(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Adesso online

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

Recensione Jet Car Stunts

Arriva su steam, a cinque anni dalla pubblicazione su iPhone, il racing arcade di Grip Games

Versione analizzata: PC
recensione Jet Car Stunts
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Il racing game è un genere vecchio quasi quanto il mondo (videoludico). Rimanendo in tema di motori, possiamo considerare il mercato mobile come una sorta di serie automobilistica cadetta, alla stregua, insomma, della GP2: qui numerose software house indipendenti si comportano allo stesso modo delle piccole scuderie, e gestiscono le loro proprietà intellettuali come se fossero macchine da corsa. Partendo da circuiti più semplici da percorrere, infatti, tentano di guadagnarsi la fama per indirizzarsi successivamente verso un panorama molto più ampio, ossia quello dell’industria mainstream dei titoli per Pc o per console: la Formula 1 dei videogame. Assemblato a dovere il proprio bolide e fatta esperienza in un settore meno importante, quindi, questi piccoli team decidono di mettere alla prova la loro creazione su tracciati più impervi, in cui è sicuramente più difficile emergere. Generalmente lo fanno creando versioni per sistemi casalinghi di titoli inizialmente pensati per le sole piattaforme mobile. Molti studi di sviluppo, però, dimenticano di attrezzare adeguatamente le loro macchine ludiche, con miglioramenti tali da sostenere il salto di qualità. È questo il caso dello studio indie Grip Games che propone su Pc l’originale racing game Jet Car Stunts, un titolo rilasciato originariamente su sistemi IOS e Android ben cinque anni fa e che, nonostante le pur valide meccaniche di gameplay, non è dotato delle caratteristiche tecniche sufficienti per fronteggiare gli agguerriti avversari nei circuiti della massima categoria videoludica.

Tra le Nuvole

Vi sono molti circuiti pericolosi, qui sulla terra, tra cui quello di Montecarlo, di Nürburgring e del mai dimenticato Bremgarten. Eppure, nessuno di essi è nemmeno lontanamente paragonabile ai complessi tracciati che percorreremo in Jet Car Stunts. Le piste del gioco in questione si ergono infatti tra le nuvole, in barba a qualsivoglia legge della fisica. Jet Car Stunts è, insomma, un racing game dalla tempra prettamente arcade, dove -a bordo dell’unica vettura posta a nostra disposizione - dotata di fiammante propulsione nonché di un aerofreno degno dei migliori caccia futuristici - dovremo tagliare il traguardo di geometrici circuiti che sbeffeggiano la gravità e creano percorsi impossibili da domare per le normali automobili.
Un pratico tutorial ci introduce le dinamiche di gioco, che richiederanno considerevole tempo e dedizione prima di essere assimilate a dovere: un impegno, quello da dedicare al titolo, che lo allontana parzialmente dalla tendenza “mordi e fuggi” dei mobile game. Dopo aver appreso le meccaniche di sterzata e di propulsione, e aver imparato a gestire la virata in volo e le tempistiche dell’aerofreno, arriva il momento di scendere in pista.

Il tutorial del gioco, però, non fa altro che imboccarci con un antipasto di nozioni base con cui carpire blandamente le principali caratteristiche del sistema di controllo: toccherà poi al giocatore acquisire sempre più esperienza sui singoli, diabolici tracciati suddivisi in tre modalità di gioco. In Piattaforme dovremo raggiungere il traguardo di 25 circuiti dalla difficoltà crescente; Prova a tempo è invece una classica sfida in cui completare alcuni giri nel minor tempo possibile, e infine troviamo Raccoglitore, una particolare modalità in cui occorrerà recuperare un numero minimo di stelle fluttuanti sparse per l'area di gioco.  Per ogni modalità potremo guidare solo una specifica automobile, assemblata con caratteristiche studiate appositamente per la sfida da affrontare. In Piattaforme, infatti, la vettura avrà una maggiore stabilità, con una più marcata sensazione di controllo e pesantezza, mentre cimentandoci in Raccoglitore la macchina ne guadagnerà in leggerezza, fattore che permette al veicolo di fluttuare con più facilità per poter recuperare delle stelle collocate solitamente nei punti più strani dei circuiti.
Tenere in considerazione le differenze nel controllo delle autovetture è fondamentale per proseguire nelle sfide che il gioco ci propone, sempre più complesse e stimolanti: la necessità di badare dunque al diverso dosaggio della propulsione (gestita da una barra che si ricarica ad ogni checkpoint) per riuscire a mantenere una certa stabilità del bolide di cui saremo alla guida (facilmente soggetto al rollio intorno al proprio asse ed in generale alle sbandate), è la caratteristica predominate di un gameplay assai complesso da padroneggiare, e che sembra mescolare elementi di automobilismo e aeronautica. Ogni circuito va studiato attentamente e attraversato più volte prima di poter compiere un giro perfetto e meritare la tanto agognata medaglia d’oro, sul cui ottenimento gravano parametri come il tempo impiegato e il numero di tentativi (con un tetto massimo di 10 ripetizioni).

Quella di Jet Car Stunts sarà, comunque, una sfida unicamente improntata sul singleplayer, in un testa a testa tra il giocatore e il tracciato: non saranno presenti, infatti, rivali guidati dalla CPU che intralceranno il percorso, né alcun tipo di modalità multiplayer: solo un semplice sistema di leaderboard  online che tiene conto dei punteggi raggiunti da altri  spericolati piloti. Da questo punto di vista, nonostante il considerevole tasso di rigiocabilità del titolo, l’offerta ludica non è abbastanza sostanziosa in rapporto al prezzo al quale il gioco viene venduto: sebbene infatti Jet Car Stunts sembri differire in parte dall’etichetta di “disimpegnato passatempo” che affligge la maggior parte dei giochi mobile (e di conseguenza le loro sempre più numerose conversioni per Pc), rimane comunque un prodotto che ha un appeal decisamente effimero a causa della brevità dei circuiti, del numero limitato di piste e modalità, e anche della generale “asciuttezza” delle meccaniche di gioco, derivate prepotentemente dalla sua natura handheld.
Ciò non toglie che l’approdo sui lidi Steam abbia giovato al titolo sotto l’aspetto del mero gameplay: sfrecciare in aria utilizzando la tastiera, o preferibilmente un pad compatibile, risulta decisamente più comodo e preciso rispetto al controllo tramite touch screen, e mitiga in parte il senso di frustrazione che può agguantare il giocatore lungo i circuiti più complessi.
Tecnicamente, invece, i miglioramenti apportati a questa versione per piattaforma Windows rasentano la soglia del ridicolo e denotano un lavoro di rifinitura intriso di svogliatezza. La possibilità di settare l’antialiasing (solo FXAA) e di modificare a piacimento il livello di dettaglio e il campo visivo non migliora certamente l’obsoleto comparto grafico, reso ancor più indegno da alcuni fastidiosi glitch visivi e bug legati alla fisica dell’autovettura. Si salva solo l’articolata composizione dei tracciati, formati per lo più da minimali figure geometriche come cubi o parallelepipedi, che fornisce ai percorsi una certa dose di fascino surreale. Non pervenuto l’accompagnamento sonoro, totalmente inesistente se si escludono una martellante musica rock nel menù di gioco e un ripetitivo rombare del motore durante le corse.   

Jet Car Stunts Pur soppiantando le partite fugaci tipiche dei giochi del mercato mobile con una richiesta d’impegno non indifferente, che lo avvicina a una concezione più mainstream del videogioco, Jet Car Stunts mantiene un’anima da titolo portatile a causa della povertà di contenuti, della brevità dell’esperienza e di un comparto tecnico assolutamente mediocre. Si rivela tuttavia un prodotto originale e intrigante nella sua complessità, sostenuto da un gameplay con una curva d’apprendimento ripida e un certo potenziale nel concept di base. Per sfrecciare con la dovuta velocità sui circuiti Windows, però, ci vuole un propellente sicuramente migliore.

6

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