(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Adesso online

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

Recensione King Arthur The Role-Playing Wargame

La linea FX si arricchisce di uno strategico particolarissimo

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Sono molteplici le versioni, giunte fino ad oggi, del mito celtico di re Artù, Excalibur e dei Cavalieri della Tavola Rotonda: alcune fonti negano l’esistenza del leggendario re, mettendo anche in dubbio il fatto che incarni l’immagine di un qualche sovrano inglese realmente esistito; altre fonti addirittura arrivano a sostenere che il suo regno sia sorto da una costola del vecchio impero romano d’occidente, fondato da un gruppo di guerrieri italici spintisi, nelle loro conquiste, fino alla “Perfida Albione”.
In epoca moderna, la leggenda di Camelot è stata poi ripresa e ulteriormente rielaborata dalle arti e dalla letteratura fino ad assurgere, in modo definitivo, al ruolo di mito fantasy-medievale per eccellenza diventando inevitabilmente oggetto, in epoca contemporanea, di svariati sceneggiati televisivi e film.
Non si sono sottratti a questa tendenza gli sviluppatori ungheresi di Neocore Games che, in quest’occasione, hanno rispolverate il mito di Re Artù, imbastendo un particolarissimo e articolato gioco di strategia, ricco di robusti elementi gestionali (a dir la verità piuttosto tipici nel genere) e anche sfiorato da qualche lieve elemento di stampo ruolistico.
La storia racconta del giovane cavaliere Artù che, dopo aver estratto dalla roccia la mitica spada Excalibur, si appresta a percorrere, assistito dai prodi Cavalieri della Tavola Rotonda, il cammino che lo porterà a unificare l’Inghilterra sotto il leggendario vessillo del drago rosso. 
La vicenda quindi prende vita in Britannia in epoca medievale e l’atmosfera che si respira è quella classica da “mille e non più mille”: in un mondo sconvolto dall’anarchia e dalle lotte di potere, il dominio della superstizione e la dicotomia magia bianca/magia nera raffigurano in modo assolutamente adeguato,e neanche troppo metaforico, la precarietà degli equilibri sociali messi saltuariamente in discussione.
Insomma il popolo ha fame e invoca un re...ovviamente stiamo parlando di voi Messere!

La Penna...

Come già accennato, grande importanza rivestono le dinamiche gestionali pensate dagli sviluppatori. La partita ha inizio visualizzando la classica “cartina” che da cognizione al giocatore della geografia politica, economica e militare del piccolo (almeno inizialmente) regno di Artù; l’obiettivo sarà ovviamente quello di assoggettare le diverse province limitrofe, governate da sovrani diversi, sotto il potere del giovane re: per farlo, potrete intraprendere la via della diplomazia o quella più drastica, e a volte inevitabile, della guerra.
In questa fase iniziale il giocatore può studiare la mappa, vegliando con amorevole cura sullo stato di salute del proprio regno e muovendo le truppe sulla cartina; queste potranno essere spostate solo entro la fine del turno: ogni turno corrisponde ad una stagione dell’anno solare e ogni periodo dell’anno, con i propri benefici e svantaggi, obbligherà il giocatore ad un differente approccio all’azione; per cui l’estate, in presenza di un clima favorevole, sarà il momento propizio per intraprendere le lunghe marce e vi sarà consentito muovervi per lunghi tratti della mappa, mentre i gelidi e impervi inverni vi costringeranno a montare tende e accampamenti, stando fermi un turno; in primavera e autunno, proprio perché mezze stagioni, vi troverete ad affrontare situazioni intermedie a quelle appena descritte, dovendo intraprendere avventure e amministrare il regno.   
Con il procedere della campagna verso la conquista dell’isola, l’impronta gestionale impressa al titolo si manifesterà in maniera sempre più marcata e visibile. Man mano che vi avvicinerete all’obiettivo finale si aggiungeranno sempre maggiori elementi che andranno a formare un quadro strategico-amministrativo assolutamente ricco e complesso, che richiederà un’azione di governo sempre più articolata e meticolosa: infatti non è un caso che spessore strategico e quantitativo di contenuti gestionali possano essere considerati proporzionali al voluminoso libretto delle istruzioni (comprensivo di una cinquantina di pagine tutte in italiano ...come del resto l’intero gioco sia nella parte testuale sia nel parlato).
Al di la del classico meccanismo di acquisto e coordinamento delle risorse (oro e viveri), derivanti da attività quali commercio, tasse ed estrazione di risorse minerarie, il titolo offre una marea di altre possibilità: infatti, una volta occupata una roccaforte, avremo la possibilità di emanare leggi e decreti il cui tenore andrà ad influenzare il livello di lealtà dei sudditi. Il grado di benevolenza del popolo è espresso da 4 indici (capacità militare,salute, sicurezza pubblica, viveri) e il rischio di inimicarselo, qualora questi parametri vengano trascurati, è sempre in agguato.  
Ma la marcia verso l’unificazione dell’isola vi porrà di fronte ad una serie di bivi che implicheranno a loro volta una serie di scelte di ordine morale: quindi i risultati della vostra attività politica (via diplomatica piuttosto che guerra, clemenza o spietatezza con i nemici, generosità o incuranza nei confronti del popolo) andranno a comporre il profilo morale del vostri gerarchi ( re e cavalieri) che potranno essere riconosciuti come feroci guerrieri, virtuosi condottieri legati al popolo...oppure una via di mezzo.
Fattore importante non sarà solo la diplomazia “esterna” (rivolta agli altri regnanti dell’isola) ma anche la diplomazia interna, cioè quella che ispira i rapporti con i propri cavalieri: per assicurarsi la loro fedeltà il re potrà offrire loro in dono feudi e -udite!udite!- anche donne in sposa.
Poi, in alternativa alle vicende legate alla trama principale, il giocatore potrà intraprendere delle avventure: queste si dipaneranno attraverso la proposizione di sessioni testuali (a volte inframmezzate da battaglie) in cui dovrete scegliere l’azione da far compiere al vostro cavaliere; in base all’opzione che avrete selezionato, la quest si svilupperà in un modo piuttosto che in un altro, andando a influenzare il vostro livello di moralità a seconda che abbiate posto in essere un comportamento nobile o spregevole.

...e la Spada (nella roccia)

Altra componente fondamentale di questo prodotto (e di qualunque altro rts degno di nota) sono ovviamente le sessioni di combattimento che vedranno il giocatore gestire, rigorosamente in tempo reale, un ingente numero di unità raggruppate in battaglioni sul campo di guerra: qui ovviamente  le formazioni di attacco/difesa impiegabili saranno veramente molteplici.
Gli scontri, che avranno luogo all’insegna del realismo e della simulazione, costringeranno il giocatore a tenere in considerazione una serie incredibile di variabili e fattori, decisivi soprattutto nelle sfide con i nemici più coriacei.
Innanzitutto l’esercito sarà capeggiato dai sopracitati paladini, potenti cavalieri che recluterete durante la campagna single-player e che andranno a occupare un posto nella famosa Tavola Rotonda. Esistono tre tipi di cavalieri che, una volta sul campo di battaglia, attribuiranno particolari abilità alle truppe che comandano: ci sono i Campioni, implacabili nei combattimenti corpo a corpo, i Signori della Guerra, dotati di straordinarie capacità di comando e i Saggi, in grado di scatenare potenti incantesimi. Sono molti i cavalieri che vi giureranno eterna fedeltà e vi offriranno appoggio incondizionato e spetterà ovviamente a voi decidere di fruire dei loro servigi, ammettendoli al novero dei cavalieri della tavola rotonda, o rifiutarne il supporto: come se non bastasse, ogni singolo cavaliere potrà utilizzare determinate capacità e scatenare particolari incantesimi...tutti aspetti potenziabili man mano che si conquistano vittorie in battaglia.
Anche le diverse tipologie di unità (arcieri, fanti...) saranno potenziabili: infatti i successi ottenuti in battaglia vi condurranno gradualmente agli inevitabili aumenti di livello; questi, una volta raggiunti, conferiranno un cero numero di punti, investibili da parte del giocatore per migliorare una serie di parametri che andranno a incrementare le capacità combattive delle unità stesse.
Per quanto riguarda il campo di battaglia, questi sono molto vasti e morfologicamente vari e costringeranno il giocatore ad un approccio riflessivo, mirato a comprendere ogni più piccolo aspetto strategicamente rilevante e utile ai fini del combattimento. Per esempio saranno presenti molti edifici e postazioni strategiche la cui conquista, da parte degli eserciti, sarà fondamentale per far acquistare alle proprie truppe (reclutabili nei diversi insediamenti e roccaforti conquistate) una serie di vantaggi e benefits di vario tipo.
Una volta completata la campagna single-player, attraverso la modalità Battaglia Istantanea, avrete la possibilità di scatenare l’inferno anche online, in feroci sessioni di guerra mettendo definitivamente da parte la penna a favore della spada.

La Magia Bianca e La Magia Nera

Per come vi è stato descritto Re Artù fino adesso, è evidente quanto gli sforzi profusi dei ragazzi di Neocore siano stati essenzialmente diretti a creare un titolo simulativo all’inverosimile, ricco di venature tattiche e dotato di una capillare struttura strategica, componente che si manifesta trasversalmente in più aspetti del gameplay, andando a formare un quadro ludico di indiscutibile profondità e complessità, nonchè un intreccio di aspetti gestionali fitto fino all’inverosimile...fitto quasi fino all’ingarbugliamento verrebbe da dire.
Tale aspetto ovviamente potrebbe essere mal digerito da moltissimi giocatori poichè i fattori e le variabili da tenere in considerazione, sia inerenti al combattimento che alla gestione del regno, sono veramente molti e il portare a termine le diverse missioni richiede un’approfondita conoscenza delle diverse meccaniche di gioco e un profondo grado di consapevolezza delle azioni che si compiono.
In aggiunta a ciò, anche il livello di difficoltà delle battaglie non è propriamente userfriendly e ai  livelli di difficoltà più elevati anche il giocatore scafato potrebbe patire momenti di insofferenza.
Al di la di questi marginali appunti (che, piuttosto che interessare la realizzazione, riguardano la natura intrinseca di esso), il titolo gode di una fattura non propriamente immacolata; infatti bisogna rilevare qualche piccola sbavatura in ordine allo spostamento della telecamera che spesso pecca di staticità e macchinosità; tale mancanza di dinamismo si conferma anche nel lentissimo incedere delle truppe nella marcia: infatti gli scenari, pur essendo molto vasti, in realtà saranno teatro degli scontri tra gli eserciti solo in limitate porzioni della loro superficie, e ciò in ragione della citata lentezza delle truppe che potrebbe far desistere il giocatore meno paziente dall’adottare tattiche di guerra dinamiche come aggiramenti di nemici/ostacoli o come ripiegamenti. 
Altra strana quanto discutibile scelta riguarda le dimensioni dei battaglioni: questi infatti sono veramente piccoli non dando la possibilità al giocatore di distinguerli dalle altre truppe senza la diretta selezione, da parte del giocatore, dell’unità interessata o senza un’opportuna zoomata.
Dal punto di vista tecnico tale produzione, pur non potendo certo vantare i costi di sviluppo di alcuni suoi “cugini” dal sangue blu, suscita buone impressioni con una valida rappresentazione della mappa politica, del dettaglio delle truppe e del terreno di battaglia mentre, curiosamente,dall’alto il campo di battaglia sembra molto più spoglio e povero di particolari. Inoltre sussiste qualche fragilità tecnica come tearing e instabilità del frame.  

King Arthur - The Role-playing Wargame Re Artù è un titolo complesso come pochi e probabilmente potrà essere apprezzato soltanto da chi ne comprenderà le sottili sfumature strategico-gestionali, aspetti che ne condizionano i combattimenti sul campo quanto la direzione economica e diplomatica del regno. Un prodotto decisamente non per tutti (e forse neanche “per molti” ) per il livello di pazienza e dedizione che pretende dal giocatore e per gli innumerevoli fattori e variabili che costringerà a tener in considerazione: questi aspetti, sommati al (decisamente accessibile) prezzo, lo rendono un’opera assolutamente appetibile al giocatore che ama le sfide “celebrali” e che non si fa intimorire da una congenita complessità di fondo che imporrà pazienza e applicazione nell’approccio ad esso, qualità necessarie al giocatore affinchè possa arrivare a padroneggiare con successo tutti gli elementi che lo caratterizzano.

8

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