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Just Cause 3 - Mech Land Assault Recensione

Mech Land Assault è il secondo e nuovissimo DLC di Just Cause 3, un pacchetto che include una mini campagna e introduce una gradevole novità.

Versione analizzata: PC
recensione Just Cause 3 - Mech Land Assault
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Lacrima è un piccola area a Nord di Medici, fittizio arcipelago che già abbiamo imparato a conoscere durante l'avventura principale di Just Cause 3. Piccola, selvaggia e piena zeppa di soldati armati fino ai denti, la nuova ambientazione si configura come il parco giochi perfetto per proseguire la nostra feroce attività blastatoria, unico vero leitmotiv di una produzione poco ispirata e monocorde come il terzo capitolo del free roaming di Avalanche. Tornano in pompa magna le tediose "liberazioni" degli avamposti, che in questo DLC occuperanno la quasi totalità del play time complessivo, accompagnate da missioni principali un po' sempliciotte e mai sufficientemente articolate. Anche la storia risulta davvero troppo approssimativa, brevissima e inconcludente: anche per una produzione che mai ha fatto della narrazione un proprio cavallo di battaglia. Le missioni principali, per altro, sono solamente due. Se nel titolo base si intravedeva di tanto in tanto qualche spunto interessante anche in tal senso, qui il gioco dimostra di aver ceduto completamente il passo alla propria natura sandbox, regina incontrastata di una divertente ma estremamente ripetitiva sagra dell'eccesso. Niente di nuovo sotto il cocente sole di Medici, dunque, solo tanto esplosivo al plastico e una nuova categoria di mezzi, i mech, che farà sicuramente la felicità dei fan di vecchia data del gioco.

Grandi, grossi e.. magnetici

Land Mech Assault, sebbene si limiti semplicemente a svolgere il proprio "compitino" senza particolari guizzi degni di nota, non è comunque un DLC completamente da buttare. Spiace soltanto che non abbia cercato in qualche modo di migliorare, integrare ed espandere maggiormente la struttura ludica del gioco base. Già sulla carta sembrava destinato a risultare meno appariscente e ispirato del contenuto che lo ha preceduto, oltre che un serio candidato al titolo di DLC meno vario e innovativo del trittico contenutistico annunciato da Avalanche Studios (il terzo arriverà entro fine estate). Sensazione confermata non appena abbiamo preso in mano il pad: l'offerta di questo secondo pacchetto aggiuntivo ci è sembrata decisamente più povera e limitata rispetto a quella del precedente. L'idea di dare in dotazione al giocatore temibilissime macchine corazzate non è affatto da sottovalutare, comunque, soprattutto se consideriamo l'appeal che questo tipo di trovata potrebbe avere sui fan della serie, da sempre particolarmente devoti al culto della distruzione fine a se stessa. Oltre ad armi più tradizionali e strampalati attacchi "fisici" (i quali hanno comunque un range considerevole) che ricordano da vicino delle mosse di kung-fu (tra cui trova spazio anche una sorta di shoryuken), i mech ci permetteranno di usufruire di una particolarissima - ma altrettanto funzionale - "presa gravitazionale" denominata GRIP, che ben presto assumerà il ruolo di protagonista indiscussa dei combattimenti. Con la semplice pressione di un tasto saremo in grado di attrarre verso di noi qualunque tipo di elemento dello scenario, mezzo o persona presente a schermo, facendoli gravitare di fronte ai nostri occhi pronti per essere scagliati contro il nemico di turno. Il sistema di controllo, che durante il nostro playthrough di Sky Fortress aveva più volte mostrato segni di cedimento, si dimostra ancora una volta molto più adatto a gestire il combattimento sulla terraferma che non quello aereo. Messe da parte le goffe virate ed il problematico sistema di mira che aveva accompagnato l'introduzione della mitragliatrice e del lanciamissili integrati nella tuta alare (che comunque, logicamente, restano ancora utilizzabili), Land Mech Assault ci ha aperto le porte per un "more of the same" molto accessibile, semplice e diretto. Peccato che il nostro entusiasmo iniziale sia stato ben presto ridimensionato da alcuni problemi fin troppo evidenti, su cui è davvero difficile chiudere un occhio. Uno dei cardini dello scanzonato sandbox di Avalanche era senza dubbio l'ampio ventaglio di possibilità offerte al giocatore durante lo svolgimento delle missioni, caratteristica fondamentalmente spazzata via da un mission design piuttosto scialbo, che finisce per ridurre sensibilmente le possibilità di approccio. Per contrastare i mech avversari, ad esempio, sarà praticamente obbligatorio usarne uno a nostra volta. Se nell'avventura principale avevamo apprezzato la possibilità di risolvere le varie situazioni combinando a nostro piacimento l'utilizzo del rampino, della tuta alare e della possibilità di legare tra loro più oggetti per creare il caos in modi sempre diversi, in Land Mech Assault sembra tutto molto più standardizzato e piatto. Vi basterà aprire il menu per farvi inviare in pochi secondi un aereo, una jeep oppure - giusto per citare un altro elemento distintivo del DLC precedente - un drone da utilizzare come una micidiale "arma da lancio". Per non parlare poi della semplicità con cui potremo trasformare qualunque veicolo nemico in una vera e propria arma al nostro servizio.

Adesso, togliere di mezzo quei fastidiosissimi elicotteri che nel gioco base ci avevano dato tanti grattacapi, è diventato fin troppo semplice: ci basterà utilizzare la nostra presa magnetica per renderlo completamente inerme, e magari usarlo per far fuori uno di quegli insopportabili cecchini oppure semplicemente lanciarlo contro un altro elicottero. Una pratica decisamente divertente ma davvero troppo mal bilanciata per non far storcere la bocca ai giocatori più esigenti. Il discorso si fa invece ben diverso nel momento in cui decidiamo semplicemente di andare in giro a fare baldoria: in quel frangente le rinnovate potenzialità del gioco sono davvero una manna dal cielo.

Just Cause 3 Arrivato sui nostri schermi accompagnato da una mini-campagna brevissima e impalpabile, Mech Land Assault si prefigge come obiettivo principale quello di aumentare esponenzialmente la potenza di fuoco del nostro carissimo Rico Rodriguez. Ma si preoccupa anche di aggiungere un nuovo arcipelago in miniatura, creato ad hoc per i contenuti di questa nuova espansione. Pur non presentando grosse particolarità in grado di differenziarla dal resto di Medici, è comunque un’ottima scusa per tornare a far saltare in aria basi militari di ogni tipo. Land Mech Assault cerca di mettere in risalto l’anima sandbox e free roaming del gioco di Avalanche Studios, affiancando ad un paio di missioni un po’ raffazzonate, che sembrano messe lì solo per giustificare il prezzo del DLC, strumenti di distruzione da utilizzare per fare baldoria sia nella nuova ambientazione che in qualunque missione del gioco base. Utilizzare i mech è senza dubbio molto divertente, ma viste le già citate carenze dell’espansione, ci sentiamo di consigliare l’acquisto solo ai fedelissimi di quel tamarrissimo simulatore di caos che prende il nome di Just Cause 3.

6.5

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