Recensione Kinect

L'aggiornamento della Dashboard, la Line-Up di lancio, e le questioni tecniche. Tutto nella review di Everyeye

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Kinect
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Lanciato sul mercato in un periodo piuttosto affollato, Kinect è il personalissimo Motion Control di Microsoft. Di questa periferica s'è fatto un gran parlare già dai tempi in cui si chiamava Project Natal. Presentato sul palco dell'E3 2009, fu accolto dalla platea come una vera e propria rivoluzione del gaming. L'idea, fomentata dai filmati di presentazione e dalle Tech Demo mai realizzate (Milo e Kate è eletto Vaporware del 2010), era quella che Microsoft potesse davvero offrire all'utenza un sistema di Motion Capturing a basso costo, così da garantire un'interazione spaziale davvero nuova. Fra le tante fantasie dei videoplayer più incalliti (inspiegabilmente, anche chi fino ad allora s'era opposto alla filosofia Nintendo, rivendicando la sua essenza di Hardcore Gamer, si piego agli entusiasmi della massa), c'era anche la promessa rivoluzione dell'interfaccia uomo-macchina, a garanzia di un nuovo modo per navigare nella Dashboard e controllare la propria console tramite il riconoscimento vocale.
Eppure, di fronte all'esile varietà concettuale delle attività mostrate, era lecito avere qualche dubbio. Dubbi poi rinvigoriti dalla scomparsa integrale della periferica, rimasta nascosta agli occhi della stampa specializzata per circa un anno. Periodo di tempo in cui, a dirla tutta, Kinect ha lavorato intensamente, accumulando molti Launch Title e importantissime collaborazioni.
Arrivando sul mercato questo 10 Novembre, la periferica Microsoft propone infatti una Line-Up che spazza via quella, miserrima, del Playstation Move, e allo scorso TGS i grandi nomi che sono piovuti sul sensore di movimento bastano per fra sgranare gli occhi di molti videoplayer (mentre, al momento, il Motion Control di Sony sembra destinato ad avere un posticino timido quanto quello di PSP, nonostante le buonissime prestazioni tecniche).
Tuttavia, al di là delle prove incerte delle prime applicazioni ludiche, quello che ci preme sottolineare in questo articolo è piuttosto l'aspetto tecnico di Hardware e Software, e la strana politica per cui molte delle funzionalità promesse riguardo alla navigazione nella Dashboard sono misteriosamente scomparse.

Unboxing

La scatola che contiene la periferica è elegantissima. Rimossa la copertura esterna, da un lato spunta la costola di “Kinect Adventures!”, venduto in bundle al prezzo di 149 Euro.
L'imballo interno, una volta aperto, mostra la periferica in tutta la sua eleganza, adagiata in sicurezza su supporti in gommapiuma. Le linee sono esaltate dal colore viola del cartone. Preso in mano, Kinect rivela un'estrema solidità. Il piedistallo su cui poggia è stabile, i materiali costruttivi resistenti. Il design è davvero splendido, e riprende quello particolarmente ispirato dell'Xbox S.
Nella scatola, oltre alle istruzioni, trova posto la cavetteria, abbastanza ingombrante. Fortunatamente, chi possiede il nuovo modello della console, potrà sbarazzarsi di gran parte dei cavi, connettendo Kinect alla porta apposita. Diversamente, coloro che ancora sono fedeli all'Xbox vecchio stile, dovranno utilizzare, oltre che una porta USB, anche l'alimentatore esterno da attaccare ad una presa di corrente. Non proprio il massimo della comodità, ad onor del vero, ma niente di preoccupante.

Dashboard e Line-Up

L'aggiornamento della Dashboard è anzitutto un update grafico. Mentre il sistema di navigazione resta fondamentalmente lo stesso, le icone che rappresentano i vari settori sono adesso disposte frontalmente (non più in profondità), e l'insieme risulta forse più ordinato e pulito. Gradevolissima è la svolta cromatica di questo aggiornamento, che non si fa scrupolo di mostrare settori con uno sfondo molto chiaro, che ben si sposano con il verde che ancora domina sullo schermo. Questa nuova interfaccia, dunque, è chiara e precisa, senza dubbio un passio in avanti per quel che riguarda immediatezza della navigazione. Ma, sfortunatamente, non è interattiva. Nella Dashboard, Kinect non si può di fatto utilizzare, e per scorrere fra i menù si deve ricorrere al “classico” (ma mai abusato, verrebbe da dire) JoyPad.
Dove sono finite, allora, tutte quelle funzionalità a più riprese mostrate sul palco dei grandi eventi?
Ebbene, per sfruttare Kinect è possibile salutare con la mano ed entrare nel cosiddetto Kinect HUB. Una schermata fissa in cui sono presenti 5 grosse icone da selezionare con muovendo un arto e tenendo il cursore su quella opportuna per qualche secondo. Dimenticate però la possibilità di scorrere fra le schermate, a destra e sinistra, spostando il palmo. Quelle “fantasticherie” da Minority Report, nella nuova Dashboard non ci sono (ci saranno, speriamo, in futuro). Il Kinect HUB è di una staticità esemplare, fermo e immobile, con le sue icone dalla dubbia funzionalità.
Mentre la prima permette di aprire e chiudere il vano disco (ma se poi si deve andare fino alla console per cambiare gioco, non conviene premere direttamente il pulsante e ridurre i tempi morti?), o di avviare il gioco inserito, le altre garantiscono l'accesso alla personalizzazione dell'avatar o alle opzioni di calibrazioni. Le userete dunque la prima volta, e poi mai più. Così com'è adesso, insomma, il Kinect HUB è francamente inutile e ben poco futuristico.
Tuttavia, spulciando fra le opzioni, si cominciano ad accumulare le prime soddisfazioni. Ad esempio, è possibile attivare il riconoscimento automatico della faccia e del profilo, così che Kinect riconosca subito chi gli sta davanti e colleghi automaticamente il GamerTag opportuno.
Avviando la calibrazione si scopre però anche un notevole inconveniente: lo spazio richiesto. Kinect necessita di almeno due metri di spazio per poter svolgere al meglio le sue funzioni. Anzi, il livello ottimale richiesto sarebbe di quasi tre metri: necessità decisamente esosa, che preclude totalmente la fruizione ad un'ampia fetta di pubblico e impone anche a chi possiede i salotti più spaziosi di spostare i mobili più ingombranti. S'è detto che Kinect è un controller universale, che non fa distinzioni di sesso, d'età o di razza. Chissà che non ne faccia invece di ceto sociale, disdegnando chi vive in un monolocale.
Un'altra delusione arriva dall'assenza al supporto per il controllo vocale. La voce s'era già sparsa in giro per la rete, ed è adesso ufficialmente confermata dalla release. Kinect non da neppure la possibilità a noi italiani di interagire con il microfono: non è ancora stato adattato, ed il Voice Control non è dunque disponibile. Il Test di funzionalità ed efficacia è rimandato. Con buona pace della strategia pubblicitaria di Microsoft, che aveva tanto puntato -per irretire Hardcore Gamer e non- sulla pluralità dei sistemi d'interazione.
Fortunatamente, quello che Kinect deve fare, ovvero la mappatura dei punti sensibili del corpo e la rilevazione del loro movimento, il motion control lo fa abbastanza bene. Non riconosce ovviamente i movimenti “di fino”: la rotazione del polso o delle mani, le piccole oscillazioni delle spalle, l'ondeggiare delle caviglie. Ma riesce a fare uno “scan” discretamente preciso delle falcate più ampie, senza disdegnare il rilevamento in profondità. La periferica mostra qualche problema quando si prova a congiungere le mani o ad intrecciare le braccia, e la lunghezza della zona sensibile non è moltissima (quindi, cercando di estendere il torso in avanti ed allungando il braccio, si esce ogni volta dal rilevamento), ma in generale Kinect stimola un discreto entusiasmo.
Almeno a livello tecnico. Cosa faranno poi le software house con questo sistema, è tutto da vedere. Al momento abbiamo titoli Microsoft che soffrono a causa del Lag (Kinect Adventures) ed altri prodotti che invece lo nascondono (o lo eliminano) in maniera convincente. Ancora però, ad onor del vero, non c'è un videogioco con un concept così rivoluzionario o interessante da giustificare appieno l'acquisto della periferica, venduta ad un prezzo non certo popolarissimo. Fra Fitness Game, simulatori di ballo, raccolte di minigame e cloni di Nintendogs (in versione esotica), sembra che Microsoft voglia riproporre tutti quei generi così bistrattati dall'opinione del “popolo eletto” da essere inquadrati come la rovina del mercato moderno. Con buona pace di chi riteneva il colosso di Redmond l'ultimo baluardo a difesa dell'Hardcore Gaming più spinto.
In ogni caso, con la Line-Up attuale Kinect è buono per soddisfare semmai qualche curiosità, ed in effetti alcune attività di Sports riescono persino a divertire più del solito. La Pallavolo o la Boxe, ad esempio, potrebbero essere il simbolo di un nuovo modo di videgiocare, liberi da vincoli di ogni genere. Certo, visto che Kinect propone una tecnologia sostanzialmente diversa rispetto a quella dei concorrenti, era lecito aspettarsi che primeggiasse in alcuni campi e perdesse su altri fronti (quello della precisione, ad esempio). La domanda forse più lecita, a questo punto, è dunque: le eccellenze di Kinect, i buoni spunti che mostrano i primi titoli, valgono il prezzo del biglietto?
Diremmo, onestamente, di no. Il consiglio, a meno che non siate appassionati del ballo o aspiranti allevatori di felini giganteschi, è quello di attendere che la Line-Up offra qualcosa di più sostanzioso, e che Microsoft aggiorni la sua Dashboard mantenendo le mille promesse fatte a più riprese.

Kinect Kinect è una periferica d'élite. In barba alla sua supposta universalità. Richiede molto spazio (fino a due metri e mezzo per giocare in due), ed è venduta ad un prezzo abbastanza elevato, non giustificato appieno dall'offerta di lancio. Inspiegabile la scelta di uscire con le funzionalità di navigazione “azzoppate” (nessun controllo vocale, nessuna possibilità di navigare nella Dashboard classica). Molti degli entusiasmi si scontrano dunque con evidenti limi tecnici (il multiplayer è limitato a duo giocatori, mentre il Wii è ancora vessillo di sessioni corali, grazie agli ultimi party game e ad alcuni recenti sparatutto), e Kinect, ad oggi, è consigliato soltanto ai tecnomani più convinti, desiderosi di provare un (costoso) sistema di Motion Capture semplificato. La tecnologia alla base della periferica è comunque brillante, e nuova: ci sarà da attendere dunque la seconda infornata di Software ed un aggiornamento dell'interfaccia per avere le prime, sincere soddisfazioni.