recensione Kingdom Hearts: Birth By Sleep

Kingdom Heart torna indietro, per guardare avanti. Recensito l'ultimo capitolo portatile

Versione analizzata: PSP
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Più spin-off che altro

Kingdom Hearts è una saga altamente selettiva. L’idea di vedere personaggi della saga di Final Fantasy muoversi, collaborare e combattere al fianco di quelli Disney, può essere un’idea tanto esaltante per alcuni, quanto deprimente e alienante per altri. Del resto c’è chi è nato e cresciuto con un certo immaginario legato a Topolino e Paperino, e pensarli a lottare per la salvezza dell’umanità può essere abbastanza difficile. Eppure la saga di Square-Enix ha avuto successo e ha saputo crearsi una nutrita schiera di "supporter", sempre lieti di vestire i panni di Sora e compagnia bella. Così, dopo i primi due capitoli ufficiali, usciti entrambi su PS2, la saga sta tutt’ora vivendo un periodo strabordante di spin-off, ai quali è stato affidato il compito di chiarire, o complicare ulteriormente, alcuni aspetti dell’intricata trama alla base del brand.
Tra questi possiamo annoverare anche Birth By Sleep, capitolo in esclusiva per PSP, che in seguito all’uscita giapponese di inizio anno, giunge finalmente nel nostro continente. Dopo il non troppo entusiasmante 358-2 Days, Kingdom Hearts è tornato sui suoi classici livelli qualitativi? Quest’episodio portatile è capace di rivaleggiare con i primi due capitoli della serie?

Prequel: un modo per fare un po’ di chiarezza


Birth By Sleep, a grandi linee, mantiene inalterato il feeling della serie, riproponendo tematiche e gameplay già ampiamente conosciuti dai fan. Sostanzialmente vi ritroverete a che fare con un gioco di ruolo in tempo reale, dove combattimenti dal ritmo piuttosto elevato, si alternano a dialoghi che tirano in ballo sentimenti, intrighi e i più illustri personaggi della Disney.
Questo capitolo si presenta con un doppio e utile obbiettivo. Da una parte infatti, funge come ottimo titolo introduttivo per i neofiti, dall’altra darà estreme soddisfazioni a tutti coloro che hanno ancora qualche dubbio o perplessità sulle vicende narrate nei vari capitoli pubblicati precedentemente. Il motivo di una tale affermazione è molto semplice: Birth By Sleep è ambientato dieci anni prima del Kingdom Hearts originale, e mira a scavare nel passato dei protagonisti più noti, oltre che sul far luce sugli eventi che hanno causato lo scompiglio e la devastazione nel fantasioso mondo ideato da Square-Enix. E’ insomma un prequel a tutti gli effetti, e tira in ballo un terzetto di eroi: Ventus, le cui fattezze vi faranno immediatamente venire in mente qualcuno, Terra e la bellissima Aqua. La situazione iniziale li vede inseparabili compagni, allenarsi per l’esame che li potrebbe rendere Maestri di Keyblade. Quando il grande giorno giunge, il Maestro Eraqus ammette Ventus e Aqua, ma non Terra, il quale viene accusato di contenere dentro di sé l’Oscurità, forza che potrebbe spingerlo a commettere gesti deprecabili. Tuttavia l’apparizione di forze malefiche, denominate Unversed e la contemporanea sparizione del Maestro Xehanort offre ai tre un’occasione unica e irripetibile: mentre Ventus e Aqua saranno chiamati a sconfiggere le forze avversarie, Terra potrà dimostrare a Eraqus tutto il suo valore indagando sulla scomparsa di Xehanort.
Le premesse narrative non sono certo indimenticabili, ma potete stare certi che il plot di Birth By Sleep è intrigante e affascinante tanto per i veterani, che verranno irretiti con numerose rivelazioni e colpi di scena, quanto per i neofiti che ne usciranno incuriositi, tanto da essere presi dalla voglia di recuperare i passati episodi della saga. La sceneggiatura, pur non nascondendo la sua matrice orientale, evidente soprattutto nel ritmo a volte fin troppo lento, si fa apprezzare tanto per l’intreccio narrativo di fondo, quanto per la qualità dei dialoghi, capaci di pennellare personaggi sì stereotipati ma comunque credibili. I temi toccati sono sempre gli stessi: amicizia, amore, bene e male, ma non per questo si scade in facili giudizi o in una morale tanto ostentata quanto poco efficace.
Inoltre non bisogna mai dimenticarsi la particolarità della saga: la presenza di ambientazioni e personaggi Disney. In questo capitolo vi capiterà, ad esempio, di muovervi nell’immenso castello della Bella Addormentata, di farvi quattro passi nella foresta abitata dai Sette Nani o, addirittura, di capitare nell’universo futuristico di Lilo & Stich. Ovviamente torneranno i vari Topolino, Pippo e Paperino a fare da importanti comparse, mentre a supportarli ora tra le fila dei buoni, ora tra le fila dei cattivi, tanti altri personaggi tra i quali Malefica, Hercules, Dotto.
Preparatevi quindi a godervi una storia ben scritta e diretta, che complica ulteriormente il panteon di Kindom Hearts, ma che al tempo stesso ne chiarifica innumerevoli altri aspetti.

Un combat system tanto immediato, quanto profondo


Il gameplay di Birth By Sleep ruota, innanzi tutto, attorno alla presenza di tre diversi personaggi giocabili, ognuno con la propria trama da far progredire, ognuno con un proprio percorso da seguire. Ciò significa insomma, che prima dovrete completare il gioco con Terra, poi con Ventus e infine con Aqua. Questa, quanto meno, è la sequenza preferibile, visto che il gioco di per sé non impone alcuna scelta (ma se volete capire al meglio i dettagli della trama vi conviene affrontare l’avventura con questa successione). Inoltre solo completandola con tutti e tre, e solo selezionando un livello di difficoltà piuttosto elevato, avrete accesso a un filmato finale che da solo vale il solo prezzo del biglietto.
Detto questo, non ci resta che rassicurare ogni fan di Kingdom Hearts che si rispetti: sì, il combat system è rimasto quasi invariato e, anzi, è stato reso ancora più frenetico e profondo. L’ingrediente base è rappresentato dagli scontri in tempo reale. Nessuna interruzione, né scontro casuale. Muovendovi per lo scenario passerete senza alcuna discontinuità dall’esplorazione al combattimento vero e proprio. Qui, spostandovi sempre con l’analogico, potrete esibirvi in attacchi base o in quelli speciali, che non necessitano di punti magia, ma di un tempo più o meno lungo di ricarica. Questi hanno una specifica particolarità: innanzi tutto, via via che li utilizzerete diventeranno più efficaci, e poi potrete combinarli e persino crearne di nuovi grazie al Command Style. Questo sistema, se descritto nei minimi dettagli, può apparire difficile da padroneggiare, ma nella realtà dei fatti si tratta di un editor estremamente profondo con cui non solo potrete creare gli attacchi speciali più indicati, ma potrete anche inserirli facilmente nel set di mosse facilmente richiamabile in battaglia. Utilizzando la croce direzionale infatti potrete raggiungere velocemente fino a tre mosse speciali, così da dare vita a lunghe e devastanti combo.
Al Command Style e a un battle system graziato da un ritmo di gioco elevatissimo, vanno poi aggiunte altre due feature.
Ci stiamo riferendo allo Shotlock Command e alla Command Board. Il primo è un nuovo strumento d’offesa. Tenendo premuti entrambi i laterali, comparirà una sorta di mirino con cui agganciare più nemici possibile. Più tempo manterremo attivo il mirino, maggiori saranno i colpi che sferreremo sui malcapitati una volta rilasciati i tasti. Ovviamente questa tecnica è vincolata a una specifica barra che si riempirà raccogliendo determinati oggetti.
La Command Board invece ha a che fare con la crescita dei personaggi. Ogni scontro, naturalmente, si tradurrà in un certo quantitativo di punti esperienza che faranno poi salire di livello il personaggio. Al di là però di questo sistema abbastanza classico, si trova appunto la Command Board. Questa catapulterà il vostro avatar in un vero e proprio gioco da tavola con caselle e dadi da lanciare. Ogni quadrante sarà legato a uno specifico evento, che superato vi darà la possibilità di incrementare ulteriormente i parametri del personaggio e fargli apprendere nuove abilità e mosse.

E se da soli vi annoiate...

Naturalmente il combat system non si consuma completamente qui. Ad esempio si potrebbero spendere altre parole sulle mosse finali: combo di particolare potenza che si attivano dopo una lunga serie di colpi andati a segno. Anche queste sequenze possono essere personalizzate e, via via, potenziate.
Infine merita di essere menzionata anche l’Unione Dimensionale. Legandovi a determinati personaggi lungo la trama, sarete in grado di utilizzare, per un breve lasso di tempo, alcune delle loro abilità speciali. Terra, ad esempio è un personaggio che fa della potenza il suo asso nella manica. Le sue mosse tuttavia, sono relativamente lente e per questo, contro mostri specifici, potrebbe risultare molto utile fare affidamento agli attacchi speciali di Ventus che, al contrario, fa della rapidità il suo cavallo di battaglia, o di Aqua che, grazie alle sue spiccate doti magiche, può attaccare dalla distanza.
Tuttavia la cosa più sorprendente di Birth By Sleep è l’assoluta elasticità del gameplay. Tanto gli amanti della tattica estrema, quanto quelli che hanno poca voglia di navigare ore e ore tra i menù, possono godersi appieno l’offerta di Square-Enix. Certo, per superare le battaglie più impegnative, sarà necessaria un po’ di strategia, ma nulla che possa impedire alla fetta di pubblico che non ama complicazioni di godersi il gioco.
Inoltre se l’avventura in singolo non vi basta, Birth By Sleep ha molto da offrire anche in termini di multiplayer. Purtroppo non è previsto il supporto all’online, ma in locale fino a sei amici avranno di che divertirsi. Innanzi tutto potrete sfidarvi l’uno contro l’altro nella Mirage Arena, oppure collaborare in una sorta di rilettura GDR dell’ormai classica Orda dei migliori FPS contemporanei. Esiste persino una modalità co-op con cui guadagnare medagliette da spendere per sbloccare ulteriori mosse speciali. Infine la chicca, rappresentata dalla possibilità di sfidarsi in un minigioco che fa il verso a Mario Kart, e la ciliegina sulla torta: un 1 VS 1 sulla Command Board, modalità che promette di tiranneggiare interi pomeriggi.

Nulla al caso, tutto perfetto


Pochi dubbi insomma sulla longevità di Birth By Sleep. Se per completare l’avventura principale con tutti e tre i personaggi non vi ruberà meno di trenta ore, il multiplayer potrebbe far lievitare incredibilmente il tempo passato in compagnia del gioco. Tutto però dipende dalla necessità di avere a portata di mano altri amici muniti di PSP e copia del titolo.
Niente da dire nemmeno sull’aspetto grafico: semplicemente, questo Kingdom Hearts è capace di rivaleggiare con i capitoli per PS2. Non solo i modelli poligonali sono dettagliatissimi e mossi da ottime animazioni, ma le ambientazioni presentano texture di buona fattura e sono piene di particolari e oggetti che differenziano ogni ambiente. L’unica pecca che si può muovere in questa direzione riguarda le telecamere che, raramente, vi renderanno la vita difficile. Da citare anche quale sporadico calo del frame rate.
Difficile lamentarsi anche del sonoro. Se il doppiaggio, solo in inglese purtroppo, tira in ballo persino nomi noti dell’industria cinematografica (Mark Hamill, solo per dirne uno, e se non sapete chi sia significa che non siete veri fan di Star Wars), anche le musiche spiccano per qualità. Per di più i pezzi riciclati sono pochissimi, con un gran numero di tracce inedite tutte da fischiettare.

Kingdom Hearts: Birth By Sleep Kingdom Hearts: Birth By Sleep non solo è il miglior spin-off della saga creato fino ad oggi, non solo rivaleggia tranquillamente con i due capitoli regolari usciti su PS2, ma rappresenta uno dei più affascinanti titoli della line-up della piccola di casa Sony. Tutto, dalla grafica al combat system ,funziona nel migliore dei modi. Il ritmo poi è quanto di più occidentale si possa sperare: nessuno scontro casuale, nessun intricato sistema di attacco e difesa che spezzi irrimediabilmente l’azione. Birth By Sleep funziona proprio grazie alla sua malleabilità, che permette tanto agli esperti quanto ai neofiti di divertirsi al massimo. Se poi gli si aggiunge un’ottima trama e una modalità multiplayer ricchissima, si capisce perché il lavoro svolto da Square-Enix merita più di un applauso. Sconsigliato solo a chi ancora non sa farsi piacere l’accoppiata Final Fantasy-Disney. Tutti gli altri, francamente, hanno poche scuse. Se settembre di solito è il mese in cui tristemente si torna a scuola o al lavoro, Birth By Sleep è indubbiamente un ottimo antidepressivo. Fatelo vostro.

8.8

media su 86 voti

Il tuo voto

  • 8.8