Recensione Kinect Sports Rivals

Torna lo sport di Kinect, con un paio di discipline inedite ed un look rivisto da zero

Kinect Sports Rivals

Videorecensione
Kinect Sports Rivals
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Vero e proprio chiodo fisso della scorsa generazione di console, il motion gaming sembra esser stato sommariamente rifiutato dalla platea dei giocatori e messo finalmente in disparte anche dalle software house. L'incostante entusiasmo che l'onda lunga del successo di Wii aveva generato ha finito per spegnersi in fretta, tanto che pure Nintendo ha cambiato approccio e le periferiche Sony e Microsoft faticano a trovare prodotti che ne sfruttino pienamente le capacità. Persino Kinect, periferica fondamentale per quella che è l'esperienza-utente con Xbox One, non è al momento valorizzato dalla line-up di titoli per la piattaforma Next-Gen della casa di Redmond. Le sue ottime doti vengono quindi sfruttate per la navigazione nei menù della dashboard, per il riconoscimento vocale e per qualche piccolo tocco di classe in produzioni che non sono certo costruite attorno all'idea del “body control”.
La situazione dovrebbe cambiare a partire da questo aprile, quando l'arrivo di Kinect Sports Rivals segnerà appunto il primo sforzo concreto dei team interni di supportare la periferica anche dal punto di vista ludico. A seguire lo sviluppo di questo sequel “agonistico” è sempre Rare, ormai definitivamente votata al casual gaming: l'idea è quella di produrre un prodotto che abbia carattere più deciso anche sul fronte artistico, e che proponga una serie di discipline piuttosto originali. Al di là delle classiche (e immancabili) Bowling e Tennis, infatti, Kinect Sports Rivals prova a stupire la platea con competizioni mai viste prima: dalle arrampicate alle corse sulle moto d'acqua.
Purtroppo, anche se il titolo ha una sua forte personalità e riesce a catturare grazie ad un look indovinato, la sostanza ludica resta davvero povera, e tanti degli entusiasmi per questa “seconda giovinezza” del motion gaming si spengono di fronte alle qualità non eccelse del gameplay.

L'isola dell'agonismo

Kinect Sports Rivals ci accoglie costruendo una (più o meno precisa) versione digitale di noi stessi, ovviamente stilizzata e dotata di un fisico decisamente atletico. L'abbandono praticamente integrale degli Avatar, che su Xbox One ormai non compaiono più, fa sicuramente bene alla produzione, che ne guadagna in fatto di carattere.
Sbrigate le prime formalità, siamo subito catapultati nel bel mezzo dell'azione, sull'isola in cui si svolgeranno tutte le gare. Il titolo propone una sorta di progressione che potrebbe essere assimilata ad una campagna single player: mentre un rigorosissimo coach ci spiega il funzionamento di tutte le discipline, facciamo conoscenza delle tre squadre che si contendono la vittoria nelle classifiche globali. Fra le fila di Eagle, Wolf e Viper militano personalità piuttosto particolari, che ci accompagneranno di evento in evento mentre prenderemo confidenza con il gameplay.
Il gioco è suddiviso per sua natura in sei compartimenti stagni: ognuno degli sport proposti funziona a modo suo, e dopo averlo scoperti tutti quanti il giocatore sarà libero di decidere a quale attività dedicarsi, eventualmente abbandonando le partite in single player per sfidare un avversario, presente direttamente nel salotto di casa oppure online.

La prima disciplina che incontriamo è la cosiddetta gara acquatica: una corsa a bordo dei jetski, che ci riporta con la mente ai tempi di Waverace.
A Kinect Sports Rivals si gioca come sempre in piedi, ed in questo caso dobbiamo tendere le mani avanti, come se le stessimo poggiando sul manubrio della moto d'acqua. La rinnovata efficacia della periferica nel catturare i movimenti permette di accelerare semplicemente chiudendo la mano destra, come se stessimo agendo sulla manopola del gas. Per ruotare la moto bisogna poi tirare un braccio verso il corpo, e possiamo aiutarci con il busto per eseguire le curve più strette.
In aria, possiamo inclinarci avanti e indietro per eseguire front e backflip durante i salti, e rimpinguare così l'indicatore del potenziamento. Per attivare lo sprint (il primo fra i vari power up che abbiamo a disposizione) possiamo decidere se usare la voce oppure più semplicemente battere il piede destro.
Insomma, un control scheme tutto sommato prevedibile ma generalmente efficace, che ci rassicura anche sulla precisione di Kinect 2.0. Giocando, per altro, si capisce chiaramente che molti dei problemi di rilevamento del vecchio modello sono del tutto spariti: anche con uno spazio meno ampio e condizioni di illuminazione non perfette, la periferica risponde sempre in maniera ottimale.
Le gare a checkpoint, comunque, sono davvero piacevoli. Bisogna stare bene attenti a non andare contro alle onde a testa bassa, cercare di infiammare il pubblico cogliendo l'occasione di esibirsi in giri della morte ad ogni salto, e studiare il design del tracciato. E' un peccato che, come sempre, il motion controller non ci garantisca la stessa precisione di un pad, e quando si arriva alle regolazioni “di fino” non si possano fare miracoli. C'è anche da dire che la posizione da tenere in gara è abbastanza innaturale, e dopo appena due giri i muscoli delle spalle cominciano a lamentarsi.
In generale questa disciplina resta comunque la più divertente del pacchetto, ed anche se il numero di tracciati a disposizione non è molto lusinghiero, la corsa acquatica è la punta di diamante di Kinect Sports Rivals.
Le note dolenti cominciano quando si arriva a fare la conoscenza degli altri sport. L'arrampicata, ad esempio, ci è parsa una delle peggiori idee sul fronte del motion gaming che si siano viste negli ultimi anni. Sostanzialmente, bisogna semplicemente scimmiottare i gesti di un atleta di free-climbing, alzando una mano sopra la testa, afferrando un appiglio e poi abbassandola per issarsi. Si procede così fino alla vetta, saltando di tanto in tanto per cercare di superare gli avversari. L'arrampicata è una disciplina così banale e mal ponderata da risultare fin da subito insipida e noiosa. In questo caso non può nulla neppure la presenza di diversi percorsi dal momento che non c'è tattica né strategia: tutto si riduce ad una serie di movimenti meccanici.
Leggermente migliori e sensazioni con il tiro a segno, in cui mimando con la mano la forma di una pistola bisogna sparare ad una serie di bersagli, cercando di far meglio del proprio avversario. Più che mira e precisione (il mirino è sempre presente sullo schermo ed in ogni momento sappiamo dove stiamo puntando), è richiesta rapidità, coordinazione e colpo d'occhio, per evitare i bersagli che ci tolgono punti e magari rubare anche quelli dell'avversario. Giocando da soli ben presto si perde l'interesse, ma in multiplayer il Tiro a Bersaglio più essere discretamente divertente, anche per la presenza di una torretta “rube-punti” che, quando viene attivata dall'avversario, ci costringe a schivare i suoi colpi inclinandoci a destra o sinistra.
Poco efficace è invece il calcio. Si tratta di una sorta di subbuteo virtuale, in cui bisogna calciare la palla verso i giocatori della nostra squadra, per avanzare lungo il campo ed arrivare a tirare in porta (di piede o di testa). Se si sbaglia a direzionare il pallone questo viene intercettato dalle sagome degli avversari, e l'azione passa all'altra squadra. Le partite si compongono quindi di momenti attivi in cui siamo all'attacco, e fasi passive in cui aspettiamo l'azione dello sfidante fermi davanti allo specchio della porta, in attesa di poter parare il tiro. Oltre che ad un'impostazione noiosa e desolante, qui si notano alcuni problemi di Kinect nell'interpretare correttamente i movimenti delle gambe, ed in linea di massima il calcio finisce assieme all'arrampicata in fondo alla classifica delle discipline.

Stile da vendere

Più classiche e regolari sono Bowling e Tennis. Sono implementate in maniera competente ma non eccelsa, e nonostante la buona precisione di Kinect non riescono a rappresentare il top della loro categoria (in passato si è visto di meglio). Il problema del Bowling riguarda soprattutto la gestione degli effetti: la periferica riconosce bene (quasi sempre) il momento in cui si apre la mano per lanciare la palla, ma fatica ad interpretare le rotazioni del polso, e molto spesso fare strike è solo questione di mera potenza.
Il Tennis non riesce invece a soddisfare pienamente, perchè colpire la pallina a mano aperta è sicuramente meno convincente che farlo mentre stiamo impugnando una periferica che ricorda il manico di una racchetta. Bisogna anche dire che la gestione di topspin, backspin e pallonetti avviene attraverso movimenti troppo estremizzati e poco eleganti, e che spesso e volentieri è davvero difficile direzionare la pallina. Impossibile gestire il gioco sotto rete e il posizionamento dell'atleta, che per altro ha la spiacevole tendenza a restare sempre con il corpo proprio nel mezzo della traiettoria della pallina. Non è un disastro completo, ma manca ogni tattica ed ogni pretesa di simulatività. L'incarnazione tennistica di Kinect Sports Rivals, insomma, non ha mordente.

Complessivamente, quindi, la serie di sport del titolo Rare non lascia proprio entusiasmati. Delle tre discipline inedite solo le Gare Acquatiche sono ben sviluppate, mentre le altre verranno abbandonate quasi subito. Il Calcio si riconferma praticamente impossibile da adattare ad una periferica come Kinect, mentre i due grandi classici Bowling e Tennis inciampano qua e là, facendo rimpiangere la più marcata precisione di una periferica con accelerometri e giroscopi (sicuramente più adatta a questo tipo di discipline).
Nonostante gli inciampi, c'è da dire che Kinect Sports Rivals incasella le sei prove in una struttura abbastanza interessante, che ci permette di guadagnare gradi indipendentemente per ogni disciplina, sbloccando nuovi eventi, campi, tracciati e modalità. Guadagnare soldi e fan permette poi di acquistare equipaggiamenti migliori, così da avere accesso a power-up diversi e più potenti. In certi casi questi bonus possono anche cambiare l'approccio alle partite (potete ad esempio usare le mine acquatiche invece che il turbo, per danneggiare i vostri avversari a bordo del Jetski): soprattutto chi deciderà di dedicarsi al multiplayer passerà sicuramente un bel po' di tempo nel negozio, e cercherà di accumulare un bel po' di “fan” così da sbloccare nuovi oggetti.
Complessivamente, diremmo che per i fan del motion gaming l'esperienza di Kinect Sports Rivals è tutto sommato riuscita, al netto di un paio di discipline generalmente poco ispirate, anche grazie allo stile della produzione.
I menù sono sgargianti e coloratissimi, accompagnati da una serie di brani pop quotatissimi nelle classifiche del momento. Questo capitolo Next-Gen della saga sportiva si presenta poi ai nastri di partenza con modelli dei personaggi dalle forme abbastanza caricaturali, che sembrano usciti da un film d'animazione in computer grafica e fanno davvero un bell'effetto. Senza timore definiamo “brillante” la prova di Kinect Sports Rivals anche sul fronte tecnico. Pur senza esagerare, il titolo mostra nettamente quanto sia importante la risoluzione nativa a 1080p, accompagnata da un'ottima pulizia visiva: la quantità dei dettagli apprezzabili nelle ambientazioni, tutte molto ispirate e d'impatto, riesce a dare la sensazione di un titolo che sfrutta in qualche maniera le qualità tecniche dall'hardware. Sono davvero molto belli, ad esempio, i tracciati acquatici, sicuramente vasti e con un effetto convincente nella riproduzione delle onde. Anche le arrampicate, nonostante siano poco interessanti a livello ludico, ci permettono di poggiare lo sguardo su ambienti davvero ben realizzati. Peccato solo per i tempi di caricamento, davvero troppo estesi: un problema che tende a frammentare molto i ritmi delle partite e che speriamo venga risolto al più presto con qualche patch.

Kinect Sports Rivals Il target di riferimento di Kinect Sports Rivals resta quello dei più giovani, e difficilmente consiglieremmo il titolo Rare ai giocatori ormai scafati. Svanita la curiosità della priva volta, infatti, il rischio sarebbe quello di abbandonare senza speranza la coloratissima isola “sportiva” di Microsoft. Anche perchè, al netto di sei discipline presenti, due sono noiosissime e mal ponderate (il Calcio e l'Arrampicata), e due si sono viste, riviste e giocate in tutte le salse (Bowling e Tennis). Delle rimanenti, solo le Corse Acquatiche hanno una sostanza ludica convincente, mentre il Tiro al Bersaglio è divertente esclusivamente in multiplayer. A salvare la produzione ci pensa non solo la precisione della periferica, ma anche un look accattivante ed una struttura che potrebbe convincere gli (irriducibili) amanti del motion gaming ad accumulare un bel numero di ore di gioco, cercando di sbloccare i power-up più potenti, per essere più competitivi. Purtroppo chi si aspettava una rinascita del genere, deve insomma ricredersi: forse il calo fisiologico di queste produzioni è legato al fatto che le periferiche di movimento, a livello ludico, hanno dato tutto quello che potevano dare. Kinect Sports Rivals è un ottimo showcase delle potenzialità della periferica, ma nulla più.

6

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