Prey (Parte 2) Oggi alle ore 21:00

Francesco torna su Talos-I

Recensione JoJo's Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

Torna Jojo con tante sorprese per gli appassionati. Nella nostra recensione tutti i dettagli sull'atteso Eyes of Heaven.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione JoJo's Bizarre Adventure: Eyes of Heaven
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PS4
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sono passati oltre due anni dall'uscita in Europa di All-Star Battle, che fece felice l'enorme fanbase di uno degli shonen più longevi ed apprezzati di sempre; un picchiaduro ad incontri che, seppur imperfetto, aveva gettato delle buone basi per un ipotetico proseguimento della saga su console. Un nuovo titolo ispirato al manga di Hirohiko Araki è effettivamente arrivato, sempre dalle esperte mani di CyberConnect2, ma il risultato è ben diverso dall'All-Star Battle 2 in cui tutti speravano.

Ora Ora Ora?

Un deciso cambio di rotta, quello con cui dovranno scontrarsi i fan alle prese col nuovo Eyes of Heaven. Un doloroso addio, quindi, agli scontri classici in due dimensioni, che lasciano spazio ad arene 3D liberamente esplorabili, più vicine a quelle tipiche dei più caotici brawler. Una decisione che rischia certamente deludere chi si aspettava un'evoluzione sul piano tecnico degli scontri bidimensionali già visti in All-Star, ma che potrebbe incuriosire i sostenitori di titoli come J-Stars Victory VS, per citarne uno. Sebbene il cambio di stile abbia richiesto indubbiamente una mole non indifferente di lavoro da parte degli sviluppatori, il grosso della produzione fa capo ad un'interessante modalità storia. Si tratta, infatti, di un arco narrativo del tutto inedito, che si innesta timidamente nel finale del terzo atto delle ‘Bizzarre Avventure', a seguito della presunta sconfitta definitiva di DIO per mano di Jotaro Kujo e del suo potente stand. Il vecchio Joseph e Jotaro si apprestano a congedarsi dall'alleato Jean Pierre, deciso a tornare in Francia, quando i tre vengono sorpresi dall'inaspettata visita di un giovane Speedwagon. L'eccentrico capellone li avverte dell'imminente pericolo: Iggy, Avdol e Kakyoin sono infatti tornati in vita, e sono pronti ad attaccare il trio sotto l'influenza di un misterioso maleficio. Da queste premesse si apre una bizzarra vicenda pregna di paradossi spazio-temporali e incontri impensabili, che terrà il giocatore impegnato per ben 12 capitoli, che ripercorrono tutti e 8 gli atti che compongono il manga, dal Phantom Blood del 1987 al recente JoJolion, ancora in corso.

L'idea di creare una storia del tutto inedita -dietro la quale parrebbe esserci la supervisione dello stesso Araki- è indubbiamente apprezzabile, soprattutto per chi non ha gradito la pessima gestione dello story mode di All-Stars; addio quindi agli scarni muri di testo riassuntivi e ai contenuti già ampiamente noti ai fan: Eyes of Heaven mette sul piatto una sostanza di ben altro tipo, quali gradevoli -ma forse eccessivamente statiche- cutscenes in grafica di gioco (nelle quali spiccano i simpatici siparietti fra il vecchio Joseph Joestar e il se stesso del passato) e brevi riepiloghi affidati alle spettacolari tavole a colori del manga. Piuttosto longeva e carica di scontri interessanti, la storia tuttavia fa fatica a coinvolgere e stenta ad ingranare, se non sulle battute finali; dare in pasto una narrazione a tratti pretestuosa, che sfrutta le tematiche legate ai viaggi nel tempo e agli universi paralleli per giustificare alleanze improbabili ed incontri anacronistici, ad un pubblico abituato a standard narrativi di tutt'altro livello, poteva rivelarsi un grosso azzardo, ma l'intero impianto narrativo riesce comunque a reggersi sulle convincenti reazioni dei personaggi, alle prese col susseguirsi di situazioni sempre più surreali.

Un sacco di pugni

Sul piano prettamente ludico, Eyes of Heaven si mostra decisamente più accessibile e semplificato del predecessore bidimensionale; i combattimenti vanno affrontati per forza di cose in coppia con un alleato controllato dall'IA, e nonostante una certa legnosità di base, si mostrano tanto caotici quanto divertenti (sempre che si riesca a mandar giù il passaggio al nuovo stile a tre dimensioni), certamente votati ad una smodata spettacolarità, spinta a livelli estremi dalla caotica invadenza delle onomatopee e degli effetti speciali che seguono ogni singolo contatto fra i partecipanti. Di sicuro è apprezzabile lo sforzo degli sviluppatori nell'evitare di trasformare l'esperienza di gioco in singolo in una semplice sequela di combattimenti giustificati dalla trama, tuttavia la fase di esplorazione si rivela presto priva di stimoli e, a parte le concitate partite a poker con quel gran baro di D'Arby, le attività secondarie stentano a mantenere vivo l'interesse del giocatore. Le semplificazioni tecniche e la quasi totale assenza di un sistema di combo, rendono Eyes of Heaven, alla fine dei giochi, un semplice button masher senza infamia né lode, per quanto riguarda strettamente il gameplay, ma incredibilmente esaltante sul fronte dell'impatto visivo.

Sul piano tecnico, la nuova fatica di CyberConnect2 si limita a riciclare i modelli 3D della precedente produzione, ampliare il roster fino a superare i cinquanta combattenti e disegnare arene tridimensionali -un po' scarne, a dir la verità- disseminate di oggetti da usare in combattimento; sul piano contenutistico si concede qualche scivolone di troppo, primo su tutti l'assenza totale di modalità multigiocatore in locale, inaccettabile per un picchiaduro che si rispetti. A questo si aggiunge tutta una serie di difetti di secondaria importanza, fra cui una cattiva gestione della telecamera di gioco, che troverà sempre l'occasione per remarvi contro, anche bloccando la visuale sul nemico, e qualche imprecisione nelle collisioni, rendendo, di fatto, questo Eyes of Heaven un titolo destinato solo ai fan più sfegatati, disposti a scendere a compromessi, pur di combattere nei panni di qualche grande assente dell'All-Star Battle.

JoJo's Bizarre Adventure: Eyes of Heaven Figlio di un’opera di fanservice un po’ distratta, che paradossalmente disattende le speranze di una buona fetta di affezionati, in fremente attesa di un’evoluzione sul piano tecnico di All-Star Battle, Eyes of Heaven è un prodotto decisamente differente da quanto ci si aspettava. A fronte di una modalità storia sorprendentemente longeva, a tratti convincente, e un roster incredibilmente vasto, ci sono gravi carenze contenutistiche, quali l’assenza di modalità multiplayer in locale e l’impossibilità di confrontarsi in battaglie 1 VS 1. Consigliamo di tener conto, in previsione dell’acquisto, delle conseguenze dovute al passaggio alle arene tridimensionali, che pochi amanti dei picchiaduro di stampo classico riusciranno a mandar giù. Un prodotto destinato agli irriducibili sostenitori dell’opera di Araki, disposti a chiudere un occhio sulla semplificazione del sistema di combattimento, pur di godersi la spettacolarità degli scontri.

6.6

Che voto dai a: JoJo's Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

Media Voto Utenti
Voti totali: 5
6.4
nd