Recensione Killer is Dead - Nightmare Edition

Il folle action game di Suda51 arriva anche in versione PC

Versione analizzata: PC
recensione Killer is Dead - Nightmare Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Goichi Suda non ha bisogno di presentazioni. Pochi sviluppatori sono dotati un tocco autoriale così forte e riconoscibile come l'eclettico autore in forze presso Grasshopper Manufacture.
Tenendo fede all'originalità che contraddistingue le sue produzioni, il padre di Killer 7 e No More Heroes carica la sua ultima creazione di criptica suggestione: realizza così Killer is Dead, affascinante action game rilasciato lo scorso anno su Ps3 e Xbox360 e ora approdato anche su Pc, per la gioia di tutti gli appassionati del genere. La bizzarria e gli eccessi stilistici che permeano Killer is Dead potrebbero persino scoraggiare una buona fetta di giocatori, non tanto avvezzi alla poetica squisitamente nipponica che qui è portata all’esasperazione, e "contamina" sia il racconto che la componente visiva. Una sorta di pastiche surreale che, piaccia o meno, rappresenta comunque l'imprescindibile tassello di una cultura videoludica troppo spesso preclusa ai fruitori della piattaforma Windows. Con la pubblicazione su Steam della Nightmare Edition di Killer is Dead, quindi, viene data anche ai giocatori PC la possibilità di conoscere e -perché no?- innamorarsi dell’estro visionario di Suda 51.

The Killer inside me

Cercare di comprendere a fondo la trama di Killer is Dead equivarrebbe, con ogni probabilità, a sminuire il fascinoso tessuto narrativo che irretisce il giocatore lungo l’arco dei dodici stravaganti capitoli in cui il titolo è suddiviso. La vicenda ci mette negli eleganti panni di Mondo Zappa, giustiziere non per scelta ma per mestiere, dotato di un mortale braccio meccanico, e tanto abile con la lama quanto col suo spiccato savoir faire da perfetto gigolò. Il nostro, immemore del suo passato, lavora insieme alla dolce ma frivola assistente Mika, per una particolare agenzia governativa in cui si eseguono assassinii su commissione.
Alla guida di questa speciale organizzazione vi sono Bryan, killer ormai in pensione metà uomo e metà macchina, e Vivienne, una procace biondina amante del denaro e dall’indole assai pragmatica. Ogni incarico che il nostro protagonista sarà chiamato a portare a termine sembra avere una storia a sé stante, ma rivela in realtà alcuni punti di contatto con la trama principale, che indaga sul passato di Mondo nonché sul suo misterioso legame con il volto oscuro della luna. Nel mezzo, c'è anche uno stravagante quanto megalomane villain, chiamato David, il cui design e le cui manie da dio-re non possono che richiamare alla mente la caratterizzazione di Serse nella graphic Novel 300 di Frank Miller. Tra citazioni kafkiane, ammiccamenti al cinema orientale e ai lungometraggi fantascientifici di serie B, rimandi alla cultura occidentale travisata dall’ottica nipponica, suggestioni oniriche, esaltazioni tarantiniane della violenza e contaminazioni artistiche da noir fumettistico, la narrativa di Killer is Dead rimane criptica e affascinante sino alla fine, lasciando quell’alone di mistero irrisolto che giova fortemente alle atmosfere del titolo, rendendolo enigmatico e originale.
Risolvere tutti gli arcani dietro alle allusioni e alle metafore di cui la storia è infarcita non solo sembra quasi impossibile, ma priverebbe anche il giocatore del gusto di poter interpretare a suo piacimento alcuni simbolismi, all’insegna del grottesco, dell’ironico e anche del nonsense. Per tentare di sbrogliare il bandolo della matassa, comunque, viene incontro al giocatore la Modalità Cinema, appositamente inserita nella Nightmare Edition, che permette di rivedere tutte le cut scene del gioco dopo un primo playthrough.

Lasciate da parte le velleità narrative, comunque, il vero cuore di ogni action game nelle sanguigne vene del suo gameplay. E il sangue è proprio il punto focale intorno a cui ruota la struttura ludica di Killer is Dead: il braccio bionico di Mondo non è solo un orpello metallico che lo rende un personaggio misterioso, ma una vera e propria arma che assorbe l’energia dei nemici uccisi. Attraverso il sangue, Mondo riempie un particolare indicatore con il quale effettuare una finishing move, l’ Adrenaline Burst, essenziale per abbattere specifiche tipologie di avversari e, soprattutto, gli strepitosi boss di fine episodio, gli scontri con i quali sono coreografati con magnificenza e rappresentano sicuramente i momenti più spettacolari del gioco.
Proprio per far sì che la sua opera mantenga un costante tasso di spettacolarità in ogni combattimento, Suda sembra aver spinto soprattutto sul fronte dell'immediatezza e della semplicità che sui tecnicismi. Il combat system, infatti, si basa sostanzialmente su due attacchi: uno primario con l’amata Katana Gekkou, e l’altro secondario con il temibile braccio meccanico, il Musselback, con il quale, oltre a sparare proiettili di vario tipo, si può menare anche un poderoso pugno utile per rompere la difesa degli avversari.
Le mortifere combo che Mondo è capace di incatenare, tuttavia, si attivano “in automatico” con la ripetuta pressione del tasto adibito all’attacco con la spada, e dipendono dal tempismo con cui viene premuto. Questa semplicità alla base delle meccaniche di combattimento, capace di rendere pirotecnici gli scontri anche per i giocatori meno abili, non implica comunque che sia possibile avanzare nell’avventura semplicemente tramite button mashing: la presenza di un’essenziale schivata da eseguire con sapiente tempismo (attivabile con lo stesso input della parata) permette di rallentare il tempo (la cosiddetta tecnica Dodge Burst) e dà a Mondo la possibilità di rimpinguare il contatore delle combo per aver la meglio di nutriti e diversificati gruppi di nemici.
Questi rilasciano, una volta sconfitti, specifici oggetti che vanno ad incrementare la salute di Mondo e l’indicatore del sangue, tra cui particolari cristalli lunari da utilizzare per acquisire dei potenziamenti legati sia all'arma principale sia a quella secondaria. Invero i suddetti potenziamenti non sbloccano abilità fondamentali per portare a termine i dodici incarichi del gioco, denotando un leggero sbilanciamento nel gameplay e una certa semplicità nella progressione, almeno lungo la storyline principale. A qualunque livello di difficoltà si affronti la modalità storia, infatti, molte delle abilità di Mondo non necessitano di essere apprese per avere ragione degli avversari, e basterà intervallare l’attacco con la katana e la schivata per proseguire senza troppi intoppi, mentre l’utilizzo dell’arma da fuoco sarà rilegato soltanto agli avversari posti sulla distanza, dando vita ad un combat system intuitivo ma forse troppo “guidato” in alcuni frangenti.


Il discorso invece cambia quando si affrontano gli incarichi secondari, disponibili dopo aver completato alcune missioni principali o dopo aver scovato all’interno dei livelli la sensuale infermiera Scarlett, che sembra avere la passione per il nascondino. Durante questi compiti extra, infatti, il tasso di sfida aumenta considerevolmente e alcuni obiettivi andranno necessariamente portati a termine usando specifiche abilità: quest’aspetto sembra quasi rendere le missioni primarie una sorta di lungo tutorial in cui apprendere meglio le dinamiche di gameplay, e insomma avremmo preferito ci fosse più equilibrio nella progressione lungo l’avventura principale.
Tra un assassinio e l’altro, comunque, il nostro Mondo potrà deporre le armi e dar prova dell’abilità con lo charme di cui è dotato nelle missioni gigolò: in esse dovremo conquistare bellissime ragazze osservando con manie da voyeurista le loro zone erogene finché, riempita un’apposta barra di coraggio, non ci verrà data l'opportunità di offrir loro un regalo acquistabile nello store del gioco. Conquistando il cuore (e il corpo) di queste sensuali fanciulle, ci verranno fornite delle armi secondarie che potenzieranno l’efficacia del Musselback di Mondo, fino ad un massimo di quattro aggeggi di morte, tra cui una pistola congelante e un'enorme trivella in grado di distruggere alcune corazze nemiche o sfondare mura che aprono piccoli passaggi segreti nei livelli.
Gli scenari, inoltre, sono caratterizzati da un design sufficientemente vario e folle ma, nonostante il nostro protagonista, in una delle sue ironiche riflessioni metavideoludiche, sostenga che “i giochi d’azione dovrebbero avere mappe ampie”, queste paiono limitate da una certa linearità e non sono abbastanza interattive. Gli stage attraversati nell’avventura principale faranno da sfondo anche alle missioni secondarie, presenti in numero tale da incrementare sufficientemente la longevità del gioco, che si attesta intorno alle 6/7 ore per la sola storyline. Per ogni incarico portato a termine, poi, vi sarà una specifica valutazione che terrà conto dell'abilità del giocatore nello squartare i nemici: più il punteggio è alto, maggiore sarà la ricompensa in denaro che permetterà di acquistare, oltre ai già citati doni per le fanciulle, anche nuovi costumi per Mondo, in grado di renderlo sempre più letale e affascinante.
Per quanto Killer is Dead non sia un gioco particolarmente impegnativo da completare, il raggiungimento dei punteggi più elevati si rivela una vera e propria sfida che tocca spaventosi picchi di complessità al livello di difficoltà più elevato: la modalità Incubo, esclusiva di questa Nightmare Edition, in cui gli avversari possono essere sconfitti unicamente tramite l’Adrenaline Burst, il Dodge Burst o precisi colpi alla testa. La frenesia degli scontri, in ogni caso, resa leggermente confusionaria dall’assenza del lock-on, richiede un comodo sistema di controllo affinché il caos dell’azione non prenda il sopravvento e renda il tutto poco fruibile. In tal senso, la buona mappatura dei comandi di default sulla tastiera e l’assenza di tecnicismi particolarmente avanzati nel combat system permettono anche ai giocatori Pc di godere della virtuosistica esperienza di Killer is Dead senza troppi compromessi legati ai controlli. La visuale è regolata ovviamente con il mouse, il tasto sinistro del quale è adibito all’attacco primario con la Katana e il destro a quello secondario col Musselback, mentre con i classici input WASD si controlla il protagonista e con la barra spaziatrice si gestiscono la schivata e la parata. Nonostante il buon lavoro svolto dagli sviluppatori per rendere fruibile il gameplay di un action game così stravagante e veloce anche su Pc, prevedibilmente la scelta di utilizzare un pad compatibile può agevolare l’esperienza nei momenti di maggiore caos su schermo, in particolare negli scontri con avversari dalle eterogenee tipologie d’attacco e difesa. Completare la modalità incubo,ad esempio, usando l’accoppiata mouse/tastiera può rivelarsi di una difficoltà folle anche per i più esperti: e in quanto a follia, crediamo che il gioco di Suda, di per sé, ne abbia già a sufficienza.

Il lato oscuro del cell shading

A fronte di una ricercatezza artistica davvero ispirata, il comparto tecnico di Killer is Dead non presenta, purtroppo, sostanziali miglioramenti rispetto alla sua controparte console. Stilisticamente, il gioco è dotato di una personalità unica, diretta esternazione della poetica dell’eccesso di Goichi Suda, in grado di dipingere lo schermo con forti ed espressionistici contrasti d’ombra che divorano una palette cromatica abbagliante: il risultato è una sorta di noir postmoderno dall’anima rigorosamente nipponica, che inscena, grazie all'abile utilizzo del chiaroscuro (con la particolare tecnica definita High Contrast Shading) e attraverso scelte registiche da manuale del pulp, una forma di narrazione estrosa, con forti contaminazioni di cinema e fumetto. Dal punto di vista tecnico, invece, l’impatto ravvicinato lascia un po’ perplessi per la povertà poligonale di personaggi e scenari, troppo avidi di dettagli, nonostante l’utilizzo dei giochi d’ombra cerchi di nascondere simile mancanza. In questo porting Pc è stato eliminato il tearing che affliggeva le versioni console, ma permangono ancora un leggero flickering e un senso di polverosità che annebbia in alcuni momenti l’immagine, rendendo quasi impercettibili le differenze tra le risoluzioni selezionabili. Anche sul fronte dei settaggi, il gioco risulta sostanzialmente povero: gli unici elementi variabili sono una generica qualità video (impostabile su alta, media o bassa) e il v-sync. Settando i dettagli visivi al massimo, tuttavia, sulla configurazione di prova (Intel core i7, 2.80 GHz, 8 giga di ram, Nvidia GeForce GTX 760, Windows 7) il motore non va oltre i 30 fps, e non mancano considerevoli, per quanto sporadici, cali di frame nelle sessioni più concitate. Pregevole, infine, l’accompagnamento musicale, che si fregia di brani che spaziano dal rock al classico, passando per campionature sonore da film dell’orrore, e che sono sapientemente orchestrati in un insieme tanto disomogeneo quanto suggestivo. L’atmosfera è impreziosita poi da un doppiaggio (sia inglese che giapponese) perfettamente in parte con la caratterizzazione dei singoli personaggi, ognuno dotato a modo suo di un’enigmatica personalità.


Killer is Dead Da questo porting Pc di Killer is Dead era lecito aspettarsi di più. Contenutisticamente, anche in virtù del prezzo ridotto al quale è possibile acquistarla, La Nightmare Edition si presenta come l’edizione più ricca del titolo di Suda 51, fregiandosi inoltre di alcune features esclusive, tra cui il Theater Mode e un nuovo livello di difficoltà. Tuttavia lo svogliato lavoro di ottimizzazione denota una scarsa attenzione riposta nel comparto tecnico, con un frame rate incostante che mina la fluidità di un gameplay semplice ed immediato, in grado di regalare più di qualche soddisfazione al giocatore, soprattutto se si utilizza un pad compatibile. Killer is Dead rimane, comunque, grazie alla sua originalità e al suo valore stilistico fuori parametro, un solido esponente degli action game: un’opera folle e affascinante, surreale e divertente nonostante le sue imperfezioni. In un mercato come quello Pc, così parco di titoli del genere, l’acquisto merita di essere tenuto in seria considerazione.

7.5

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