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Recensione Kerbal Space Program

Il simulatore amato da ESA e NASA è finalmente completo. Il titolo d'esordio del team Squad si conferma un prodotto dalle ambizioni smisurate: scopriamo lo spazio infinito nella versione 1.0.

Versione analizzata: PC
recensione Kerbal Space Program
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Senza nulla togliere alla musica, al cinema, o ai preziosi libri, sono convintissimo che i videogiochi siano l'unica passione capace di contenerne mille altre. Basta un po' di curiosità, ovvero la base della conoscenza, e da un buon titolo si può arrivare ovunque, e forse addirittura più lontano. Se mi ci metto, a pensarci su dico, non faticherei a riempire questa pagina di esempi, e intendo esempi vissuti sulla mia maledetta pelle, pelle da maledetto videogiocatore. Una piccola parte del merito certo va anche a chi scriveva ai miei tempi di questo hobby, quelle firme in grado di capire e poi spiegare con cura a noi lettori le origini e le ispirazioni dei titoli più raffinati; ma il grosso va naturalmente a loro, a tutti quegli sviluppatori che sì, in un modo o nell'altro mi hanno dato un educazione, "mi hanno cresciuto" direbbero alcuni. Infogrames nei primi '90 per esempio, è grazie a lei e alla coppia Shadow of Comet/Alone in The Dark che mi sono presto trasformato in un vorace lettore di H.P. Lovecraft. Mafia mi ha presentato Django Reinhardt e a cascata una dozzina di altri chitarristi e compositori "a tema". E che dire dei simulatori della Jane's, di quando fagocitai centinaia di pagine di manuale per trasformarmi nel più esperto sommergibilista minorenne del quartiere (e mi tengo basso...). Tra cavitazioni e punti di corda, i videogiochi mi hanno messo davanti a nozioni di cui forse non avrei mai saputo nulla, davanti a scrittori, musicisti e attività sportive con cui forse non avrei mai avuto nulla a che fare. Spunti di vita, pensieri sullo sfruttamento del pianeta che germogliano tra libri di scienze e Mako Energy, ma che è possibile cogliere anche in giochi più leggeri, come un ottimo sportivo per esempio, che può trascinarti su dei campi reali proprio come è successo a me con un NBA 2K non meglio precisato. E poi c'è lui, l'ultimo videogioco ad avermi aperto un mondo, cambiando completamente il mio modo di vedere le cose sull'argomento trattato, ed è questo Kerbal Space Program. Grazie Kerbal!

Paura di Volare

Lo spazio mi ha sempre affascinato, è un luogo e un concetto che porta con sé stupore e una vaga e fastidiosa sensazione di terrore. Avete presente, no? Quel silenzio tra panorami alieni, il nulla in cui è così facile perdersi, psicologicamente ma pure fisicamente (Major Tom to ground control...). Ricordo di una collegamento televisivo con la MIR, tantissimi anni fa, che riuscì a turbarmi per un'intera notte e non scherzo: quel delay tra domande e risposte che sottolineava continuamente impossibili distanze in anni luce mi dava i brividi. Ammiravo quegli uomini coraggiosi. Quanto lontano può spingersi un uomo senza provare paura? Quanta fiducia deve riporre nella scienza e nella meccanica per poggiare il suo culo su un sedile legato stretto a dei razzi dalla potenza vertiginosa? La mia ammirazione si fece molto più concreta qualche anno fa, quando arrivò la grande ondata di documentari in occasione dell'anniversario dello sbarco sulla luna. Lì capii definitivamente l'importanza dei matti nella corsa allo spazio: ne dobbiamo ringraziare un bel po' se oggi l'umanità si è spinta così lontano. I matti a cavalcioni su razzi sperimentali di ogni forma, e che spesso hanno dato la vita brillando nel cielo con eroico ardore. Il primo uomo in sella a un reattore! Il primo nella stratosfera! Il primo di qua e il primo di là... poche gesta eroiche in mezzo a tanti, troppi fallimenti di cui è meglio dimenticarsi in fretta. Una corsa, appunto, folle fino in fondo, e che Kerbal Space Program, con la giusta approssimazione, mi ha dato moto di vivere sulla mia pelle (d'oca). Il simulatore in questione, sviluppato dalla Squad (è il loro primo progetto), arriva in versione work in progress nel lontano 2011, e fa un salto enorme in qualità e contenuti nel 2014, quando viene aggiunta anche la modalità carriera. È vero che Everyeye già ve ne aveva parlato in passato, ma da qualche settimana Kerbal Space Program è finalmente uscito dal programma early access per approdare nuovamente, ma finalmente completo, sullo store di Steam. Un'ottima scusa per ricaricarlo e per provare le tante novità introdotte in questa versione 1.0, un'ottima scusa per discuterne insieme e perché no, divertirci anche ad "attaccarvi" questa strana "malattia" che vi porterà a sognare missili e a guardare il cielo in un modo tutto nuovo.

In questo particolarissimo titolo, che riporta subito alla memoria i pazzi (per complessità, non come Goat Simulator) simulatori di un tempo, l'utente è chiamato a organizzare la sua personalissima corsa allo spazio, sia in modalità sand box (tutti i pezzi sbloccati fin dal principio) che nella più recente modalità carriera (dove si parte con il minimo indispensabile, ed è possibile accettare missioni per accumulare soldi e punti scienza, con i quali poi acquistare nuove meccaniche e possibilità). Oltre a gestire fondi e progressi, lo scopo principale del gioco sarà costruire razzi, navicelle e in seguito anche mezzi da sbarco in grado di spingersi sempre più lontano dalla terra (che nel gioco si chiama Kerbin, i Kerbal non sono umani...), e poi guidarli in prima persona verso l'obiettivo. Vi anticipo subito che non sarà facile, ma anche che il divertimento sarà all'altezza dei mille muri con cui dovrete più e più volte scontrarvi.

Gli ingegneri non sono tutti calvi

Iniziare a camminare tra le stelle in modalità carriera è sicuramente la scelta migliore e in grado di dare maggiori soddisfazioni, d'altronde riuscire anche solo a sfiorare l'atmosfera terrestre con la poca tecnologia a disposizione richiederà un impegno considerevole. E anche tanti dubbi amletici! Per esempio? Meglio meno motori ma più potenti, o più motori ma meno potenti? La cosa fantastica di Kerbal è che ci lascia sperimentare liberamente: se vi sentirete soddisfatti della vostra creazione, salvate e con un click dirigetevi sulla pista di lancio per provare il tutto. Il lancio va male o malissimo? Starò a voi decidere se pagarne le conseguenze (a volte conviene!) oppure ripartire o dall'hangar di assemblaggio o direttamente prima del lancio (magari il progetto è vincente, ma la scemata l'avete fatta alla guida). Ma come si assembla una navicella in Kerbal Space Program? Con un classico e semplicissimo drag & drop: si trascina nell'hangar il pezzo che si vuole utilizzare e lo si lascia lì al centro per aggiungerne poi altri, oppure si collega alle parti già in utilizzo. Naturalmente, vista l'importanza dell'aerodinamica, è essenziale lavorare in perfetta simmetria, ma in nostro aiuto ci sono pochi ma efficaci tool che permettono una quasi (a volte l'editor continua a fare capricci) completa libertà di assemblaggio. Finita la costruzione, sarà necessario "programmare" i vari stadi di funzionamento (accensione dei motori, accensione dei secondi motori, sganciamento dei serbatoi vuoti, e così via), per poi finalmente passare ai test "su strada". Kerbal Space Program è un gioco che cresce di intensità a colpi di innumerevoli fallimenti e pochi grandiosi successi, successi che ogni volta che verranno agguantati lasceranno il posto a sfide più grandi e apparentemente insormontabili. Il primo urlo di gioia solitamente lo si lancia raggiunti i 10.000 metri di altezza, il secondo sui 70.000, la gioia inizia ad essere incontenibile la prima volta che si sfiora l'orbita. Un'orbita, appunto, che per rappresentare un trampolino di lancio verso esplorazioni future necessita di essere compresa e sfruttata, e per farlo dovrete iniziare ad addentrarvi nella materia, e capire come sfruttare apogeo e perigeo (da non confondere con perineo, altrimenti fate una figuraccia) per navigare con precisione nello spazio. In Kerbal Space Program, proprio come nella realtà, tutto sembra essere costantemente in bilico, pronto ad esplodere, a deformarsi, a precipitare o a perdersi per sempre nello spazio, ed è questo il bello, è questo che tiene svegli e che dà l'adrenalina. Ancora meglio, in Kerbal quello che sperimenteremo da piloti non è altro che quello che abbiamo creato da ingegneri: se l'esperimento fallisce vuol dire che tra creatività, ingegno, intelligenza e riflessi qualcosa non ha funzionato, o che semplicemente abbiamo fatto il passo più lungo della gamba (e in questo caso, trattandosi di corsa allo spazio, abbiamo fatto schifosamente bene). Ok, bella 'sta scemenza dell'orbita, ma poi? Poi Kerbal cresce ancora. Considerate pure che molti giocatori, a questo punto, avranno già passato la soglia delle dieci e passa ore di gioco, non voglio farvi sembrare una passeggiata ciò che non lo è. Ma dicevamo... Kerbal a questo punto cresce ancora, e insieme a lui dovrà crescere anche la vostra abilità altrimenti c'è anche il rischio di non tenergli testa. Come sempre, anche in base alle parti meccaniche che avremo sbloccato (che sono una miriade e si dividono in cockpit, ali, tubi di collegamento per rendere più rigida la struttura, laboratori scientifici, motori e serbatoi di ogni forma e modello e tanto, tantissimo altro ancora) e alle missioni in circolazione (ciclano continuamente, e spesso si ripetono anche per motivi di gameplay, quindi a seguirle si è in qualche modo costretti a grindare un po') dovremo darci un nuovo obiettivo. Per esempio, addestrarci nell'EVA (attività extraveicolari) o nell'attracco in orbita tra due diversi moduli, oppure provare semplicemente a inoltrarci ulteriormente nello spazio, magari fino a raggiungere la luna (che per i Kerbal si chiama Mun). In entrambi i casi il gioco è destinato a crescere ancora, e ancora.

Una volta collegati due moduli diversi nello spazio oh, si può pensare pure a una stazione permanente come l'IS; una volta entrati nell'orbita della luna oh, dopo non può che venirti voglia di provare a lanciare insieme alla navicella anche un mezzo da sbarco, di quelli con le ruote e i pannelli solari retrattili (e che come tutte le cose di Kerbal dovrete costruirvi da voi) come il lunar rover della Nasa, già immortalato in emozionanti filmati girati sul satellite terrestre preferito dai licantropi. Naturalmente i pianeti non finiscono con la luna, e nemmeno gli obiettivi a cui mirare finiscono una volta atterrati e ripartiti da essa (vi sfido a farlo, è fantastico, fattibile, ma di primi acchito sembrerà paurosamente impossibile).
Ma quanto è bello e unico Kerbal Space Program? Al punto che ESA e NASA ne riconoscono le qualità, permettendo agli sviluppatori addirittura di includere nel gioco i loro loghi ufficiali. Ma quanto piace ai professionisti questo Kerbal? Al punto che di recente, sulla pagina Facebook della NASA, un utente ha fatto una battuta su Jebediah Kerman (uno dei primi Kerbal astronauti a disposizione del giocatore, e uno dei primi destinato a tirare le cuoia) e il gestore ha saputo rispondergli a tema. Tutti sono pazzi di Kerbal, e chi non lo è semplicemente dovrebbe, perché negli ultimi anni poche volte ci siamo ritrovati alle prese con un prodotto così educativo, e senza rinunciare al divertimento (non a caso ne esiste una versione scontata dedicata proprio alle scuole). È vero che Kerbal non costa pochissimo, ed è vero che superficialmente non è curato come i titoloni su cui di solito si sbava dietro, ma è anche unico nel suo genere, e capace di trasmettere emozioni come pochissimi altri titoli, specialmente dei freddi simulatori, sono riusciti a fare.

Kerbal Space Program La nuovissima versione 1.0 del gioco, quella per così dire definitiva, presenta alcune importanti novità, tra cui un nuovo motore grafico (ma la differenza non si vede) e un nuovo motore fisico molto più elaborato e preciso (integrazione che aumenta ulteriormente le cose a cui pensare nelle diverse fasi del gioco). Inoltre, è stata introdotto il calore da rientro, in modo da rendere il viaggio di ritorno interessante fino alla fine richiedendo interventi mirati sia in fase di progettazione che alla guida tra le diverse atmosfere. La versione 1.0 include poi molti miglioramenti sparsi, molti meno bug che nelle precedenti release e nuovi pezzi per rendere il tutto più bello e interessante. Un'ultima cosa: non pensate che Kerbal sia un gioco esclusivamente single player: funziona alla grande anche in compagnia di amici (e per compagnia intendo vera compagnia, ovvero uno accanto all'altro). Vi assicuro, giocato insieme a degli amici (e a della birra?) è a dir poco incredibile perché si fa a turno, ci si scambiano continuamente pareri. Ricordo sempre con grande piacere, e secondo me è una delle prove inconfutabili dell'eccezionalità di questo simulatore, di quando, dopo aver compiuto una missione ai limiti del possibile insieme a due amici (dovevamo salvare un astronauta alla deriva), siamo esplosi in un virilissimo abbraccio di gruppo, esattamente come avviene nelle sale controllo Nasa nei film e nella realtà. Ce l'avevamo fatta, ce l'avevamo fatta unendo le idee di tutti, ce l'avevamo fatta grazie a un pomeriggio libero che forse non dimenticherò mai. Kerbal è questo: aguzza la matematica, spinge all'approfondimento e a volte, scusate se è poco, rafforza pure l'amicizia.

8.5

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