Recensione Knight Squad

La creazione di Chainsawesome Games si presenta agguerrita e densa di contenuti, mostrando una chiara predilezione per il multiplayer locale, ma cedendo un po' dal punto di vista della varietà complessiva.

Versione analizzata: Xbox One
recensione Knight Squad
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Knight Squad non è altro che l'ennesimo prodotto a farsi strada nel marasma di titoli indipendenti della nuova console casalinga di Microsoft con l'aiuto del programma "Games With Gold" di Xbox Live. Un gioco multigiocatore divertente ma non indimenticabile, con una spiccata predilezione per il couch gaming. Perché è inutile girarci intorno: pur non avendo affatto disdegnato la presenza di una vera e propria componente online, abbiamo trovato il titolo molto più adatto ad essere giocato con un gruppo di amici, fino ad un massimo di otto persone contemporaneamente. Forte di una quantità di modalità e mappe che ci ha lasciati sinceramente stupiti, la creazione di Chainsawesome Games si presenta agguerrita e densa di contenuti come non mai. Ma come troppo spesso accade in questi casi, non è tutto oro quello che luccica.

Tutti contro tutti

Dimenticatevi immediatamente della possibilità di giocare offline con i bot. Knight Squad non è adatto ai lupi solitari, così come non lo è più di tanto neanche per coloro che amano giocare in compagnia, ma senza accogliere i rivali sul proprio divano. Certo, la seconda ipotesi rappresenta già un notevole passo avanti, ma non sufficiente a rendere efficace sulla lunga distanza l'esperienza fornita dal titolo di Chainsawesome Games. Il gioco tende ad essere particolarmente confusionario, a non favorire mai un tipo di gameplay ragionato o tecnico. Giocare con sconosciuti, senza quella complicità e i classici sfottò che possono rendere unica e memorabile anche la più noiosa e banale delle partite, ha davvero poco senso. Le modalità sono tante e divertenti: alcune classiche, altre incredibilmente innovative e fuori dagli schemi. In prima linea tra quelle più folli troviamo sicuramente Juggernaut: una scellerata e caotica sagra dell'uccisione gratuita in cui per avere successo dovremo accaparrarci un particolare power-up presente al centro dell'arena, il quale ci consentirà di utilizzare una mitragliatrice a canne rotanti per triturare gli altri cavalieri. A differenza di quanto accade con gli altri potenziamenti, che riappariranno automaticamente (e casualmente) ad intervalli regolari, l'unico modo per ottenere la mitragliatrice sarà quello uccidere il suo attuale possessore. E se pensate che questa modalità sia completamente fuori di testa, sappiate che non è neanche lontanamente la più strampalata del pacchetto offertoci da Knight Squad: ne esiste una in cui il gioco - che dal punto di vista grafico è una sorta di "Bomberman multiplayer" (di quelli bidimensionali con vista dall'alto) con dei cavalieri colorati al posto del nostro caro vecchio bombarolo - si trasforma misteriosamente in un gioco di calcio, in cui dovremo segnare colpendo una palla gigante con le nostre armi. A queste improbabili modalità se ne affiancano altre più canoniche, come le immancabili "Cattura la bandiera" e "Dominio". Il risultato non cambia: i ritmi restano frenetici, scalmanati. Nella seconda non dovremo neanche sostare su una postazione per "catturarla", ci basterà passarci sopra e questa cambierà colore all'istante, iniziando a fornire punti alla nostra squadra. Anche nelle modalità ad obiettivi, insomma, il ritmo di gioco resta veloce ed imprevedibile, rendendo di fatto impossibile imbastire qualsivoglia strategia. Una battaglia all'ultimo punto rapidissima ma, se giocata con le persone giuste, tutto sommato divertente; un efficace rimedio contro lo stress, da assumere rigorosamente a piccole dosi. Sebbene la forma dell'arena sia sempre la medesima (un rettangolo che copre interamente lo schermo), le mappe sono ben differenziate grazie alla diversa disposizione degli elementi al suo interno. Alcune hanno fitte mura che danno origine ad un layout intricatissimo, altre sono più libere e spaziose. Dispiace un po' vedere che tutto questo potenziale sia stato sprecato a causa di una progettazione mediamente approssimativa.

Prendiamo ad esempio i personaggi: ciascuno di essi ha un nome e un'animazione che sembrava indicare un particolare potere. Inizialmente pensavamo potesse suggerire la presenza di una qualche abilità unica per ciascun personaggio, mentre in realtà nel gioco non c'è traccia di niente di tutto ciò: sono solo skin del medesimo personaggio. Qualunque tasto premiamo, il risultato sarà sempre lo stesso: un fendente (o una freccia scagliata verso i nostri nemici se stiamo usando il relativo power-up). Una struttura così minimalista e priva di qualunque tipo di personalizzazione difficilmente sarà in grado di allietare a lungo il vostro tempo libero senza annoiarvi.

Uno degli elementi del gioco che più ci ha lasciati interdetti è senza dubbio la natura di alcuni di questi potenziamenti, decisamente poco bilanciati e, talvolta, neanche troppo divertenti da usare: alcuni sono interessanti e utili, altri sembrano non far altro che complicarci la vita. L'arco, ad esempio, è difficilissimo - se addirittura non impossibile - da usare con efficacia. O almeno, non con la stessa efficacia con cui potranno farci a fette gli avversari dopo aver raccolto uno dei tanti potenziamenti (perlopiù utili per aumentare il range dei nostri attacchi). Il tutto è reso ancora più imprevedibile dall'inconsistenza dell'hit detection, forse un po' troppo imprecisa e spesso apparentemente "ingiusta". Questo fenomeno è sensibilmente accentuato (dalla latenza) durante le partite online, ma anche nel multiplayer locale, purtroppo, gli scontri sembrano decidersi fin troppo spesso con un doppi KO sinceramente immotivati, senza lasciare al giocatore la possibilità di mettere in mostra le proprie skill.

Knight Squad Knight Squad è caotico, frenetico e immediato. L'ideale per una serata tra amici o per effettuare una partita veloce ogni tanto. Ci siamo trovati di fronte ad una celebrazione del multigiocatore senza pensieri che ben presto ha lasciato intravedere alcune delle sue evidenti lacune concettuali e realizzative, dimostrando tutta la sua debolezza ludica dopo appena mezz'ora di gioco o poco più. Giocato con i bot potrebbe stancare davvero troppo presto, sia per la mancanza di stimoli che per l'ovvia - e inevitabile - ripetitività di un sistema basato interamente su numerose modalità multiplayer fini a sé stesse e prive di tatticismo. Se puntate a giocarlo da soli, dunque, vi consigliamo caldamente di desistere, onde evitare di perdere tempo inutilmente. In realtà c'è anche un'altra piccola modalità single player, la quale ci propone qualche sfida a base di modificatori o situazioni particolari, ma ci è sembrata anch'essa tranquillamente trascurabile e poco significativa. In compagnia, al contrario, potrebbe diventare una vera e propria droga, uno di quei prodotti a cui si rischia di rimanere attaccati per un quantitativo di tempo ben più alto di quanto ragionevolmente auspicabile.

6.8

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