Recensione James Noir's Hollywood Crimes 3D

Sangue e puzzle in quel di Hollywood

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione James Noir's Hollywood Crimes 3D
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  • 3DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Non si vive di solo Layton

Il Professor Layton è stato capace di creare un genere a sé. Unendo la tradizione delle avventure grafiche, a quello dei giochi basati sulla risoluzione di enigmi matematici e logici, l’ormai noto eroe virtuale ha saputo crearsi una fedele schiera di fan.
Sarebbe ingiusto però chiedergli di vivere una nuova avventura ogni sei mesi. Ecco perché, una volta tanto, una sorta di clone potrebbe fare al caso di tutti coloro che già smaniano per una nuova sfida, capace di testare e affinare le proprie capacità intellettuali.
James Noir’s Hollywood Crimes 3D, prodotto da Ubisoft, senza celare il debito nei confronti di Level-5, intende accontentare questa fetta di utenza, facendo dimenticare almeno per un po’ l’esistenza dell’affascinante Professore. Clone privo di carisma? Palliativo poco efficace? Ennesima conferma di come la magia dei Level-5 sia irriproducibile?
Continuate a leggere: potreste restare positivamente sorpresi.

Quiz televisivi e omicidi

Vista la tendenza del nostro settore ad anticipare con anteprime e hands-on la pubblicazione di un titolo di mesi, se non di anni, difficilmente è un buon segno scoprire l’esistenza di un gioco solo dopo che questo si trova già nei nostri negozi di fiducia. Se a questo fattore, ci aggiungiamo una copertina tutt’altro che riuscita in termini di marketing, potrete immaginare che il nostro primo approccio con James Noir’s Hollywood Crimes 3D non sia stato dei migliori.
La nostra professione, tuttavia, ci impone di rimanere impassibili di fronte a simili pregiudizi e di usare il nostro spirito oggettivo, al fine di valutare la qualità intrinseca di ogni prodotto, al di là degli elementi paratestuali che lo circondano.
Nonostante il vago scetticismo, sono bastati gli efficaci e intriganti titoli di testa per convincerci che la creatura Ubisoft almeno una cosa la possedesse: carattere.
Più puzzle game, che avventura grafica, il gioco si distingue sensibilmente dalla fonte ispiratrice non solo per lo stile grafico adottato, ma anche per un gameplay più limitato, ma non per questo incapace di intrattenere a dovere.
La trama che funge da collante alle varie prove logiche è piuttosto banale, ma è diretta con intelligenza e sfrutta una direzione artistica inusuale.
Siete l’ennesimo aspirante concorrente del famosissimo The Incredible Puzzle Masters e state vivendo nella Los Angeles dei primi Anni 60. Compilati i moduli necessari e scattata una foto del vostro fotogenico visino sfruttando la telecamera del 3DS, dopo qualche giorno di attesa riceverete una telefonata dalla produzione, che vi informa che la vostra candidatura è stata accettata.
I primissimi enigmi dovrete superarli come partecipanti di questo quiz che, settimana dopo settimana, vi imporrà di raggiungere un certo punteggio, attraverso quattro round, corrispondenti a un uguale numero di prove logiche dalla difficoltà variabile.
Tuttavia sarà solo al termine dello spettacolo televisivo che prenderà avvio la trama noir alla quale il titolo fa riferimento. Avvicinati in un bar da un vostro ex-compagno di scuola, ora agente dell’FBI, sarete messi al corrente di un killer che ha preso di mira i vecchi concorrenti dello show al quale voi state prendendo parte. Incapace di risolvere il caso, l’investigatore di volta in volta vi sottoporrà una serie di enigmi, utili a scoprire nuove prove che possano condurvi alla vera identità dell’assassino.
L’avventura viene così bipartita tra puntate dello spettacolo e incontri con l’agente, mentre gioco e indagine si mescolano tra loro e la lista degli indagati si allarga sempre più fino a includere persino voi stessi.
Come già detto, il plot non è brillante come sperato, ma è sufficientemente intrigante per tenere con il fiato sospeso l’utente sino ai titoli di coda. Anche il cast, ben lontano dall’eccellenza, è comunque di tutto rispetto. Si va dall’assillante conduttore televisivo, alla nervosa aiutante di studio, passando per l’apparentemente stupida valletta. Ognuno di questi personaggi, vere e proprie macchiette durante lo show, nascondo in realtà un’intricata personalità e tutti hanno qualcosa da nascondere che li lega a doppio filo al recente calo di ascolti che ha investito il programma e che mette a repentaglio il loro posto di lavoro.

Il killer dei rompicapo

Il gameplay, dal canto suo, si rivela più limitato rispetto a quello del Professor Layton. La componente avventura grafica infatti, è praticamente assente, se non per la presenza dell’appena commentata trama che collega tra loro le varie prove. Non ci saranno ambientazioni da esplorare, né personaggi con cui dialogare a vostra scelta. Tutto seguirà un binario prefissato e l’unica interazione che vi sarà richiesta sarà legata alla risoluzione degli enigmi. Questi, poi, non si distaccano in alcun modo da quella che ormai possiamo considerare una vera e propria tradizione. Prove matematiche, indovinelli logici, rompicapi che tirano in ballo forme e linee: non manca nulla e tutto, indubbiamente, saprà di già visto ai più esperti del genere.
Ciononostante, sebbene si debba segnalare l’estrema somiglianza di alcune prove tra loro, James Noir’s Hollywood Crimes 3D risulta un titolo riuscito anche sotto quest’aspetto. Pur non potendo reggere il confronto con i più stimolanti e difficili capitoli della saga del Professor Layton, la vostra materia grigia sarà comunque messa alla prova, a volte anche duramente.
Relativamente alle caratteristiche uniche del 3DS, Ubisoft si è mossa con estrema timidezza in questa direzione. Un paio di enigmi sfruttano gli accelerometri e di tanto in tanto dovrete scattare qualche foto, ma il tutto si consuma qui. Anche il 3D ha un senso piuttosto limitato. Sebbene sia sempre uno spettacolo vedere le immagini sfruttando la stereoscopia, attivandolo non otterrete alcun beneficio dal punto di vista ludico, se non per un paio di prove che tirano in ballo le forme, in cui verrete debolmente aiutati nel trovare la soluzione.
Dal punto di vista grafico, James Noir’s Hollywood Crimes 3D sfoggia uno stile estremamente azzeccato e molto Anni 60. Sullo sfondi virtuali infatti, si stagliano le sagome digitalizzate di attori reali, mossi da una manciata di scattose animazioni. Il risultato fa tanto retrò e sicuramente non verrà apprezzato da tutti, ma allo stesso tradisce un minimo di ricerca artistica. Più anonimo il design degli enigmi contraddistinti da una grafica elementare e di facile lettura.
Buono il sonoro: se i temi musicali sono pochi e non tutti si lasciano apprezzare, il doppiaggio, in italiano, è di tutto rispetto.
Infine, parlando di longevità, il titolo offre oltre 140 enigmi. Come detto però alcuni, pochi in realtà, sono molto simili tra loro. Inoltre per portare a termine l’indagine non dovrete risolverli necessariamente tutti. Il gioco quindi offre dalle sette alle dodici ore di intrattenimento, sebbene sia difficile fare delle stime accurate, visto che in base alla vostra abilità potreste finire molto prima, o molto dopo.

James Noir's - Hollywood Crimes James Noir’s Hollywood Crimes 3D è un più che discreto rappresentante del genere. Grazie a una trama ben diretta e uno stile grafico particolare, la produzione Ubisoft dimostra di avere carattere da vendere. Peccato per una certa ripetitività di alcuni enigmi e per un livello di difficoltà generale mal bilanciato, soprattutto se paragonato a quello dei vari capitoli di Professor Layton. Pur non raggiungendo la magnificenza della saga di Level-5 il titolo è consigliato agli amanti dei puzzle game.

7

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