Recensione Ittle Dew

Una produzione indie ispirata ai capitoli classici della saga di Zelda

Versione analizzata: PC
recensione Ittle Dew
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Le avventure di Zelda, da ben due decadi, mantengono un posto fisso nel cuore dei videogiocatori di tutto il mondo. Proprio ispirata dal successo derivato da una delle IP più iconiche di Nintendo, la software house Ludosity si è cimentata con Ittle Dew, un titolo indie fortemente influenzato dalle avventure di Link.
Più che un becero clone, tuttavia, Ittle Dew è un titolo ispirato mollemente alla serie tanto famosa, che cerca di riproporne i ritmi e le suggestioni, e cercando di collocarne le meccaniche di gioco in contesti ed ambienti diversi e originali.

NAUFRAGHI IN CERCA DI FORTUNA

La protagonista del titolo è una ragazzina di nome Dew, che insieme alla sua fidata volpe volante Tippsie si ritrova sulle spiagge di un’isola colma di tesori e temibili nemici. L’unico scopo del gioco è quello di trovare un misterioso oggetto di valore per scambiarlo con una zattera che ci permetterà di fuggire dall’isola. Per riuscire nell’impresa, la piccola Dew sarà costretta a raccogliere tutto l’oro dei forzieri che si celano tra le mura di un castello eretto al centro dell’atollo, ed usarlo poi per comprare alcuni oggetti magici che le consentiranno di superare i numerosi enigmi ed accedere a nuove aree dell'ambientazione.
Tra strani animali e buffi personaggi, il titolo non si prende troppo sul serio: l'atmosfera è sempre spiritosa, e i rari dialoghi (testuali) sono intrisi di umorismo demenziale che mai scade nel banale.
Ittle Dew si presenta come un'avventura leggera, scanzonata, e proprio per questo tanto piacevole da giocare.

Il gameplay del titolo è, come si diceva, ispirato ai titoli della saga The Legend of Zelda, tanto che analogamente ai capitoli classici della saga di Nintendo troveremo una visuale a volo d’angelo, che ci permette di spostarci verso i quattro punti cardinali del terreno di gioco. Dovremo esplorare numerosi dungeon, far fuori i nemici che ci sbarreranno la strada e risolvere molti puzzle ambientali che si frapporranno tra noi ed il nostro obiettivo. La struttura di gioco risulta molto solida, specialmente per la parte enigmistica: man mano che ci inoltreremo nell’avventura la loro complessità aumenterà esponenzialmente, e sarà necessario un buon colpo d'occhio e buone capacità logiche. Esistono tre diversi oggetti di cui dovremo entrare in possesso per poter visitare tutti i saloni del castello: una spada di fuoco, una bacchetta magica ed un’asta in grado di congelare oggetti e nemici. Appena entrati in possesso di ciascuna di queste armi, affronteremo come sempre lunghe sessioni in cui impareremo a prendere dimestichezza con enigmi specifici. Ma è quando il level design arriva a combinare l'uso di tutte le armi magiche che Ittle Dew dà il meglio di sé, con sezioni a dir poco machiavelliche.
Peccato che il titolo proponga un sistema di combattimento poco convincente, che richiede di avvicinarsi ai nemici calcolando al millimetro la distanza utile per colpirli. Purtroppo è capitato diverse volte che il sistema non registri il colpo inflitto, facendoci cozzare con gli avversari e lasciandoci innanzi alla frustrazione di un’inspiegabile perdita di preziosi punti vita. Il sistema di controllo, per altro, è evidentemente pensato per l'uso del Joypad, periferica praticamente indispensabile per poter godere appieno del titolo (l’uso della tastiera porta a risultati ancor più disastrosi).
Eccezionali invece le boss fight che dovremo affrontare: ciascun avversario presenta dei propri attacchi speciali e punti deboli diversi, a volte molto difficili da scoprire. Per fortuna che grazie alla semplice pressione di un tasto potremo richiamare a schermo i consigli della nostra fida volpe volante Tippsie, sempre pronta a darci qualche suggerimento.
Per ciò che concerne la possibilità di esplorare l’isola, Ittle Dew si presenta con diversi dungeon facoltativi che potremo decidere se affrontare o meno. E' un peccato che, a parte qualche carta collezionabile o punti salute extra, il titolo offra ben poche ricompense a chi decide di allontanarsi dalla “main quest”: proprio nei sotterranei si trovano le soluzioni più ardite in fatto di level design, ed è seriamente consigliato farci una capatina. Per quanto riguarda la storia principale, si segnala una durata di cinque ore di gioco scarse, anche se l'avventura è di notevole intensità a livello ludico.

UNO SGUARDO PIU’ RAVVICINATO

Dal punto di vista tecnico Ittle Dew si presenta decisamente bene. Nonostante la resa grafica in due dimensioni semplice e pulita, il look cartoonesco creato dagli sviluppatori è perfettamente riuscito. Merito soprattutto di un incredibile comparto animazioni, che rende giustizia alle movenze dei personaggi, all’interazione con l’ambiente di gioco e ad alcuni particolari effetti scenici.
I requisiti di sistema irrisori per le configurazioni moderne ci hanno permesso di goderci il titolo ad una risoluzione di 1920x1080 al massimo del dettaglio sul nostro desktop I5 2500, 8gb di ram con una Nvidia 560 ti. Invece con il nostro vetusto Notebook di prova (un core duo con 2gb di ram e scheda video integrata) abbiamo riscontrato drastici cali di frame ad una risoluzione di 1280x720. Tuttavia siamo sicuri che il titolo non dovrebbe creare problemi con portatili più recenti di quello che abbiamo utilizzato.
Infine il comparto audio appare senza infamia e senza lode, con tracce d'accompagnamento che si fanno ascoltare, senza mai indurre alla noia ma senza proporre guizzi particolari. Lo stesso si può dire per gli effetti sonori.
Il titolo è localizzato solo in lingua inglese, ma data la totale assenza di doppiaggio e la scarsa quantità di testi a schermo, persino gli “anglofobi” non avranno problemi a portare a compimento l’avventura.

Ittle Dew Ittle Dew è un titolo godibile e leggero, che ricalca senza strafare l'esperienza degli adventure game storici della saga di Zelda. Propone enigmi interessanti, spalmati su un'avventura di breve durata, e nonostante qualche buono spunto sul fronte del level design tralascia qualcosa quando si arriva al combat system. I giocatori PC che hanno sempre ammirato (ma raramente toccato con mano) le avventure storiche di Link potrebbero restarne ammaliati, e persino i fan storici di Nintendo troveranno pane per i loro denti. Superate le incertezze del control scheme (non giocatelo con la Tastiera), e a patto di sapersi godere un comparto narrativo dimesso ma spiritoso, il gioco può conquistare.

7.5

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