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Recensione Kirby: Planet Robobot

Planet Robobot rimpasta le classiche meccaniche platform della serie con il gusto per i mecha giapponesi in un titolo pieno di creatività e stile.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Kirby: Planet Robobot
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

È capitato di recente con Fire Emblem, in passato con Metroid Prime e, sfruttando l'effetto cross-generazionale, con l'allora attesissimo The Legend of Zelda: Twilight Princess, eppure non ci pare azzardato affermare che Nintendo, in linea di massima, sia poco propensa a pubblicare più di un episodio per console dei filoni principali dei propri franchise più rappresentativi. Che la serie platform incentrata sul rosaceo paladino di Planet Popstar goda adesso, a due anni di distanza da Kirby: Triple Deluxe, di questo trattamento speciale dovrebbe dirla lunga su quanta fiducia l'azienda di Kyoto continui a riporre nella formula ludica che porta in dote, di sicuro tra le più accessibili e rassicuranti del proprio catalogo, così amata dall'utenza digitale da aver già superato indenne la soglia dei vent'anni di presenza sui piccoli e piccolissimi schermi di tutto il globo. Una fiducia riposta saggiamente, dato che Kirby: Planet Robobot sta già macinando successi importanti nel paese del Sol Levante, ed è ora pronto a farsi largo tra i nostri 3DS con il suo nuovissimo e bizzarro centrifugato di personaggi coccolosi e possenti mecha di gonagaiana memoria. Non ci aspettavamo una rivoluzione e, vi anticipiamo, di rivoluzionario il titolo non ha in effetti nulla. Ciononostante, complice qualche variazione sul tema spassosa e la consueta dedizione assicurata dai bravi HAL Laboratory, possiamo oggi raccontarvi di un prodotto ancora una volta ben fatto e godibile a più livelli.

Kirby Robot

Dream Land è nuovamente in pericolo. Questa volta la minaccia giunge dall'alto, rappresentata da una misteriosa organizzazione spaziale che, dalla propria navicella madre, ha scagliato strani dispositivi sintetici sulla superficie del placido regno, "robotizzandone", di fatto, ogni appezzamento. A nulla sono serviti i tentativi di difesa di King DeDeDe e di Meta Knight, immediatamente annientati dai soldati in bulloni e alluminio appartenenti alle forze nemiche, ed è quindi compito di Kirby, appena svegliatosi da un sonnellino sotto gli alberi, porre freno a un'invasione mai come in questo caso preoccupante. E se è vero che ripagare con la stessa moneta è spesso la soluzione più efficace, quale miglior modo per sbaragliare un impero di robot bellicosi se non ricorrendo a un'armatura artificiale dall'aspetto altrettanto aggressivo? La trama non ha mai rappresentato un plus per la serie, ed anche in Kirby: Planet Robobot c'è ben poco da dire in questo senso, se non che si tratti di un blando pretesto per introdurre quella che, in materia di gameplay, rappresenta la novità cardinale del neonato capitolo: l'impiego dei mecha. Se ne viene a contatto a partire dal secondo stage del primo mondo -la Modalità Storia ne comprende sei, come sempre-, laddove il primo mette in risalto tutte le meccaniche con cui i fan hanno già preso abbondante familiarità nel corso delle iterazioni precedenti. Ecco quindi che Kirby si sposta lateralmente rompendo oggetti, eseguendo una scivolata per infilarsi sotto pareti troppo basse e trattenendo il respiro per librarsi nell'aria a più riprese e a intervalli regolari. Al solito, egli può inoltre risucchiare gli avversari di piccola taglia per poi usarli come proiettili a forma di stelle o, inghiottendoli, per acquisirne le specificità difensivo-offensive. Insomma, tornano le storiche e numerosissime Abilità Copia, alle quali il dev team ha stavolta aggiunto quattro trasformazioni inedite, che rendono la paffuta pallina uno sputatore di veleno, un esperto in psicocinesi, un medico fionda-pillole e un jet sferico volante.

Vi è poi una quinta abilità che si ottiene scansionando l'amiibo di Kirby appartenente alla collezione Super Smash Bros, e che è in grado di far replicare al protagonista le medesime mosse da lui sfoggiate nel famigerato picchiaduro di casa Nintendo. Più in generale, il gioco supporta l'utilizzo di tutti -sottolineiamo: tutti- gli amiibo finora commercializzati, ognuno dei quali, in base alla propria caratterizzazione, dona a Kirby una tra le principali Abilità Copia previste dagli sviluppatori. La progressione, dicevamo, è però legata a doppio filo all'utilizzo dei corpulenti mezzi meccanici sparsi lungo il cammino, che il beniamino di Dream Land deve comandare dall'interno per superare ostacoli altrimenti insormontabili quali grossi tronchi di legno pronti per esser distrutti, ascensori avvitati da "svitare" tramite braccia robotiche e blocchi giganti da sollevare e riposizionare sulla scena. Parimenti al piccolo Kirby, anche i robusti mecha possono beneficiare di un sistema di abilità personalizzato, che, pur non vantando un numero di mutazioni troppo elevato, risulta stavolta indispensabile per la risoluzione dei tanti puzzle ambientali che costellano la scena. Per fare qualche esempio, i mecha lanciafiamme consentono d'accendere le micce collegate a certi cannoni, così come quelli dotati di lame rotanti spezzano le catene di grosse piattaforme sospese che, cadendo, sgombrano spesso itinerari secondari altrimenti impercorribili. Di quelle presenti, comunque, rimane impressa la metamorfosi in aereo da caccia, che permette al gioco di abbandonare brevemente il platforming a favore di rapidi segmenti ispirati ai tanti sparatutto arcade dell'epoca d'oro del gaming: gradevoli varianti utili a rendere un gameplay molto classico un po' più diversificato di quanto ci si potrebbe attendere.


Planet Robobot Deluxe

C'è insomma il timido tentativo di proporre qualcosa di sfizioso all'interno di una struttura ampiamente sviscerata nel corso delle generazioni, col risultato che chi è solito apprezzare questo adorabile universo narrativo, verosimilmente, ricadrà nel vortice dell'innamoramento senza sforzi. Peraltro, quel che abitualmente non faceva sfigurare i prodotti di Kirby quando messi a confronto con altri platform dalla tecnica più ricercata, vale a dire il level design, torna qui impreziosito di soluzioni sapientemente rifinite, seppur non originali in termini assoluti.

A colpo d'occhio

Modellato tramite lo stesso engine di Kirby: Triple Deluxe, Planet Robobot non se ne discosta affatto in materia grafica, riproponendone gli stessi modelli puliti e coloratissimi, ben in grado di agevolare una cifra visiva piacevole oggi come allora. Il titolo, oltretutto, gode di un framerate sufficientemente stabile, che mostra segni di cedimento perlopiù all'attivazione dell'effetto 3D, unica situazione in cui abbiamo avvertito qualche leggero calo. Nulla di così grave da compromettere l'esperienza di gioco, in ogni caso.

Ritocchi non soltanto scenografici, benché un accenno alla piacevolezza di certi livelli sia quantomeno doveroso, laddove il setting del casinò spicca su tutti, con tanto d'intermezzo tra i settori numerati di un classico disco da roulette. Soprattutto, come in Triple Deluxe, anche qui la parallasse gioca un ruolo centrale nell'avanzamento, per cui l'interazione con lo sfondo è meccanismo ricorrente nonché decisivo per scovare determinati collectible, cubi fosforescenti da racimolare per un massimo di tre per livello. Alcune scelte di design, in questo senso, ci sono parse particolarmente creative e capaci di destare l'attenzione del giocatore a più riprese, in grado addirittura d'alzare l'asticella del puzzle solving di qualche millimetro di difficoltà rispetto al solito, seppur nei limiti di un'esperienza sempre spensierata e alla portata di tutti. L'estro, invece, pare venir meno negli immancabili scontri con boss e mid-boss, in quest'occasione un po' anonimi sia in quanto a caratterizzazione estetica che in fatto di sfida. Il pacchetto di Kirby: Planet Robobot, ad ogni modo, non si limita alla sola campagna singleplayer, ma ospita anzi quattro modalità collaterali che, ripercorrendo le orme lasciate dall'episodio portatile del 2014, propongono sfide e minigame più o meno inediti, i quali, idealmente, potrebbero benissimo campare di vita propria -come in effetti, in passato, è già accaduto.

Torna quindi l'Arena entro cui praticare le boss fight in sequenza, così come la modalità Meta Knight il Ritorno, similmente a quanto fatto nello scorso DeDeDe all'Avventura, dà modo di rivivere i livelli della campagna -stavolta in una gara a cronometro- impersonando l'oscuro spadaccino in maschera metallica, il che, ovviamente, richiede un approccio all'esperienza differente in termini di moveset, mosse speciali e assenza totale di collezionabili e mecha di supporto. Nuove di zecca, invece, le modalità Sfida 3D Kirby e Squadra Kirby in Azione. La prima è nient'altro che un puzzle game a punteggio, per cui il nostro eroe è chiamato a fare piazza pulita di Waddle Dee lungo una serie di arene a visuale isometrica, fagocitandoli e sputandoli contro gli altri esserini in campo nel minor numero di azioni possibile. Ben più interessante è invece Squadra Kirby in Azione, dove da due a quattro Kirby devono collaborare per sconfiggere alcuni mostri storici del franchise, dal Whispy Woods a Vulkan fino al tricheco Dadopagos. La particolarità sta nel fatto che qui è possibile scegliere il proprio Kirby in base a una fra quattro classi e livellarne i parametri combattimento dopo combattimento, accumulando punti esperienza in puro stile GdR; una sorta di omaggio mignon a Monster Hunter, a conti fatti, tra l'altro giocabile anche in multiplayer locale. Sono tutti passatempi ben fatti, anche se, forse, meno incisivi rispetto ai precedenti A Ritmo con DeDeDe e Duello Kirby, a nostro avviso un po' più freschi e divertenti sia nel concept che nelle meccaniche di base.

Kirby: Planet Robobot Perfino il vigore del nuovo assetto mecha di Kirby fatica a spostare la rinomata serie platform di Nintendo e HAL Laboratory dai suoi inamovibili cardini videoludici. Non che questo sia un male assoluto, quando il prodotto finale sa dimostrarsi delizioso e qualitativamente rilevante, in questo caso come in passato. E allora, pur in un classicismo manifesto, Kirby: Planet Robobot ha di nuovo le carte in regola per divertire i fan più piccini -e non solo- del rosa difensore di Dream Land con la sua carica di grazia e immediatezza, dove a emergere, oggi più del solito, è soprattutto un design dei livelli dai tratti invidiabili, vera e propria manna per qualche dinamica di puzzle solving inaspettatamente più elaborata di quanto visto nei precedenti capitoli. Pollice alto, insomma, per il probabile congedo del nostro sferico amico dalle attuali scene del gaming portatile, in attesa di scoprire, una volta messo da parte il suo ingombrante completo robotico, cosa avrà in serbo per il prode Kirby la prossima generazione.

8

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