Recensione Joe Dever's Lone Wolf - Neve Rosso Sangue

Forge Reply recupera il mito di Lupo Solitario, riproponendolo in un'avventura davvero imperdibile

Versione analizzata: iPad
recensione Joe Dever's Lone Wolf - Neve Rosso Sangue
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se non sapete chi è Lupo Solitario, non avete vissuto gli anni '80. La saga di Librogame scritta da Joe Dever è una delle migliori e più caratterizzanti di questo "genere" dato per estinto, ed ha appassionato intere generazioni, che ancora ricordano i pomeriggi passati a scegliere le Arti Ramas con cui affrontare le avventure e ad ululare dietro alla (odiatissima) Tabella del Destino.
Fatevi un favore, quindi, e rimediate: il prossimo 12 dicembre uscirà la ristampa del primo volume (I Signori Delle Tenebre), con sovracoperta a colori ed un in formato "di spessore".
C'è anche il caso che non sappiate proprio cos'è un Librogame: e allora sarà un po' difficile trasmettervi l'entusiasmo per il progetto del team italiano Forge Reply, che pubblica su App Store e dispositivo Android il primo dei quattro atti di Joe Dever's Lone Wolf, titolo che vuole tradurre in linguaggio videoludico l'immaginario e le sensazioni che l'autore inglese fu così bravo a creare.
Ma badate bene: qui non si tratta di un "GameBook" in formato digitale, solo da leggere e da sfogliare. I lineamenti del progetto sono ben diversi, le ambizioni finalmente maggiori. L'idea è infatti quella di lavorare direttamente sull'IP per ammodernarla un po', recuperando il fascino dell'ambientazione e dei personaggi, ma spingendosi oltre sia dal punto di vista artistico che sul fronte ludico. Da una parte, quindi, artwork evocativi ed uno stile molto più vicino ai canoni di un Dark Fantasy di matrice europea, dall'altra uno svolgimento che mescoli sessioni narrative con combattimenti da RPG in tempo reale.
Il risultato è, lo diciamo senza timor di smentita, uno dei migliori titoli mobile degli ultimi anni: avvincente, originale, impegnativo, Lone Wolf conia un genere tutto suo, e ci rende decisamente fieri del lavoro di un team tutto italiano.

Un Joe Dever in piena forma

Joe Dever's Lone Wolf mette subito in chiaro una cosa: il videogame non rinnega la tradizione narrativa della serie di librogame, ed anzi cerca di far rivivere ai giocatori le emozioni di tutte le ore passate fra le pagine ingiallite a selezionare paragrafi e squarciare Giak e signori oscuri. Sullo schermo dell'iPad si manifesta la versione digitale di un vecchio libro a stampa, come fosse illuminato dalla luce tenue di una candela. La prosa densa di Joe Dever si apre davanti ai nostri occhi, raccontandoci le sensazioni del protagonista, e tutto quello che vediamo intorno. La regolare maestria e la capacità di una sintesi piena ed espressiva sono immutate: Joe non ha certo perso il suo smalto. Sfogliamo le pagine con uno swipe, mentre girando il device abbiamo un'inquadratura più ampia su quello che sembra il tavolo di un appassionato di GDR cartacei, che ospita la mappa di gioco ed i menù con l'equipaggiamento e le statistiche del personaggio.
Prima di cominciare l'avventura, infatti, ci viene chiesto di delineare il profilo del nostro protagonista: un guerriero irruento oppure calcolatore, abile nell'uso della spada o dell'ascia?
Anche le arti Ramas da padroneggiare vanno scelte con cura, perchè avranno risvolti importantissimi nello svolgimento della storia.
Il plot di questo primo atto di Lone Wolf (la stagione ne include quattro, che saranno rilasciati a cadenza regolari) comincia con il nostro protagonista che si avvicina a Rockstarn: coprendo un buco narrativo che si colloca fra il terzo ed il quarto libro della saga, Joe vuole raccontarci un'avventura ambientata nei freddi territori a nord del Magnamund. La traduzione italiana è curata, efficace, e i fan di lungo corso ci metteranno ben poco a lasciarsi conquistare dalla narrazione.
Fra una pagina e l'altra, intanto, compare qualche artwork animato, che mette in mostra il comparto artistico della produzione. Lo stile è indovinato, a metà fra quello di Castlevania Lords of Shadow ed il fantasy europeo di The Witcher: un taglio coraggioso, che amplifica le ottime emozioni risvegliate dalla lettura. E in sottofondo ci sono dei brani musicali indovinati, che riescono a creare la giusta atmosfera.
Dopo qualche pagina, troviamo finalmente la prima sezione interattiva. La narrazione si interrompe e ci mette di fronte ad una scelta: entriamo in una schermata che ci permette di selezionare le varie opzioni. Possiamo usare un'arte Ramas (a patto di averla scelta in fase di creazione del personaggio), cercare di cavarcela in altre maniere, oppure cercare di superare una prova di forza. In questo caso si attiverà un breve Quick Time Event: una trovata che sicuramente aggiunge dinamismo alla progressione.

Ma non è l'inserimento di questi minigame a rappresentare il punto di forza di Joe Dever's Lone Wolf: è infatti quello che avviene dopo che ci lascia davvero stupiti. Quando si avvia un combattimento, le pagine del libro svaniscono, ed una schermata di caricamento ci conduce all'interno di un'arena completamente modellata in tre dimensioni. Al centro dello schermo c'è lui, Lupo Solitario, e attorno una città abbandonata, ingrigita dal rigore dell'inverno. Le case di legno sozze ed i carri lasciati a marcire ai lati della carreggiata formano una piccola arena, in cui risuonano le grida dei Giak. Il lavoro svolto dal punto di vista tecnico è impressionante, e mentre la telecamera si avvicina al personaggio notiamo un'ottima costruzione poligonale e texture perfette per caratterizzare i modelli.
E' questo, quindi, l'intimo segreto di Lone Wolf: la sua anima da RPG. Il gameplay è un mix fra un'impostazione a turni ed in tempo reale. Il giocatore ha a disposizione un certo numero di secondi per eseguire tutte le azioni che riesce a compiere: quando la barra si svuoterà, dovremo attendere il suo completamento prima di proseguire.
Nel corso del nostro turno, potremo attaccare i nemici selezionando diverse opzioni tattiche. Dimenticatevi la banalità di un Infinity Blade qualunque. Qui l'inquadratura mette in mostra l'equipaggiamento del protagonista, invogliandoci a cliccare sull'arma principale, sulla spada del Sole, oppure sul set di pugnali. Cliccando su ogni arma si apre un menù contestuale che permette di usare un attacco. Ci sono colpi di base che consumano stamina, oppure attacchi che sfruttano le arti Ramas attingendo alle riserve di "mana". Ogni attacco ha anche un tempo di cooldown, quindi all'interno del nostro turno dovremo cercare di variare il più possibile la strategia. Sarà ovviamente possibile usare pozioni e oggetti curativi per velocizzare il tempo di recupero di stamina e mana o per curare le ferite.
Fin da subito Lone Wolf si dimostra un titolo seriamente impegnativo, che si basa sulla gestione delle risorse ma anche su ritmo e prontezza di riflessi. Per portare a termine con successo le combo più efficaci dobbiamo superare dei QTE, utili anche per contrastare i contrattacchi nemici, o magari per rialzarsi di scatto dopo un colpo che rischia di stordirci (facendoci perdere un turno). Ogni volta dobbiamo decidere se aspettare che la stamina si ricarichi o usare una delle "rare" pozioni, che vanno trangugiate anche per curare le ferite (i Giak sono davvero spietati). Possiamo anche sprecare coltelli da lancio o dardi per la balestra, ma anche quelli rischiano di finire.
Il ritmo dell'azione è ottimo, la componente strategica ben sviluppata, e i poteri Ramas ben caratterizzati (possiamo ad esempio chiamare in aiuto un lupo grazie all'affinità animale oppure sollevare oggetti e scagliarli contro i nemici usando la telecinesi.
Tutto si intreccia con un sistema di progressione delle statistiche ben studiato, che attraverso i tre capitoli di cui l'atto si compone, farà crescere le abilità del protagonista in dipendenza dalle sue scelte.
In Lone Wolf c'è davvero di tutto, tanto che nelle quattro ore necessarie a portare a compimento questa prima parte dell'avventura si scopre persino un mercante in grado di riparare le nostre armi e migliorarle coi materiali raccolti in giro, e un minigame per forzare le serrature che sembra uscito da Skyrim.

Ma la conquista più evidente del titolo è questa sua focalizzazione sull'importanza delle scelte. E del resto non era proprio su una decisione che si basava il successo o la disfatta, in un libro-game?
Ecco, il titolo vi mette di fronte a dei bivi importanti, vi lascia un po' sconsolati informandovi che avreste potuto superare una certa difficoltà grazie ad un'arte Ramas che non avete scelto all'inizio dell'avventura, e insomma vi spinge in tutte le maniere ad un secondo PlayThrough, addirittura portandovi ad esplorare zone diverse della mappa di gioco. L'unico vero problema di Lone Wolf (la difficoltà elevata non spaventerà i giocatori più coriacei, e comunque si può -dopo un game over- di affrontare lo scontro riducendo la difficoltà), è il numero davvero ridotto di tipologie di nemici, che arrivati alla fine del capitolo lascia un po' interdetti. Ma anche mettendo in contro questo aspetto, la partenza di Lone Wolf è di quelle col botto, e non poteva esserci inaugurazione migliore per una stagione che non vediamo l'ora di continuare a "leggere".

Joe Dever's Lone Wolf Joe Dever's Lone Wolf si inventa un nuovo genere di Gioco di Ruolo. Recupera il fascino della narrazione classica, quello che si è sempre nascosto fra le pagine dei libro-game e nelle lunghe descrizioni dei Dungeon Master, e lo usa per costruire un racconto piacevolissimo da leggere soprattutto grazie alle abilità retoriche di Joe. La trama non è ancora partita (si tratta del primo d quattro atti che comporranno il prodotto finale), ma le descrizioni sono sempre dense ed evocative. Su questo tessuto di parole e sensazioni, sorge poi la componente “action” del titolo, curata, intelligente, sempre stimolante. Gli elementi ruolistici, l'usco intelligente delle proprietà touch dei device, lo stile generale degli artwork e dei menù: tutto è al posto giusto. Scaricatelo e non ve ne pentirete: Lone Wolf è qualcosa di fresco in un mercato fatto di troppe minuterie inconsistenti, è uno splendido tributo ad un'epoca e ad un'opera indimenticabili, ma è anche un gioco originale e appassionante, come da tempo non si vedevano.

9

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