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Recensione King Arthur's Gold

Da Transhuman Design, un ibrido tra sandbox e strategia, votato completamente all'online

Versione analizzata: PC
recensione King Arthur's Gold
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

All'interno della nutrita schiera di titoli che vengono comunemente definiti "block based game" (siano o meno realizzati in voxel o attraverso pixel applicati a griglie bidimensionali) è impossibile non constatare come la stragrande maggioranza di questi condivida combinazioni di meccaniche che si ripetono, salvo qualche rara eccezione, con perfetta puntualità: crafting, raccolta, terraforming. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad un paradossale fenomeno in cui è l'estetica "cubettosa" a determinare gameplay e scelte di design. King Arthur's Gold non si discosta dagli elementi cardine che caratterizzano il genere, ma li declina al fine d'assicurare una delle più entusiasmanti ed al contempo sorprendentemente tattiche esperienze che il mercato del gaming possa attualmente offrire nell'ambito del multiplayer competitivo.
Si tratta del terzo lavoro di Michal Marcinkowski che ha esordito con un titolo di discreto successo: Soldat, il quale si rifaceva a classici come Liero e Worms. Scarso riscontro ebbe invece Link-Dead, progetto che venne abbandonato dall'autore prima ancora di superare lo stato di "alpha". La terza fatica di questo talentuoso game designer, stavolta coadiuvato da un ristrettissimo team (i Transhuman Design), recupera elementi da sandbox ed un'impostazione da side-scrolling bidimensionale, il tutto catapultato nel contesto d'un campo di battaglia medievale in cui due squadre di giocatori si contendono la vittoria costruendo ed assediando avamposti e castelli. Con un certo margine di semplificazione si potrebbe affermare che King Arthur's Gold sta a Terraria come Ace of Spades (titolo verso cui Marcinkowski stesso ammette i propri debiti) sta a Minecraft.

La guerra dei pixel

Pur essendo un titolo evidentemente votato al multiplayer, King Arthur's Gold include anche un'offerta single player che si traduce in tre modalità assolutamente trascurabili: "Save the princess", "Challenges!" e "Sandbox". Nella prima indosserete i panni d'un intrepido cavaliere che deve salvare la sua amata. Attraverserete una serie di schermate sino al duello con un boss e la liberazione della principessa (con sorpresa finale di dubbio gusto). Nella modalità "Challenges!", invece, dovrete affrontare una serie di prove a tempo in occasione delle quali il gioco indosserà le vesti d'un modesto platform. Nell'ultima modalità, denominata "Sandbox", avrete a vostra disposizione uno spazio (in realtà assai ristretto) completamente privo di nemici, nel quale potrete costruire ciò che più vi aggrada.
Il sistema di terraforming è analogo a qualsiasi altro "block based game": ogni singolo "blocco" che compone il mondo di gioco può essere distrutto o utilizzato come base su cui costruire altri "blocchi". I soli materiali a vostra disposizione saranno oro, pietra e legno. I primi due li estrarrete picconando il terreno, il terzo abbattendo alberi. Gli arbusti ricresceranno, progressivamente, nel giro di qualche minuto. Il crafting è estremamente limitato, poiché finalizzato esclusivamente alle necessità del multiplayer competitivo. Dunque, non aspettatevi nulla di lontanamente paragonabile alla varietà offerta da Terraria: di sabbia nella scatola qui ce n'è davvero poca. Accenniamo poi ad un tutorial, che assolve piuttosto diligentemente al compito d'accompagnare il giocatore nell'apprendimento delle meccaniche base del titolo.
Le possibilità offerte dal gioco online si articolano attraverso quattro modalità: "Challenges!", "Team deathmatch", "Capture the flag" e "Take the halls". La prima è una riproposizione, senza sostanziali variazioni, dell'omonima modalità per singolo giocatore, con un level design congegnato per incoraggiare la collaborazione tra i partecipanti. Il "Team deathmatch" consiste nel classico confronto tra due schieramenti nel quale il solo fine è quello di darsele di santa ragione, mentre il "Capture the flag" vedrà le medesime squadre, blu e rossa, sfidarsi per il possesso di bandiere custodite all'interno della fortezza nemica.

È certamente nella modalità "Take the halls " che King Arthur's Gold riesce a dare il meglio di sé, mettendo a confronto due eserciti (sino ad un massimo di 16 partecipanti per schieramento) che si contenderanno il controllo di quattro punti strategici (da un minimo di due sino ad un massimo di cinque) sparsi sulla mappa di gioco. Vince chi riesce a conquistarli tutti invadendo, con i propri uomini, i forti della squadra avversaria. Il sistema di combattimento è completamente "skill based", dunque non sono previsti punti esperienza accumulabili né upgrade permanenti da sbloccare. Per avere la meglio sul nemico serve una perfetta sinergia tra le tre classi disponibili: il cavaliere, l'arciere ed il costruttore. La prima riveste il classico ruolo del "tank". Brandisce una spada e si protegge con lo scudo che, alla bisogna, può essere usato come "paracadute" (al diavolo la verosimiglianza) per calarsi giù da enormi altezze. L'arciere, insieme ad arco e frecce, è dotato di un rampino uncinato con cui potrete aggrapparvi alle sporgenze e superare ampi fossati, come una sorta di Spiderman in abiti medievali. I lavoratori avranno invece il compito di procurarsi risorse al fine di approntare le difese, edificare fortezze, costruire alte e possenti torri, preparare trabocchetti che facciano piombare i nemici giù verso fatali baratri o applicare acuminati spuntoni sulle mura affinché queste non possano essere scalate. Inoltre, soltanto i costruttori potranno posizionare "workshop", ovvero edifici nei quali verranno prodotte frecce incendiarie o ad acqua (utili per spegnere fiamme o per stordire gli avversari), bombe, barili esplosivi, baliste, catapulte, navi da guerra e molti altri strumenti. Questi beni avranno dei tempi di produzione più o meno lunghi e limitazioni che regoleranno la loro presenza sul campo di battaglia. Il giocatore, dopo aver costruito un "workshop", dovrà sceglierne la specializzazione in un determinato ambito produttivo.

La scoperta di nuove tecnologie verrà determinata da una votazione democratica attraverso un menù richiamabile all'interno delle nostre basi. Questo menù si presenterà sotto le spoglie del tradizionale "tech tree", attraverso il quale ciascun giocatore potrà decidere quale ramo della ricerca promuovere. Ogni componente del vostro esercitò avrà la possibilità d'acquistare oggetti (alcuni esclusivamente riservati ad una sola classe) spendendo del denaro. Ciò rende l'oro (al pari di legno e pietra) una risorsa di primaria importanza al fine d'ottenere l'equipaggiamento migliore ed avere la meglio sui propri avversari. Il passaggio da una classe all'altra avviene senza soluzione di continuità, dato che basterà trovarsi all'interno di uno qualsiasi dei nostri forti per switchare da una classe all'altra.
Il sistema di combattimento si dimostra moderatamente tecnico. Cliccare freneticamente con i tasti del mouse non porterà ad altro che ad una morte prematura. Per padroneggiare la classe del cavaliere dovrete innanzitutto imparare ad usare lo scudo per parare, con il giusto tempismo, i colpi degli avversari e caricare i fendenti tenendo premuto, per qualche secondo, il tasto sinistro del mouse (rilasciandolo prima di vanificare del tutto l'attacco) per ottenere devastanti effetti. Alla stessa maniera, l'arciere dovrà scoccare solo quando l'arco raggiungerà il massimo della sua tensione, così da lanciare le sue frecce il più lontano possibile.

Tutti gli elementi sin qui descritti donano al gameplay una notevole profondità, offrendo al giocatore una gamma di possibilità tattiche che ha pochi eguali nei titoli multiplayer attualmente sul mercato. Potrete cercare di collocare le vostre macchine da guerre a portata degli avamposti nemici o abbattere le mura attraverso bombe e barili esplosivi. Rapide sortite in avanscoperta costituiranno degli astuti diversivi per dar tempo ai lavoratori di scavare gallerie sotto le linee nemiche e facilitare l'invasione delle fortezze avversarie. Oppure, perché no, potremo persino decidere di montare sopra catapulte per farci lanciare, come proietti, oltre le trincee nemiche.
Le chiome degli alberi possono essere utilizzate dagli arcieri per nascondersi e scoccare frecce senza essere individuati, mentre i cavalieri, sollevando gli scudi, sono in grado di sostenere dal basso i propri compagni così d'aiutarli a scalare mura e difese fortificate.
Potremo portare la guerra anche per mare attraverso possenti navi difese da baliste, facendo attenzione a non cadere in acque infestate da feroci squali (che ci è consentito, addirittura, di cavalcare).
In virtù della sua enorme ricchezza tattica, King Arthur's Gold non può certo definirsi un gioco "immediato", ma la pazienza che eventualmente l'utente vorrà dedicargli verrà debitamente ricompensata con ore ed ore di puro divertimento. Coloro i quali non possano (o non vogliano) unirsi ad un gruppo affiatato di "compagni d'arme" potrebbero però trovare qualche difficoltà nel leggere l'azione ed interpretarla correttamente. É in questi casi che si avverte l'assenza d'una figura a cui affidare la coordinazione degli schieramenti al fine d'indirizzare i giocatori agli obiettivi, di volta in volta, prioritari.

Estetica senza fronzoli

Il titolo dei Transhuman Design è dotato d'un impianto visivo funzionale ma forse sin troppo minimale. Non sono assenti alcuni gradevoli tocchi di classe, come i blocchi delle costruzioni che saltano in aria con dinamiche definite sulla base di un modello fisico vagamente verosimile. Tuttavia sarebbe stata auspicabile una resa un po' più varia delle mappe (che, per ovvi motivi di bilanciamento, non possono essere generate da algoritmi casuali) ed una palette cromatica meno spenta e monotona. In generale, il comparto estetico si mostra privo di carattere e lo stile "a blocchi" appare spesso non perfettamente consono al gameplay. Nei momenti di massima concitazione l'azione risulta infatti poco chiara ed i personaggi finiscono per confondersi l'uno con l'altro (nonostante sia possibile personalizzare la testa del proprio alter ego) in un ammasso indefinito di pixel.
Il comparto sonoro si caratterizza per campionamenti audio adeguati anche se di qualità altalenante, ed una colonna sonora composta da un unico brano che, per quanto piacevole, viene ben presto a noia.

King Arthur's Gold Il carattere fresco ed innovativo di King Arthur's Gold, più che nelle singole meccaniche, spicca nella perfetta alchimia con cui le componenti del suo ricco gameplay vengono amalgamate per creare un'esperienza nuova e coinvolgente. La formula creata dai Transhuman Design, nella sua apparente semplicità, rappresenta un esempio ammirevole di game design completamente votato ad un multiplayer profondo e divertente. La direzione artistica priva d'una forte impronta stilistica ed un'offerta single player del tutto inconsistente non ci impediscono di consigliare King Arthur's Gold a tutti coloro che desiderano impegnarsi in complesse sessioni online nelle quali a pesare non sia l'ammontare delle uccisioni quanto la capacità d'accordare la propria azione a quella della squadra, dando vita a strategie corali che, attraverso una sinergica coordinazione di tutte le classi, affermino il sicuro trionfo d'uno schieramento.

8

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