Recensione Killzone: Shadow Fall - Intercept

Arriva la modalità cooperativa dello Sparatutto firmato Guerrilla

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Killzone: Shadow Fall - Intercept
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    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se c'è un merito che bisogna riconoscere a Guerrilla, è quello di aver continuato a supportare il suo ultimo sparatutto - quel Killzone: Shadow Fall arrivato al lancio di PlayStation 4 - con una serie di contenuti sicuramente interessanti, capaci di espandere in maniera più che dignitosa la formula di gioco. Tutti i membri della community hanno salutato con piacere l'arrivo di due nuove mappe per il comparto multiplayer, ma pure chi ha acquistato il Season Pass non può lamentarsi: lo scorso DLC ha aggiunto, infatti, non solamente una nuova classe da giocare online, ma anche un livello di difficoltà extra per la campagna principale. Adesso è il turno di Intercept, che può essere acquistato anche singolarmente al prezzo di 9,90€: questo nuovo add-on porta con sé una modalità richiesta a gran voce dai fan, ovvero la cooperativa.
Purtroppo, chi sperava nella presenza di una mini-campagna da giocare con gli amici resterà clamorosamente scottato. Intercept si propone di fatto come una modalità orda da giocarsi in quattro mappe, che arriva fra l'altro con qualche evidente problema di bilanciamento e struttura. Anche se è apprezzabile l'intento del team di ampliare l'offerta di Shadow Fall, questo DLC sembra assemblato in maniera un po' corriva e non ha la solidità del pacchetto principale.

Tutti insieme appassionatamente

Effettuato il (pesantissimo) download (di quasi 5 GB) e l'aggiornamento obbligatorio di Killzone: Shadow Fall, la modalità Intercept si renderà disponibile nel menù iniziale. Al primo accesso una serie di schermate statiche spiegherà nel dettaglio la struttura di questo nuovo game mode.
Nella sostanza, Intercept è una variazione su tema della classica modalità orda sdoganata qualche anno fa dalla serie Gears of War. Invece di arroccarsi in difesa di un'unica base, stavolta, il team dovrà mantenere il controllo di tre trasmettitori, posti nelle mappe di gioco. Il sistema architettato da Guerrilla è parecchio complesso: conservando il dominio degli hot spot la squadra accumula punti vittoria, che servono per raggiungere il traguardo selezionato all'inizio della partita.
Ognuno dei quattro membri del team può guadagnare punti anche per suo proprio conto, ovviamente facendo fuori gli avversari che in massa si riversano sulle posizioni da difendere. Questi punti “personali”, però, non vengono subito inseriti nel cumulo del gruppo: per farlo vanno “incassati” in un'apposita stazione, che permette anche di spenderli per ottenere bonus di diverso tipo.
Non si innesca mai una dinamica “competitiva” con gli altri membri del team, per capire chi primeggia all'interno della squadra, anche perchè molti di power-up che è possibile acquistare aiutano in verità tutta la squadra, dotandola ad esempio di letali Jetpack, per la prima volta inseriti nel comparto online (li vedremo mai nel multiplayer “agonistico”?).
Per certi versi l'idea è riuscita: da una parte la struttura sembra ricordare alcuni aspetti della modalità Zombie dei Call of Duty di Treyarch, in cui l'accumulo di punti serve anche per migliorare le proprie prestazioni sbloccando armi più potenti e attivando i congegni della mappa (qui però non ci sono trappole per decimare le quadriglie nemiche); dall'altra funziona bene il sistema Risk & Reward, per cui conservare i punti personali permette di aumentare il moltiplicatore, e restare in vita per molto tempo prima di incassare il frutto delle proprie prodezze significa di fatto incrementare le possibilità di vittoria (attenti però a non cadere sotto i colpi nemici e perdere tutto).

Quello che non convince, purtroppo, è il bilanciamento generale e la mole di contenuti.
La squadra è composta da quattro tipologie di soldato, che vanno dall'Assaltatore al Cecchino, dal Medico al Tattico. Tutti i ruoli sono fondamentali per la buona riuscita della partita, e anche se il match si avvia con due soli giocatori online, non sperate di cavarvela: se la vostra stanza non è piena, crollerete sotto i colpi degli Helgast in men che non si dica. La difficoltà, insomma, non si adatta al numero di giocatori che effettivamente partecipano alla partita, ed anche essere in tre significa compromettere seriamente le possibilità di vittoria. Morte dopo morte, insomma, si vedranno decurtati i punti accumulati, fino a che non ce ne saranno abbastanza per proseguire.
Anche questo sistema di “respawn a pagamento” finisce per rendere davvero troppo fondamentale la figura del medico, che può ovviamente rianimare i compagni. Se avete un gruppo affiatato con cui giocare, probabilmente non sentirete il peso di questa scelta, ma se il vostro “Medic” dovesse essere pescato a caso dagli algoritmi di Matchmaking (sempre molto veloci, bisogna ammettere), allora potreste incappare in qualche spiacevole problema.
Anche l'importanza del tattico è abbastanza centrale, dal momento che le sue torrette hanno un forte valore contenitivo ed efficacemente decimano le truppe nemiche.
Complessivamente, comunque, non si può dire che le dinamiche di cooperazione fra i membri della squadra siano ben studiate. Anzi, molto spesso al strategia da utilizzare è semplicemente quella di sparare a turno i propri droni e consumare le abilità speciali della propria classe, falciano in maniera un po' becera le nutrite pattuglie di Helghast che non fanno altro che posizionarsi attorno al trasmettitore e sparare come degli ossessi.

L'aspetto che tuttavia lascia più a desiderare è la quantità e la grandezza delle mappe. I quattro Playground inclusi nel pacchetto sono estratti dalla campagna principale: ce n'è uno, ad esempio, ambientato nella grande foresta a ridosso del Muro, e uno sulla disastrata Autostrada che si incontra verso la fine del Single Player. Inspiegabilmente, però, il team ha deciso di ridurre drasticamente le dimensioni degli stage, nella maniera meno elegante possibile: inserendo delle pareti di energia che limitano l'area dello scontro. Non illudetevi quindi di poter girare liberamente, perchè questi muri invisibili limitano drasticamente le vostre possibilità: spesso e volentieri, nel tentativo di aggirare un commando Helghast piuttosto tenace, finirete persino per correre il rischio di incastrarvi, cadendo poi sotto i colpi nemici solo perché c'è un muro a limitare la vostra mobilità.
Anche la scelta di restringere il campo di gioco contribuisce a smussare il valore strategico degli scontri, e in fondo tutto quello che Intercept riesce a proporre è “gioco al massacro” provato e riprovato mille volte in tanti sparatutto online.

Killzone: Shadow Fall Gli entusiasmi per l'arrivo di Intercept si esauriscono già esplorando il menù di questa modalità Cooperativa. Tralasciando il fatto che per personalizzare il proprio personaggio si devono acquistare degli skin pack a prezzi davvero esosi, struttura e sostanza non convincono. La voce “carriera co-op” è il più classico degli specchietti per le allodole, in quanto tiene semplicemente conto del superamento di una serie di sfide banalissime da compiere impersonando alternativamente le quattro classi disponibili. In verità il tutto si riduce ad un “Horde Mode” che può essere giocato in quattro mappe strette strette, estratte dalla campagna principale ma brutalmente limitate da muri invisibili. Le dinamiche di squadra non funzionano troppo bene, e l'unica strategia applicabile, in spazi contenuti e pure tenendo conto della abilità di classe, sembra essere quella di un fuoco incrociato molto diretto e poco raffinato. Del resto, l'Intelligenza Artificiale ci ripagherà con la stessa moneta. C'è qualche potenziamento che, di tanto in tanto, ravviva i match: utilizzare il letale Jetpack per falciare gli avversari dall'alto trasmette, per qualche minuto, un galvanizzante senso di potenza. Ma nell'arco di poche ore Intercept esaurisce i suoi stimoli, e rivelandosi un add-on adatto solo agli irriducibili. Ci chiediamo quindi se abbia senso rilasciarlo come un gioco stand-alone il prossimo Agosto: sarebbero altri i prodotti che servono a Ps4 per passare dignitosamente l'autunno.

5

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