Recensione J-Stars Victory VS+

J-Stars Victory VS+ è un picchiaduro originale e divertente, capace sia di sfruttare in modo eccellente la licenza, sia di proporre qualche spunto diverso dai vari Dragonball e Naruto.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione J-Stars Victory VS+
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

J-Stars Victory VS+ approda sugli scaffali europei in versione Playstation 3, Playstation Vita e Playstation 4 a poco più di un anno di distanza dall'originale pubblicazione nipponica. Visti gli standard odierni potrà sembrare un tempo biblico, ma in realtà non lo è affatto nel caso del picchiaduro di Bandai Namco e Spike Chunsoft: negoziare i diritti per ciascun personaggio appartenente alla scuderia Shonen Jump sul suolo europeo deve essere stato difficoltoso, ma ne è valsa la pena.
J-Stars Victory VS+ è un picchiaduro alquanto diverso dalla norma, sia nelle regole del combattimento (basate non sull'esaurimento della barra della vita, ma sull'ottenere un certo numero di KO), sia nel gameplay vero e proprio (ricalcato solo in parte su quello degli altri beat-em up Bandai). Sono scelte che a nostro avviso funzionano e si fanno valere per originalità e qualità dell'implementazione: scelte coraggiose che ci saremmo aspettati da un titolo basato su un franchise singolo (vedi Dragonball), non di certo su un cross-over tra una cinquantina di eroi a fumetti, dove la primaria difficoltà è garantire la coerenza ed il bilanciamento tra personaggi tanto diversi.
Con una certa sorpresa Bandai Namco va oltre questo compito ed offre nuovi spunti di gameplay, implementati con gusto e carattere. Ed è questo il motivo principale del voto che vedete in fondo a questa pagina!

L'ABC di Shueisha

J-Stars Victory VS+ è un picchiaduro tridimensionale 2 contro 2 che include personaggi tratti dalle testate edite in Giappone da Shueisha, che lo scorso anno ha festeggiato il 45esimo anniversario, ma famose anche in Europa come ad esempio Dragonball, Naruto, Bleach.
In tutto saranno 52 i lottatori, appartenenti alla ragguardevole cifra di 32 manga: alcuni sono stra-famosi anche da noi ed infatti includono 2-3 personaggi di quella testata, mentre altri, specie quelli più umoristici come Ultraman o l'ufficiale di polizia Ryotsu sono poco noti agli appassionati occidentali. E' una limitazione fino ad un certo punto, perchè da un lato alcune facce poco note vantano una caratterizzazione talmente sopra le righe che difficilmente vi lascerà indifferenti, dall'altro quello che conta più di tutti è il parco mosse ed il bilanciamento.
Le arene non sono in numero elevato, ma ben si differenziano tra di loro. Tutte hanno un perimetro quadrato o circolare, di area ben più vasta rispetto a quelle di un Naruto Shippuden; alcune puntano sull'estensione orizzontale, frapponendo edifici, parchi gioco e verdure giganti (conoscete il gourmet hunter Toriko, vero?) tra le due squadre, mentre altre prediligono una certa verticalità, offrendo alture naturali o artificiali da cui sferrare agguati in volo.
Tutte le arene si caratterizzano per un'elevata distruttibilitá. Ogni edificio può essere fatto a pezzi, anche il più iconico, e talvolta dalle macerie emergono gustosi easter egg, come ad esempio le sfere del drago tanto ricercate da Goku. Ma oltre a ciò offrono pochi guizzi, nessun cammeo o supporting character, nessuna variante speculare o modifica in tempo reale: la loro estrema staticità sarà pure funzionale alla fluidità del gameplay, ma giocando abbiamo avvertito la sensazione che si sarebbe potuto fare di più.

KO in 3 colpi

Il sistema di combattimento è l'aspetto più riuscito di J-Stars Victory VS+. Sfrutta tutti i tasti a disposizione in maniera intelligente: una pressione singola dei pulsanti frontali attiva il salto, piuttosto che gli attacchi base (quadrato e triangolo) ed uno speciale (cerchio). Mantenendo premuto il dorsale R si eseguono mosse più situazionali, come ad esempio una parata o schivata quando ci si trova in fase difensiva, un attacco per spezzare la guardia, una spazzata dell'area circostante ed una variante dell'attacco speciale. L'ultimo tasto fisico impiegato è L, attraverso cui si prende la rincorsa, utile per raggiungere in pochi secondi l'altro capo della mappa dove magari il combattimento è più intenso o anche per sferrare un attacco a tutta velocità e difficile da parare.
Il combat system è molto intuitivo e piuttosto semplice da padroneggiare. E' senza dubbio meno complesso rispetto a quello di un Naruto Shippuden, sia perchè è maggiormente votato alla cooperativa che allo scontro 1 contro 1, sia perchè si tratta della prima incarnazione del franchise, quindi ancora acerba e grezza. L'aspetto che abbiamo trovato più zoppicante è quello difensivo, dal momento che la parata è più una questione di fortuna che di abilità e tempismo: si dovrebbe premere il dorsale R al momento esatto dell'attacco, ma nella mischia la confusione spesso regna sovrana ed è veramente difficile capire quando l'avversario sta per sferrare il primo di una lunga serie di pugni. Di fronte alla difficoltà di parare preferirete con il passare del tempo la schivata, utile in molti casi per aggirare una combo, ma non si tratta della panacea per risolvere tutti i mali difensivi.
Coloro che giocano la versione Playstation Vita sono agevolati dalla presenza di 3 azioni touch, assegnate alla pressione di altrettanti punti sullo schermo tattile: in basso a destra si esegue il lock-in in direzione dell'avversario più prossimo, in basso a sinistra si può chiamare il personaggio di supporto (una volta ogni 30 secondi), mentre in alto a destra si scatena la Furia V.

Furia V è l'attacco speciale che coinvolge tutti i personaggi della propria squadra. Lo si attiva quando un indicatore riconosce la superiorità in quel frangente del combattimento e quindi pende nettamente a favore di una squadra piuttosto che un altra. Scatenare la Furia V significa entrare in uno status in cui tutti i colpi sono più potenti ed infliggono maggiori danni: si può decidere di continuare a menare le mani finchè dura tale status oppure lo si può interrompere anzitempo toccando una seconda volta il touch screen per poter eseguire l'Attacco Supremo. Il nome evoca benissimo la sensazione di onnipotenza e distruttività che ciascun personaggio evoca sul campo di battaglia: sono sufficienti minimi accorgimenti per sconquassare l'intera arena e coinvolgere i nemici in un'esplosione che può facilmente condurre al KO. L'unico neo della Furia V risiede nel fatto che l'indicatore è molto aleatorio nel pendere verso l'una o l'altra squadra, dal momento che considera dei fattori mai chiariti in nessun tutorial e sopratutto tende a bilanciare la situazione assegnandone almeno una a ciascuna squadra nel corso del combattimento, indipendentemente dalla performance complessiva.
C'è anche da dire che le differenze nel parco mosse tra i singoli lottatori sono minime. J-Stars Victory VS+ non ambisce certo a rivaleggiare con i picchiaduro 3D più tecnici, anzi sceglie senza mezze misure una strada alternativa: anzichè le mezzelune sceglie di adottare un sistema di controllo unico per tutti, così da facilitare i principianti e garantire un corretto bilanciamento tra lottatori assai diversi tra di loro. L'abilità di un giocatore non emerge quindi dalla conoscenza della combo list o dal calcolo dei frame, ma dall'alternanza attacco-difesa, dal tempismo di esecuzione e last but not least dalla cooperazione con il partner.
Inutile, infatti, provare che si è il migliore sull'arena da combattimento, se poi il proprio compagno si fa rivoltare con un calzino e regala due KO all'avversario: come nel calcio, non puoi confidare solo nella capacità di segnare più reti, bisogna anche controllare che la propria porta resti inviolata.
Purtroppo, però, la CPU tende ad essere un po' latitante in alcuni scontri, mostrando poco carisma e la stessa tenacia di un sacco da boxe; in altre occasioni scompare nel nulla dal momento che entrambi gli avversari si concentrano sul lottatore da noi comandato. Tali situazioni possono infastidire sopratutto a livelli di difficoltà più elevati (leggasi la modalità Arcade): il nostro consiglio è quello di collegare un secondo pad (giocando così in split screen) oppure reclutare qualche amico online.

Ancora non abbiamo parlato delle regole che assegnano la vittoria ad una o all'altra squadra. Esse sono alquanto originali ed a memoria d'uomo mai viste in un picchiaduro: la vittoria è assegnata a quel team che prima dell'altro avrà inanellato 2 KO ai danni dei membri della compagine nemica. Una meccanica che ricorda la struttura dei playoff di pallacanestro (al meglio delle 3 partite vinte) e rivede alla radice le classiche convenzioni dei picchiaduro; il cross-over rivela qui tutta la propria componente strategica, obbligandovi non solo a dimostrare la propria abilità pad alla mano, ma anche correndo in soccorso del compagno quasi-morente, decidendo quale avversario è più debole ai vostri attacchi e "raddoppiare la marcatura" su di esso per ottenere un punto sui tre necessari.

Aspetti qualcuno?

Quale versione acquistare?

Abbiamo giocato J-Stars Victory VS+ per scriverne la recensione nella sua incarnazione per Playstation Vita. La portabilità si presta particolarmente per un videogame in cui i singoli combattimenti durano all'incirca 2 minuti e non richiedono tassi di concentrazione estremi; inoltre la presenza del touch screen consente di semplificare il numero dei tasti e risulta ancora più intuitivo rispetto al Dualshock di Playstation 4. C'è anche da dire che su Playstation Vita coinvolgere un amico nelle modalità cooperative è più difficoltoso, perchè richiede una seconda console ed anche un'altra copia del gioco: la possibilità sulle piattaforme casalinghe di collegare un secondo controller e coinvolgere immediatamente un secondo giocatore è alquanto allettante.
Le differenze tra le versioni non coinvolgono, invece, il comparto tecnico e la fluidità. Anche se su Playstation 4 si può godere di una definizione maggiore e di minori cali di frame rate, il gioco nasce su Playstation 3 e Vita, piattaforme sulle quali vantava già una buona modellazione poligonale, specie dei volti degli eroi dei manga, e colori molto vividi anche in quelle arene dove l'oscurità domina e solo una fiammella rischiara il terreno di combattimento.
La componente audio è la classica ciliegina sulla torta di un comparto tecnico molto riuscito: applaudiamo la volontà di mantenere il doppiaggio giapponese, così come la ricca selezione di musiche tratte dagli anime che avevano già caratterizzato l'edizione nipponica di 12 mesi fa.

A questo punto vi stareste chiedendo: per essere un beat'em up su console, le modalità single player sono efficaci oppure no? Fortunatamente J-Star Victory VS+ potendo accedere alle trame e sottotrame dei manga licenziati compie un ottimo lavoro su questo fronte. Le modalità storia (Avventura J) garantisce una longevità tra le 5 e le 10 ore per ciascuno dei 4 archi narrativi, uno per Ruffy di One Piece, uno di Naruto, uno di Toriko ed uno di Ichigo di Bleach. La trama ha dei punti in comune, quali le qualificazioni al Torneo Jump nei pressi della Torre di Korin ed un mondo di gioco esplorabile via nave (da upgradare costantemente per sbloccare nuove aree), ma gli eventi che caratterizzano ciascun arco sono differenti ed i dialoghi cuciti addosso al personaggio di spicco di ciascuno di essi.
L'Avventura J ha il merito di crescere in difficoltà esponenzialmente di combattimento in combattimento, non facendo affatto rimpiangere la presenza di un unico livello di difficoltà. Per chi volesse prendere parte a sfide più impegnative può comunque rivolgersi alle modalità Verso la vittoria e Arcade: la prima propone percorsi lineari scanditi da battaglie in cui affrontare nemici di vario tipo (praticamente uno story mode più inquadrato e senza dialoghi né scenette), mentre la seconda, novità della versione occidentale, si ispira in parte alla Torre delle Sfide degli ultimi Mortal Kombat: essa propone sfide caratterizzate da un tema, che può essere la sfida ad eroi comparsi per la prima volta in una certa decade oppure caratterizzati da un particolare stile di combattimento. Nella modalità Arcade il livello di sfida è sempre evidenziato ed è sin dai primi match alquanto proibitivo.

J-Stars Victory VS+ Per essere il debutto di un nuovo franchise all'interno della scuderia di videogiochi anime e manga firmati Bandai Namco, J-Stars Victory VS+ è un videogame di carattere, facile da approcciare ed originale nella struttura di combattimento. Quello che che poteva essere solamente un omaggio ben fatto e rifinito agli eroi manga della rivista Shonen Jump, che lo scorso anno ha spento 45 candeline, si è rivelato in sede di recensione un picchiaduro con molti pregi e qualche difetto, su cui al momento si può soprassedere. I punti di forza risultano essere le modalità single-player, Avventura J (per chi vuole combattere e seguire una storia cross-over tra i diversi universi a fumetti) e Arcade (per sfide caratterizzate da elevata difficoltà), ma anche le opzioni cooperative, capaci di ovviare ad alcune mancanze della CPU attraverso un amico munito di secondo Dualshock. J-Stars Victory VS+ è in ultima istanza un titolo dedicato agli appassionati di manga e picchiaduro, una buona proposta per trascorrere queste prime settimane estive in attesa del grande caldo.

8

Che voto dai a: J-Stars Victory VS+

Media Voto Utenti
Voti totali: 6
8.3
nd