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King's Quest: la recensione del quarto episodio

A cinque mesi dall'uscita dell'episodio precedente, abbiamo potuto provare il quarto capitolo del reboot di King's Quest ad opera di The Odd Gentlemen.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione King's Quest Episodio 4: Snow Place Like Home
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Le avventure di Re Graham sono tornate, ed anche stavolta non ci hanno affatto deluso. I ragazzi di The Odd Gentlemen, dopo un secondo capitolo leggermente al di sotto delle aspettative, hanno messo a segno una doppietta niente male. Snow Place Like Home (una menzione d'onore va indubbiamente anche alla scelta del titolo) è un capitolo profondamente diverso da tutti suoi predecessori, frutto di un'inaspettata digressione nell'infido territorio dei puzzle game. Più di tre quarti dell'intero episodio sono dedicati alla risoluzione di - più o meno riusciti - enigmi ambientali. Buona parte di essi sono particolarmente semplici, mentre altri ci hanno seriamente messo alla prova.

Un'accoglienza... glaciale

Avere a che fare con un bambino piccolo non è sicuramente facile, ma provate a pensare a quanto può essere snervante ritrovarsi nel bel mezzo della notte con ben due piccoli marmocchi piagnucolanti. Se proprio non riuscite a immaginarlo, i primi minuti di questo nuovo capitolo di King's Quest sapranno sicuramente aprirvi gli occhi sulla dura realtà. Dopo aver finalmente calmato i suoi due bambini, per il nostro valoroso Re avventuriero era giunto il momento di riposare, ma una terribile disgrazia stava per abbattersi sul castello. Manny, ormai trasfigurato e irriconoscibile, irrompe nella stanza e, per vendetta nei confronti del regnante di Daventry, rapisce Alexander, uno dei due neonati. Il nostro Graham e la sua consorte riusciranno a riabbracciarlo soltanto diciotto anni dopo, quando sbucherà all'improvviso dalla porta principale del palazzo dopo essere sfuggito dalle grinfie del suo aguzzino. Un altro breve salto temporale ed eccoci qui, pronti a partire per un bel viaggetto che condurrà tutti membri della famiglia (a loro insaputa) all'interno di un misterioso labirinto ghiacciato, pieno di intricatissime stanze dalle quali è possibile uscire soltanto dopo aver risolto il puzzle ambientale in esse contenuto. Una prigione che metterà a dura prova il complesso rapporto tra papà Graham e il piccolo Alexander. O Caduceus, come lui stesso preferisce farsi chiamare. Snow Place Like Home è un episodio discreto, ben strutturato e fortemente interattivo, molto più di quanto non lo fossero i capitoli precedenti. Sebbene resti figlia dell'epoca Telltale e delle sue numerose "storie digitali", l'opera di The Odd Gentlemen ha finalmente deciso di mettere in mostra la propria anima innovativa e sperimentale. Per alcuni, però, questa sua ennesima mutazione potrebbe risultare persino eccessiva. Non tutti sapranno apprezzare la nuova strada intrapresa dall'istrionica creazione del team statunitense, un prodotto così vario e mutevole da rischiare persino di disorientare parte della sostanziosa schiera di adulatori del reboot della storica serie di Sierra.

Un labirinto di ghiaccio

Snow Place Like Home riprende dallo "stile Telltale" la linearità (forse eccessiva, in questo caso) della progressione, ma propone al contempo un'intelaiatura ludica completamente nuova, inedita per la serie e, più in generale, per l'intero genere di riferimento. King's Quest, a discapito di un valore produttivo sulla carta molto basso, si conferma una delle avventure grafiche moderne più variegate degli ultimi tempi. Per quanto avvincente e bello da giocare possa essere, però, anche questo quarto episodio non è esente da difetti. I primi puzzle saranno molto semplici e ci aiuteranno ad abituarci alla struttura schematica e asciutta della nuova strutta di gioco, ma la situazione degenererà ben presto: uno dei peggiori difetti di questo capitolo è la grande quantità di "trial and error" che accompagnerà parte delle (circa) tre ore necessarie per portarlo a termine. Ci sono alcuni puzzle in cui la soluzione ci è sembrata praticamente impossibile da cogliere se non dopo aver perso svariati minuti sperimentando e fallendo in continuazione. Non è tanto un problema di difficoltà pura - quella non sarebbe certamente un problema, tutt'altro - ma proprio di palesi carenze in termini di puzzle design. Il concetto alla base di tutti gli enigmi ambientali resta fondamentalmente lo stesso: dovremo andare da una porta all'altra seguendo un determinato percorso, segnato da uno strano solco colorato. La maggior parte degli enigmi presenti nella parte centrale del gioco si baseranno su questo semplice concetto, con difficoltà incrementale e meccaniche aggiuntive pronte a metterci i bastoni tra le ruote in qualunque momento. Quelli in cui dovremo spostare vari blocchi di pietra per ricomporre il percorso, ad esempio, sono sicuramente tra i più riusciti, mentre quello in cui dovremo guidare nostro figlio Alexander a distanza, indicandogli l'ordine in cui tirare delle leve, lo abbiamo trovato molto meno ispirato.

King's Quest Snow Place Like Home presenta una struttura inedita per la serie, che potrebbe fare la felicità di chi si è stufato della solita avventura grafica poco interattiva ma, al tempo stesso, rischia di destabilizzare i fan che non apprezzano il complesso e scorbutico mondo dei puzzle game. Una virata inaspettata ma coraggiosa, che conferma la natura sperimentale che ha accompagnato fino ad ora i capitoli pari del nuovo King’s Quest. Se il secondo episodio aveva rispolverato il sapore antico delle avventure grafiche vecchio stile, andando di fatto incontro a tutti i fan della serie originale, questa volta ci troviamo di fronte a salto nel buio, un rischio enorme che da un team così piccolo non ci saremo mai aspettati. Il risultato, comunque, al netto di alcune sbavature davvero imperdonabili, ci è sembrato estremamente convincente e rifinito. Sarebbe bello, se nel mercato videoludico moderno ci fosse più spazio per ragazzi talentuosi come The Odd Gentlemen e meno avventure realizzate in copia-carbone. Interessanti anche gli sviluppi legati alla storyline ambientata nel presente e le modalità con cui viene dipinto il rapporto travagliato fra i protagonisti. Restiamo quindi in attesa dell'ultimo capitolo, sperando che ci sia da aspettare un po' meno di quest'ultima volta.

7

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