiarizzare con i controlli, con alcune armi specifiche, e con l'impianto simulativo del titolo. Subito dopo avranno inizio le due campagne vere e proprie.
Ognuno dei due eserciti vanterà quindi un arsenale personalizzato e ben caratterizzato, comprensivo di tutte le armi realmente e maggiormente utilizzate. Sul versante sovietico avremo ad esempio a che fare con il PPSh-41, un mitra utilizzato dal 1941 nell'Armata Rossa con elevata cadenza di fuoco e caricatore a tamburo da 71 colpi calibro 7,65 x 25. Altra arma importante in dotazione alle truppe sovietiche sarà il DP-27 (Maschinengewehr Degtjarjow DP-27 il nome completo), una mitragliatrice leggera prodotta fin dal 1928. Già provando a sparare nel percorso d'addestramento con queste due armi noteremo che l'approccio dovrà essere sostanzialmente diverso: Iron Front mantiene infatti in pieno l'anima simulativa del titolo da cui prende in prestito il motore grafico. Se con il PPSh-41 sarà possibile colpire un bersaglio anche stando semplicemente in piedi, a patto che non sia troppo distante altrimenti sarà necessario almeno inginocchiarsi per stabilizzare la mira e controllare il rinculo dell'arma, con il DP-27 sparare stando in posizione eretta sarà semplicemente impossibile. O meglio sarà possibile, ma con risultati tutt'altro che soddisfacenti. La maggior potenza dell'arma farà schizzare la canna verso l'alto impedendoci di mirare ad un qualsiasi bersaglio. Dovremo quindi allungarci ed utilizzare i due sostegni fissi di cui essa dispone, come nella realtà.
Sul fronte tedesco avremo invece a che fare con armi come la famosa carabina Mauser 98k o l'ancor più famoso MP-40, che certamente non necessita di presentazioni. Il modello simulativo si estende anche all'ampio parco mezzi a disposizione di ogni giocatore, dal semplice camion per il trasporto di uomini e pezzi d'artiglieria (dovremo fare anche questo), ai più moderni caccia del tempo.

Guerra sul fronte

Il Single Player ci vedrà iniziare come soldati semplici mentre andando avanti con la campagna saliremo di grado fino a comandare noi stessi un'intera squadra formata da un decina di elementi. Gli ordini che potremo impartire saranno di vario tipo: di movimento, d'attacco o di difesa di una postazione o posizione, fino ad indicare l'utilizzo di questo o quel mezzo quando necessario. In quest'ultimo caso se saremo i primi ad approcciarci ad esempio ad un carro (presenti il T-34-76 per le forze sovietiche e il Tiger II per le forze naziste) avremo la possibilità di scegliere quale postazione occupare e quindi il ruolo da svolgere una volta dentro. La simulazione di battaglie tra carri è quindi molto approfondita. Ognuno di essi avrà punti deboli e punti di forza, specialmente sulla corazza protettiva che a seconda dei tipi di colpi che dovrà subire avrà danni più o meno marcati. Inoltre un razzo sparato contro un carro, a seconda del punto colpito, potrebbe uccidere uno o più membri dell'equipaggio inficiando quindi l'utilità dello stesso sul campo di battaglia.

Le missioni si presentano come abbastanza canoniche. Si va dalla resistenza ad oltranza, ad un attacco improvviso, passando per la conquista di un punto strategico. Ovviamente l'impianto simulativo rende tutto più realistico e adrenalinico rispetto a quanto succede in un normale sparatutto, senza contare che in Iron Front un colpo ben messo a segno potrebbe tranquillamente costringerci a terminare la partita in corso con una morte prematura sul campo, facendoci ripartire dal save precedente. L'utilizzo intelligente della squadra, quando l'avremo, e la rapidità nel seguire gli ordini impartiti dal nostro comandante all'inizio saranno fondamentali per il successo della missione. Alcune critiche però è opportuno farle. L'impegno profuso dai ragazzi di X1 Software è subito evidente da una moltitudine di aspetti, come abbiamo visto, e dalla sostanziale fedeltà alla realtà che il gioco può vantare. D'altronde di titoli che promettono di ricreare battaglie su larga scala, tra fanti, carri e mezzi aerei anche tutti insieme (perchè nelle fasi più concitate questo accadrà e sarà una gioia per ogni giocatore) durante la seconda guerra mondiale, non ce ne sono molti. Va detto però che la componente Single Player soffre di alcuni problemi che a volte diventano abbastanza gravi. Innanzitutto va sottolineato come l'IA nemica ed amica non sia poi troppo sveglia. Durante ad esempio un assalto ad un piccolo villaggio occupato dalle truppe russe, troppo spesso è stato oltremodo facile eliminare i nemici perchè questi, anziché prendere posizione e copertura, si facevano trovare semplicemente in mezzo alla strada, fermi a sparare, ma più che altro a subire i nostri colpi. Una situazione del genere non può essere generalizzata, ma è capitato che si ripetesse durante il gioco. In sostanza l'IA avversaria ci è sembrata poco sveglia e questo inficia decisamente il divertimento. La grande cura della sezione simulativa viene resa in questo modo quasi superflua se l'IA non restituisce una sfida degna in due campagne che comunque risulterebbero molto interessanti. Se però sul comportamento dell'IA si può anche soprassedere visto che di miracoli in questo senso non ce ne sono ancora stati in nessun altro titolo, se non raramente, non si può fare altrettanto quando si parla di bug. Innanzitutto va detto che abbiamo avuto problemi di crash nella campagna sovietica, assenti misteriosamente in quella tedesca, e ciò può essere forse dovuto a difetti di gioventù, ma la cosa più fastidiosa sono stati gli errori sparsi lungo il corso delle missioni. Alcuni di questi solamente brutti a vedersi, come ad esempio un ufficiale che nel parlare ai suoi soldati (tra cui noi) ruota su se stesso come se fosse fermo su un disco che sta girando, altri invece più marcati e che rischiano di bloccare l'esperienza in singolo, come quando, saliti su una jeep come passeggeri, notiamo che l'autista rimane inerme, impedendoci di continuare verso l'obiettivo se non dopo svariati tentativi di sali-scendi.
Per questo l'attenzione si sposta sul versante Multiplayer del titolo, vero e proprio punto di forza di un gioco come questo, dove l'IA difettosa è sostituita da giocatori in carne ed ossa e dove bug come quelli sopra descritti sono necessariamente assenti. Le grandi battaglie del multiplayer sono incredibili. Avremo varie modalità tra cui poterci divertire. In primis il classico Deathmatch che probabilmente è la modalità meno interessante tra quelle del lottov visto che la Air Superiority e la Tank Battle, i cui nomi già fanno intendere a cosa si va incontro, sono certamente tra le più divertenti insieme a quella di Attacco-Difesa dove su varie mappe ci contenderemo la presa di varie posizioni in round completamente personalizzabili.
Punto a favore assieme al multiplayer è la presenza di un completo Editor di missioni che con un po' di pratica sarà assai divertente da utilizzare e permetterà di estendere maggiormente i confini del gioco a tutto vantaggio della varietà e della longevità.

Tecnicamente

Iron Front: Liberation 1944 è basato sul motore grafico di ARMA II: Operation Arrowhead con tutti i pro ed i contro che ne derivano. Globalmente l'aspetto del gioco è più che buono, garantendo una qualità generale assolutamente sufficiente considerato l'elevato numero di oggetti su schermo nella gran parte delle situazioni, quando molti aerei ci sorvoleranno mentre con 10/20 compagni saremo scortati all'attacco da vari tank, con tutto un susseguirsi di effetti quali esplosioni, fumo e così via. La scalabilità dell'engine permette di scendere a vari compromessi per migliorare l'esperienza di gioco, anche se oltre una certa soglia la qualità ne risente parecchio, anche a causa di problemi comunque presenti e che vengono messi in evidenza alle basse risoluzioni. In primis c'è da notare una certa tendenza ad un leggero bad clipping, specialmente per quanto riguarda le fronde degli alberi, l'elemento tutto sommato peggiore a schermo. Altro difetto lo troviamo nel ritardo del caricamento di alcune texture che si verifica sporadicamente, ma che non inficia comunque la godibilità dell'esperienza videoludica. L'unica vera nota di demerito quindi va alle animazioni dei soldati che sono davvero troppo legnose e poco naturali.
In sostanza con la configurazione di prova, un Q6000 con 4Gb di RAM DDR2, Geforce 550Ti equipaggiata con 1 Gb di ram e Windows 7, Iron Front si è ben comportato in tutte le occasioni a 1682x1050 e con dettaglio medio alto. Voto positivo per il comparto audio, con i suoni di ogni arma, aereo e carro ben riprodotti e con un eccellente parlato doppiato in lingua tedesca e russa con sottotitoli in inglese. Un motivo in più per immergersi nella Polonia del 1944!

Iron Front: Liberation 1944 Iron Front: Liberation 1944 è un buon FPS tattico. La parentela con la serie ARMA è ben chiara e non si limita al solo utilizzo del suo motore grafico. Le qualità sul versante simulativo, la cura per i dettagli, l'accuratezza storica, oltre che il divertimento assicurato, soprattutto nelle sessioni multiplayer, vera anima del gioco, ne fanno un buon titolo per tutti gli amanti del genere. Coloro che non chiedono solamente di sparare a vista, ma di ragionare un attimo prima di premere il grilletto.

8

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