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Recensione Jett Rocket 2: The Wrath of Taikai

La seconda avventura di Jett non convince come l’originale

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Jett Rocket 2: The Wrath of Taikai
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Nella fredda e affascinante Monaco di Baviera, dal 1999 una piccola software house si affanna, ormai con una certa costanza, per trascinare il proprio estro creativo sulle varie piattaforme Nintendo. Pur non essendone second party, Shin'en lavora in stretta ed esclusiva collaborazione con il publisher nipponico sin dalla sua fondazione, complici costi di sviluppo generalmente più contenuti che altrove. Noto al grande pubblico per la discreta saga di Nanostray (purtroppo approdata su Wii U con un capitolo poco esaltante), dopo anni passati a sviluppare solo per portatili il team ha deciso di lanciarsi anche su altri mercati grazie all'arrivo dell’e-Shop.
Forti di un know-how ormai consolidato e rasserenati da tempi e modalità di sviluppo a loro congeniali, hanno tentato la fortuna anche su console domestiche, proponendosi su WiiWare. Fu proprio in quest’ambito che esordì Jett Rocket: divertente platform ideato per Wii nell’estate del 2010. Un po’ a sorpresa giunge qualche anno dopo un sequel, in esclusiva per 3DS e 2DS, che sfortunatamente non eguaglia la qualità dell’originale.

Robot arrabbiati, robot in pericolo

Jett Rocket non può certo definirsi un personaggio carismatico. Vestito di un’anonima tuta gialla e con un’improbabile ciuffo “montato” in testa, difficilmente lo riconoscereste in mezzo alla folla di mascotte che hanno affollato i platform di ogni epoca. Ciononostante ha coraggio e bontà da vendere. Per questo non ci pensa due volte ad opporsi al perfido Taikai: un robot con evidenti carenze affettive e in cerca di un po’ di notorietà. Sequestrati gli amici del nostro, l’androide minaccia di gettare il mondo nel caos con un non meglio specificato piano ovviamente malefico. Premesse ampiamente ignorabili, per un plot praticamente inesistente e relegato a due brevi video, di apertura e conclusione, che non rappresentano il centro nevralgico della produzione.
Jett Rocket 2: The Wrath of Taikai mette in primo piano il gameplay, nel tentativo di proporre al suo audience un platform immediato, divertente e impegnativo. Ci riesce? Solo in parte purtroppo.
A ben vedere, il primo degli obiettivi prefissati (quello dell’immediatezza) lo centra con una certa disinvoltura. Il merito va innanzitutto a un control scheme elementare e assimilabile in una manciata di secondi: con un pulsante si salta, un altro richiama un attacco rotante utile sia per eliminare i nemici sia per darsi un ulteriore slancio, un altro ancora attiva il jet pack quando lo si recupera in giro per le ambientazioni. Anche lo stile artistico adottato gioca la sua parte dipingendo scenari per nulla confusionari dove collezionabili, nemici e altri ostacoli spiccano sul resto, rendendo la progressione estremamente semplice. Se ciò aiuterà enormemente i videogiocatori alle prime armi, è anche vero che spesso si finisce per muoversi in livelli fin troppo spogli di dettagli e poveri di colori. Una tale piattezza, che come già anticipato non risparmia neanche lo stesso avatar, alla lunga risulta asfissiante e deprimente.
Sfortunatamente anche il gameplay fa poco per mantenere a livelli accettabili l’attenzione dell’utente.
Non che manchi la varietà: tra minigiochi e sessioni a bordo di moto ad acqua e deltaplani il gioco si difende bene; ma il level design non dimostra un briciolo di coraggio e inventiva dall’inizio alla fine dell’avventura. Va detto che le buone intenzioni c’erano tutte: l'idea era quella di mescolare livelli rigorosamente bidimensionali, in un (probabilmente) involontario gioco di rimandi ai vecchi Megaman, con altri 3D, che scimmiottano quelli del più recente Super Mario 3D Land. Una trovata piacevole, contando poi che tra robot che vi attaccheranno a testa bassa, torrette-laser e numerosi burroni mortali il livello di difficoltà, per quanto altalenante, è mediamente elevato.

Ogni buon proposito viene tuttavia rovinato dalla lentezza dell’incedere di Jett Rocket, da un level design che si accontenta di proporre situazioni già ampiamente esplorate e da una telecamera che vi darà del filo da torcere negli stage tridimensionali. Per quanto si voglia leggere in tutto ciò una sorta di richiamo al passato, perfino i più nostalgici, ormai abituati a ben altri tipi di platform, faticheranno ad accettarne il ritmo così blando e la totale mancanza di originalità.
Jett Rocket 2: The Wrath of Taikai sembra insomma un titolo studiato a tavolino, ma privo di carattere. Ciò che lascia ancor più allibiti è l’incapacità del team nel recuperare i punti di forza del prequel. Perché accontentarsi di un art design così banale? Perché proporre un mix di livelli 2D-3D incolori, invece di puntare con più decisione su un'unica direttrice da seguire?
Nemmeno la longevità riesce a migliorare il giudizio globale del gioco. La quindicina di livelli che compongono l’avventura vi intratterranno per cinque ore al massimo. Al termine si sbloccheranno le modalità Speculare e Time Attack, che tuttavia non saranno abbastanza interessanti per convincervi ad affrontarle per intero.
Nonostante il pessimo art design, tecnicamente la produzione non sfigura grazie a modelli poligonali degnamente animati e texture tutto sommato ben definite. Ottimo invece l’effetto 3D.
Assolutamente anonimo il sonoro: potrebbe persino capitarvi di giocare con l’audio disattivato senza accorgervene.

Jett Rocket 2:  The Wrath of Taikai Jett Rocket su Wii era un eroe privo di carisma, protagonista di un platform tutto sommato godibile e stuzzicante. Su 3DS non solo non fa nulla per migliorare il suo discutibile look, ma annoia il suo pubblico con un’avventura per nulla emozionante. Shin'en non è un team inesperto o incapace: lo dimostra impacchettando un sistema di controllo preciso, proponendo un grado di sfida elevato e tentando di pepare il gameplay con un mix di livelli 2D e 3D. Purtroppo toppa completamente nell’art e nel level design: entrambi piatti e riciclati. Per quanto il voto che vedete poco sotto non rappresenti un’insufficienza grave, è comunque difficile consigliare Jett Rocket 2: The Wrath of Taikai anche agli amanti del genere. Del resto il 3DS non ha certo penuria di platform nella sua softeca, soprattutto pensando che a marzo uscirà un certo Yoshi’s New Island.

5.5

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