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Recensione Ivy the Kiwi?

Un platform senza troppe pretese dal creatore di Sonic

Versione analizzata: Nintendo Wii
recensione Ivy the Kiwi?
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Wii
  • Mobile
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Quando si apprende che Yuji Naka, il creatore di Sonic the Hedgehod, ha realizzato un nuovo platform, la mente non può far altro che viaggiare fino a ricordare i vecchi fasti del porcospino blu. Nella speranza che, questo "Ivy the Kiwi?", pur non avendo nulla a che fare con anelli da raccogliere e corse a folli velocità, mantenga in sè anche solo una scintilla dello spirito dei grandi titoli d'antan. Fortunatamente, i sogni degli appassionati, anche se più "modesti e contenuti", sembrano essersi avverati. Il titolo in oggetto non è certo sconvolgente, ma pare genuino, fatto con l'arte e l'arguzia di un tempo. Ed anche se la struttura non è quella di un platform classico, ma contiene innesti da Puzzle Game piuttosto vistosi, il pacchetto si rivela alla fine in qualche modo interessante. Così, in una raccolta di piccoli stage, ci troveremo a guidare un pulcino tra le insidie e gli ostacoli del cammino per ritrovare la sua mamma. Un percorso dalle dinamiche apparentemente semplici, ma che si evolveranno strada facendo, per rivelare infine una varietà più che buona.

Obiettivo: guidare e proteggere

In Ivy the Kiwi? non avremo il controllo del personaggio principale: Ivy, il pulcino protagonista, si muoverà per contro proprio, ed il nostro compito sarà quello di accompagnarla al podio alla fine di ogni stage, evitando tutta una serie di ostacoli che metteranno a rischio la vita di Ivy. Per fare questo, avremo la capacità di posizionare e muovere tralicci di vite sullo schermo, grazie al sistema di puntamento del telecomando Wii: con la pressione del tasto A fisseremo un capo nel punto in cui si trova il nostro cursore, e mantenendo la pressione del pulsante saremo in grado di allungare il ramo fino a raggiungere una determinata lunghezza, superata la quale il nostro fuscello si spezzerà, diventando inutilizzabile. All'interno dei livelli, i rami posizionati non dovranno mai superare il numero di tre elementi: dalla quarta cima, quelle apposte precedentemente scompariranno, lasciando spazio a quelle nuove. I tralicci potranno inoltre essere utilizzati come elastici, da tendere per lanciare il piccolo pennuto a mo' di proiettile, per rompere blocchi di roccia o eliminare i nemici. Con queste dinamiche saremo in grado di guidare Ivy lungo ogni stage: per superare un piccolo dislivello basterà tracciare un ramo tra i due estremi, come una rampa. Potremo poi creare ponti per superare burroni, realizzare barriere protettive per separare Ivy dai topi che scorrazzeranno lungo gli schemi, oppure creare delle barriere per bloccare le gocce d'acqua che cadranno dal soffitto. Muovendo l'estremo di un ramo verso il pulcino saremo addirittura in grado di catapultarlo verso l'alto. Insomma il gioco offre una piacevole varietà di elementi e situazioni, che ravviva costantemente ognuno dei 100 livelli che costituiscono l'avventura della piccola Ivy. Il livello di difficoltà segue una curva che appare morbida fino alla prima metà degli stage, per poi impennarsi velocemente nella seconda parte. Ogni nostro errore costerà a Ivy la perdita di una vita, e l'obbligo di ripartire ogni volta dall'inizio del livello: l'assenza di check point però non si fa troppo sentire, visto che molto spesso raggiungere il traguardo richiederà solo pochi minuti. Se completare i livelli non sarà un'impresa che richiederà troppo tempo, gli sviluppatori hanno inserito un secondo obiettivo facoltativo per il completamento al 100%: ogni quadro contiene infatti 10 piume da raccogliere, sparse in ogni angolo: per raggiungerle in giocatore dovrà esplorare ogni anfratto, aguzzare la vista e utilizzare il suo acume per usare le corde nel migliore dei modi. Se a questo aggiungiamo un timer che ci impone una certa velocità nella gestione di Ivy, il compito secondario è ben più che un elemento di contorno, ma una vera sfida aggiuntiva che aumenta di molto la profondità del gioco. Peccato che questo espediente non sproni a dovere i giocatori più indolenti: riprendendo dalla vecchia scuola il concetto di una sfida videoludica fine al miglioramento delle proprie statistiche, il completamento del gioco non regalerà nessun extra.

Kiwi in compagnia

Componente esclusiva della versione Nintendo Wii di Ivy the Kiwi? è la modalità multigiocatore fino a 4 partecipanti. Presenti due modalità differenti: nel multiplayer co-operativo un aiutante ci potrà dare una mano a tracciare i rami e a dirigere nella giusta direzione Ivy, in dinamiche collaborative già esplorate in altri titoli come Super Mario Galaxy. Più interessante e coinvolgente è invece la modalità competitiva a 4 giocatori in split screen: il nostro obiettivo sarà quello di raggiungere la meta prima degli altri: i rami non solo saranno indispensabili per direzionare la nostra Ivy, ma saranno uno strumento per interferire con le operazioni degli altri giocatori. Potremo infatti mettere i bastoni tra le ruote agli altri partecipanti, disegnando i tralicci nei loro riquadri. Una componente divertente, peccato che il numero degli stage sia limitato solo a 5: una maggiore varietà avrebbe di sicuro aiutato a dar peso a questa modalità extra.

Tratto da una fiaba illustrata

Lo stile grafico di Ivy the Kiwi? è semplice, ma nonostante questo riesce a creare un piccolo mondo che sembra essere uscito da un vecchio libro delle fiabe. Particolarmente curati sono i fondali di gioco: gli stage sono ambientati in cinque diverse locazioni - un campo di grano, una foresta, un sentiero sotto la pioggia, una montagna innevata. Questi mondi sono abilmente ricreati con fondali dai tratti delicati: le linee sembrano tracciate a mano, incerte, mentre gli sfondi si colorano di tiepide tinte pastello. Meno dettagliati e ripetitivi sono invece gli elementi che costituiscono i livelli di gioco: il pavimento e i muri sono costituiti da semplici blocchi quadrati e, nel complesso - nonostante un level design ricercato nella maggior parte dell'avventura - il senso di deja vù sarà purtroppo un elemento preponderante nell'esperienza vissuta con Ivy the Kiwi. Buona la colonna sonora che, sebbene non sia molto vasta per numero di brani, è perfettamente a tema con le atmosfere un po' retrò del gioco.

Ivy the Kiwi? Ivy the Kiwi è un titolo che verrà probabilmente apprezzato solo dagli estimatori dei platform game vecchia maniera. E' un titolo che riesce con un sistema di gioco non troppo elaborato a creare un discreto numero di situazioni, ma che propone un ritmo ed un avanzamento molto particolari, concentrandosi soprattutto sulle capacità logiche e sul colpo d'occhio. Il livello di difficoltà è perfettamente calibrato, capace di accompagnare passo dopo passo il giocatore nelle sfide che incontrerà lungo il suo cammino. Il gioco può essere affrontato in due modi differenti: si può cercare semplicemente di arrivare alla fine del livello, o impegnarsi nella più ardua sfida di raccogliere tutte le 10 piume presenti in ogni livello. Purtroppo Ivy non premia (ad esempio con succosi livelli extra) la volontà di completare al 100% il gioco, sfida che dunque verrà accettata solo dai giocatori più zelanti. Ivy the Kiwi si rivolge soprattutto agli adepti della "vecchia scuola": chi ancora concepisce il videogioco come uno strumento che permette di confrontarsi con i propri limiti, chi ancora è legato alle soddisfazioni ludiche tutte "interiori", potrà tornare a ricordare, per qualche pomeriggio, i bei tempi che furono.

7.5

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